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Centuriazione della Campania antica

organizzazione agraria romana

La centuriazione della Campania antica è l'organizzazione agraria, attuata nel corso del I secolo a.C., dell'omonima regione. Il terreno veniva diviso in centurie, quadrati di circa 565-710 metri di lato, da ripartire in poderi destinati ai coloni, spesso legionari in congedo.[1]

Il territorioModifica

Secondo Aniello Gentile nel territorio vi era un'unica centuriazione[2] Tuttavia, in seguito a una serie di osservazioni aeree svoltesi dal 1981 al 1986 sull'antica Regio I Latium et Campania e su alcune zone appenniniche adiacenti, Gérard Chouquer e altri collaboratori pubblicarono nel 1987 un'opera, Structures agraires en Italie Centro-Méridionale. Cadastres et paysage ruraux, in cui elencarono 63 accatastamenti romani oltre ai 17 già rinvenuti nell’area esaminata.[1][3]

In totale vi sono cinque centuriazioni riguardanti l'ager Campanus:

  1. Ager Campanus I.[4] Fu realizzata nel 131 a.C. in seguito alla Lex Sempronia Agraria del 133 a.C., con Tiberio Gracco, Gaio Sempronio Gracco e Appio Claudio Pulcro triumviri agris iudicandis adsignandis,[5] e misurava 705 metri, ossia 20 actus.[6] Si estende da Casilinum (Capua) e Calatia (presso Maddaloni) a Marano di Napoli ed Afragola in direzione nord-sud e da Caivano a Villa Literno in direzione est-ovest, esclusa Acerra.[1]
  2. Ager Campanus II.[7] Fu realizzata durante l'età di Silla e di Cesare (83-59 a. C.) e misura 706 metri, ossia 20 actus.[8] Si estende dall’Ager Campanus I alle terre comprese tra il fiume Clanio e il fiume Volturno, Calatia e in direzione di Cuma e di Liternum e le terre ad oriente di Atella e a sud del Clanio.[1]
  3. Acerrae-Atella I.[9] Risalente all’età di Augusto, misura circa 565 metri, ossia 16 actus.[1] Si estende da Acerra a Sant'Antimo in direzione est-ovest e da Orta di Atella a Secondigliano e Casoria in direzione nord-sud, esclusi Succivo e zone limitrofe verso ovest.[1]
  4. Atella II.[10] Risale al periodo successivo alla centuriazione Ager Campanus II e probabilmente precedente all’epoca di Augusto e misura 710 metri, ossia 20 actus.[1] Si estende da Orta di Atella a piccole porzioni di Succivo, Sant'Arpino, Frattaminore e Caivano.[1]
  5. Nola III.[11] Risale all’epoca di Vespasiano e misura 707 metri, ossia 20 actus. Si estende da Acerra fino a Nola, Lauro, Sarno, San Marzano sul Sarno ed Ottaviano.[1]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i §3. Le centuriazioni romane, in Istituto di Studi Atellani. URL consultato il 22 agosto 2019.
  2. ^ Gentile, p.12.
  3. ^ Chouquet et all, 1987.
  4. ^ Chouquer, p. 90.
  5. ^ Chouquer, p. 217.
  6. ^ Chouquer, 1987
  7. ^ Chouquer, p. 90, pp. 199-202.
  8. ^ Chouquer, p. 90, pp. 219-221.
  9. ^ Chouquer, p. 90, pp. 207-208.
  10. ^ Chouquer, p. 90, pp. 208-209.
  11. ^ Chouquer, p. 90, pp. 211-212.

BibliografiaModifica

  • Aniello Gentile, La romanità dell’agro campano alla luce dei suoi nomi locali. I - Tracce della centuriazione romana, in Quaderni linguistici, Napoli, Università di Napoli - Istituto di Glottologia, 1955.
  • (FR) Gérard Chouquer, Monique Clavel-Lévêque, François Favory e Jean-Pierre Vallat, Structures agraires en Italie Centro-Méridionale. Cadastres et paysage ruraux, Roma, Collection de l’Ecole Française de Rome - 100, 1987.