Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio (Domodossola)

edificio religioso di Domodossola

La chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, monumento nazionale, sorge a Domodossola ed è stata ricostruita tra il 1792 e il 1798 su disegno dell'architetto regio Matteo Zucchi, a partire da una chiesa preesistente risalente al XV secolo[1]. Come chiesa più importante dell'Ossola non solo è stata chiamata duomo, ma ha dato il nome allo stesso borgoː inizialmente Domus Oxile, quindi Burgus Domi e Burgus Domi Ossule, successivamente italianizzato in Domiossola, Duomo d'Ossola, Domo d'Ossola nell'Ottocento e infine l'attuale Domodossola[2][3].

Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio
Collegiata Domodossola.JPG
Collegiata dei Santi Gervasio e Protasio
StatoItalia Italia
RegionePiemonte
LocalitàDomodossola
Coordinate46°07′00.84″N 8°17′27.06″E / 46.1169°N 8.29085°E46.1169; 8.29085
Religionecattolica
TitolareSanti Gervasio e Protasio
Diocesi Novara
ArchitettoMatteo Zucchi

La chiesaModifica

La collegiata, dedicata ai santi Gervasio e Protasio e ricca di stucchi e dorature, è a tre navate con sei cappelle oltre all'altar maggiore. A causa di mancanza fondi, rimase senza facciata fino al 1954, quando, approvato il progetto dell'architetto Giovanni Greppi, con l'aiuto dell'arciprete Monsignor Luigi Pellanda fu completata la nuova facciata[1]. Quest'ultima fa spiccare il portichetto barocco e dà risalto al portale romanico (scoperto durante i lavori), proveniente dalla prima collegiata domese situata nei pressi del castello e demolita a metà Quattrocento per ragioni militari.

Nella navata sinistra è visibile un architrave in serpentina (presumibilmente appartenente all'antico portale), donato nel 1954 dalla Fondazione Galletti, raffigurante Carlo Magno nell'atto di ricevere l'orifiamma e una scena della battaglia di Roncisvalle. Tutti gli affreschi interni e i tre grandi catini della navata centrale sono opera di Lorenzo Peretti, mentre il Crocefisso sull'altar maggiore è opera del maestro intagliatore Giorgio de Bernardis.

Una pala d'altare di valore, attribuita a Tanzio da Varallo, raffigurante San Carlo che comunica gli appestati è situato nella cappella di San Carlo Borromeo.

L'organo, ubicato sulla cantoria sopra la bussola di ingresso, è un magnifico Bernasconi a due tastiere e pedaliera integralmente meccanico, datato 1889.

NoteModifica

  1. ^ a b De Maurizi, 66.
  2. ^ Giovanni Capis, Memorie della corte di Mattarella o sia del Borgo di Duomo d'Ossola, Domodossola, Edizioni Grossi, 2002, p. 3.
  3. ^ Edgardo Ferrari, Le guide: Domodossola, Domodossola, Edizioni Grossi, 1998, p. 6.

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