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Charvel
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StatoStati Uniti Stati Uniti
Fondazione1978 a Azusa (California)
Fondata daWayne Charvel
Sede principaleSan Dimas
FilialiJackson Guitars
SettoreMusicale
ProdottiChitarre
Bassi elettrici
Sito web

Charvel è un marchio produttore di chitarre, originariamente fondato da Wayne Charvel ad Azusa (California), e successivamente spostato a Glendora, California (solo l'indirizzo postale era situato a San Dimas); La Charvel venne resa famosa da artisti come Edward Van Halen, Randy Rhoads ed Allan Holdsworth, e più tardi altri come Robbin Crosby e Warren DeMartini (Ratt), Jake E. Lee (Ozzy Osbourne) e George Lynch (Dokken) che resero questo marchio, uno dei più diffusi nella musica heavy metal degli anni 80. Almeno in origine, i primi modelli Charvel erano ispirati al modello della Fender Stratocaster, ma era anche possibile personalizzarli. La vera e propria nascita del marchio risale al 1978 quando la Charvel, venne comprata da un certo Grover Jackson, da poco socio in affari del fondatore. Successivamente Jackson creò un'altra divisione della compagnia chiamata appunto Jackson Guitars, ma di fatto all'epoca i due nomi erano parte di un'unica casa produttrice. La Charvel/Jackson fu inoltre il primo marchio di strumenti a produrre la Jackson Randy Rhoads, il modello progettato dall'omonimo chitarrista.

StoriaModifica

Le originiModifica

Wayne Charvel fondò la "Charvel's Guitar Repair" ad Asuza (California) nei primi anni settanta, come ditta per riparazioni di chitarre, set-up, e personalizzazioni[1]. In origine venne avviato anche un business tramite servizio postale dove venivano venduti dei battipenna bianchi, piastrine per il jack in alluminio anodizzato per le Les Paul o leve per il tremolo per Stratocaster in acciaio inox[1]. Tuttavia esistevano anche altri pezzi di ricambio disponibili[1]. Le parti erano vendute anche direttamente al pubblico tramite il "Guitar Player Magazine". Questi parti erano create da Fred Naujock alla F&M Tool & Die di Upland (California)[1]. Esistevano anche alcune chitarre assemblate nel negozio Charvel in questo periodo con body e manici che venivano comprati da Lynn Elsworth, un vecchio compagno di scuola di Wayne. Almeno un altro paio di body erano stati comprati anche dal Fender Service Center, che li ritinse e li vendette come chitarre Charvel[1]. Capitò nel 1975 che Wayne venne coinvolto in affari con una compagnia chiamata "ISA" (International Sales Associates). Questa era essenzialmente un'azienda di marketing gestita da Herschell Blankenship e Shel Horlick. La ISA, oltre che con la Charvel, avviò un affare con la Schecter Guitar Research, compagnia gestita da Dave Schecter, e la McCauley Sound, azienda produttrice di parti per casse audio nel Pacific Northwest, California[1]. Gli accordi consistevano nel fatto che la Schecter si sarebbe occupata nel produrre le plastiche, i metalli e le parti elettroniche mentre la Charvel avrebbe trattato le parti in legno, ovvero i body ed i manici. Infine la ISA insistette nel far comprare a Wayne due costosi macchinari della Onsrud. All'epoca la Charvel era tra le case di punta per la fabbricazione di body e manici. Il problema con i piani era che le intenzioni della ISA erano quelle di diventare il punto di raccolta centrale di tutti i documenti e di tutti i fondi[1]. In altre parole tutte le procedure ed i guadagni di marketing delle tre case manifatturiere sarebbero passati prima per l'ISA che poi avrebbe distribuito i fondi ad ogni azienda[1]. Ovviamente questa procedura non piacque alle tre case che rifiutarono l'accordo. Inoltre la ISA aveva proposto a Wayne di comprare la Charvel secondo una procedura nel quale l'avrebbero pagato col passare del tempo, con i ricavati dal business[1]. Naturalmente Wayne non era affatto d'accordo con la ISA e ne ruppe i rapporti. Non passò molto tempo che però la ISA fece causa a Wayne Charvel nell'estate 1977[1].

