Apri il menu principale

StoriaModifica

 
San Filippo Benizi rifiuta la tiara papale, Antonio Raggi (facciata)
 
L'interno.
 
La processione del Crocifisso a corso Vittorio nel 1931

Fondata sin dal IV secolo da papa Marcello I, fu ricostruita dopo un incendio devastante, a partire dal 1519, da Jacopo Sansovino, poi sostituito da Antonio da Sangallo il Giovane. Rispetto alla chiesa paleocristiana, quella rinascimentale ebbe un orientamento opposto, e l'ingresso principale fu rivolto verso la prestigiosa via del Corso, in luogo dell'antico transetto[1][2].

DescrizioneModifica

L'edificio è a navata unica, con cinque cappelle per lato.

La controfacciata è completamente occupata da una grande Crocifissione, verso cui convergono le 14 scene di "Storie della Passione" affrescate nel registro superiore entro il 1613.

La facciata concava, opera di stile barocco del tardo XVII secolo, è di Carlo Fontana (1681-1687).

All'interno sono collocate opere, tra gli altri, di

A sinistra dell'ingresso è il monumento eretto dal Sansovino per il cardinale Giovanni Michiel, avvelenato in Castel Sant'Angelo.

Nella cappella del Crocifisso (la quarta a destra) è il monumento funebre del cardinal Consalvi e del fratello, opera neoclassica di Rinaldo Rinaldi.

Nella cappella Orsini (la quinta a destra, la più vicina all'abside), nota come Cappella di San Pellegrino Laziosi, sono sepolti anche i cardinali Fabrizio Paolucci e Camillo Merlini Paolucci, che la fecero ornare con opere di Pietro Bracci (il sepolcro di Fabrizio), di Tommaso Righi (il sepolcro di Camillo), di Aureliano Milani e di Domenico Corvi (due tele di ispirazione veterotestamentaria, Il sacrificio di Isacco e Il ritrovamento di Mosè).

Tutti gli anni la chiesa ospita un presepe artistico di ambientazione romana.

La Chiesa è retta dai Servi di Maria.

NoteModifica

  1. ^ Davanti alla chiesa di san Marcello, che allora guardava verso le case dei Colonna e piazza Santi Apostoli, rimase esposto per due giorni il cadavere di Cola di Rienzo, linciato dal popolo l'8 settembre 1354.
  2. ^ Dall'incendio si salvò un antico crocifisso in legno del XIV secolo. Il fatto apparve miracoloso, e ne nacque un gruppo di preghiera che fu detto "Compagnia del SS. Crocifisso". Tre anni dopo, nel 1522, la città fu colpita dalla peste. Il crocifisso fu tratto fuori dal convento che lo ospitava e portato in processione per la città per ben 16 giorni, dal 4 al 20 agosto, al termine dei quali la peste si fermò. La processione del Crocifisso continuò così ad essere ripetuta per secoli, il giovedì santo, lungo il percorso da San Marcello a San Pietro. La Compagnia, divenuta Arciconfraternita, si trasferì poi (nel 1568) nel vicino Oratorio del Crocifisso. Esiste tuttora ed ha un suo sito internet.
  3. ^ Enzo Borsellino (a cura di Mario Caravale) in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 60, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma, 2003

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN140714927 · GND (DE4458806-9