Chiesa di Sant'Andrea (Firenze)

edificio religioso di Firenze
Chiesa di Sant'Andrea
Chiesa di sant'andrea before demolition in 1881-82.jpg
Esterno prima della demolizione
StatoItalia Italia
RegioneToscana
LocalitàFirenze
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
Arcidiocesi Firenze
Inizio costruzioneIX secolo
CompletamentoXVII secolo
Demolizionedopo il 1765

Coordinate: 43°46′16.13″N 11°15′15.32″E / 43.771148°N 11.254256°E43.771148; 11.254256

La chiesa di Sant'Andrea, detta anche Sant'Andrea all'arco, sorgeva tra via Calimala e via Pellicceria a Firenze e venne distrutta verso il 1888 all'epoca del risanamento del Mercato Vecchio. Si trovava precisamente in quello che oggi è l'angolo sud-est della piazza, dove oggi si trova il caffè in angolo con via Calimala.

StoriaModifica

La piccola chiesa risaliva addirittura agli inizi del IX secolo come appartenente ai vescovi di Firenze, fin da quando Ludovico II, nell'852, l'aveva donata alla chiesa di San Giovanni perché il vescovo Radingo vi costituisse un monastero femminile dedicato alla Sacra Vergine, come di fatto fece eleggendo come badessa sua sorella Radburga o Radenberga. Vari documenti successivi rinnovano la donazione alla Canonica fiorentina.

Nel 1013 è citata con un prope arcum, cioè, come si scoprì durante le demolizioni ottocentesche, si trovava a ridosso di un antico arco romano, scomparso già nel Basso Medioevo, che dava anche il nome a una via della zona.

Verso il Mille le monache vennero trasferite a San Martino a Mensola e sostituite dai monaci cluniacensi. Nel 1013 il vescovo Ildebrando donò chiesa e monastero alla nascente abbazia di San Miniato al Monte e nel 1205 l'edificio venne passato al clero secolare dal vescovo Lamberto.

 
Fabio Borbottoni, Sant'Andrea (a sinistra) e il palazzo dell'Arte dei Rigattieri (al centro)

Nel Trecento il patronato della chiesa era della famiglia Elisei. Danneggiata da più incendi, soprattutto nel 1232, nel 1304 (appiccato durante le dilanianti lotte tra famiglie rivali dell'epoca) e nel 1601, ai quali seguirono puntualmente trasformazioni e restauri.

Venne restaurata nel Settecento, soprattutto la facciata. La parrocchia fu soppressa nel 1765 e i locali destinati a una confraternita che vi dimorò fino alla demolizione. Tutta l'area venne infatti interessata dal Risanamento di Firenze: sebbene la chiesa fosse in stato di decadenza per la necessità di restauri, la sua lunga vicenda storica non fu sufficiente a salvarla dalla distruzione (con i forti interessi speculativi in ballo) e il suo abbattimento fu uno degli episodi più gravi di quella rivoluzione urbanistica.

DescrizioneModifica

La facciata era dotata, come molte altre chiese della zona, di una piccola scalinata d'accesso a doppia rampa. Tra le numerose chiese con scaletta di Firenze resta oggi solo la sconsacrata di Santa Maria Sopra Porta, all'epoca del Risanamento caserma dei pompieri.

La torre campanaria fu adibita a lungo come piccionaia, piazzando le campane su un campanile a vela moderno. Di forma tozza ma graziosa, il campanile originario risaliva probabilmente all'XI secolo ed era una torretta con copertura a bassa piramide, con facce in filaretto di pietra e due ordini di bifore con colonnette marmoree e capitelli "a nave", separate da cornici marcapiano.

Dentro alla chiesa esistevano tre altari: quello di destra era decorato da un dipinto del quale non si conosce l'autore, quello dei sinistra presentava una tela del Vasari, mentre l'altare centrale aveva una bella tavola di Domenico Ghirlandaio.

BibliografiaModifica

  • Franco Cesati, Le chiese di Firenze, Newton Compton Editori, Roma 2002.
  • Arnaldo Cocchi, Le chiese di Firenze dal secolo IV al secolo XX, Pellas, Firenze 1903.

Altri progettiModifica