Grover Jackson all'epoca lavorava alla Anvil Case Company dal 1975 fino all'avvento del Summer Namm (National Association of Music Merchants) show ad Atlanta nel luglio 1977[1]. A questo punto Grover tornò in California ed iniziò a lavorare per la Westwood Music dove però rimase a breve, per sole 6 settimane. Poi decise che quel lavoro non faceva più per lui e scelse di tornare alle sue vecchie radici e riprendere a suonare la chitarra. Così, durante questo periodo, era interessato nell'acquisto di un body per telecaster e si recò al Charvel's Guitar Repair di Wayne[1]. Jackson fece conoscenza con Wayne, ed i due andarono a pranzare assieme. Charvel gli raccontò dei suoi problemi finanziari dovuti alla causa da parte della ISA. Grover, che si trovava senza lavoro, offrì a Wayne un aiuto per salvare il marchio dalla crisi proponendogli di acquistare il 10% della Charvel's Guitar Repair[1]. Charvel accettò, ed i due divennero soci nel settembre 1977. La casa includeva inoltre tre impiegati; Mark McKee, Karl Sandoval e la segretaria Lisa[1]. Quando Grover entrò in scena, i costosi macchinari della Onsrud non erano stati mai accesi. Tramite un'amicizia di Grover con Travis Bean, titolare di una compagnia produttrice di manici in alluminio per chitarre, i due soci visitarono la sua fabbrica, e gli vennero regalate diverse punte di trapano usate della Vortex, che furono le prime che la Charvel utilizzò per far funzionare i propri macchinari della Onsrud, fino ad allora mai usati[1].

Verso la fine del 1978 Wayne soffriva ancora la considerevole preoccupazione circa il risultato delle continue spese a causa delle controversie con l'ISA[1]. A questo punto egli attuò una manovra legale che proteggeva la sua abitazione da eventuali ipoteche[1]. Con la sua casa al sicuro ed i reclami che lo portarono sull'orlo di un esaurimento, Wayne annunciò di voler dichiarare la Charvel in bancarotta[1]. Tuttavia Grover non volle far fallire la compagnia, e dopo più di un anno e nessun reddito, volle così salvare il marchio, proponendo a Wayne di voler comprare l'intera compagnia piuttosto che farla cadere in bancarotta. Wayne acconsentì alla condizione che Grover si sarebbe dovuto assumere certe responsabilità, nel caso i problemi con l'ISA fossero proseguiti, e vendette l'azienda per 6500.00 dollari[1]. Le responsabilità ammontavano a circa 33.500.00 dollari ed il prezzo finale risultò di 40.000.00 dollari[1]. Anche se poteva risultare come una somma molto bassa per un'azienda di tale importanza nell'industria, ai tempi dell'acquisto, proprio il basso prezzo poteva risultare come un problema. Se il prezzo d'acquisto non poteva essere giustificato come un valore ragionevole ricevuto per il valore dato, avrebbe lasciato Grover nuovamente alle prese con la causa della ISA. Infatti proprio per questo sarebbe stato molto facile che la ISA accusasse la Charvel che questa vendita era solo un tentativo per nascondere il vero valore dell'azienda, in modo che la stessa ISA non avrebbe potuto proseguire la causa[1]. Su consiglio dei suoi avvocati, Grover dovette definire un valore 40.000.00 dollari. Ancora una volta tutto ciò poteva sembrare vantaggioso, ma in effetti la vera e propria fabbrica era composta unicamente da quei due macchinari della Onsrud ed un paio di altri attrezzi. Il resto della Charvel era composto da strumenti di poco valore, spesso fatti in casa[1].

La nascita del marchioModifica

Dopo aver composto una lista con tutti i beni che componevano la Charvel, Grover concluse l'acquisto il 10 novembre 1978[1][2]. Wayne cedette il marchio immediatamente e non ebbe più a che fare con la compagnia[2] e dal gennaio del 1979, anche i vecchi dipendenti Karl Sandoval e Mark McKee decisero di lavorare per la nuova gestione[1]. All'epoca della cessione e della dipartita di Wayne, non era in corso alcuna produzione di chitarre o di parti singole, ed infatti non un singolo manico venne prodotto dalla compagnia. Passeranno diversi mesi ed alcune notti insonni prima che siano prodotti i primi manici[1]. Un vecchio amico di Grover, Jerry Sewell, entrò in scena proprio in questo periodo, e fu molto importante per l'ascesa della Charvel[1]. Il primo importante cliente che Grover era stato in grado di trovare fu Mighty Mite[1]. Dei buoni body per chitarra erano difficili da trovare in quel periodo nell'industria, e la Charvel divenne una OEM per Mighty Mite[1]. Infine Sewell entrò in affari con Mighty Mite abbandonando il rapporto con Grover, che rimase senza un impiegato, e senza cliente. Poco dopo, Grover riuscì a trovare un accordo con la Dimarzio e produsse per loro alcuni body per qualche tempo[1]. Ad un certo punto Grover capì che la compagnia per emergere avrebbe dovuto produrre qualche prodotto con il proprio marchio. Il primo show della NAMM (National Association of Music Merchants) a cui partecipò la Charvel fu l'edizione del 1979, dove il marchio ottenne un modesto successo contando sui rapporti con la Anvil Case Company che sia Grover che JoAnn avevano con i rivenditori di strumenti come il Guitar Center e la Veneman Music. Questi erano i rivenditori che permisero letteralmente il flusso di denaro facendo in modo che la Charvel riuscisse poi a stabilizzarsi[1].

