Chiesa dei Santi Cosma e Damiano alla Scala

Chiesa dei Santi Cosma e Damiano alla Scala
Piazzetta de filodrammatici 1807 Milano.jpg
Stampa ottocentesca del teatro dei Filodrammatici, in cui si può ancora vedere la facciata della chiesa
StatoItalia Italia
RegioneLombardia
LocalitàMilano
ReligioneCristiana Cattolica di rito ambrosiano
Arcidiocesi Milano
Sconsacrazione1798
Stile architettonicoBarocco (rifacimenti)

Coordinate: 45°28′02.39″N 9°11′18.76″E / 45.467331°N 9.188544°E45.467331; 9.188544

La chiesa dei Santi Cosma e Damiano alla Scala, indicata nei documenti più antichi come Santi Cosma e Damiano dei Romani, era una chiesa di Milano. Situata all'angolo delle attuali vie Filodrammatici e via San Dalmazio, fu sconsacrata nel 1796 e le sue mura riutilizzate per ospitare il Teatro dei Filodrammatici dal 1798.

StoriaModifica

La chiesa viene citata per la prima volta in una lettera risalente all'881, in cui viene indicata come "chiesa dei Santi Cosma e Damiano dei Romani", posizionata a fianco di un piccolo ospedale. Citata in vari documenti, nel 1381 la chiesa figurava come titolare dell'omonima parrocchia[1]. L'edificio, piccolo e malandato già nel XVI secolo fu quasi completamente rifatto a ampliato a partire dal 1660: la paternità è stata attribuita a Francesco Maria Richini, tuttavia sono conservati progetti per la chiesa di Giovanni Ruggeri e di Carlo Antonio Maffezzone. La facciata tuttavia non fu mai realizzata[2].

La chiesa fu sconsacrata nel 1796 e due anni dopo concessa alla "Società del Teatro Patriottico" che trasformò la chiesa nel teatro dei Filodrammatici, inaugurato ufficialmente nel 1800, ma che per circa cent'anni continuò a conservare la facciata non realizzata della chiesa[3].

ArchitetturaModifica

Come emerge dai documenti della visita di San Carlo Borromeo, l'edificio originario aveva un'aula con un'unica navata lunga 17 metri e larga 7 e terminava in un'abside poligonale a sette lati: la chiesa aveva un orientamento opposto a quello che avrebbe avuto dopo i lavori di rifacimento, ovvero l'abside stava al posto dell'attuale facciata del teatro dei Filodrammatici[2]. Dopo i restauri la chiesa si presentava ingrandita, sempre ad unica navata, con orientamento invertito rispetto a quello originario, con cinque cappelle[4].

Tra le maggiori opere presenti nella chiesa e requisite dopo la secolarizzazione si possono citare[5]:

  • Santa Paola romana in partenza per la Terrasanta, olio su tela di Panfilo Nuvolone
  • La natività di San Gerolamo e San Gerolamo in atto di tradurre le sacre scritture alla presenza di Davide, Mosè ed Aronne, pale d'altare del Legnanino
  • San Gerolamo, olio su tela di Pierre Subleyras
  • Sacra famiglia con i Santi Elisabetta, Zaccaria e San Giovanni Battista fanciullo, olio su tela di Pompeo Batoni, oggi conservato alla Pinacoteca di Brera

NoteModifica

  1. ^ Cacciagli, pg. 5-6.
  2. ^ a b Cacciagli, pg. 10-12.
  3. ^ Cacciagli, pg. 19-20.
  4. ^ Cacciagli, pg. 15.
  5. ^ Cacciagli, pg. 21-26.

BibliografiaModifica

  • Mario Cacciagli, Jacqueline Ceresoli, Milano, le chiese scomparse, vol. 3, Milano, Civica biblioteca d'arte, 1999.

Voci correlateModifica