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Chiesa di San Martino (Massa)

edificio religioso di Massa
Chiesa di San Martino
Chiesa borgo ponte.JPG
La chiesa di Borgo del Ponte
StatoItalia Italia
RegioneToscana Toscana
LocalitàMassa
Religionecattolica
TitolareSan Martino di Tours
Diocesi Massa Carrara-Pontremoli

La chiesa di San Martino a Massa si trova nella frazione di Borgo del Ponte.

La chiesa del Ponte è denominata così per la vicinanza del ponte sul Frigido. Il titolo di san Martino, patrono di Borgo del Ponte fu dato nel 1575. Fu consacrata nel 1596 dal vescovo e conte di Luni mons. Savago.[1] Antonio Matteoni descrive in una sua testimonianza la situazione a Borgo del Ponte alla fine del seicento:

«Poiché la popolazione se era notabilmente accresciuta, bisognò crearvi una chiesa; e Gaspero V ci fa sapere, che il 1599 si finì la chiesa del Ponte intitolata a S. Martino, che è stato una delle notabili cose che si potesse fare poiché ogni mattina quella gente hanno la sua messa, che prima molti ne stavano senza. Fu consacrata il sopra già detto anno dal vescovo di Sarzana; il sig. Iddio la conserva e Santo Martino. Vicino a detta chiesa dalla parte di tramontana esisteva uno Spedale fino dall'anno 1092, che nella sua origine serviva probabilmente di albergo ai pellegrini e forestieri, che di qui passavano per la riviera. Forse nei primi tempi fu intitolato a S. Cristoforo, ma in seguito vi fu aggiunto S. Jacopo, che è pure nominato da solo nell'estimo della vicaria di Massa dell'anno 1400. Nei tempi a noi più vicini cominciò a servire per gli ammalati, e la chiesa, divisa soltanto dalla strada, incominciò a nominarsi dell'ospedale, poiché serviva anche agli infermi di questo».[2]

Storia e descrizioneModifica

Alle origini la chiesa faceva parte dell'ospedale dei Santi Giacomo e Cristoforo ed aveva assunto la denominazione di "cappella dell'Hospitale Sancti Jacobi" e ciò è dimostrato dal fatto che il suo ingresso originario era situato presso la porticina attualmente rivolta verso l'arco di Alberico I Cybo-Malaspina. La cappella doveva essere di umili dimensioni perché composta soltanto da un altare, quello che oggi è l'altare maggiore. Di questa cappella si conservano ancora le piccole statue in marmo che un tempo erano poste ai lati dell'altare della chiesa dopo che fu eseguito il suo rifacimento.

Questa chiesa fu fatta "curia" il 27 novembre 1768 sotto il governo di Maria Teresa Cybo-Malaspina; ma dell'antica cappella dello Hospitale ben poco si conserva oggi ; infatti, le uniche cose rimaste sono le due statuette già menzionate che rappresentano san Martino e santa Lucia. La chiesa di San Martino al Ponte era una curia ed era retta da don Francesco Berti che ebbe funzione di curato fino al 1837, anno in cui la chiesa del Ponte fu elevata a Parrocchia. Le opere di restauro e ingrandimento vennero commissionate nel 1830 e di ciò si rileva testimonianza nella lunga iscrizione sulla lapide che si trova sulla vecchia porticina vicino alla posizione in cui si trovava un pulpito in legno, oggi scomparso. La sua epigrafe reca incisa questa iscrizione:

(LA)

«LARGITIONIBUS. MUNIFICIS MARIAE. AUGUSTAE. RELIGIOSISSIMAE TEMPLUM HOC TEMPORIS. INIURA. IAM. FATICCENS RENOVATUM POPULI. FREQUENTIAE. MOX. IMPAR. AMPLIFICATUM. OPERIS GRATI. ANIMI. ERGO M. PP ANNO MDCCCXXX[3]

(IT)

«Questo tempio, già faticosamente rinnovato dalla popolazione , venne ampliato per la magnanima e munifica elargizione della nobile e religiosissima Arciduchessa d'Austria Maria Beatrice d’Asburgo-Este[3]

La chiesa del Ponte, dopo essere stata ingrandita dal vescovo, venne nominata Parrocchia il 2 novembre 1837. L'architettura della chiesa rivela la sua costruzione post-medioevale; il suo interno ha uno stile romanico, si presenta semplice e snello.

