Cesare De Lollis

filologo italiano

Cesare De Lollis (Casalincontrada, 13 settembre 1863Casalincontrada, 25 aprile 1928) è stato un filologo e storico della letteratura italiano.

Monumento a Cesare De Lollis a Casalincontrada

Indice

BiografiaModifica

Figlio del patriota e scrittore Alceste De Lollis, frequentò il liceo a L'Aquila e a Teramo. Fu scolaro a Firenze prima di Napoleone Caix, poi di Adolfo Bartoli e di Girolamo Vitelli, che gli diedero la solida cultura classica, il gusto della ricerca filosofica, la profonda preparazione linguistica, poi di Francesco D'Ovidio e di Ernesto Monaci, che lo indirizzarono verso gli studi romanzi, nei quali si perfezionò a Parigi con Gaston Paris e Paul Meyer.

Insegnò filologia romanza nell'Università di Genova e letteratura francese e spagnola a Roma. Occupò infine la cattedra di filologia romanza all'Università di Roma, dove successe proprio a Ernesto Monaci, suo vecchio professore.

Dal 1907 al 1913 e dal 1921 fino alla morte diresse la rivista «La Cultura», dapprima con Nicola Festa e Giuseppe Antonio Borgese, poi, dal 1921 al 1928, da solo, rifondandola. De Lollis fece di tale pubblicazione non soltanto uno strumento di rinnovamento di metodi critici e di apertura verso la cultura europea, ma anche il luogo dove si formarono le più vivaci forze della giovane critica italiana (come Domenico Petrini, Cesare Pavese, Leone Ginzburg, Arrigo Cajumi) alla luce della sua concezione umanistica dell'esercizio letterario come impiego etico.

Allo scoppio della prima guerra mondiale, malgrado l'età, volle arruolarsi e prestare servizio in prima linea. Per il suo portamento militare ottenne riconoscimenti ed encomi.

Nel 1925 è tra i firmatari del Manifesto degli intellettuali antifascisti di Benedetto Croce.

L'opera critica del De Lollis rivendica contro il metodo crociano la rilevanza fondamentale dell'analisi dello stile per la comprensione del testo e per la valutazione stessa del significato e dei valori poetici: la formazione filologica lo conduce a muovere costantemente dall'accettamento del dato linguistico come quello in cui le ragioni del testo (umane, storiche, culturali, di pensiero) trovano la loro concreta manifestazione, mentre la preparazione erudita determina nelle sue ricerche la costante preoccupazione del solido e documentato inquadramento storico.

A Cesare de Lollis è stata intitolata una scuola media nonché una via della città di Chieti ed una a Roma.

OpereModifica

I suoi scritti abbracciano l'intero ambito della filologia romanza ed anche problemi e figure delle letterature moderne:

  • Vita e Poesia di Sordello di Goito (1896);
  • Gerardo Hauptmann e l'opera sua letteraria (1899);
  • Saggi di Letteratura Francese (1920);
  • Dante e la Spagna (1921);
  • Crusca in fermento (1922);
  • Cervantes reazionario (1924), uno dei suoi libri più felici;
  • Chi cerca trova, ovverosia colui che cercò l'Africa e trovò l'America (1925);
  • Alessandro Manzoni e gli storici francesi della Restaurazione (1926);
  • Reisebilder ed altri scritti (1929);
  • Scrittori francesi dell'Ottocento (1938);

Il suo capolavoro, tuttavia, è costituito dai Saggi sulla forma poetica dell'Ottocento (1929), acutissima indagine sullo svolgimento della lingua poetica italiana lungo l'Ottocento svolta con un metodo di ricerca che colloca l'opera fra i primi e tuttora più alti esempi italiani di critica stilistica.

Fondamentale è pure l'edizione che il de Lollis curò degli scritti di Cristoforo Colombo (due voll., 1892-94) a cui egli fece seguire la monografia Cristoforo Colombo nella leggenda e nella storia (1892; ediz. definitiva 1931; nuova ristampa 1969).

Del moralismo del de Lollis è infine testimonianza il Taccuino di guerra (1955).

I saggi più significativi sono stati raccolti a cura di Gianfranco Contini e Vittorio Santoli nei volumi Scrittori d'Italia (1968) e Scrittori di Francia (1971).

BibliografiaModifica

  • Raffaele Aurini, De Lollis Cesare, in Dizionario bibliografico della gente d'Abruzzo, vol. IV, Teramo, Ars et Labor, 1962; e in Id., nuova edizione aggiornata, a cura di Fausto Eugeni, Luigi Ponziani, Marcello Sgattoni, Colledara, Andromeda, 2002, vol. II, pp. 423-469;
  • Filippo Pierfelice, De Lollis Cesare, in Gente d'Abruzzo. Dizionario biografico, a cura di Enrico Di Carlo, Castelli, Andromeda, 2006, pp. 143-148;
  • Fausto De Sanctis, Cesare de Lollis e la cultura del suo tempo: Cristoforo Colombo - La vita accademica - Le manifestazioni celebrative in onore di C. de Lollis - l'Abruzzo - Altri illustri casalesi, Chieti, Vecchio Faggio, 1992, pp. 220
  • Fausto De Sanctis, L'Abruzzo negli scritti di Cesare de Lollis, Pescara, Istituto di Studi Abruzzesi, 2006, pp.146
  • Fausto De Sanctis, Cesare de Lollis poeta e traduttore, Pescara, Istituto di Studi Abruzzesi, 2008, pp.176
  • Cesare de Lollis, Scrittori di Germania, Pescara, Editrice Sigraf, 2010, pp. 256, a cura di Fausto De Sanctis
  • Fausto De Sanctis - Filippo Pierfelice, Cesare De Lollis e la Grande Guerra, Pescara, Editrice Sigraf, 2013, pp. XLVII-144
  • Fausto De Sanctis, Cesare De Lollis e le celebrazioni di Colombo , in Rivista Abruzzese: rassegna trimestrale di cultura , A. 45° (1992), 4, p. 229-230
  • Fausto De Sanctis, Cesare de Lollis studioso di Colombo, in Terra e Gente, Lanciano, A. XXXI (2011), n. 1, pp. 45-46 e in D.A.S.P. Incontri cul[turali dei Soci, A. XVIII (2011), pp. 54-57
  • Carlo Pulsoni, De Lollis lettore di Cervantes, in "Studi mediolatini e volgari", 54 (2008), pp. 139-54
  • Amedeo Benedetti, Cesare De Lollis nelle lettere a colleghi e maestri, in "Esperienze Letterarie", XLI (2016), n. 2, pp. 99-135.

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