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Cesenatico

comune italiano
Cesenatico
comune
Cesenatico – Stemma Cesenatico – Bandiera
Cesenatico – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Forlì-Cesena-Stemma.png Forlì-Cesena
Amministrazione
SindacoMatteo Gozzoli (centro-sinistra) dal 20-6-2016
Data di istituzione1798
Territorio
Coordinate44°12′04.28″N 12°24′02.48″E / 44.20119°N 12.400689°E44.20119; 12.400689 (Cesenatico)Coordinate: 44°12′04.28″N 12°24′02.48″E / 44.20119°N 12.400689°E44.20119; 12.400689 (Cesenatico)
Altitudinem s.l.m.
Superficie45,16 km²
Abitanti25 760[2] (30-6-2017)
Densità570,42 ab./km²
FrazioniBagnarola, Borella, Cannucceto, Sala, Valverde, Villalta, Villamarina, Zadina[1]
Comuni confinantiCervia (RA), Cesena, Gambettola, Gatteo
Altre informazioni
Cod. postale47042
Prefisso0547
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT040008
Cod. catastaleC574
TargaFC
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitanticesenaticensi
Patronosan Giacomo
Giorno festivo25 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cesenatico
Cesenatico
Cesenatico – Mappa
Posizione del comune di Cesenatico nella provincia di Forlì-Cesena
Sito istituzionale

Cesenatico (Ziznàtic in romagnolo[3][4]) è un comune italiano di 25 760 abitanti della provincia di Forlì-Cesena in Emilia-Romagna. Stazione balneare e meta turistica, è situata al centro della Riviera romagnola, fra Rimini e Ravenna, a circa 15 km a est di Cesena, e a 38 km dal capoluogo di provincia Forlì.

Geografia fisicaModifica

ClimaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Cesenatico.

StoriaModifica

AntichitàModifica

Il territorio attorno a Cesenatico doveva presentarsi circa 18.000 anni fa come un'estesa laguna dove zone salmastre si alternavano a zone paludose di acqua dolce. Il più antico ritrovamento umano nella zona è avvenuto nella frazione Montaletto. Molto probabilmente si tratta di un accampamento di pastori dell'Età del bronzo risalente a circa 3.000-1.000 anni prima di Cristo.

Tracce più consistenti riguardano il periodo che parte dal V secolo a.C.; laterizi, tombe e suppellettili confermano la presenza umana nell'attuale località Borella.
La pianura cispadana allora era terra di conquista. Da essa e in essa venivano, partivano e vivevano numerose popolazioni che davano vita a numerosi traffici e scambi commerciali. Le città marittime di Adria, Ancona, Spina e Ravenna vedevano la presenza di:

  • mercanti provenienti dalla Magna Grecia (la stessa Ancona fu fondata dai siracusani), che smerciavano e commerciavano ceramiche e prodotti del mare;
  • gli Umbri (il cui insediamento più importante era Sarsina), che scendevano fino a valle per commerciare i propri prodotti;
  • gli Etruschi, fondatori dell'emporio di Spina e delle città di Verucchio e Rimini.
  • i Celti, popolo abile nella coltivazione e dedito alla ricerca di nuove terre.

A partire dal III secolo a.C. (battaglia di Sentino) aumentò l'influenza di Roma sui territori cispadani. I romani di fatto rifondarono Rimini e ne fecero una testa di ponte per le loro future campagne di conquista del nord. Durante il III secolo a.C. sorsero, lungo un percorso che può identificarsi con la futura Via Popilia, diverse ville rustiche, ovvero insediamenti produttivi a carattere artigianale-agreste, che comprendevano una parte abitativa (la residenza del proprietario) e una parte produttiva (opifici per la trasformazione e lavorazione di grano, latte, formaggi, pelle..).[5]

I romani si insediarono stabilmente nella zona alla fine del III secolo a.C., dopo aver sconfitto definitivamente le popolazioni celtiche ed etrusche. Tutta l'area fu quindi sottoposta a un piano di centuriazione. Vennero spianate colline, bonificate vaste aree agricole, abbattuti boschi e costruite strade. La zona tra Cesenatico e Cesena assunse l'aspetto, che conserva tuttora, di territorio votato all'agricoltura e all'allevamento.

Il tratto costiero tra Ravenna e Rimini fu sottoposto a lavori di bonifica, terminati i quali nel 132 a.C. le due città furono collegate dalla Via Popilia. A questo periodo (II-I secolo a.C.) risalgono le prime testimonianze romane rinvenute nella zona su cui sorse Cesenatico. Scavi condotti tra gli anni '60 e '70 del XX secolo e successivamente hanno permesso di individuare siti databili al periodo tra il II secolo a.C. sino al IV secolo d.C., in particolare ville rustiche e altri insediamenti. Tra questi, particolamente interessante è il sito di Ca' Bufalini dove, ai margini di una larga strada, sono state rinvenute tracce di vari edifici. Viene considerata l'ipotesi - ancora tutta da verificare su base archeologica - che l'insediamento possa essere identificato con l'abitato Ad Novas che figura nella Tabula Peutingeriana[6]. Ad Novas sembrava essere una statio, ovvero un luogo di sosta e cambio dei cavalli. Il sito è menzionato anche da alcune fonti dell'VIII secolo come luogo "ove sorgeva una città ora distrutta"[7]. Nei secoli successivi il territorio fu attraversato dalle guerre tra romani e popoli barbari.

