Editrice Cenisio

(Reindirizzamento da Cenisio)
Editrice Cenisio
Stato Italia Italia
Forma societaria Società a responsabilità limitata
Fondazione anni 1960
Chiusura anni 1990
Sede principale Milano
Persone chiave Carla Arcaini, direttore
Settore Editoria

L'Editrice Cenisio è stata una casa editrice italiana attiva tra gli anni sessanta e novanta.

È stata licenziataria per l'Italia degli albi a fumetti di Tarzan, oltre che di Gatto Silvestro ed altri personaggi Warner Bros.

Nel 1975 ottenne da DC Comics i diritti per i suoi personaggi, precedentemente detenuti da Williams, pubblicando due collane dedicate a Batman e Superman, cui seguirono quelle dedicate a Flash (30 albi da giugno 1978)[1], alla Legione dei Supereroi (da aprile 1979), a Wonder Woman e al Sergente Rock.

Chiuse la pubblicazione di queste collane nei primi anni ottanta (l'ultima collana DC a chiudere fu Superman, nel 1984)[2]. I diritti DC passarono poi in mano ad altri editori, come Rizzoli e la Play Press, mentre Tarzan (di cui la Cenisio pubblicò i fumetti fino all'inizio degli anni Ottanta) non venne più pubblicato in Italia fino al 2003[3].

L'Editrice Cenisio proseguì nella pubblicazione delle sue collane umoristiche (principalmente quelle dedicate ai personaggi della Warner Bros., ma anche La Pantera Rosa) fino ai primi anni novanta.

Pubblicò, dall'agosto 1977 al maggio 1978, anche il trimestrale delle avventure di Danny Wilde e Brett Sinclair, con la medesima denominazione della fortunata serie TV Attenti a quei due, con Tony Curtis e Roger Moore.

Cenisio fu la prima casa editrice ad indicare sugli albi il riferimento alla storia originale[1].

Nei primi anni sessanta pubblicò le avventure di due personaggi di Luciano Bottaro e Carlo Chendi, Whisky e Gogo.

NoteModifica

  1. ^ a b Rino Monreale e Marcello Vaccari, Flash - Le testate, Glamazonia.it. URL consultato il 31 agosto 2011.
  2. ^ Paolo Ottolina, Superman - Guida alla lettura, UBCfumetti.com. URL consultato il 31 agosto 2011.
  3. ^ Francesco Farru, Tarzan 1, ComicUS.it, 26 novembre 2003. URL consultato il 31 agosto 2011.