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Chiesa di San Pancrazio (Bergamo)

chiesa di Bergamo
Chiesa di San Pancrazio
803BergamoSPancrazio.jpg
Chiesa di San Pancrazio
StatoItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
LocalitàBergamo-Stemma.png Bergamo
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
Diocesi Bergamo
Inizio costruzioneIX secolo
CompletamentoXVI secolo

Coordinate: 45°42′12.9″N 9°39′50.79″E / 45.703584°N 9.664107°E45.703584; 9.664107

La chiesa di San Pancrazio si trova nella parte alta della città di Bergamo, con l'ingresso rivolto in piazza san Pancrazio, e la parte laterale in via Gombito. La chiesa dava il nome alla vicinia omonima.

Indice

StoriaModifica

Un documento già nel 888 nomina una chiesa e una vicina di San Pancrazio a Bergamo, ampliata poi nel 1280[1], successivamente nel XV secolo (portale 1452) e consacrata il 3 ottobre 1474 dal Vescovo Giovanni Donato. La chiesa aveva un'area cimiteriale che si estendeva tutto intorno, così come riportato da San Carlo Borromeo nella sua visita pastorale del 1575[2].
La riforma del Concilio di Trento e la presenza di artisti sul territorio porteranno ad un restauro e ampliamento della chiesa, dal XVII fino al XIX secolo con la costruzione della sagrestia, della torre campanaria, l'ammodernamento degli altari, e l'ornamento con stucchi su progetto di Giovan Battista Caniana[3].
Il 22 giugno 1805 venne soppressa la parrocchia e la chiesa divenne sussidiaria della cattedrale di Sant'Alessandro.
Nei primi anni del '900 venne ridipinta la facciata esterna, rifatta la pavimentazione e dipinta la volta da Giovanni Cavalleri con scene della vita di San Pancrazio. Nel 2010 venne restaurata la volta dopo i danni subiti dal terremoto del 2004[4].

ArchitetturaModifica

 
San Pancrazio- interno

L'ingresso della chiesa, con il portale trecentesco ad arco ogivale in pietra grigia, dove all'interno sono scolpiti ad altorilievo san Pancrazio, la Madonna col Bambino, un vescovo benedicente e nel lunotto sovrastante l'Immagine del Padre Eterno che regge Cristo crocifisso[5] dà sulla piazzetta di San Pancrazio dove domina la piccola fontana chiamata boccio di giacinto del 1549[6]
L'interno ad una solo navata, ha cinque cappelle per lato divise da lesene con basi in pietra arenaria e capitelli corinzi terminanti con una trabeazione dalla quale si innalza la volta della navata[7].
La cappella della Madonna in stile neoclassico su disegno di Angelo Cattò del 1830, ha due statue del 1842 opera di Gaetano Manfredini mentre gli stucchi sono di Giovanni Brina.
La cappella dell'Immacolata appartenente dalla famiglia Moroni, ha la pala dell'Immacolata concezione opera di Cristofano Allori, il paliotto dell'altare di Giovan Giacomo Manni.
La cappella della Beata Vergine, documentata già nel 1638 come appartenente alla confraternita del Rosario, con la pala della Vergine con il bambino di Ermanno Stroiffi e i quindici mistedi del rosario di Vincenzo Angelo Orelli.
La Cappella dei Santi Pietro e Paolo ha la pala raffigurante la Vergina con Bambino e santi Pietro e Paolo di Gian Paolo Cavagna.

 
Cristofano Allori-Immacolata, santi e annunciazione

la Cappella Madonna con Rosario vi è la pala attribuita a Jacopo Palma il Giovane[8].
La cappella di San Carlo è documentata nella visita pastorale del 1659 con la pala del santo attribuita a Chiara Salmeggia.
La cappella dei diecimila Martiri ha la pala del Crocefisso attribuita al Moroni.[9]
Il presbiterio ha una cupola ellittica e un grande altare in stile barocco. Vi si trovano le tele di Antonio Balestra raffigurante Estasi di Santa Teresa d'Avila datata 1715, di Francesco Terzi la Madonna con Bambino in Gloria, mentre la Madonna in trono e santi opera di Jacopino Scipioni[10].

NoteModifica

  1. ^ dieci chiese di Bergamo da vedere, Bergamopost. URL consultato il 29 luglio 201&.
  2. ^ Mazzariol, p.3.
  3. ^ San Pancrazio, Architetto Adele Sironi. URL consultato il 2 settembre 2016.
  4. ^ Chiesa di S.Pancrazio, Lombardia beni culturali. URL consultato il 29 luglio 2016.
  5. ^ Portale di San Pancrazio, tripadvisor. URL consultato il 29 luglio 2016.
  6. ^ Fontana di San Pancrazio, comune di Bergamo. URL consultato il 29 luglio 2016.
    «Le sponde della vasca inferiore furono rifatte a fine 1700, probabilmente in seguito alle dissennate distruzioni provocate dal decreto del marzo 1797 con cui la Municipalità, dominata dai bonapartisti, intimava di distruggere tutti gli stemmi dell'antico dominio veneto».
  7. ^ Mazzariol, p. 6.
  8. ^ San Pancrazio Bergamo, Chiese della begamasca. URL consultato il 29 luglio 2016.
  9. ^ Mazzariol, p. 25.
  10. ^ Mazzariol, p. 21.

BibliografiaModifica

  • Paolo Mazzaiol, La fabbrica seicentesca della chiesa di S. Pancrazio martire, Bergamo, Atti Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti di Bergamo, 2013, ISSN 1724-2347 (WC · ACNP).
  • Gloria Caminiti, La vicinia di S. Pancrazio a Bergamo, Provincia di Bergamo, 1999.
  • Paolo Mazzariol, Chiesa di san Pancrazio, Petit museum, ISBN 978-88-96060-82-7.

Voci correlateModifica

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