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Chiesa di San Nicolò (Lido)

edificio religioso del Lido di Venezia
Chiesa di San Nicolò
Venezia - Chiesa di S.Nicolò.JPG
Il prospetto della chiesa
StatoItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
LocalitàVenezia
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareSan Nicola di Bari
Patriarcato Venezia
Inizio costruzioneIX secolo

Coordinate: 45°25′40.3″N 12°22′50.17″E / 45.427861°N 12.380603°E45.427861; 12.380603

Interno

La chiesa ed abbazia di San Nicolò (vulgo San Nicoléto) è un luogo di culto cattolico della città di Venezia, situato nella parte settentrionale del Lido di Venezia, non lontano dalla bocca di porto del Lido.

Nella chiesa sono conservate circa la metà delle reliquie del celebre San Nicola, altrimenti noto come San Nicola da Myra o san Nicola Magno. L'altra metà di queste si trovano nella basilica di San Nicola a Bari.[1]

Ai tempi della Repubblica di Venezia, qui veniva celebrata la messa solenne di ringraziamento al termine della celebre cerimonia dello sposalizio del Mare, durante la Festa della Sensa.

L'intero complesso è gestito dai frati francescani.

Indice

StoriaModifica

Il convento e la chiesa, già presenti alla nascita di Venezia, sorgevano in un punto strategico per la nascente potenza veneziana, in corrispondenza del principale accesso al mare.

Il monastero e la chiesa, secondo una leggenda fu fondata dalla famiglia Zancaruol.

Da qui, nel 996 e nel 998 salparono le prime spedizioni contro i pirati Narentani e Dalmati e sempre da qui, il 9 maggio dell'anno 1000, la flotta guidata dal doge Pietro II Orseolo prese il largo per l'impresa che portò alla sottomissione della Dalmazia, ricordata nella Sensa.

Nel 1071 vi si svolsero i funerali del doge Domenico I Contarini, essendo la basilica di San Marco in costruzione. Al termine della cerimonia, la folla radunata sulla spiaggia di fronte chiamò a succedergli Domenico Silvo[2].

Nel 1099, sempre dal porto, partì per l'Oriente la partecipazione veneziana alla Prima Crociata, guidata dal vescovo di Olivolo e da Giovanni, figlio del doge Vitale I Michiel. Nel 1100 qui venne deposta parte del corpo di San Nicolò, patrono dei naviganti, cui già la chiesa era dedicata, trafugate da Myra di Licia e passate per Mira, sulle rive del Brenta, località ancor oggi a lui devota. A Bari buona parte delle reliquie era già giunto nel 1087, consacrate poi nel sepolcro da papa Urbano II in persona.

San Nicolò fu proclamato protettore della flotta veneziana.


 
Chiesa e Ponte di San Nicolo nel XVIII secolo

Nel 1101 rientrava infine al Lido la spedizione crociata. Nel 1202 da qui partirono le forze della quarta crociata. Nel 1245 venne sepolto qui Salinguerra II dei Torelli, nobiluomo di fazione ghibellina che resse la città di Ferrara per molti anni e che ne contese il primato alla stirpe Estense.

Verso la fine del 1100 La chiesa di S. Niccolò ebbe come rettori verso la fine del secolo Domenico Contarini, Domenico Baffo (o Basso), Giovanni Balbo e Giovanni Signolo. La chiesa era proprietaria di vasti appezzamenti di terra nel quartiere veneziano di Costantinopoli.[3]

Nel 1623 le reliquie di San Nicolò vennero traslate dalla chiesa al monastero per consentire la costruzione del nuovo edificio, prima di essere nuovamente collocate al disotto dell'altare maggiore.

Dopo la sopressione dell'ordine Bendettino nel 1770 il monastero fu riaperto dai Francescani.

DescrizioneModifica

La chiesa è a navata unica; il convento e il chiostro risalgono al XVI secolo, ma risultano di fondazione molto più antica. Il campanile è invece in stile barocco, eretto tra il 1626 e il 1629. Sulla facciata della basilica svetta, al di sopra del portale, la statua del doge Domenico Contarini, benefattore del convento. All'interno, opere di Palma il Vecchio (Madonna con il Putto) e di Palma il Giovane (San Giovannino).

CampaneModifica

Il campanile ospita un concerto di 3 campane in Sol3 ed un sonello in La4 e tutte insieme queste campane eseguono:

  • la distesa del campanone

La campana minore per la messa feriale

  • il plenum con tutte e 4 le campane (generalmente il sonello non suona mai nel plenum, però in questo campanile sì)

Le reliquie di San Nicola di MyraModifica

 
San Nicolò è stato la principale fonte di ispirazione per il mito di Babbo Natale
 Lo stesso argomento in dettaglio: San Nicola da Bari.

Il possesso delle reliquie di San Nicola-San Nicolò è stato a lungo conteso tra Venezia e Bari.

Le prime ricognizioni dei sepolcri sono state effettuate in epoca recente: la prima in assoluto a Bari nel 1953, alla presenza di una commissione pontificia, ad opera del prof. Luigi Martino, professore di anatomia umana e normale all'Università di Bari. Un'ulteriore ricognizione è stata effettuata il 17 settembre del 1992, sempre ad opera di Martino, che ha affermato che le reliquie sono divise fra le due città: Bari possiede i frammenti ossei di maggiori dimensioni, mentre Venezia i frammenti più minuti.[4][5][6][7]

La presenza delle reliquie a Venezia è poco nota, quindi la chiesa non è, come quella di Bari, meta di pellegrinaggi, specie da parte di Russi Ortodossi, per i quali Nicolò ha un'importanza fondamentale (è fra l'altro, il santo patrono della Russia, oltre che della Grecia).

La figura del santo ha dato origine alla fiaba di Santa Claus (in italiano Babbo Natale), il cui nome è una chiara storpiatura di Sante Nicholas.

NoteModifica

  1. ^ http://www.ansa.it/canale_viaggiart/it/regione/puglia/2017/04/21/bari-e-le-reliquie-di-san-nicola_77aa9873-3aff-422d-b603-c74af96b0b3a.html
  2. ^ Marco Pozza, SILVO, Domenico, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 92, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2018. URL consultato il 12 maggio 2019.
  3. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/eta-ducale-la-societa-e-gli-ordinamenti-veneziani-fuori-venezia_%28Storia-di-Venezia%29/
  4. ^ Prof. Luigi Martino Homepage, su web.tiscali.it. URL consultato il 14 ottobre 2017.
  5. ^ S. Nicola: la Grande Avventura, su web.tiscali.it. URL consultato il 14 ottobre 2017.
  6. ^ St. Nicholas Center ::: Relics in the Lido of Venice?, su www.stnicholascenter.org. URL consultato il 14 ottobre 2017.
  7. ^ Julio Loredo, San Nicola di Bari, su www.atfp.it. URL consultato il 10 settembre 2017.

BibliografiaModifica

  • Giulio Lorenzetti. Venezia e il suo estuario. Trieste, Edizioni Lint, 1963. ISBN 88-86179-24-3

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Chiesa di San Nicolò o San Nicoletto (Associazione "Estuario Nostro")

Controllo di autoritàVIAF (EN315523467 · LCCN (ENno98077020 · GND (DE1068290277