Jackson iniziò così a costruire chitarre elettriche sotto tale marchio con una nuova sede a Glendora, ma sull'indirizzo nel retro delle chitarre appariva la località di San Dimas, California, realmente corrispondente solo all'indirizzo postale. Nel 1978 inoltre i Van Halen pubblicarono l'album di debutto omonimo dove il chitarrista Eddie Van Halen appariva sulla copertina suonando proprio un modello Charvel di colore bianco e nero[1]. Grazie a questo fatto, la Charvel cominciò a costruirsi un'ottima reputazione all'interno della prolifica scena heavy metal californiana. Nel 1980, Grover venne contattato da Randy Rhoads[1], chitarrista del nuovo progetto solista di Ozzy Osbourne che da poco aveva lasciato i Quiet Riot. Rhoads venne a contatto con Jackson, dopo che l'anno precedente si era rivolto al dipendente della Charvel Karl Sandoval, per la costruzione di una chitarra sullo stile della Gibson Flying V, ma con uno sfondo nero a pallini bianchi. Questa chitarra personalizzata era stata chiamata "Polka Dot V", e divenne lo strumento principale del chitarrista durante l'ultimo periodo con i Quiet Riot nel 1979, e durante il primo tour con Ozzy Osbourne del 1980 (gran parte del materiale di Blizzard of Ozz fu registrato proprio con questo modello).
Rhoads questa volta di rivolse direttamente a Grover Jackson per farsi costruire un'altra chitarra personalizzata[2] e gli chiese di organizzare un incontro per discutere sulla costruzione dello strumento. I due disegnarono una chitarra dalla forma a "V" dal colore bianco, ispirata, come con la precedente, alla celebre Gibson Flying V, ma in questo caso con le punte asimmetriche ed acuminate. Questo modello venne infine completato oltre un mese dopo da Tim Wilson, dipendente della Charvel[1]. La chitarra, ideata dal virtuoso chitarrista, venne ribattezzata "Concorde"[2].

Prudente nello stampare il marchio ormai già avviato, che proprio in quel periodo stava cominciando ad ottenere un certo successo, Grover decise di non stampare la sigla Charvel su questo modello così estremo e rivoluzionario, nel caso questo non avesse dovuto ottenere successo[1][2]. Randy acconsentì, e Gorver incise così il suo nome sulla paletta. In questo modo Grover avviò la casa Jackson, nata quindi in origine come marchio secondario, che nel caso fosse stato un flop, non avrebbe rovinato la reputazione della Charvel. Infatti la compagnia era nota per i suoi modelli ispirati alle stratocaster, e non certo per chitarre dalla rivoluzionaria forma a V[1], che all'epoca non erano molto diffuse proprio perché considerate troppo provocatorie[3]. Curiosamente, lo stesso modello Flyng V originale della Gibson fu prodotto in origine in poche decine di esemplari tra il 1957 e il 1959, molti dei quali peraltro rimasero invenduti[3]. Lo stesso Jimi Hendrix riprese il modello nel 1967, ma ancora una volta questa forma rivoluzionaria non sembrava ricevere molti consensi[3]. Tuttavia in questo periodo le cose cominciarono a cambiare. Rhoads successivamente ne richiese altri tre modelli, dove su sua richiesta, vennero variate alcune caratteristiche tecniche. Grazie al grande successo del musicista che all'epoca suonava nella band di Ozzy Osbourne, dove egli si esibiva con questa particolare chitarra, si presentarono a Jackson diverse richieste per la produzione e l'acquisto del modello. Randy Rhoads morì il 19 marzo del 1982 in un incidente aereo a Leesburg, Florida. Proprio in questo periodo, le due chitarre da lui richieste erano ancora in fase di costruzione. Uno di questi modelli venne poi venduto ad uno stand della Charvel/Jackson nello stesso 1982, mentre l'altro modello rimase incompleto nelle mani di Grover Jackson fino al 1998, quando un collezionista lo pagò per completarla e vendergliela[3]. La morte di Rhoads, ed il fatto che il marchio fosse stato utilizzato da due chitarristi all'epoca così acclamati come Eddie Van Halen e appunto Randy Rhaods, provocò il boom della Charvel/Jackson.

