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Cettigne

comune montenegrino
Cettigne
comune
Cetinje
Cettigne – Stemma Cettigne – Bandiera
Cettigne – Veduta
Localizzazione
StatoMontenegro Montenegro
Amministrazione
SindacoAleksandar Bogdanović
Territorio
Coordinate42°23′36″N 18°55′19″E / 42.393333°N 18.921944°E42.393333; 18.921944 (Cettigne)Coordinate: 42°23′36″N 18°55′19″E / 42.393333°N 18.921944°E42.393333; 18.921944 (Cettigne)
Altitudine650 m s.l.m.
Superficie899 km²
Abitanti16 657 (2011)
Densità18,53 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale81250
Prefisso+382 41
Fuso orarioUTC+1
ISO 3166-2ME-06
TargaCT
Cartografia
Mappa di localizzazione: Montenegro
Cettigne
Cettigne
Sito istituzionale

Cettigne[1][2][3][4][5] (in montenegrino: Cetinje) è una cittadina di 18.482 abitanti, fino alla prima guerra mondiale fu la capitale del Regno del Montenegro. Oggi è il capoluogo dell'omonimo comune e la residenza del presidente del Montenegro.

Indice

StoriaModifica

 
Albanesi in una strada di Cettigne nel 1906.

La sua costruzione iniziò nel 1482, quale ultima roccaforte del re dello stato medievale del Principato di Zeta, Ivan Crnojevic. Nella ritirata di fronte agli invasori ottomani, il sovrano montenegrino simbolo della resistenza si fermò in una piccola piana in mezzo al paesaggio carsico dell'altopiano del Lovcen, e vi costruì il palazzo reale e, dopo due anni, anche il monastero dove s'insediò l'arcivescovo di Zeta. Così questo piccolo e insignificante paesino divenne un fulcro nella storia del Montenegro. La nascita della nuova Cettigne segna anche la fine dello stato medievale di Zeta e l'inizio della nuova storia montenegrina. Non divenne mai una vera città, ma in nessun modo può essere definita un grande villaggio in quanto non ebbe mai alcun carattere rurale, né è mai stata una fortezza: era e conserva la forma urbis di fulcro politico e spirituale dell'ultimo stato libero nei Balcani ottomani.

Nel 1692 il pascià di Scutari, in un'incursione devastatrice, rase al suolo la città e il suo monastero. Ma in vent'anni la città venne di nuovo ricostruita, per poi essere subito distrutta una seconda volta dal visir turco della Bosnia.

Nel 1838 venne costruito il palazzo di Bilijarda, nuova sede reale. Nel periodo di regno del principe Nicola (a partire dal 1860), Cettigne conobbe un periodo di rapida crescita urbana e demografica.

Al Congresso di Berlino, nel 1878, il Montenegro ottenne il riconoscimento anche formale della sua sovranità e questo creò un periodo di pace e di sviluppo della capitale Cettigne. Essendo una capitale, vi furono costruite diverse sedi diplomatiche, come quelle di Austria-Ungheria, Regno Unito, Italia, Russia e Francia, ancora esistenti e considerate tra i più bei edifici della città. Vi fu un grande sviluppo edilizio pubblico, fortemente voluto dal principe Nicola, che comportò la costruzione del nuovo palazzo reale, di un albergo e dell'ospedale. Con la proclamazione del regno del Montenegro, nel 1910, Cettigne, oltre a vedere innalzarsi il nuovo palazzo del Governo, con i suoi 5,895 abitanti, divenne la più piccola capitale del mondo. Nel 1916 fu occupata dalle truppe austroungariche. Anche da quando la capitale venne trasferita a Podgorica, Cettigne rimase incontrastata capitale spirituale e culturale del paese.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
Il monastero tra il 1890 e il 1900.

Architetture civiliModifica

Architetture religioseModifica

  • Monastero di Cettigne, costruito tra il 1701 e il 1704.
  • Chiesa valacca, originaria del 1450 fu ristrutturata nel 1864. Il suo recinto è costruito con le canne dei fucili nemici dal 1858 al 1878.
  • La chiesa "Na Cipuru", dedicata a Maria Vergine, venne costruita sui resti di un monastero e un tempo fu la cappella di corte.

CulturaModifica

IstruzioneModifica

BibliotecheModifica

Cettigne ospita la Biblioteca nazionale del Montenegro, fondata nel 1893, è situata all'interno delle ex-ambasciate di Italia e Francia.

TeatroModifica

Il teatro di Cettigne, il Zetski dom, fu il primo ad essere costruito nel Montenegro.

Geografia antropicaModifica

SportModifica

CalcioModifica

La squadra principale della città è il Lovćen.

AmministrazioneModifica

NoteModifica

  1. ^ Manlio Dinucci e Carla Pellegrini, Laboratorio di geografia, vol. 1, Zanichelli, 2014, app. 18.
  2. ^ Grande atlante d'Europa e d'Italia, Istituto geografico de Agostini, Novara 1994, p. 180.
  3. ^ Atlas. L'atlante geografico de Agostini, Istituto geografico de Agostini, Novara 1993, p. 113.
  4. ^ Atlante generale metodico De Agostini, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1988, p. 75, ISBN non esistente.
  5. ^ Cfr. "Cettigne" nell'Enciclopedia Italiana, III appendice, 1961.

BibliografiaModifica

  • Bato Tomašević, Montenegro - attraverso una saga familiare, la nascita e la scomparsa della Jugoslavia, Lint Editoriale, Trieste, ISBN 978-88-8190-252-1.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

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