Apri il menu principale
Chiesa arcipretale dei Santi Felice e Fortunato
Santi Felice e Fortunato (Noale).JPG
Chiesa arcipretale dei S.S. Felice e Fortunato
StatoItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
LocalitàNoale-Stemma.jpgNoale
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
Diocesi Treviso
Sito web

Coordinate: 45°33′00″N 12°04′09″E / 45.55°N 12.069167°E45.55; 12.069167

La chiesa arcipretale dei Santi Felice e Fortunato è il principale edificio di culto della parrocchia di Noale.

StoriaModifica

La chiesa è di antica fondazione: secondo la tradizione fu san Prosdocimo, primo vescovo di Padova, a convertire e battezzare i noalesi e a consacrare una piccola cappella dedicandola all'Ascensione del Signore. Dal 1110, quando furono traslate le reliquie da Malamocco a Chioggia, la chiesa è intitolata ai santi martiri vicentini Felice e Fortunato, effigiati nel 1573 da Damiano Mazza, allievo di Tiziano, nella pala dell'altare maggiore. Arcipretale dal 1769, attualmente è sede di un vicariato della diocesi di Treviso. La chiesa fu aggregata da papa Benedetto XIII alla basilica di San Giovanni in Laterano e partecipava alle indulgenze di quest'ultima.

DescrizioneModifica

ArchitetturaModifica

La chiesa era in origine una cappella ad unica navata; nel 1444 vennero aggiunte le due navate laterali decorate con affreschi e fregi. Tra il 1500 e il 1513 venne riedificato l'abside con la sacrestia a destra e il campaniletto a vela. Nella seconda metà del XVIII secolo furono alzate le navate; in questa occasione furono sostituiti i soffitti, che vennero decorati con affreschi di Pietro Moro (la Cena in Emmaus e tre figure del Redentore sulla navata sinistra; l'Incoronazione della Vergine e tre Profezie riguardanti la Madonna sulla navata destra)[1].

Vi sono cinque altari: il maggiore, di notevoli dimensioni, è di Jacopo Sansovino, la cui mensa contiene le reliquie di san Giovanni Crisostomo, santa Giustina e sant'Andrea. La pala raffigura l'Ascensione di Gesù fra i santi martiri Felice e Fortunato è opera di Damiano Mazza del 1573. Sulle pareti del presbiterio sono collocati alcuni dipinti di scuola veneta del XVI-XVII secolo, tra cui l'Assunta e gli apostoli di Alvise Vivarini (1500) e il grande quadro di Vittore Carpaccio raffigurante san Giovanni Battista tra gli apostoli Pietro e Paolo con uno sfondo paesaggistico che rievoca la Noale medioevale. A sinistra dell'altare maggiore si trova quello del SS.mo Sacramento, interessante opera di Jacopo Sansovino, realizzato in Pietra d'Istria: su due nicchie vi sono le statue di san Rocco e san Sebastiano e, al centro di una raffinata prospettiva, un bellissimo tabernacolo d'argento dorato in bassorilievo. La pala dell'altare di destra, detto un tempo dei Battuti, rappresenta invece l'Ascensione di Maria di Palma il Giovane (1610). a metà della lunghezza della chiesa ci sono infine l'altare in marmo della Beata Vergine del Rosario (a sinistra), e quello di san Giovanni Evangelista (a destra). Da notare il fonte battesimale con tempietto ligneo dipinto nel 1593.

Organo a canneModifica

Importante e pregevole è l'organo, integralmente meccanico, costruito nel 1970 dalla ditta Fratelli Ruffatti di Padova, che sostituì uno strumento di Callido del 1774, elaborato dalla ditta Malvestio di Padova nel 1900, ora esistente nella parrocchiale di Rio San Martino di Scorzè. Costruito su progetto dell'organista noalese Luigi Celeghin, conta 27 registri reali divisi fra le due tastiere e la pedaliera. Di seguito, la disposizione fonica:

Prima tastiera - Grand'Organo
Principale 8'
Ottava 4'
Quintadecima 2'
Decimanona 1.1/3'
Vigesimaseconda 1'
Ripieno 4 file
Flauto a cuspide 8'
Flauto in XII a cuspide 2.2/3'
Voce umana 8'
Tromba 8'
Tromba orizzontale 4'
Seconda tastiera - Espressivo
Bordone 8'
Flauto in ottava a cuspide 4'
Principale 2'
XIX-XXII 1.1/3'-1'
Sesquialtera 2.2/3'- 1.3/5'
Cromorno 8'
Violetta 8'
Tremolo
Pedale
Contrabbasso 16'
Ottava 8'
Quintadecima 4'
Ripieno 4 file
Bombarda 16'
Tromba 8'
Clarone 4'
Subbasso 16'
Bordone 8'

Torre Delle CampaneModifica

La Torre delle Campane o dei Preti costituiva l'entrata a ponente del borgo. Essa era un tempo alta come la Torre dell'Orologio ed era coperta da un tetto di coppi a quattro spioventi, fino a quando, nel 1876, si decise di sopraelevarla aggiungendovi la cella campanaria, anch'essa adorna di merli ghibellini, portandola così ad un'altezza di 43 metri, e divenendo di conseguenza l'edificio più alto del paese. La cella campanaria possiede un concerto di 7 campane in Do3 misolidio divise in due concerti a slancio friulano + campanello. Le 5 campane minori del concerto sono state fuse da Pietro Colbacchini di Bassano in anni diversi: la sesta nel 1927, la seconda, la terza, la qurta e la quinta nel 1876. La grande è stata fusa nel 1931 da Daciano Colbacchini. Il campanello non riporta né marchio di fonderia né data.

NoteModifica

  1. ^ Laura Mocci, MORO, Pietro, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 77, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2012. URL consultato il 2 dicembre 2018.

Collegamenti esterniModifica