Grover decise così di mettere sul mercato il modello progettato da Rhoads partendo dal 1983, a seguito di numerose richieste, ribattezzandolo "Jackson Randy Rhoads". Inaspettatamente, questa nuova chitarra (che fu per altro la prima con cui debuttò la stessa Jackson), ottenne un successo enorme, diventando il modello di punta della casa produttrice, e ancora oggi rimane il più venduto tra tutti[2]. Durante gli anni vennero fatte diverse modifiche alla chitarra: più avanti venne introdotto il ponte mobile, e più avanti ancora venne incluso il sistema Floyd Rose. La scena heavy metal di Los Angeles era in continua crescita. Un chitarrista di nome Bradford Kelly, membro della heavy metal band australiana Heaven (che però in quel periodo risiedeva a Los Angeles), entrò in un "Custom Shop" della Charvel in California, e richiese la fabbricazione di un proprio modello. Egli, assieme al dipendente del marchio Mike Shannon, diesgnarono il modello Jackson "Kelly"[1], ispirato alla celebre Gibson Explorer. Un altro chitarrista della heavy metal band Ratt, Robertson Crosby (conosciuto anche come Robbin "KING" Crosby), si rivolse alla Charvel/Jackson per farsi costruire un modello sempre ispirato alla Flying V come la Randy Rhoads, ma come le punte di uguale lunghezza, questa verrà ribattezzata Jackson "King V"[1]. Grazie al successo di questi gruppi ed alle forme rivoluzionarie di questi strumenti così usati nella scena heavy metal, la compagnia Jackson/Charvel controllava ormai l'intera industria di chitarre elettriche[1]. Nel contempo, diverse grandi case produttrici erano sull'orlo del fallimento. Inoltre la famosa paletta a punta, caratteristica del marchio, divenne largamente imitata da altre case.

Grover aveva in precedenza costruito diversi modelli della B.C. Rich di proprietà di Bernie Rico. Grover e Bernie sono stati amici per oltre 20 anni fino alla morte di quest'ultimo nel 1999 a Hesperia (California). Grover aveva anche costruito body per basso per la Music Man. Anche diverse Schon Guitars erano state assemblate al Custom Shop di Jackson[1].

La produzione nella località di Glendora continuò fino al 1986. I modelli Charvel prodotti a Glendora (quelli prodotti fino al 1986), sono oggi i più ricercati, ma questi vengono diffusi come provenienti da San Dimas. Tuttavia si precisa che solo l'indirizzo postale era situato in questa località, e che l'effettiva produzione degli strumenti era svolta proprio a Glendora, nonostante sia molto popolare chiamare queste chitarre "Charvel San Dimas".

Dopo il 1986, la fabbrica si spostò in Ontario, California[2] (da non confondere con l'omonima regione del Canada). Dal 1986 partì la produzione giapponese con i modelli "Model 1" fino al "Model 6" che vennero prodotti fino al 1988. I modelli Charvel "Model 4" e "Model 6" divennero popolari nei fine anni '80 prima che la serie venisse riprogettata nel 1989 e divisa in più serie, includendo "Classic", "Fusion" e "Contemporary"[2]. Le chitarre della serie "Classic" includevano i modelli "275", "375", "375 Deluxe", "475", "475 Deluxe" e "750xl". La serie "Fusion" comprendeva modelli Special, Deluxe e Custom e presentavano una scala più corta delle altre; mentre la linea "Contemporary" includeva i modelli "Predator" e "Spectrum"[2]. Il modello "Spectrum" era ispirato al modello custom della Jackson costruito per Jeff Beck[4]. Le chitarre prodotte in quest'epoca erano equipaggiate con meccaniche di qualità Gotoh e ponti Floyd Rose di fabbricazione tedesca Schaller[2][4].