MedioevoModifica

L'aristocrazia romana esercitava ancora la funzione amministrativa propria dell'Impero romano d'occidente ma militarmente e politicamente erano i barbari a farla da padrone. Un'epidemia di peste diede il colpo di grazia a quello che restava dell'Impero romano, provocando l'arretramento demografico, civile, culturale, economico di tutta l'Italia. Le città si spopolarono, i piccoli centri divennero ammassi di ruderi, così come le ville. La popolazione di Cesenatico, così come quella di tutto il resto della penisola, tornò a praticare un'agricoltura di sussistenza. Il Vescovo di Ravenna, Martino, poteva scrivere nell'818 circa che sostò "ove un tempo v'era una città ora distrutta": Ad Novas.

Intanto il re dei Franchi Pipino il Breve in accordo con la Chiesa, occupò l'Italia settentrionale mettendo le terre tra Ravenna e Rimini al servizio della Chiesa di Ravenna, di fatto sancendo il potere temporale pontificio che durerà fino al 1859.

Ravenna conosce il periodo di massimo splendore sotto i bizantini e le terre attorno alla futura Cesenatico cadono sotto il suo dominio.

Con l'anno Mille si chiude finalmente la lunga parentesi medievale e si assiste ad un nuovo periodo di sviluppo. La popolazione aumenta, le fasi commerciali pure, i Comuni fanno ingresso nella storia ponendo le basi del Rinascimento; questi sono tempi nei quali attraverso accordi, battaglie, matrimoni i Comuni cercano di aumentare i loro possedimenti territoriali. Così fu per Cesena, la quale in cerca di un porto lo trovò in quel di Cervia ma di fatto sotto il dominio di Ravenna non fu possibile strapparlo, si pensò allora di scendere a sud e venne trovata una zona posta proprio al confine coi possedimenti di Rimini.

Nel 1302 i cesenati cominciarono i lavori di costruzione di una fortezza in riva al mare. Rimini cercò di impedirglielo: Federico da Montefeltro attaccò la stessa Cesena, saccheggiando le aree agresti. Una volta arrivati al mare i riminesi assediarono e distrussero la fortezza. I progetti furono rinviati. Nel 1314 vennero ripresi i lavori al porto di Cesena e sotto il governo di Ostansio Capitano e Guido Novello Da Polenta vennero terminati i lavori il 10 agosto dello stesso anno.

Nacque così il porto di Cesena, che con l'aggiunta del suffisso -atico divenne "Cesenatico". Ma come la nascita fu sofferta, anche lo sviluppo non fu da meno. Le lotte intestine fra le famiglie nobili insofferenti al papato e la Chiesa che fece di tutto per mantenere il potere portarono in Romagna rappresaglie e soldati che si accanirono contro il porto di Cesena per "punire" la città ribelle. In un primo momento il porto e la fortezza vennero distrutti nel 1328, la fortezza fu riedificata nello stesso anno ma il porto venne riaperto solo 6 anni più tardi, quando a Cesena regnava Francesco II Ordelaffi.

Nel 1356 fu inviato il Cardinale Albornoz che ebbe come compito primario di ricondurre (non solo formalmente) le terre di Romagna sotto il diretto domino della Chiesa: Albornoz assieme a Gianciotto Malatesta conquistò il porto di Cesena distruggendone ancora le palate e rendendolo inutilizzabile; solo nel 1382 il porto riacquistò la sua funzione primaria ma nel 1415 capitolò nuovamente sotto i colpi inferti da Braccio da Montone. Per capire quanto fu strategico il porto di Cesenatico dobbiamo tener presente che la vicina città di Cervia fece grosse pressioni sui Veneziani per ottenere l'esclusiva del commercio del sale, preoccupati proprio dalla ingombrante presenza della città rivale, inoltre abbiamo notizia anche della presenza di magazzini adibiti allo stoccaggio della merce di proprietà di commercianti toscani, segno che il porto era conosciuto anche a notevoli distanze.

Il porto conobbe un periodo di relativa prosperità durante il regno dei Malatesta, ma i problemi non tardarono ad arrivare: prima la nuova distruzione nel 1415, poi il progressivo insabbiamento che non permetteva alle navi di entrare in porto. A quest'ultimo problema venne finalmente posta risoluzione con la costruzione di due moli che limitarono l'insabbiamento del canale di entrata in porto.

