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Chiesa dei Santi Bernardo e Antonio abate

Chiesa di San Bernardo di Chiaravalle e Sant'Antonio abate
StatoSvizzera Svizzera
CantoneGrigioni
LocalitàLeggia
ReligioneCattolica
TitolareBernardo di Chiaravalle
Diocesi Coira
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzione1419
Completamento1686

Coordinate: 46°15′45.36″N 9°09′49.24″E / 46.262601°N 9.163679°E46.262601; 9.163679

La chiesa dei Santi Bernardo e Antonio Abate è un edificio religioso tardomedievale che si trova a Grono, in frazione Leggia.

StoriaModifica

La prima menzione dell'edificio risale al 1419, ma la consacrazione dell'attuale chiesa fu documentata nel 1513. Nel corso dei secoli la chiesa subì alcune modifiche: nel 1610 al corpo principale fu aggiunta la sagrestia, mentre nel 1686 fu realizzata la volta a crociera del coro e della navata.

La chiesa subì due restauri nel XIX e nel XX secolo: durante il primo intervento furono recuperati gli stucchi sulla parete della navata[1], mentre nella seconda occasione, fra il 1972 e il 1975, i lavori interessarono l'interezza dell'edificio.

DescrizioneModifica

EsterniModifica

La chiesa, dotata di abside, è preceduta da un protiro la cui copertura è a crociera. Sull'abside si innalza un campanile del Basso Medioevo, scandito da lesene e archi ciechi che riecheggiano lo stile romanico ma sovrastato da una cella campanaria e da una lanterna barocche.

InternoModifica

La chiesa ha pianta longitudinale e sull'unica navata, conclusa da un coro rettangolare si aprono quattro cappelle. Nella navata si trovano alcuni altari in stucco, incorniciati da colonne e dotati di frontone ad arco ribassato. Ciascuno degli altari, realizzati fra il 1680 e il 1685, ospita una pala dello stesso periodo. Su quello maggiore, inoltre, si trova un quadro che raffigura la Madonna con San Bernardo di Chiaravalle e Sant'Antonio Abate.

Sulla volta del coro, preceduto da paraste sulle quali rimangono tracce di un dipinto del XVI secolo, alcuni stucchi in stile barocco risalenti al 1686 ospitano i medaglioni su cui Francesco Antonio Giorgioli[2] dipinse negli stessi anni le figure degli Evangelisti. Di Giorgioli sono anche alcune grisaglie e gli affreschi recuperati durante il restauro ottocentesco degli stucchi.

Degno di nota, infine, il coperchio del fonte battesimale: realizzato in legno nel tardo Seicento, è di forma ottagonale.

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 503, 504.