La linea più economica coreana Charvette introdotta in questi anni, riprodusse questi modelli in chiave più economica (degno di nota il modello Charvette 170, modello di punta con ponte Jackson JT6 e scalatura corta analoga ai blasonati modelli Charvel serie "Fusion"). Grover Jackson vendette la compagnia Jackson/Charvel alla giapponese AMIC nel 1989[2]. Le Charvel erano ora prodotte come chitarre standard fino al 1991. Da notare che sulla targhetta sul retro delle chitarre Charvel prodotte dalla casa giapponese era impresso l'indirizzo "Fort Worth, Texas", ma erano di fatto prodotte in Giappone[2]. Sfortunatamente nei primi '90, con l'emersione della scena grunge, ed il conseguente declino di una buona parte del movimento heavy metal, la Charvel ne risentì[2]. Negli anni novanta e 2000, venne tentato di ristabilire la popolarità e la qualità della Jackson/Charvel come nel periodo degli anni '80, con chitarre giapponesi di alta qualità ed altre fabbricate negli stessi Stati Uniti[2]. Oggi le Charvel degli anni '80 (quelle prodotte negli Stati Uniti fino al 1986, dove sulla targhetta nel retro appare l'indirizzo di San Dimas, California, P.O. box) rimangono tre le migliori chitarre nel mondo anche ai giorni nostri[2].

RinascitaModifica

Charvel e Jackson vennero comprate dalla Fender Musical Instruments Corporation verso la fine del 2002, ed il marchio Charvel vide una rinascita con i nuovi modelli fabbricati negli States (prima) ed in Giappone (poi). I nuovi modelli vennero disegnati e prodotti per ricatturare lo spirito originale del marchio negli anni 80. Oggi la Charvel offre diversi modelli fabbricati negli Stati Uniti (signature), in Mexico (Pro-Mod) ed in Korea , incluso il modello signature di Eddie Van Halen, che però ormai non produce più (un numero limitato di queste, venne firmato dallo stesso Van Halen) e nel 2007 viene prodotto una serie limitata chiamata Grover Jackson Legacy Series[2].

Modelli CharvelModifica

USA MadeModifica

  • Charvel San Dimas Strat
  • Charvel San Dimas Star
  • Charvel San Dimas Telecaster
  • Charvel San Dimas Explorer

Japan Made (fino al '89)Modifica

  • Charvel Model 1 Series
  • Charvel Model 2 Series
  • Charvel Model 3 Series (tra le quali la model 3DR analoga alla successiva "The Predator")
  • Charvel Model 4 Series
  • Charvel Model 5 Series (tra le quali la rara model 5FX analoga alla successiva "550 XL")
  • Charvel Model 6 Series
  • Charvel Model 7 Series (con body tipo telecaster)
  • Charvel Model 8 Series (molto rara con forma analoga alla successiva "Spectrum")
  • Charvel Model 88 (prodotta in 1000 esemplari nel solo 1988, con corpo in Koa)

Japan Made dal 1989 al 1992Modifica

Come da catalogo 1989:

*Charvel Classic Series:

  • 275 Deluxe
  • 375 Deluxe
  • 475 Special
  • 575 Deluxe (basso 4 corde)

*Charvel Fusion Series:

  • Fusion Special (scalatura manico 24,75 pollici)
  • Fusion Deluxe (scalatura manico 24,75 pollici)
  • Fusion Custom (scalatura manico 24,75 pollici)
  • Fusion IV (basso, versione 4 corde)
  • Fusion V (basso, versione 5 corde)

*Charvel Contemporary Series:

  • The Predator
  • The Spectrum
  • The Legend (body tipo Telecaster)

*Charvel Professional Series:

  • 550 XL
  • 650 XL
  • 650 Custom
  • 750 XL
  • 850 XL (basso 4 corde)

Korean MadeModifica

  • Charvette

Alcuni Endorser CharvelModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am webcreations-uk.com - Storia dettagliata della Jackson/Charvel, su webcreations-uk.com. URL consultato il 30 aprile 2008 (archiviato dall'url originale il 30 aprile 2008).
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p charvel.com - Storia del marchio Archiviato il 29 marzo 2008 in Internet Archive.
  3. ^ a b c d heavyplace.com - Jackson/Charvel Randy Rhoads
  4. ^ a b bebo.com - Charvel

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica