Apri il menu principale

StoriaModifica

Il luogo di culto fu costruito originariamente in epoca medievale; la più antica testimonianza della sua esistenza risale al 1230, quando la cappella fu citata nel Capitulum seu Rotulus Decimarum della diocesi di Parma tra le dipendenze della pieve di Bardone.[1]

Nel 1490 la chiesa romanica fu sottoposta ad alcuni lavori di restauro.[1]

Verso la fine del XVI secolo il tempio fu ampliato con la costruzione delle prime due cappelle, mentre nel 1659 fu edificata la cappella a sinistra accanto al presbiterio.[1]

Agli inizi del XVIII secolo la chiesa fu notevolmente modificata, sostituendo alle antiche capriate lignee le volte di copertura, realizzando altre tre cappelle laterali e decorando gli interni in stile neoclassico; negli stessi anni fu inoltre innalzato il campanile; i lavori furono completati entro il 1790.[1]

Nel 1812 il tempio fu arricchito dell'altare maggiore in marmi policromi e del coro in legno, provenienti dalla chiesa di Santa Maria del Carmine di Parma, soppressa per decreto napoleonico.[1]

Nel 1907 la facciata fu ricostruita in forme neorinascimentali su progetto dell'architetto Moderanno Chiavelli; nel 1913 fu inoltre sopraelevato il campanile.[1]

Nel 1944 la chiesa fu pesantemente danneggiata dai bombardamenti alleati, che causarono il crollo della facciata e della prima cappella sulla destra; tra il 1949 e il 1950 il prospetto fu ricostruito in stile modernista su disegno dell'architetto Italo Costa; nel corso dei lavori, fu inoltre riedificata la cappella distrutta, fu sostituita la pavimentazione e furono restaurate e integrate le decorazioni interne in forme tardorinascimentali e neobarocche, ad opera del pittore Regolini.[1]

Tra il 1965 e il 1975 le pavimentazioni furono nuovamente rifatte.[1]

Tra il 1985 e il 1990 la chiesa fu sottoposta ad alcuni lavori di restauro che interessarono le coperture e la facciata; tra il 2000 e il 2002 gli interventi furono estesi alle decorazioni delle cappelle e del presbiterio, mentre nel 2007 fu sostituita la pavimentazione esterna.[1]

Il 23 dicembre del 2008 un violento terremoto colpì il territorio; tra il 2009 e il 2011 l'edificio fu interessato da opere di restauro e consolidamento strutturale.[1]

DescrizioneModifica

 
Interno

La chiesa si sviluppa su un impianto a navata unica affiancata da tre cappelle per lato, con ingresso a ovest e presbiterio a est.[1]

La simmetrica facciata, interamente intonacata, è scandita orizzontalmente in due parti da un cornicione in rilievo. Inferiormente al centro è collocato l'ampio portale d'ingresso principale, delimitato da una cornice e sormontato da un frontone triangolare su mensoline; ai lati si trovano due nicchie ad arco a tutto sesto contenenti i portali d'accesso secondari, incorniciati e coronati da frontoni; alle estremità si elevano su un alto basamento altre due nicchie ad arco a tutto sesto. Superiormente la porzione centrale è scandita in tre arcate a tutto sesto, contenenti nel mezzo una finestra ad arco a tutto sesto e ai alti due nicchie a tutto sesto; a coronamento si allunga lungo gli spioventi del tetto il cornicione modanato; alle estremità due attici preceduti da balaustre chiudono il prospetto.[1]

Dai fianchi intonacati aggettano i volumi delle cappelle e dei locali di servizio; al termine del lato destro si erge il campanile a base quadrata, decorato con una serie di specchiature; la cella campanaria si affaccia sulle quattro fronti attraverso ampie monofore ad arco a tutto sesto, delimitate da lesene coronate da capitelli dorici; in sommità si erge l'alto cornicione modanato; a coronamento si staglia una guglia ogivale in rame, affiancata da quattro piccoli pinnacoli sulle estremità.[1]

All'interno la navata, coperta da una volta a botte lunettata, è affiancata da una serie di lesene coronate da capitelli dorici, a sostegno del cornicione perimetrale modanato; la cappelle laterali, chiuse superiormente, in alternanza, da volte a vela e da cupole, si affacciano sull'aula attraverso ampie arcate a tutto sesto.[1]

Il presbiterio, lievemente sopraelevato, è preceduto dall'arco trionfale, retto da paraste; l'ambiente, coperto da due volte a vela affrescate, accoglie l'altare a mensa in legno, aggiunto tra il 1970 e il 1980; sul fondo si trovano l'altare maggiore in marmi policromi, sormontato dalla monumentale ancona delimitata da due colonne corinzie a sostegno del frontone circolare spezzato, e il coro settecentesco provenienti dalla chiesa di Santa Maria del Carmine.[1]

La chiesa conserva nell'aula e nelle cappelle varie opere di pregio, tra cui un dipinto seicentesco raffigurante la Gloria del Paradiso, alcuni dipinti settecenteschi, un fonte battesimale cinquecentesco in marmo, due acquasantiere risalenti al 1605 e una cancellata barocca realizzata nel 1677.[2]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Chiesa di San Lorenzo "Calestano", su www.chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato l'8 settembre 2018.
  2. ^ Arte nel territorio di Calestano (Val Baganza), su www.provincialgeographic.it. URL consultato l'8 settembre 2018.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica