Chiesa di San Massimo (Verona)

edificio religioso di Verona
Chiesa di San Massimo
Chiesa di San Massimo all'Adige.png
Interno
StatoItalia Italia
RegioneVeneto
LocalitàSan Massimo all'Adige
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareMassimo di Verona
Diocesi Verona
Consacrazione1791
ArchitettoLuigi Trezza
Stile architettoniconeoclassico
Inizio costruzione1780
Completamento1786

Coordinate: 45°26′19.75″N 10°56′42.78″E / 45.43882°N 10.945217°E45.43882; 10.945217

La chiesa di San Massimo è un luogo di culto cattolico di San Massimo all'Adige, frazione di Verona.

Essa è una chiesa parrocchiale edificata nel XVIII secolo in stile Neoclassico su progetto di Luigi Trezza.

Nel 1767 l'allora parroco di San Massimo all'Adige, don Giacomo Trevisani, promosse la costruzione di una nuova chiesa per il paese dal momento che quella esistente, ora divenuta oratorio, non risultava più sufficiente per soddisfare i bisogni della comunità.

DescrizioneModifica

Nel 1767 venne iniziato il progetto per l'esecuzione dell'attuale Chiesa ad opera dell'architetto Luigi Trezza, i lavori iniziarono nel 1780 e finirono nel 1786: venne posta infatti sulla facciata un'iscrizione che recita:

"D.S.I / IVI MAXIMI TEMPLVM / OPERE SEXENNIVM ATGVE / AERE CONLATO / NE SVMMA QYIDEM ANNONAE / INOPIA DETERRITI / VNANIMES INCOLAE POSVERE / MDCCLXXXVI / AB CARLO II REZZONICO CARD / RECTORE IACOPO TREVISANI.

Il 16 settembre 1791 veniva consacrata solennemente dal Vescovo di Verona Giovanni Andrea Avogadro. La chiesa è naturalmente dedicata a San Massimo da Verona, anche se questo non è il solo patrono del paese, ma vi è anche San Luigi.

EsternoModifica

Esterno si rivela piuttosto semplice, gli unici elementi decorativi si trovano sulla facciata e sul portone d'ingresso sul lato Nord. La chiesa si affaccia su una piccola piazzetta dominata dalla sua mole e dalla statua dedicata al Sacro Cuore di Gesù. La facciata bianca, secondo il gusto dell'epoca, riprende il frontone ed il timpano dei templi romani e greci, ed è caratterizzata da continui giochi di modanature, nicchie ed elementi scultorei. L'ampio portale d'ingresso è sormontato da un ampio rosone, ed aumenta la verticalità e la monumentalità insieme alle colonne rettangolari con capitelli corinzi. Sono presenti poi due pinnacoli laterali, arretrati rispetto alla facciata principale, i quali fungono da contrafforti, caratterizzati da capitelli in stile ionico. Le statue presenti sono disposte a cerchio, avendo come punto centrale il rosone, il che non fa che aumentare l'armonia del complesso.

Sulle gradinate prospicienti il portale d'ingresso sono presenti gli antichi ferri a forma di ponte che servivano un tempo per pulirsi le scarpe prima d'entrare in chiesa.

InternoModifica

La chiesa anche all'interno segue lo stile neoclassico: è a navata unica con un transetto accorciato, che la caratterizza come una sorta di croce latina. Il pavimento è ancora quello originario a scacchi, di marmo rosso e bianco. Le pareti sono scandite da paraste composite e da due nicchie che ospitano gli altari laterali, rivestiti con marmi policromi africani. Quello di sinistra ospita una pala con la Gloria dei santi Luigi Gonzaga, Antonio da Padova e Gaetano Thiene, quello di destra l'Adorazione dei Magi, entrambe opere di Agostino Ugolini. Gli altari del transetto ospitano invece una statua lignea della Madonna del Carmine a sinistra e la pala con Cristo consegna le chiavi a san Pietro, ancora dell'Ugolini. L'altar maggiore in marmo di Carrara fu progettato dal Trezza insieme alla chiesa ed ospita statue di Francesco Zoppi. Dietro ad esso, contro l'abside, è la pala, sempre dell'Ugolini, raffigurante la Madonna col Bambino, i santi Massimo vescovo, Rocco, Sebastiano, Giacomo e Francesco. Nel presbiterio sono inoltre due quadri: a sinistra Il martirio di sant'Andrea di Ippolito Scarsella, a destra Il martirio di santa Caterina di scuola veronese del tardo Cinquecento. Lungo la navata è posta inoltre una copia del Compianto sul Cristo morto del Veronese di Giacomo Gemmi (l'originale è conservata al Museo di Castelvecchio).

