Chiesa di San Domenico (Tocco da Casauria)

Chiesa situata a Tocco da Casauria
Chiesa di San Domenico
Chiesa di San Domenico (Tocco da Casauria).jpg
Facciata anteriore della chiesa
Stato  Italia
RegioneAbruzzo
LocalitàTocco da Casauria
Coordinate42°12′43.07″N 13°54′42.26″E / 42.211963°N 13.911738°E42.211963; 13.911738
Religionecattolica
TitolareSan Domenico
OrdineDomenicano
Arcidiocesi Chieti-Vasto
Inizio costruzione1317
Completamento1317
Sito webwww.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/9764/Chiesa+di+San+Domenico

La chiesa di san Domenico (ex chiesa di San Francesco) è una chiesa di Tocco da Casauria ubicata in Via San Domenico e affacciata su Via Ramai.

Fu costruita inizialmente nel 1317 insieme ad un convento e gestita dai francescani, fu chiamata chiesa di San Francesco per dedicarla a San Francesco d'Assisi[1]. Successivamente venne rasa al suolo dal terremoto del 1706 e ricostruita dai dominicani che la dedicarono a San Domenico di Guzmán (dandole il nome di chiesa di San Domenico, utilizzato ancora oggi)[2].

È oggi gestita dalla arcidiocesi di Chieti-Vasto e della parrocchia di Sant'Eustachio Martire[3].

StoriaModifica

   

Nel 1317, sotto il re Roberto d'Angiò, fu costruita in stile architettonico trecentesco la chiesa di San Francesco con adiacente un convento. I frati minori conventuali vi si stabilirono e vi lavorarono per 236 anni affiancati dal terzo ordine regolare di San Francesco istituitosi a Tocco da Casauria[2].

Nel 1653 una bolla di Papa Innocenzo X decretò la chiusura del convento per insufficienza di religiosi. Esso rimase chiuso fino al terremoto del 1706 che lo ridusse, insieme alla chiesa, ad un cumulo di macerie[1][2].

I frati dominicani arrivarono a Tocco da Casauria nel 1578 (dopo dei francescani), si stabilirono nella piccola chiesa di Santa Maria della Pace che distava circa 3 chilometri dal paese e tale chiesa fu anch'essa rasa al suolo dal terremoto del 1706. I dominicani decisero quindi di ricostruire, per stabilirvisi, chiesa e convento di San Francesco che erano (all'epoca) adiacenti al confine del centro abitato di Tocco da Casauria e dedicarono la struttura a San Domenico (che cambiò nome in chiesa di san Domenico)[2].

Successivamente, nel corso della storia, la chiesa ha dovuto subire varie ristrutturazioni (spesso a causa dei terremoti), ad esempio l'odierno pavimento in travertino è stato fatto nel 1972[2].

DescrizioneModifica

Struttura esternaModifica

Lato destroModifica

Il lato destro è attaccato ad un ampio complesso di case che anticamente erano parte dell'ex convento della chiesa.

Facciata anterioreModifica

La facciata principale, posta in Via San Domenico e che si affaccia su Via Ramai, è composta da un portale e, sopra di esso, una finestra.

PortaleModifica

Il portale della chiesa è in realtà composto da due portali incastonati fra di loro, ognuno risalente ad epoche diverse. Secondo Samuele Iovenitti, quando i frati dominicani ricostruirono la chiesa dopo il terremoto del 1706, aggiunsero il secondo portale prendendolo dalla chiesa di Santa Maria della Pace dove erano precedentemente stabiliti, mentre secondo Padre Virgilio tale ipotesi è errata; secondo quest'ultimo il portale più piccolo apparteneva all'originale chiesa trecentesca di San Francesco, mentre quello più grande risale al 1405[2], data incisa sullo stesso portale[4].

All'interno dell'architrave è presente una raffigurazione del sole[5]. Mentre sopra è presente una raffigurazione di Dio.

Lato sinistroModifica

 
La meridiana situata sul lato sinistro
 
Scarpa (attaccata alla sagrestia) di una delle antiche cinte murarie di Tocco da Casauria

Il lato sinistro, su cui sono presenti un totale di 7 finestre (3 sulla navata, 1 sul transetto, 2 sulla sagrestia e 1 sul coro) ed una meridiana (sul muro sinistro della sagrestia), si estende lungo una breve zona pedonale che porta a Via Cavour, sopra tale zona anticamente era situata la navata sinistra della chiesa (adibita a convento). I resti delle arcate della ex navata sinistra, oggi murate, sono ancora visibili dall'esterno e sono uno dei resti dell'originaria struttura trecentesca. Su questo lato, sul transetto, è presente un'entrata secondaria alla chiesa, essa è raggiungibile sia da una scalinata che dà su Via Cavour, sia dalla zona pedonale che si estende da lì fino alla facciata anteriore.

Sotto la sagrestia è presente un resto della scarpa[5] di una delle antiche cinte murarie di Tocco da Casauria.

Appena sopra la base in pietra bianca del campanile è presente una targa (anch'essa in pietra bianca) su cui è scolpito l'anno di ricostruzione del campanile (1526)[6].

Lato PosterioreModifica

Il lato posteriore, in cui è presente una sola finestra (situata dietro il coro), è quello su cui è situato il campanile[5]. Parte di quest'ultimo risale all'originaria struttura trecentesca[2].

CampanileModifica
   
A sinistra il campanile visto da Via Cavour, a destra la targa in pietra sulla base del campanile recante la scritta "1526"

Il campanile, formato per lo più da pietre marrone sabbia, è costituito da tre celle campanarie (due sotto ed una più piccola sopra fra le due) poste in una struttura a triangolo situata su altre 3 celle (più grandi delle precedenti) murate[2][7]. Esso risale al 1526, data incisa su una pietra bianca sul lato sinistro del campanile[2][6], mentre la base in pietra bianca su cui poggia è originaria della struttura del 1317[2]. Essendo posto sul retro della chiesa, non è visibile a chi si trova davanti all'entrata principale, bensì esso è visibile proseguendo in via Cavour andando sul lato sinistro della chiesa[5].

Struttura internaModifica

 
Pianta della chiesa

Essa è strutturata a forma di croce latina con una sola navata centrale insieme ad atrio, transetto, crociera e coro. Al suo centro (sopra la crociera) è presente una cupola[5].

Sotto il lato destro del transetto è presente una piccola cappella medioevale e di fronte una stanza adibita a museo. Mentre sopra il lato sinistro del transetto è presente la sagrestia. È possibile accedere alla sagrestia ed al museo sia dal transetto che dal coro[5].

All'interno della chiesa sono presenti 12 altari: 6 nella navata, 2 nel transetto, 1 nella crociera (quello maggiore), 1 nella cappella ed 1 nel coro. Dei 6 presenti nella navata, 3 sono sul lato destro e 3 su quello sinistro. Anche i 2 presenti nel transetto sono così (1 sul lato destro ed 1 su quello sinistro)[2][5]. Le tele risalgono tutte al XVII secolo. La tecnica pittorica con cui sono state dipinte è quella dell'olio su tela. Quelle presenti lungo la navata hanno una grandezza che varia dai 130 x 235 cm ai 130 x 250 cm, mentre quelle nel transetto sono grosse 180 x 350 cm[8].

AtrioModifica

NavataModifica

Lungo tutta la navata, che si estende dall'atrio fino alla crociera, sono situate le panche su cui siedono i partecipanti alle celebrazioni religiose.

Sul lato sinistro della navata, appena prima del transetto e dopo l'altare della Madonna del Rosario, è presente in alto nel muro una nicchia con dentro una statua di San Domenico di Guzmán soprastante ad un confessionale in legno.

A destra dell'entrata destra dall'atrio, è situata una scala che conduce ad un piccolo balcone interno posto al di sopra dell'atrio che dà sulla navata. Sopra di esso anticamente si trovava un organo. Oggi tale scala è adibita a espositore per il presepio.

Tele ed altariModifica

Lungo la navata sono presenti in totale 6 tele (con relativi altari), 3 per lato[2][5]. Esse risalgono tutte al XVII secolo e la tecnica pittorica con cui sono state dipinte è quella dell'olio su tela. Le tele presenti lungo la navata hanno una grandezza che varia dai 130 x 235 cm ai 130 x 250 cm[8].

Lato sinistroModifica

In ordine dal più vicino al più lontano dall'entrata principale gli altari (ognuno con la rispettiva tela) sono:

1. L'altare della Madonna del Carmine. L'autore è: Donato Teodoro[8].

2. L'altare dell'Immacolata. L'autore è: Donato Teodoro[8].

3. L'altare della Madonna del Rosario. L'autore è: Donato Teodoro[8].

Lato destroModifica

In ordine dal più vicino al più lontano dall'entrata principale, gli altari (ognuno con la rispettiva tela) sono:

1. L'altare dell'Annunziata. L'autore è: Benedetto Nizzica[8].

2. L'altare di Gesù presentato al tempio. L'autore è ignoto[8].

3. L'altare di San Vincenzo Ferreri. L'autore è ignoto[8].

CrocieraModifica

Al centro della chiesa, nella crociera, è presente l'altare maggiore dove il sacerdote celebra la messa.

Sul soffitto della crociera (al centro della chiesa) è presente una cupola.

TransettoModifica

Nel lato sinistro del transetto è situata un'entrata secondaria alla chiesa, mentre sopra il lato sinistro del transetto (appena dopo l'angolo con l'entrata secondaria) è situata l'entrata alla sagrestia.

Sotto il lato destro del transetto è posta l'entrata al museo mentre sopra il lato destro vi è l'entrata alla cappella.

Tele ed altariModifica

Ai lati (sinistro e destro) del transetto sono presenti un totale di 2 tele (con relativi altari), 1 per lato[2][5]. Esse risalgono tutte al XVII secolo e la tecnica pittorica con cui sono state dipinte è quella di olio su tela. Tali tele sono grosse 180 x 350 cm[8].

Lato sinistroModifica

Sul lato sinistro è presente l'altare della Madonna "Regina Confessorum". L'autore è: Donato Teodoro[8].

Lato destroModifica

Sul lato destro è presente l'altare del Trionfo di Gesù con la croce. L'autore è: A. Pieramico[8].

SagrestiaModifica

   
Affresco della Madonna del latte sul soffitto (a sinistra) e fontana in pietra (a destra)

Essa è situata sopra il lato sinistro del transetto e vi si può accedere sia dall'entrata che da sul transetto (nelle cui immediate vicinanze è presente un'entrata secondaria della chiesa stessa), sia dall'entrata che dà sul coro[5].

È formata da un pavimento in pietra nera e bianca con muri blu di Prussia e soffitto bianco su cui è presente un affresco[5] raffigurante la Madonna del Latte.

Al suo interno sono presenti mobili in legno, una fontana in pietra (questa sul lato anteriore l'entrata che da al transetto) e varie decorazioni[5].

MuseoModifica

   
Muro trecentesco con la raffigurazione di Gesù Cristo

Situato sopra il lato destro del transetto (di fronte alla cappella medioevale), vi si può accedere sia dall'entrata che dà sul transetto, sia da quella che da sul coro[5].

Il muro sinistro del museo, su cui è presente una raffigurazione di Gesù Cristo, risale all'originaria struttura trecentesca.

In esso sono esposti pezzi d'arte e storici della chiesa.

CappellaModifica

Situata sotto il lato destro del transetto, è una delle poche parti della chiesa risalenti all'originaria struttura del basso medioevo.

In essa sono presenti un grosso crocifisso ligneo, un piccolo altare composto da pietre assemblate a secco ed una raffigurazione della discesa di Cristo agli inferi. I muri sono coperti da teli di juta[5].

CoroModifica

Sul retro della crociera è situato il coro (architettura) in cui sono presenti un coro (mobilio) ligneo di fronte a cui c'è un muro con delle decorazioni. Davanti a questo muro è situato un altare.

Il coro è separato dalla crociera da una balaustra in pietra riccamente decorato.

Resti dell'originaria struttura trecentescaModifica

 
Base trecentesca in pietra bianca del campanile
   
   
Resti delle arcate trecentesche ora murate sul lato sinistro della chiesa

Dopo che la chiesa fu rasa al suolo dal terremoto del 1706, fu ricostruita completamente, ma diverse parti risalenti al basso medioevo sopravvissero ed esse sono visibili ancora oggi. I resti della struttura trecentesca sono:

NoteModifica

  1. ^ a b (IT) Felice Virgilio di Virgilio, I Francescani a Tocco Casauria. Profilo Storico, L'Aquila, Edizione Frati Minori d'Abruzzo - "S. Bernardino", 1991, pp. 16-20.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m (IT) Felice Virgilio di Virgilio, Il Convento di S. Francesco, oggi Chiesa di S. Domenico, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, pp. 177-181.
  3. ^ (IT) Chiesa di San Domenico Tocco da Casauria, su beweb.chiesacattolica.it.
  4. ^ La data è incisa a destra del portale
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m n Constatazione fisica
  6. ^ a b Data scolpita su una pietra
  7. ^ La correttezza della descrizione del campanile è constatabile guardandolo
  8. ^ a b c d e f g h i j k Targa informativa situata sull'altare.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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