L'età modernaModifica

Durante il breve dominio di Cesare Borgia sulla Romagna si registrò la presenza a Cesenatico di Leonardo da Vinci. Dopo aver lavorato a miglioramenti delle infrastrutture militari a Rimini, Imola, Faenza, Cesena, il genio toscano effettuò un sopralluogo al porto di Cesenatico, del quale tracciò uno schizzo tuttora conservato e - si può supporre - diede consigli su possibili miglioramenti. Da diversi anni era desiderio dei cesenati collegare la propria città col mare attraverso un canale, ma l'opera era impossibile dati i 44 metri di dislivello.[8]

Negli anni successivi un nuovo pericolo si affacciò sulla cittadina romagnola, proveniente dal mare: si trattava di pirati. I primi ad attaccare la città furono predoni di origine veneta che, avendo fallito l'assedio a Rimini in quanto ben munita di cannoni e munizioni, trovarono facile vittoria a Cesenatico. La cittadina fu depredata di ogni suo bene. Poi fu la volta degli Uscocchi, popoli di origine slava che razziavano le coste romagnole e marchigiane, e infine i Saraceni, che proprio in queste zone facevano incetta di schiavi cristiani da deportare in Nord Africa. Per questi avvenimenti alla fine del Cinquecento vennero costruite numerose torri d'avvistamento.

Fino alla seconda metà del Settecento a Cesenatico era attiva una salina. Per la vicinanza di Cervia, la cui economia era fortemente basata sul sale, la città si dovette specializzare in un'altra direzione. Chiusa la salina, Cesenatico cominciò a divenire una cittadina a vocazione commerciale; il porto assunse la funzione mercantile e peschereccia che lo contraddistingue ancora oggi.[9] La nuova ventata di ricchezza spinse la popolazione cesenaticense a rivendicare piena autonomia dalla città di Cesena. Queste prime avvisaglie furono bloccate dalla Chiesa che cercava di mantenere l'ordine prestabilito anche in un'ottica di risparmio. L'arrivo delle truppe napoleoniche rese possibile la svolta: nel 1798 Cesenatico si separò da Cesena divenendo comune autonomo; con l'arrivo degli austriaci nel 1799 venne riportato l'antico ordine, ma nel luglio del 1800 i francesi ritornarono e la cittadina costiera divenne nuovamente autonoma.

Il 21 dicembre 1827 Leone XII concesse a Cesenatico la definitiva autonomia da Cesena. Successivamente nacquero con i cesenati numerose dispute sui confini: l'annosa lite si concluse solo il 3 giugno 1842. Tra gli anni venti e trenta del XIX secolo s'insediarono numerose famiglie di pescatori chioggiotti, qui invitate dalle autorità e dai ceti mercantili locali che volevano trasformare la cittadina in uno dei principali porti pescherecci dell'alto Adriatico. Nella notte tra l'1 ed il 2 agosto 1849 Giuseppe Garibaldi, in ritirata dopo la caduta della Repubblica Romana, entrò in paese con la moglie Anita ed alcuni seguaci con l'intento di requisire alcuni bragozzi e raggiungere Venezia, dove Daniele Manin ancora resisteva agli austriaci. Dopo aver preso il possesso di Cesenatico, i garibaldini lasciarono la cittadina a bordo di alcune imbarcazioni. La flottiglia fu tuttavia intercettata lungo le coste meridionali del Delta del Po da una squadra della marina imperiale austriaca; Garibaldi così si vide costretto a sbarcare al Porto di Magnavacca per sfuggire alla cattura.

Col plebiscito del marzo del 1860 Cesenatico venne annessa al Regno di Sardegna, che l'anno seguente divenne il Regno d'Italia.

Dal 1860 a oggiModifica

All'indomani dell'Unità d'Italia la situazione socio-economica della città era caratterizzata ancora da elevata povertà e insalubrità endemica, con un tasso di mortalità infantile, tra il 1893 ed il 1905, vicino al 50%. Nel 1875 l'abitato fu colpito da due violente scosse di terremoto che causarono numerosi danni ed il parziale crollo della cinquecentesca torre dell'orologio, poi definitivamente demolita perché pericolante. Nonostante l'esiguità di risorse economiche, nelle decadi successive all'unità vennero realizzate numerose opere pubbliche come il teatro comunale (1865), il rifacimento di piazza Garibaldi, la pescheria, la nuova torre dell'orologio e la bonifica dei terreni paludosi che circondavano il paese. Nel luglio 1886 l'abitato fu finalmente raggiunto dalla ferrovia proveniente da Ravenna.

L'arrivo del treno permise lo sviluppo di una nuova industria che, da qualche anno, aveva mosso i suoi primi passi anche a Cesenatico, il turismo balneare. Nel 1865 furono costruiti i primi capanni sull'arenile ma fu soltanto nel 1878 che venne inaugurato il primo stabilimento balneare completo di ristorante, bar e camerini (per il cambio d'abito). Per facilitare l'accesso alla spiaggia ai turisti fu costruita nel 1889 una prima strada che costeggiava la banchina del porto. Nel 1894 fu aperto il viale Anita Garibaldi; tre anni dopo fu istituito il primo servizio di salvataggio e nel 1903 l'area alla destra del porto canale fu divisa in lotti per la costruzione di villini.

Durante la seconda guerra mondiale Cesenatico fu sottoposta a bombardamenti che causarono la distruzione del palazzo comunale, della torre dell'acquedotto, del faro e dei ponti sul porto canale e sulla vena Mazzarini, la parziale distruzione del molo, del mercato del pesce e delle scuole nelle frazioni di Villalta, Sala, Cannucceto, Villamarina e Bagnarola. Inoltre, per rendere inservibile il porto, tutti i pescherecci e le imbarcazioni furono minati ed affondati dai tedeschi che, negli ultimi giorni di occupazione, fecero saltare anche la torre dell'antica rocca malatestiana, ultimo resto della fondazione della città. Il 20 ottobre 1944 la città fu liberata dalla 2ª divisione di fanteria neozelandese.

Immediatamente vennero avviati i lavori di restauro e di ricostruzione. Nel 1945 fu fondata la cooperativa dei pescatori e si diede un nuovo impulso al turismo. Molte delle ville vennero convertite in alberghi, si avviarono nuove colonie (una delle prime fu la Colonia 12 Stelle, rivolta a bambini provenienti dalla provincia autonoma di Bolzano, senza distinzioni di lingua), e la costruzione del famoso grattacielo diede l'avvio ad una nuova era incentrata sul turismo di massa.

Oggi Cesenatico è dotata di circa 22.000 posti letto, con 3 milioni di presenze a stagione. Nel 1966 venne fondata la biblioteca comunale; nello stesso anno la città rivierasca fu fra le prime in Europa ad avviare progetti di gemellaggio con altri centri. Nel 1977 si diede l'avvio a un progetto di recupero storico-archeologico e negli anni ottanta vennero introdotte le linee guida che hanno lanciato Cesenatico in un'ottica globale ed Europea.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

 
Chiesa di San Giacomo Apostolo

Architetture civiliModifica

 
Il Grand Hotel (1929)
 
Il Presepe sulle barche del Museo della Marineria nel Porto canale
 
Il Grattacielo di Cesenatico
 
Il monumento a Marco Pantani

Cesenatico è dotata di un porto canale, che si sviluppa anche con alcune ramificazioni (chiamate localmente vene). Fu realizzato nel XIV secolo, poco dopo la fondazione della città, e a più riprese ampliato e migliorato.

In Piazza Ciceruacchio un profilo di piastrelle di diverso colore evidenzia la pianta di una torre di avvistamento, distrutta durante le Guerre Napoleoniche.

Lungo il Corso Garibaldi sorge ancora la casa che diede un pernottamento a Giuseppe e Anita Garibaldi in fuga da Roma alla volta di Venezia all'inizio di agosto del 1849.

Per lunghi secoli, il pescato fu conservato nelle ghiacciaie o "conserve", le antenate del frigorifero. A Cesenatico si possono tuttora osservare le ultime tre conserve ancora esistenti di tutto il Nord Italia[11]. Erano costituite essenzialmente da una struttura in muratura, un capannone, sotto la quale si trova la cella del ghiaccio, cioè una stanza in gran parte interrata a forma di imbuto. Riempite di ghiaccio, le conserve permettevano di mantenere al loro interno una temperatura di -5° anche in estate. Furono costruite intorno al 1820 e restarono attive fino alle soglie del XX secolo.

A ridosso del porto, nell'area di una piccola rocca d'avvistamento, sorge un percorso archeologico che testimonia l'impiego di materiale da riporto dagli insediamenti agresti dell'entroterra nell'edificazione della rocca stessa.

Se il porto-canale rappresenta la città storica, il Grattacielo, edificato negli anni Cinquanta sul lungomare, nella zona nuova della città di fronte al preesistente Grand Hotel, è senza dubbio il simbolo della Cesenatico moderna e turistica.

La parte nuova della città, che si sviluppa intorno al Viale Carducci, asse parallelo al lungo mare, è stata dedicata pressoché interamente al turismo, con alberghi, negozi, ristoranti, sale giochi, bar e pub. Sul lungo mare si possono ancora ammirare dei villini storici costruiti nei primi anni del Novecento (primo di questi Villino Beatrice situato a levante del porto), e la ex colonia Veronese.

Infine, per quanto non siano menzionabili come veri e propri monumenti, non si può di certo negare il valore iconografico assunto nel tempo dagli stabilimenti balneari di Cesenatico, veri e propri centri di ricreazione estiva e motore economico della città.

Nella città si trova inoltre il Museo della marineria, di cui fanno parte alcune imbarcazioni che sono ormeggiate al porto-canale, più importante fra tutte il Trabaccolo da trasporto, sul quale è possibile salire. Nel periodo natalizio su queste barche viene allestito un presepe molto suggestivo: il Presepe della Marineria, ideato da Guerrino Gardini, con le figure a grandezza d'uomo.

Dalla primavera del 2006 è aperto al pubblico lo Spazio Pantani vicino alla stazione ferroviaria. Un museo che riporta cimeli, biciclette e oggetti appartenuti al campione romagnolo del ciclismo Marco Pantani, che visse la sua infanzia e adolescenza proprio a Cesenatico.

Sempre a Cesenatico sorge l'edificio eretto in epoca fascista - opera dell'architetto bolognese Giuseppe Vaccaro - conosciuto come Colonia Agip. L'edificio è oggi preso in considerazione nel Progetto Europeo ATRIUM.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[12]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Gli stranieri residenti nel comune sono 2 139, ovvero l'8,3% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[13]:

  1. Albania, 661
  2. Romania, 471
  3. Marocco, 147
  4. Ucraina, 108
  5. Cina, 105
  6. Bulgaria, 103
  7. Tunisia, 67
  8. Polonia, 66
  9. Bangladesh, 44
  10. Moldavia, 38
  11. Senegal, 34

Tradizioni e folcloreModifica

Dal 1986 sulle barche del Museo della marineria viene allestito nel periodo natalizio il Presepe della Marineria[14]. Nel periodo di Natale, dalla prima domenica di dicembre sino all'Epifania, le barche della Sezione Galleggiante del Museo della marineria diventano il palcoscenico del Presepe della Marineria. Il presepe è nato nel 1986 ed è opera degli artisti Tinin Mantegazza, Maurizio Bertoni e Mino Savadori, da un'originale idea di Guerrino Gardini. La prima statua scolpita è stata quella di San Giacomo, patrono di Cesenatico a cui nel corso degli anni se ne sono aggiunte molte altre. Non si tratta solo di statue tradizionali che si vedono nei presepi, ma di scorci ispirati dalla vita della gente comune di un borgo di pescatori: pescatori, falegnami, burattinai.

Ogni anno il presepe si arricchisce di una nuova statua e un nuovo personaggio. Dalle sette figure con cui esordirono nel 1986 oggi il patrimonio scultoreo è di una cinquantina di statue. Si va così realizzando il progetto degli artisti Bertoni e Savadori di dotare nel corso degli anni ognuna delle imbarcazioni di un timoniere e di un prodiere. Le figure sono pensate come elementi di una rappresentazione, da vedere dalle sponde del Porto Canale Leonardesco come da una platea; illuminate, perché nel presepe sono le luci che danno vita alle figure e scandiscono il racconto.

CulturaModifica

BibliotecheModifica

Nella città di Cesenatico è presente una biblioteca comunale in piazza Ciceruacchio 21. Fondata nel 1966, ha sede dal 1974 nell'edificio progettato nel 1938 come Casa del Fascio dall'architetto Saul Bravetti (completamente ristrutturato dal 2006 al 2008). La biblioteca mantiene la sua intitolazione formale a Marino Moretti pur non indicandola nell'ambito del proprio logotipo e comunicazione al fine di non ingenerare ambiguità con la Casa Museo "Marino Moretti", istituita successivamente all'intitolazione della biblioteca. Le raccolte contano attualmente circa 60 000 libri, dei quali un terzo a scaffale aperto e nelle sezioni speciali tematiche, e il resto nelle collezioni conservate nei due nuovi magazzini ad alta capacità. Sono disponibili circa 100 posti per studio e consultazione. Nella bella stagione è possibile leggere e studiare nella sala di lettura all'aperto situata sulla terrazza.[15]

UniversitàModifica

Cesenatico ospita una delle sedi della Scuola di Agraria e Medicina Veterinaria dell'Università di Bologna per il corso di laurea in "Acquacoltura e igiene delle produzioni ittiche".

MuseiModifica

  • Museo della Marineria: il più celebre museo della città, unico museo galleggiante esistente in Italia, ha sede nel tratto più antico e caratteristico del porto canale e richiama secoli di storia marinara. Tra le navi ormeggiate la più importante è il "Trabaccolo da trasporto", sul quale è possibile salire. Dal museo è possibile accedere e visitare anche l'Antiquarium Comunale, allestito all'interno del Palazzo degli Anziani. Al suo interno sono esposti, con il supporto di una ricca documentazione, reperti del passato della città, soprattutto risalenti al periodo romano.
  • Casa-museo Marino Moretti: Cesenatico è la terra natale del celebre poeta Marino Moretti, del quale è possibile visitare la casa museo, situata sul porto canale nella via a lui dedicata. In suo onore è stato istituito il Premio Biennale Marino Moretti per la filologia, la storia e la critica nell'ambito della letteratura italiana dell'Otto e Novecento.[16]
  • Spazio Pantani: lo Spazio Pantani sorge su un'area di oltre 300 m² e nasce dalla volontà della famiglia, del Comune e della Fondazione Marco Pantani di realizzare una struttura per mantenere viva la memoria del campione romagnolo, autore di epiche imprese. Al suo interno è possibile ripercorrere la carriera del "Pirata" attraverso l'esposizione di foto, cimeli ed audiovisivi. È presente anche un piccolo punto vendita dove si possono acquistare libri, DVD, articoli di abbigliamento, gadget e tanto altro ancora. Il Museo viene gestito direttamente dalla Famiglia Pantani con lo scopo di produrre utili da devolvere per scopi benefici.

TeatroModifica

Il Teatro comunale è in attività dalla fine del XIX secolo. L'edificio si contraddistingue per l'elegante architettura interna ed esterna.

Eventi e ricorrenzeModifica

A Cesenatico si svolgono annualmente:

  • Dal 1989, la fase nazionale delle Olimpiadi italiane della matematica, precedentemente assegnata a Viareggio. L'evento ha luogo nel corso del primo o del secondo fine settimana del mese di maggio;
  • Cesenatico ospita le rassegne gastronomiche dedicate al “pesce povero” dell'Adriatico “Azzurro come il Pesce”, nella terza settimana di marzo e "Il Pesce fa Festa” che si svolge durante la festività di Ognissanti. In occasione di questi eventi le strade del centro cittadino e la storica Colonia Agip si popolano di punti di degustazione dove si possono assaggiare i piatti della tradizione marinara preparati con pesce fresco[17][18]
  • Dal 1976 nello specchio di mare adiacente a Cesenatico, nel periodo di Pasqua, si svolge la “Regata Internazionale Vele di Pasqua” riservata alle diverse classi di catamarani[19]. Equipaggi provenienti da tutta Europa si sfidano, a mezzo miglio dalla costa, su due campi di battaglia, a Levante e a Ponente
  • Dal 2015 Cesenatico ha un suo festival jazz che si svolge in febbraio-marzo al teatro Comunale[20] e ad agosto sul porto canale; nominato JAZZenatico.[21]

Geografia antropicaModifica

Il capoluogoModifica

Il Comune di Cesenatico comprende Cesenatico "capoluogo", che viene diviso nei quattro rioni cittadini[1]: Levante, Ponente, Boschetto e Madonnina-Santa Teresa. Questa suddivisione riguarda la città per la sua interezza, tanto che anche il Centro Storico viene talvolta diviso in "Centro Storico Levante" e "Centro Storico Ponente".

La divisione tra i rioni di Levante e Ponente è rimarcata appunto dal Porto Canale. Boschetto è situato a sud del capoluogo, ubicato tra Levante e la frazione di Valverde. Boschetto è spesso considerato come un distretto del rione di Levante, ma oggi costituisce un quartiere autonomo, nonostante il Parco di Levante, il più grande parco pubblico cittadino, sia ubicato proprio a Boschetto. Il popoloso quartiere cittadino della Madonnina-Santa Teresa è invece ubicato nell'entroterra, appena oltre la ferrovia venendo dal centro storico.

Le frazioniModifica

Oltre ai rioni cittadini, il comune di Cesenatico comprende le seguenti frazioni:

  • Bagnarola: situata al confine col Comune di Cesena, a sua volta divisa dai residenti in Bagnarola di sopra e Bagnarola di sotto. Nella frazione si trova la chiesa parrocchiale dei Santi Filippo e Giacomo Apostoli. Bagnarola è l'insediamento più antico presente all'interno del comune e deve probabilmente il suo nome al termine "Balneum Aurelianum", ossia "bagno (termale) dell'imperatore Marco Aurelio", indicato su una lapide ritrovata dai monaci benedettini durante la realizzazione nel 1505 del locale mulino.
  • Borella: piccolo centro situato sulla SS304 (Via Cesenatico), si tratta della più piccola frazione ed è ubicata a ridosso del capoluogo comunale. Il centro abitato si sviluppa quasi interamente sulla Via Cesenatico e si trova incastrato tra le frazioni Madonnina Santa Teresa e Villalta.
  • Cannucceto: antico centro rurale situato pochi km ad ovest del centro cittadino. Negli ultimi anni la frazione ha subito un notevole sviluppo urbanistico che hanno cambiato radicalmente l'immagine del luogo. Nella frazione si trova la chiesa parrocchiale di San Luigi Gonzaga. Una piccola porzione dell'antica frazione di Cannucceto è stata inglobata nella recente frazione Madonnina-Santa Teresa dopo la sua costruzione. Cannucceto confina a nord-ovest con il comune di Cervia, più precisamente con la frazione di Montaletto. Nella frazione è inoltre ubicato il Lago Valloni.
  • Madonnina Santa Teresa: frazione[22] a carattere residenziale, ubicata nell'entroterra, oltre la ferrovia e il cavalcavia della Statale 16 Adriatica. La frazione confina con le frazioni di Borella e Cannucceto (della quale dopo la sua costruzione ha anche inglobato una porzione, ovvero il tratto della Via Montaletto che va da Via Cesenatico all'odierna Via Gramsci).
  • Sala: si tratta di un centro abitato di discrete dimensioni, in cui risiedono più di 3.000 abitanti. La frazione si presenta piuttosto "autonoma" rispetto al capoluogo: è dotata di numerose attività commerciali, servizi, impianti sportivi e di un proprio cimitero. Nella frazione si trova la chiesa parrocchiale di Santa Maria del Rosario.
  • Valverde: situata sulla costa, a sud rispetto alla città. Sono presenti numerosi alberghi e stabilimenti balneari.
  • Villalta: centro abitato che ha il suo sviluppo sulla SS304 (Via Cesenatico), nel quale è possibile trovare varie attività commerciali/artigianali e servizi. Nella frazione si trova la chiesa parrocchiale di Santa Maria Ausiliatrice.
  • Villamarina: situata sulla costa a sud di Valverde. Vi sono presenti numerose strutture alberghiere e balneari. Nella frazione si trova la chiesa parrocchiale dell'Annunciazione, situata al confine con Gatteo Mare.
  • Zadina: località balneare situata a Nord rispetto alla città. Si tratta di un'area verde, in cui è presente l'unico pezzo di pineta rimanente nel territorio del comune di Cesenatico. Confina a nord col comune di Cervia.

Anche una porzione della località di Capannaguzzo, frazione del Comune di Cesena, è compresa all'interno del territorio comunale di Cesenatico.

EconomiaModifica

Cesenatico, nota località balneare, è famosa per le strutture alberghiere che ospitano migliaia di vacanzieri nel periodo estivo.

Fino all'inizio del XX secolo, la principale attività economica fu invece la pesca. Il porto di Cesenatico fu il terzo per importanza dopo quelli di Ravenna e Rimini.

Oggi l'azienda più importante di Cesenatico è la «Gesturist», attiva nel settore turistico.[23]

Infrastrutture e trasportiModifica

Strade e AutostradeModifica

Cesenatico è attraversata dalla Strada statale 16 Adriatica, dalla quale è raggiungibile l'autostrada A14, caselli di Valle del Rubicone (9 km), Cesena (15 km) e Rimini Nord (17 km) e collegata dalla Strada Provinciale 8 a Cesena.

FerrovieModifica

La stazione ferroviaria di Cesenatico si trova sulla linea che collega Rimini e Ravenna ed è servita da treni regionali.

Mobilità urbanaModifica

Cesenatico è servita dall'azienda di trasporto pubblico locale Start Romagna (che opera nelle tre provincie romagnole). A Cesenatico sono attive quattro linee di autobus urbani (1, 2, 3 e 4), notevolmente potenziate nel periodo estivo, e l'importante linea autobus suburbana 94, considerata la colonna portante del trasporto pubblico locale, che collega Cesenatico alla città di Cesena, meta di studio e lavoro per molti cesenaticensi (nel periodo estivo viene prolungata fino a San Mauro Mare).

Due traghetti, "Mirko" e "Giovanna d'Arco", svolgono un servizio di trasporto diurno per passeggeri, biciclette e motocicli tra le due sponde del porto canale, permettendo di accorciare un lungo tragitto pedonale. I tempi di attraversamento sono inferiori al minuto.

Cesenatico nel periodo estivo è collegata alle principali città del Centro e Nord Italia con autolinee private che collegano tali città alla Riviera romagnola.

È presente un servizio taxi attivo ventiquattro ore, con base operativa presso la stazione ferroviaria.

AmministrazioneModifica

Cronologia sindaci dal 1944Modifica

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1944 1946 Antonio Sintoni Sindaco
1946 1950 Spartaco Ghezzi Sindaco
1950 1951 Edgardo Gusella Sindaco
1951 1956 Viterbo Benagli Sindaco
1956 1957 Primo Grassi Sindaco
1957 1961 Agostino Spadarelli Sindaco
febbraio 1961 settembre 1961 Edgardo Gusella Sindaco
1961 1962 - Commissario Prefettizio
1962 1968 Marcello Bartoli Partito Repubblicano Italiano Sindaco
gennaio 1968 febbraio 1968 Agostino Spadarelli Partito Repubblicano Italiano Sindaco
1968 1971 Giorgio Calisesi Partito Socialista Italiano Sindaco
1971 1977 Giancarlo Urbini Partito Socialista Italiano Sindaco
1977 1979 Giovanni Bissoni Partito Comunista Italiano Sindaco
1979 1983 Giancarlo Urbini Partito Socialista Italiano Sindaco
1983 1988 Giovanni Bissoni Partito Comunista Italiano Sindaco
6 settembre 1988 18 aprile 1990 Giovanni Bissoni Partito Comunista Italiano Sindaco [24]
18 aprile 1990 7 giugno 1993 Luciano Natali Partito Comunista Italiano, poi PDS Sindaco [24]
2 luglio 1993 12 maggio 1997 Luciano Natali PDS Sindaco [24]
12 maggio 1997 14 maggio 2001 Damiano Zoffoli centro-sinistra Sindaco [24]
14 maggio 2001 30 maggio 2005 Damiano Zoffoli centro-sinistra Sindaco [24]
13 giugno 2006 31 maggio 2011 Nivardo Panzavolta centro-sinistra Sindaco [24]
31 maggio 2011 31 maggio 2016 Roberto Buda Il Popolo della Libertà Sindaco
31 maggio 2016 20 giugno 2016 Raffaele Sirico Commissario Prefettizio
20 giugno 2016 in carica Matteo Gozzoli Partito Democratico Sindaco