Organo a canneModifica

Alle spalle dell'altare maggiore, si trova l'organo a canne della chiesa, costruito nel 1958 dalla ditta organaria Zarantonello. A trasmissione elettropneumatica, ha consolle mobile indipendente con due tastiere di 56 note ciascuna e pedaliera concavo-radiale di 32 note. La mostra del corpo fonico è composta da un canneto ceciliano del registro di principale, con bocche a mitria. Di seguito, la disposizione fonica dello strumento:

Prima tastiera - Grand'Organo
Bordone 16'
Principale 8'
Flauto 8'
Dolce 8'
Ottava 4'
XV 2'
Ripieno 4 file 1.1/3'
Unda maris 8'
Seconda tastiera - Espressivo
Principale 8'
Ripieno 3 file 2'
Viola gamba 8'
Bordone 8'
Flauto 4'
Nazardo 2.2/3'
Voce celeste 8'
Oboe 8'
Campane
Tremolo
Pedale
Subbasso 16'
Basso 8'
Violoncello 8'

Il campanileModifica

Il campanile, sempre opera di Luigi Trezza, è considerato il suo capolavoro, ed uno fra i più bei campanili in stile neoclassico; l'architetto si ispirò alla colonna traiana.

 
La cella campanaria

Infatti nel pieno gusto neoclassico dei primi anni dell'Ottocento, Trezza compie un'operazione ardita: plasmare la Colonna Traiana in un solido campanile che richiami la classicità. Punti di richiamo sono la circolarità dell'edificio che emerge soprattutto nei progetti iniziali dove l'intero campanile aveva un forma cilindrica (cosa ancor oggi riscontrabile nel perimetro interno), mentre ora ciò è riscontrabile solo nella cella campanaria; la struttura quadrata che nel originale fa da pedana per il piedistallo della statua di San Pietro, mentre nel campanile è basamento per la cella campanaria; i fregi; la scala interna elicoidale; il piedistallo della statua di San Pietro, ripreso nella cupola terminale del campanile, sormontata dalla statua dell'angelo, ed infine nel parte più bassa rettangolare e massiccia dove si apre la porta d'ingresso. La torre campanaria è alta 46,50 m e con l'angelo che suona la tromba che lo sormonta raggiunge i 50 m. La torre campanaria è prevista di un orologio presente su tre lati. I lavori di costruzione iniziati nel 1819 proseguirono anche dopo la morte dell'architetto, avvenuta nel 1823. Il possente campanile ospita nella su cella campanaria undici grosse campane ordinate secondo la scala musicale di Do3 calante. Sono state fuse dalla ditta Cavadini di Verona e Grassmayr di Innsbruck tra il 1869 ed il 2013. Vengono regolarmente suonate secondo la tecnica dei concerti di Campane alla veronese.

Il restauroModifica

La chiesa fu restaurata fra il 1980 e il 1986, quindi esattamente due secoli dopo la costruzione. Contemporaneamente si posero in restauro anche le tele presenti all'interno dell'edificio religioso. Il campanile invece fu restaurato, dopo che ormai si trovava in non ottime condizioni, fra il 2000 e il 2001.

BibliografiaModifica

  • La Chiesa di San Massimo, i suoi tesori, Grafiche San Massimo, Verona, 1998

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