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La Ceramica Rossetti fu una ceramica prodotta e decorata da vari membri della famiglia Rossetti a Lodi e a Torino nella prima metà del secolo XVIII.[1][2].

Indice

StoriaModifica

La famiglia Rossetti, coi fratelli Giorgio Giacinto e Giovanni Battista (detto Gio Batta) e il nipote Giorgio, è probabilmente originaria di Macello, presso Pinerolo.[2]

Le notizie sui membri della famiglia sono frammentarie: attivi a Torino nella Real Fabbrica fondata nel 1725, furono in seguito attivi a Lodi tra il 1729 e il 1736, poi di nuovo a Torino.[2] La maggior parte delle ceramiche Lodigiane sono contrassegnate sul retro dalle iniziali intrecciate ‘GR’, mentre a Torino venne usato il monogramma ‘TR’.[1]

A Torino tra il fra il 1737 e il 1748 venne prodotta anche la porcellana Rossetti.

Stile delle ceramiche LodigianeModifica

La produzione ceramica Rossetti a Lodi fu influenzata dalle porcellane Cinesi in monocromomia blu, colore ottenuto con l’ossido di Cobalto[1]. La maggior parte delle ceramiche Rossetti sono in monocromia turchina e presentano decori ‘alla Bérain’, che prende il nome dal decoratore Francese Jean Bérain, e nello stile detto dei ‘lambrequins rayonnants’[1]. Il decoro ‘alla Bérain’ presenta figure che si rifanno all’antichita’ Romana reinterpretate nel gusto Barocco, con ninfe, satiri, sfingi, vasi di fiori, animali fantastici, arabeschi e figure mitologiche, cariatidi alate, spesso in equilibrio su mensole[1][3]. Il decoro des lambrequins rayonnants fu introdotto da Rouen, con arabeschi e composizioni geometrico-floreali[1]. Alcune ceramiche presentano nel centro paesaggi, con vedute di città e castelli, colline, laghi, nuvole e uccelli[1].

Esistono anche due alzate policrome, con paesaggi lacustri e una città incorniciate da piante con fiori fantastici.[1]

MuseiModifica

Questi sono alcuni dei musei presso i quali sono conservate ceramiche di Rossetti:[4]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h Ferrari, pp. 45-51.
  2. ^ a b c Gelmini, pp. 26-28
  3. ^ Cohen e Hess, pp. 8-9
  4. ^ Ferrari, pp. 170-217.

BibliografiaModifica

  • (EN) David Cohen e Catherine Hess, Looking at European Ceramics. A guide to technical terms, Los Angeles, The J. Paul Getty Museum, 1993, ISBN 0-7141-1734-X.
  • Felice Ferrari, La ceramica di Lodi, Azzano San Paolo, Bolis Edizioni, 2003.
  • Maria Laura Gelmini, Le fabbriche, in Maioliche lodigiane del '700, Venezia, Electa, 1995, ISBN 88-435-5402-6.