GemellaggiModifica

SportModifica

CiclismoModifica

 
Partenza della corsa ciclistica Nove Colli.

Per sette volte Cesenatico è stata sede di arrivo di una tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1935, l'ultima nel 2010:

Nella seconda metà del mese di maggio, dal 1971, si svolge la Nove Colli[25], una tra le più conosciute granfondo ciclistiche.

Dal 2011 il giorno di Pasquetta ha luogo Pantanissima, granfondo internazionale dedicata allo scomparso ciclista Marco Pantani.

CalcioModifica

La principale squadra di calcio della città è l'A. S. D. Bakia Cesenatico, che milita nel girone D di Promozione Emilia-Romagna.

L'A. S. Cesenatico Chimicart, fondata nel 1939, nota anche come Real Cesenatico, è stata una società calcistica della città.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Comune di Cesenatico - Statuto
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2017.
  3. ^ Al zità, PGuiducci.Com. URL consultato il 7 settembre 2017.
  4. ^ L'Antologia libera delle lingue a rischio, Dumsinandi. URL consultato il 7 settembre 2017.
  5. ^ Nel 2004 gli archeologi hanno anche ritrovato delle fornaci, in località Ca' Turci, nel podere Fornari, a sinistra del canale di Bonificazione.
  6. ^ Nella Tabula è riportato un antico itinerario romano, proprio a metà strada tra Ravenna e Ariminum, cioè in posizione corrispondente all'attuale Cesenatico
  7. ^ Non vi è invece alcuna evidenza del fatto che il toponimo Tabernae Cossutianae ("Taverne di Cossuzio"), che figura in una lettera del 44 a.C. scritta da Quinto Tullio Cicerone, fratello del famoso oratore, sia da riferirsi all'insediamento di Ad Novas, anche se figura insieme a quello di Cesena nel contesto della lettera.
  8. ^ Gastone Sozzi, Breve storia della città di Cesena, Cesena, Circolo Rodolfo Morandi, 1972.
  9. ^ AA. VV., L'uomo e le acque in Romagna. Alcuni aspetti del sistema idrografico nel '700, Bologna, CLUEB, 1981, pag. 33.
  10. ^ Comunità Redemptor Hominis, su missionerh.it. URL consultato l'11 luglio 2018.
  11. ^ Stefano Biagioli, «Conservazione cibi: il caso esemplare di Cesenatico», Corriere Romagna, 5 gennaio 2009.
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2016 per sesso e cittadinanza, ISTAT.
  14. ^ Sito Presepe della Marineria
  15. ^ Sito della Biblioteca Comunale di Cesenatico
  16. ^ Sito della Casa Museo del poeta Marino Moretti
  17. ^ AZZURRO COME IL PESCE, su www.cesenatico.it. URL consultato il 5 giugno 2016.
  18. ^ IL PESCE FA FESTA, su www.cesenatico.it. URL consultato il 5 giugno 2016.
  19. ^ Sito della Congrega Velisti Cesenatico
  20. ^ Jazzenatico - Rassegna di musica jazz 2017, http://teatro.comune.cesenatico.fc.it.
  21. ^ Nel weekend il Porto canale di Cesenatico diventerà il Porto del Jazz, cesenatoday.it.
  22. ^ Comune di Cesenatico - Statuto; Madonnina Santa Teresa viene considerata frazione
  23. ^ TOP aziende. Sintesi dei bilanci delle principali aziende 2012, su topaziende.ilrestodelcarlino.it. URL consultato il 9 giugno 2013.
  24. ^ a b c d e f http://amministratori.interno.it/
  25. ^ Sito della Gronfondo Ciclistica Nove Colli

BibliografiaModifica

  • Vittorio Bassetti, Cervia e porto di Cesenatico. Momenti storici vissuti sotto la dominazione pontificia (sec. XIV), «Studi Romagnoli», LXI (2010), pp. 45–57.
  • Vittorio Bassetti, Documenti pontifici trecenteschi sul sale di Cervia e Cesenatico: il LIBER SALIS (1329 -1331), «Studi Romagnoli», LXIV (2013), pp. 519–537.

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