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Chiesa cattolica in Lituania
Emblem of the Holy See usual.svg
Gorakrzyz.jpg
La Collina delle Croci
Anno2016[1]
Cattolici2,5 milioni
Popolazione3,2 milioni
Parrocchie712
Presbiteri809
Seminaristi44
Diaconi permanenti3
Religiosi121
Religiose557
Presidente della
Conferenza episcopale
Gintaras Grušas
Nunzio apostolicoPetar Rajič
CodiceLT
San Casimiro patrono della Lituania

La Chiesa cattolica in Lituania è parte della Chiesa cattolica in comunione con il vescovo di Roma, il Papa. La religione cattolica è la confessione religiosa maggioritaria nel Paese; nel 2016 contava circa 2,5 milioni di battezzati (circa l'80% della popolazione lituana).

StoriaModifica

MedioevoModifica

XIX secoloModifica

A metà dell'800 divenne simbolo della devozione popolare la «Collina delle croci», che rappresentava tutti coloro che erano morti per la libertà e l'indipendenza del Paese.

La repressione sovieticaModifica

La Chiesa lituana fu duramente colpita dalla repressione sovietica. Il paese fu invaso dall'Armata Rossa il 14 giugno 1941[2]. Successivamente un decreto indicò la Chiesa cattolica come «entità sociale pericolosa». Cominciarono le deportazioni in massa; molti sacerdoti resistenti furono crocifissi[3].

La resistenza continuò anche dopo la fine della seconda guerra mondiale: si combatté ancora a metà degli anni Cinquanta, mentre svariate decine di migliaia di lituani erano rinchiusi nei gulag. Fra gli oltre 400.000 lituani deportati in Siberia sotto l'impero staliniano si contavano 180 sacerdoti[4]. Diventò popolare il detto: "Siamo più lituani in Siberia che in Lituania". Dei nove vescovi cattolici esistenti in Lituania, un solo vescovo era restato in patria nel 1947, Kazimieras Paltarokas: morì il 3 gennaio 1958.

La Collina delle croci venne più volte abbattuta dalle ruspe sovietiche, ma i lituani riuscirono sempre a portare croci sul luogo, eludendo la sorveglianza dell'Armata Rossa.

Nel maggio del 1972 nacque un foglio clandestino, la «Cronaca della Chiesa cattolica lituana», unica voce libera del Paese, che pubblicò lettere di deportati, documenti sulle violenze nei gulag, appelli all'ONU per il rispetto dei diritti umani, tra cui uno clamoroso che giunse sul tavolo della Conferenza di Helsinki, mettendo in imbarazzo i dirigenti sovietici.

Un'altra iniziativa rischiosa fu intrapresa nel 1987, quando fu lanciato un appello alle autorità di Mosca per rendere pubblici i protocolli del Patto Molotov-Ribbentrop.

La nuova indipendenzaModifica

Nel 1993, all'indomani del ritorno all'indipendenza, papa Giovanni Paolo II effettuò una storica visita nel paese baltico.

Mete di pellegrinaggioModifica

Le più famose mete di pellegrinaggio in Lituania sono la Collina delle Croci presso Šiauliai e la Porta dell'Aurora a Vilnius.

Organizzazione ecclesiasticaModifica

La Chiesa cattolica è presente in Lituania con due province ecclesiastiche, che comprendono sette diocesi.

Esiste inoltre un ordinariato militare in Lituania.

Nunziatura apostolicaModifica

Nel 1922, con l'indipendenza dei Paesi baltici, la Santa Sede eresse la delegazione apostolica di Lettonia, Lituania e Estonia, e nominò delegato apostolico il gesuita Antonino Zecchini (20 ottobre 1922).

L'internunziatura apostolica della Lituania fu eretta il 10 marzo 1927, con il breve Regiones quae di papa Pio XI. Essa fu promossa a nunziatura apostolica il 9 dicembre 1928

In seguito all'occupazione sovietica del Paese le relazioni diplomatiche furono interrotte.

Esse sono riprese il 30 settembre 1991 dopo la riottenuta indipendenza della Lituania.

Nunzi apostoliciModifica

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Conferenza episcopaleModifica

L'episcopato locale costituisce la Conferenza episcopale della Lituania (Lietuvos Vyskupų Konferencija, LVK), i cui statuti sono stati approvati dalla Santa Sede nel 1992.

La LVK è membro del Consiglio delle conferenze dei vescovi d'Europa.

Elenco dei Presidenti della Conferenza episcopale:

Elenco dei Vicepresidenti della Conferenza episcopale:

Elenco dei Segretari generali della Conferenza episcopale:

NoteModifica

  1. ^ Dati statistici riportati sul sito della Santa Sede in occasione del viaggio apostolico di papa Francesco nei Paesi Baltici nel 2018.
  2. ^ Oggi nelle comunità baltiche il 14 giugno è ricordato come «il giorno dell'olocausto».
  3. ^ Paolo Simoncelli, «Così Stalin ingoiò i Baltici», Avvenire, 25 settembre 2009 (versione digitalizzata).
  4. ^ Cronaca della Chiesa cattolica in Lituania, su lkbkronika.lt. URL consultato il 30 novembre 2018.

Voci correlateModifica

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