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1leftarrow blue.svgVoce principale: Centro-sinistra in Italia.

Centro-sinistra "organico"
LeaderAmintore Fanfani,
Pietro Nenni,
Aldo Moro
StatoItalia Italia
Fondazione1963
Dissoluzione1976
PartitoDemocrazia Cristiana,
Partito Socialista,
Partito Socialdemocratico,
Partito Repubblicano
IdeologiaConsociativismo,
Corporativismo cristiano,
Cristianesimo sociale,
Socialismo democratico[1],
Socialdemocrazia[1]
Seggi massimi Camera
386 / 630
(1963)
Seggi massimi Senato
185 / 315
(1963)

Con la locuzione Centro-sinistra "organico" si intende quella coalizione di governo a guida democristiana che negli anni sessanta si allargò al Partito Socialista Italiano. L'aggettivo "organico" è stato aggiunto per distinguere questa formula politica da quella precedente dei primissimi anni Sessanta, che vedeva i socialisti in "appoggio esterno" al governo senza farne organicamente parte con propri ministri.

Indice

Nascita e crisiModifica

 
Pietro Nenni e Aldo Moro.

Nel 1962 prende corpo il governo tripartito presieduto da Amintore Fanfani, con la partecipazione di DC, PSDI e PRI, con l'astensione benevola del PSI. Questo governo, pur non potendolo definire di centro-sinistra vero e proprio, ha una dinamica riformatrice molto maggiore dello stesso centro-sinistra organico ed attua una serie di riforme fra cui spicca l'istituzione della scuola media unica obbligatoria, la nazionalizzazione delle industrie elettriche con la istituzione dell'ENEL e l'istituzione della cedolare d'acconto.

Il 4 dicembre del 1963 Aldo Moro compone il primo governo di centro-sinistra con la partecipazione attiva dei socialisti: nasce così il Centro-sinistra organico formato appunto dalla Democrazia Cristiana alleata con il PSDI, con il PRI ed anche con il PSI. L'esecutivo prevede i socialisti Pietro Nenni come vicepresidente del Consiglio, Antonio Giolitti ministro del Bilancio, Giovanni Pieraccini a capo del dicastero dei Lavori Pubblici, Giacomo Mancini alla Sanità e Achille Corona al Turismo e Spettacolo.

Nell'estate del 1964 la formula di centro-sinistra andava in crisi ed a giocare un ruolo fondamentale nella evoluzione di quella stessa crisi contribuirono anche fattori esterni al governo e ai partiti: tra cui il più importante fu senz'altro il Piano Solo del generale Giovanni De Lorenzo. Ciononostante Moro guida tre governi riproponendo la stessa coalizione di governo.

Nel 1968 cade il terzo governo Moro e ciò provoca l'agonia del centro-sinistra: il 24 giugno dello stesso anno Giovanni Leone forma il suo secondo governo in cui rispolvera la formula del monocolore democristiano.

Di nuovo al governoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Statuto dei lavoratori.
 Lo stesso argomento in dettaglio: Legge sul divorzio.
 Lo stesso argomento in dettaglio: Referendum sul divorzio.

La riunificazione fra PSI e PSDI nel Partito Socialista Unificato trasforma però anche coloro che provenivano dal PSI in militanti di fatto socialdemocratici, con una chiara vocazione riformista e governativa. Ciò spinge la DC a creare una nuova formula di centro-sinistra fondata sul perno cattolico-popolare della DC e su quello socialdemocratico del PSU: si trattò quindi di una formula di centro-sinistra più rassicurante per l'elettorato moderato.

Ciononostante il centro-sinistra entra in crisi dopo le elezioni politiche del 1968 e già nel 1969 il PSU si spacca nuovamente in due gruppi che poi rifonderanno il PSI ed il PSDI. Nel frattempo il governo Leone II era già caduto e Mariano Rumor ebbe l'opportunità di guidare tre governi, di cui il primo ed il terzo optarono per la scelta del centro-sinistra organico.

Nel 1970 il centro-sinistra sembra avere una nuova spinta propulsiva:

Alla fine degli anni Sessanta si hanno forti agitazioni sindacali, il cosiddetto Autunno caldo (1969), unite alla forte contestazione studentesca (del 1968). La strategia della tensione fu probabilmente l'evento più insidioso che la Repubblica dovette affrontare, assieme a tentativi d'involuzione autoritaria come il tentativo di golpe del principe Junio Valerio Borghese.

Nel 1974, dopo due governi Rumor di centro-sinistra organico, Aldo Moro si pone alla guida di un esecutivo che sconfessa la formula politica attuata per primo proprio da lui: infatti, il quinto governo Moro vede non solo i socialisti, ma anche socialdemocratici e repubblicani all'opposizione.

Seggi parlamentari del Centro-sinistra "organico"Modifica

1963-1968Modifica

IV legislatura (1963)
Seggi Camera
Seggi Senato
Democrazia Cristiana
260 / 630
126 / 315
Partito Socialista Italiano
87 / 630
44 / 315
Partito Socialista Democratico Italiano
33 / 630
14 / 315
Partito Repubblicano Italiano[2]
5 / 630
1 / 315
Totale
385 / 630
185 / 315

1968-1971Modifica

V legislatura (1968)
Seggi Camera
Seggi Senato
Democrazia Cristiana
266 / 630
135 / 315
Partito Socialista Unificato (PSI-PSDI)
91 / 630
46 / 315
Partito Repubblicano Italiano
9 / 630
2 / 315
Totale
366 / 630
183 / 315

1973-1974Modifica

VI legislatura (1972)
Seggi Camera
Seggi Senato
Democrazia Cristiana
266 / 630
135 / 315
Partito Socialista Italiano
61 / 630
33 / 315
Partito Socialista Democratico Italiano
29 / 630
11 / 315
Partito Repubblicano Italiano
20 / 630
5 / 315
Totale
376 / 630
184 / 315

La "trasformazione" in PentapartitoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Pentapartito.

Il centro-sinistra entra in crisi definitivamente nel 1976 quando ha inizio l'esperienza della unità nazionale con il progressivo coinvolgimento del Partito comunista italiano nelle maggioranze parlamentari (Compromesso storico). Il PSI tornò a far parte della compagine governativa nel 1980 col secondo governo Cossiga, dal quale restarono però esclusi i socialdemocratici. L'ultimo governo di centro-sinistra organico fu il governo Forlani, ma esso durò meno di un anno.

Successivamente la formula di centro-sinistra organico fu soppiantata dal Pentapartito, che prevedeva la vecchia compagine maggioritaria al governo (Democrazia Cristiana, Partito Socialista Italiano, Partito Socialista Democratico Italiano, Partito Repubblicano Italiano) con l'aggiunta del Partito Liberale Italiano. Il Pentapartito fece il suo esordio nel primo governo Spadolini (primo esecutivo a guida non democristiana della storia d'Italia) e, tra alti e bassi, fu decisivo nella storia politica dell'Italia fino all'inchiesta Mani Pulite ed il crollo della Prima Repubblica.

NoteModifica

  1. ^ a b Avanti!, Cinquant’anni fa nasceva il centrosinistra poi arrivarono i ‘nani’ della politica, su avantionline.it, 28 novembre 2013. URL consultato il 10 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 3 dicembre 2013).
  2. ^ È escluso il deputato Randolfo Pacciardi, espulso nel 1963 e in seguito fondatore dell'Unione Democratica per la Nuova Repubblica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica