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Chiara Valentini (giornalista)

giornalista e scrittrice italiana

Chiara Valentini (Parma, 16 luglio 1941) è una giornalista e scrittrice italiana.

Indice

BiografiaModifica

Si laurea in giurisprudenza a Parma con una tesi sul delitto d'onore. In quegli anni organizza il Festival internazionale del Teatro sperimentale e universitario e con Andrea Calzolari e Oddone Pattini, fonda la rivista delle neoavanguardie Teatro Festival.

Presa la via del giornalismo, collabora col Corriere della Sera, nella pagina dei giovani. Nel 1968 è selezionata fra 1300 candidati al primo e unico concorso pubblico RAI per telecronisti. Non entra tra i 23 vincitori[1] ma inizia ugualmente una brillante carriera nel settore.

Per un anno fa apprendistato a Roma all'ombra di Nuccio Fava, Giancarlo Saltalmassi, Paolo Frajese, Bruno Pizzul, Bruno Vespa. Ben presto però accetterà la proposta di Lamberto Sechi di far parte del gruppo di giovani d'assalto che dovranno rilanciare il settimanale Panorama, e ritorna a Milano. Per Panorama scriverà di contestazione e di femminismo diventando in seguito il primo caposervizio donna, nel settore cultura.

Negli anni Settanta inizia una proficua attività di scrittrice biografica e d'inchiesta. Lascia quindi Panorama per dissensi con l'allora direttore Claudio Rinaldi, per L’Espresso diretto da Giovanni Valentini. Qui seguirà le vicende dell'ultima Unione Sovietica e della prima Russia.

Negli anni Novanta viene mandata a fare un reportage sugli stupri etnici in Bosnia e ne scrive su L'Espresso prima e in un pamphlet, L'arma dello stupro, con Elena Doni. Da allora il suo lavoro giornalistico si intreccia con la galassia post femminista e le sue battaglie.

OpereModifica

NoteModifica

  1. ^ Bruno Vespa, "Chiara bocciata per la erre moscia?" in Rai, la grande guerra, Mondadori, Milano 2002, pp. 71-72.

Collegamenti esterniModifica

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