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Logo della marcatura CCC.

Il certificato cinese obbligatorio, comunemente noto come marchio CCC (acronimo dell'inglese China Compulsory Certificate), è un marchio di sicurezza obbligatorio per molti prodotti venduti sul mercato cinese.

Divenne effettivo il 1º maggio 2002. È il risultato dell'integrazione di due precedenti sistemi d'esame cinesi, chiamati CCIB (marchio di sicurezza introdotto nel 1989 e richiesto per i prodotti di 47 categorie) e CCEE (conosciuto anche come marchio “Grande Muraglia”, richiesto per 7 categorie di prodotti elettrici). Il marchio è obbligatorio sia per i prodotti fabbricati in Cina che per quelli importati (esportazione, distribuzione e vendita in Cina.[1]

Indice

DettagliModifica

I prodotti sui quali viene applicato il marchio CCC sono i seguenti:

  • fili e cavi elettrici
  • interruttori per circuiti e dispositivi di connessione
  • apparati elettrici a basso voltaggio
  • motori con poca potenza
  • utensili elettrici
  • macchine per saldature
  • apparecchi elettrici domestici
  • apparecchi audio e video
  • attrezzature informatiche
  • apparecchi per illuminazione
  • apparecchi per telecomunicazioni
  • veicoli a motore e parti di sicurezza
  • pneumatici per veicoli a motore
  • vetri di sicurezza
  • macchinari agricoli
  • prodotti in lattice
  • dispositivi medici
  • apparecchi antincendio
  • rivelatori di intrusi per sistemi d'allarme
  • sistemi WLAN
  • giocattoli
  • piastrelle.

Al 2006, la CCC era obbligatoria per 47 famiglie differenti di prodotti, di cui 23 elettrici.[1] Al 2017, risultano censiti 20 gruppi di prodotti, suddivisi in 158 categorie.[2]

Processo certificativoModifica

Sotto la responsabilità delle autorità cinesi, il marchio CCC è amministrato dal CNCA (Amministrazione di certificazione ed accreditamento). Il Centro cinese di certificazione di qualità (CQC) è designato dal CNCA per vagliare le applicazioni del marchio CCC e definire i prodotti che necessitano del CCC.

Il processo di certificazione include i seguenti passi:

  1. Viene presentata un'applicazione da testare e del materiale di supporto.
  2. Un laboratorio cinese designato dal CNCA testa dei campioni del prodotto.
  3. Il CQC manda dei rappresentanti ad ispezionare l'impianto di produzione.
  4. Viene approvato o rifiutato il rilascio del certificato CCC.
  5. Annualmente degli ufficiali cinesi visitano la fabbrica.

Il processo di certificazione di solito richiede dai 6 ai 9 mesi.

La General Administration of Quality Supervision, Inspection and Quarantine (AQSIQ)[3] è l'autorità amministrativa preposta dalla legge cinese alla gestione dell'intero sistema di certificazione CCC.[4]

AQSIS e CNCA definiscono le norme fondamentali in modo concorrente. La AQSIS si occupa della supervisione dei prodotti soggetti a obbligo certificatorio, e in caso di non-conformità che comportano un rischio per la salute e sicurezza degli utilizzatori, dispone le campagne di richiamo ed il blocco delle vendite[5] (Quality Management[3]). L'AQSIS ha delegato alla CNCA l'implementazione del sistema[4], in particolare la pubblicazione del catalogo dei prodotti soggetti ad obbligo di certificazione, e l'accreditamento degli enti certificatori di prodotto e di processo, e dei laboratori di prova.[4]

In base alla famiglia di prodotto da certificare, il CQC assegna la pratica ad uno dei 130 laboratori dislocati nel territorio nazionale e stabilisce il piano di campionamento da eseguire.[1] Ogni 12-18 mesi si ripetono le visite di follow-up per verificare il mantenimento degli standard qualitativi.[1][2]

NoteModifica

  1. ^ a b c d dr. G. Belussi, Certificazioni Internazionali dei prodotti elettromeccanici. (PDF), su confindustria.vicenza.it. URL consultato il 15 novembre 2018 (archiviato il 15 novembre 2018)., Requisiti tecnici e legislativi per l’esportazione in Nord America, Cina e Far East.
  2. ^ a b (EN) C. Lvey, Compliance FAQs: China Compulsory Certification (CCC) marking, su nist.gov, 9 agosto 2018. URL consultato il 15 novembre 2018 (archiviato il 15 novembre 2018).
  3. ^ a b (EN) About - Supervision and Management of Certification and Accreditation, su AQSIQ (archiviato il 15 Novembre 2018).
  4. ^ a b c (EN) The China Compulsory Certification mark (Nov 2012) (PDF), su economy.gov.il, p. 1. URL consultato il 15 Novembre 2018 (archiviato il 15 novembre 2018).
  5. ^ (EN) §4 Supervision and Managing, n. 39, su ccc-certificate.org, 21 Agosto 2015. URL consultato il 15 Novembre 2018 (archiviato il 25 Marzo 2018).

Collegamenti esterniModifica