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L'arrivo di alcuni migranti a Lampedusa, in Sicilia.

I centri per l'immigrazione in Italia offrono accoglienza ai cittadini stranieri arrivati nel paese irregolarmente in vista della loro identificazione ed eventuale richiesta di asilo o espulsione.

I centri, gestiti dalla Direzione centrale dei servizi civili per l'immigrazione e dell'asilo del Ministero dell'Interno, sono di quattro tipologie: Centri di Primo Soccorso e Accoglienza (CPSA), Centri Di Accoglienza (CDA), Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo (CARA), Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE).

Indice

Centri di Primo Soccorso e Accoglienza (CPSA)Modifica

I CPSA accolgono gli stranieri al loro arrivo nel paese, ricevendo assistenza medica. Sul luogo si procede alla prima identificazione e gli ospiti possono chiedere la protezione internazionale. In base alle loro condizioni sono destinati verso un'altra tipologia di struttura.

I CPSA sono quattro e si trovano a Lampedusa, Elmas, Otranto e Pozzallo.

Centri di Accoglienza (CDA) e per Richiedenti Asilo (CARA)Modifica

I CDA offrono ospitalità allo straniero che arriva in Italia in attesa di essere identificato, affinché si accerti la possibilità della sua permanenza. Chi richiede la protezione internazionale ha come destinazione dei centri specifici, i Centri di accoglienza per richiedenti asilo (CARA), dove vengono avviate le procedure per l'asilo.

I centri di questo tipo sono quattordici e sono nei comuni di Gradisca d'Isonzo, Arcevia, Castelnuovo di Porto, Manfredonia (Borgo Mezzanone), Bari (Palese), Brindisi (Restinco, Don Tonino Bello), Crotone (Località Sant'Anna), Mineo, Pozzallo, Caltanissetta (Contrada Pian del Lago), Lampedusa, Trapani (Salina Grande), Elmas.

Centri di permanenza per i rimpatri (CPR) ai sensi del Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 13 aprile 2017, n. 46 (in G.U. 18/04/2017, n. 90).Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Centro di identificazione ed espulsione.

Nel caso in cui un cittadino straniero sia arrivato irregolarmente in Italia, privo dei requisiti utili per l'ottenimento della protezione internazionale, la persona è trattenuta nei Centri di permanenza per i rimpatri (CPR). Lo straniero può restare per un massimo di 18 mesi all'interno della struttura[1], prima di essere espulso e rimpatriato.

I CPR sono cinque e si trovano nelle città di Torino, Roma, Bari, Trapani, Caltanissetta.

NoteModifica

  1. ^ Decreto legge n.89/2011 convertito dalla Legge n.129/2011.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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