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Chiesa cattolica in Croazia

StoriaModifica

Il XX secoloModifica

Al termine della Prima guerra mondiale i cattolici si ritrovarono in una posizione subordinata nel nuovo Regno di Jugoslavia, i cui sovrani erano cristiani ortodossi serbi.

 Lo stesso argomento in dettaglio: Ustascia e Chiesa cattolica.

Durante la Seconda guerra mondiale la Jugoslavia fu spartita tra le potenze dell'Asse e in Croazia fu instaurato il regime ustascia che diede vita allo Stato Indipendente di Croazia. Mentre professava la sua adesione al cattolicesimo, ritenuto l'elemento più importante dell'identità nazionale croata, il regime ustascia, ferocemente razzista, si rese colpevole di massacri etnici, ai danni dei serbi ortodossi, degli ebrei e degli zingari. La Chiesa cattolica, pur condannando il razzismo e i delitti compiuti, dimostrò prevalentemente una vicinanza al regime di Ante Pavelić, valutando positivamente l'indipendenza croata. La figura più importante della Chiesa cattolica croata, l'arcivescovo Alojzije Viktor Stepinac, dichiarò pubblicamente la sua contrarietà a certi aspetti dello stato croato indipendente. Domenica 24 maggio 1942, a dispetto delle autorità ustascia, usò il pulpito ed una lettera diocesana per condannare in termini specifici il genocidio:

Tutti gli uomini e tutte le razze sono figli di Dio; tutti senza distinzione. Quelli che sono zingari, neri, europei o ariani hanno tutti gli stessi diritti....... per tale ragione la Chiesa Cattolica ha sempre condannato, e continua a condannare, ogni ingiustizia ed ogni violenza commessa in nome di teorie di classe, razza o nazionalità. È inaccettabile perseguitare zingari o ebrei in quanto ritenuti una razza inferiore.[1]

Ufficialmente il governo croato non fu mai riconosciuto dalla Santa Sede.

Nel 1946, con la Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia del maresciallo Tito venne allestito un processo contro l'arcivescovo di Zagabria Alojzije Stepinac, e lo stesso arcivescovo dichiarò che furono uccisi dal movimento di liberazione nazionale tra i 260 e i 270 sacerdoti, furono chiuse le scuole cattoliche, limitata l'istruzione religiosa, espropriate le proprietà della Chiesa, requisite le tipografie e violata la libertà di stampa, introdotto il matrimonio civile, confiscati chiese ed edifici religiosi, aggrediti i vescovi e derisa la religione dall'insegnamento ufficiale delle scuole.

L'arcivescovo Stepinac fu condannato a una pena di 16 anni di reclusione.

Fu creato cardinale da papa Pio XII nel concistoro del 12 gennaio 1953, ma non gli fu mai permesso di recarsi a Roma e pertanto non ricevette mai un titolo cardinalizio. Non poté prendere parte nemmeno al conclave del 1958 in cui fu eletto papa Giovanni XXIII.

Durante la prigionia, trasformata in seguito negli arresti domiciliari[2], Stepinac avrebbe sviluppato i sintomi di una malattia genetica e morì nel 1960, sempre durante gli arresti domiciliari. Tuttavia, esiste una testimonianza di un carceriere di Stepinac che riferisce di avergli somministrato del veleno.[3]

Il 3 ottobre 1998, a Marija Bistrica presso Zagabria, papa Giovanni Paolo II beatificò il cardinale Alojzije Stepinac.

Organizzazione ecclesiasticaModifica

 
Mappa delle diocesi cattoliche croate.

L'organizzazione ecclesiastica consiste in:

Arcidiocesi e diocesi Weblink
Arcidiocesi di Zagabria [1]
Diocesi di Bjelovar-Križevci [2]
Eparchia di Križevci (Greco-cattolica) [3]
Diocesi di Sisak [4]
Diocesi di Varasdino [5]
Arcidiocesi di Đakovo-Osijek [6]
Diocesi di Požega [7]
Diocesi di Sirmio (in Serbia) [8]
Arcidiocesi di Fiume [9]
Diocesi di Gospić-Segna [10]
Diocesi di Veglia [11]
Diocesi di Parenzo e Pola [12]
Arcidiocesi di Spalato-Macarsca [13]
Diocesi di Ragusa di Dalmazia [14]
Diocesi di Lesina [15]
Diocesi di Cattaro (in Montenegro) [16]
Diocesi di Sebenico [17]
Arcidiocesi di Zara [18]
Ordinariato militare in Croazia [19]

I vescovi formano la Conferenza dei vescovi della Croazia (conferenza episcopale.[20]

La diocesi di Đakovo aveva in passato giurisdizione ecclesiastica anche sulla Bosnia nord-orientale e nella Serbia nord-occidentale.

Diocesi soppresseModifica

In Croazia, particolarmente in Istria e in Dalmazia, si contano numerose diocesi soppresse:

Conferenza episcopaleModifica

Elenco dei Presidenti della Conferenza dei vescovi della Croazia:

Elenco dei Vicepresidenti della Conferenza dei vescovi della Croazia:

Nunziatura apostolicaModifica

Dall'8 febbraio 1992 Santa Sede e Croazia hanno stabilito relazioni diplomatiche.

Nunzi apostoliciModifica

FrancescaniModifica

Ci sono tre province francescane nel paese:

Esiste inoltre una provincia Cappuccina sotto il patrocinio di San Leopoldo Mandić con sede a Zagabria e la provincia di San Girolamo dei Frati Minori Conventuali (sede a Zagabria).

DomenicaniModifica

Nella Croazia esiste una provincia dei Frati dominicani, la provincia croata domenicana dell'Annunciazione della Beata Vergine Maria con i monasteri a Ragusa di Dalmazia, Gravosa (oggi distretto cittadino di Ragusa), Curzola, Spalato, Traù, Cittavecchia (Lesina), Bol (Brazza), Zagabria e Fiume.

Personalità famoseModifica

NoteModifica

  1. ^ Apud: Dr. H. Jansen, Pius XII: chronologie van een onophoudelijk protest, 2003, p. 151
  2. ^ A Stepinac venne proposto in alternativa agli arresti domiciliari l'esilio, ma egli si oppose.
  3. ^ Giovanni Sale S.I., Il Card. A. Stepinac, un sostenitore dei «Diritti di Dio» e dell'uomo Archiviato il 15 dicembre 2007 in Internet Archive., La Civiltà Cattolica n° 3563, 5 dicembre 1998

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