L'attuale chiesa del Ponte è situata sul fianco sinistro dell'antica strada medioevale. Con l'abbattimento dell'antica "voltola della Baralla" e di alcune abitazioni adiacenti si venne a delineare uno spazio sufficiente alla costruzione di una piazzetta che suggerì anche l'idea di un nuovo ingresso della chiesa, dopo la chiusura di quello originario laterale. Il primo documento marmoreo presente nell'ingresso riguarda la consacrazione della chiesa avvenuta nel 1596 e dice testualmente:

(LA)

«D.O.M ECCLESIA HAEC CONSACRATA FUIT AB ANTISTITE LUNENSI SARZANESI ET COMITE JOANNE B. SALVAGO SALUTIS ANNO MDXCVI[4]

(IT)

«Questa chiesa fu consacrata dal Vescovo e Conte di Luni e di Sarzana, Giovanni Battista Salvago nell'anno di nostra salvezza 1596[4]

Del secondo documento esistente in marmo a causa della sua lacerazione si legge soltanto la data, 1706. Fuori dalla chiesa, quando l'ingresso principale si trovava lateralmente, esisteva una croce in ferro, cimelio di antico valore storico oggi conservato presso la canonica, nel Palazzo Andrei nella piazzetta del Borgo.

L'interno della chiesa vera e propria segna l'inizio con due piccole acquasantiere che poggiano a lati dell'ingresso alla navata e che rivelano un'architettura medioevale. All'interno ci sono anche tre altari :

  • a sinistra quello dedicato alla Madonna di Loreto, la cui immagine si trova in un deposito dell'ex canonica
  • a destra l'altare in cui si venera l'artistico Crocefisso
  • al centro l'altare maggiore in marmo orientale colorato del XIV secolo, donato da Maria Beatrice nel 1804, racchiuso in una balaustra marmorea opera del prof. Giovanni Isola di Carrara.

Il crocefisso del secondo altare è attribuito allo scultore carrarese Pietro Tacca. L'altare un tempo era sormontato da una tela di ignoto autore rappresentante una Crocefissione; più tardi fu arricchito da una scultura di Pietro Tacca, un crocifisso in cartapesta; ma accortosi che la tela si presentava in gran parte coperta dal legno della Croce, fu studiato un modo migliore per evidenziare entrambe le opere; così la tela venne ritagliata a forma di croce rispettando le misure del Crocifisso del Tacca, ponendo così ad incastro la scultura e la tela. Con il tempo, però la tela venne a deteriorarsi tanto che più tardi fu necessario ricorrere al suo smantellamento mettendo così in risalto solo l'opera dell'artista carrarese. I pezzi della tela deteriorati e ridotti in quattro pezzi furono presi in consegna dal Parroco Don Anselmo Luciani e da esso conservati nella canonica dove ancora oggi se ne possono ammirare tre parti, essendo andata perduta la quarta.

Al primo piano erano presenti fino al 1933 gli uffici della canonica e l'abitazione del Parroco. Da qui, una porticina portava alla cantoria della chiesa dove è custodito l'antico organo a mantice. Salendo la ripida scala del piano superiore, si raggiungevano la cucina e l'abitazione del sagrestano, costituita da una stanzetta, un salottino ed un ampio terrazzo, proprio a ridosso del campanile.[1]

L'11 novembre un tempo era considerata grande festa al Borgo del Ponte, e quel giorno ogni anno, l'intero rione festeggiava il Santo Patrono del Ponte. Nel 1987 si sono festeggiati il millenario dalla fondazione di Borgo del Ponte ed il 150º anniversario della elevazione della chiesa di San Martino a Parrocchia (2 novembre 1837).[5]

NoteModifica

  1. ^ a b Mosti, Nancesi, Millenario di Borgo del Ponte, pp. 36 - 41.
  2. ^ Matteoni, Guida alle chiese di Massa Lunese, p. 33.
  3. ^ a b Mosti, Nancesi, Millenario di Borgo del Ponte, p. 37.
  4. ^ a b Mosti, Nancesi, Millenario di Borgo del Ponte, p. 40.
  5. ^ Mosti, Nancesi, Millenario di Borgo del Ponte, pp. 76 - 78.

BibliografiaModifica

  • Emidio Mosti, Mario Nancesi. Millenario di Borgo del Ponte, Massa, 1987.