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Chiesa di Sant'Antonio abate (Borgomaro)

Chiesa di Sant'Antonio abate
Borgomaro-chiesa sant'antonio1.jpg
StatoItalia Italia
RegioneLiguria
LocalitàBorgomaro
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
Titolaresant'Antonio abate
Diocesi Albenga-Imperia
Inizio costruzioneXVII secolo
CompletamentoXVII secolo

Coordinate: 43°58′30.95″N 7°56′45.21″E / 43.975264°N 7.945892°E43.975264; 7.945892

La chiesa di Sant'Antonio abate è un luogo di culto cattolico del centro storico di Borgomaro, in provincia di Imperia, situato in piazza Felice Cascione. La chiesa è sede della parrocchia di Sant'Antonio e di San Bernardino da Siena (quest'ultima comprendente la comunità frazionaria di Candeasco) della zona pastorale di Pontedassio della diocesi di Albenga-Imperia.

Cenni storici e descrizioneModifica

 
L'interno

Già sede di un edificio religioso del tardo medioevo, ubicato nella piazza principale del centro borgomarese, l'attuale struttura fu edificata nel XVII secolo[1] su un progetto degli architetti locali Marvaldi[1]; l'inizio dei lavori è datato al 1674[1]. Solamente nel 1842[1] la chiesa di Borgomaro ereditò il titolo di parrocchiale della comunità dalla pieve dei Santi Nazario e Celso, come da decreto vescovile di monsignor Raffaele Biale della diocesi di Albenga.

L'attuale struttura si presenta in stile architettonico barocco[1], ad unica navata e con due cappelle laterali dedicate alla Madonna delle Grazie e alla Madonna del Suffragio; la facciata esterna, invece, dopo il rifacimento nel 1847[1] ad opera dell'architetto Giuseppe Lalley è in stile neoclassico.

Gli affreschi della volta raffigurano[1] la Fede e le quattro virtù cardinali, mentre ai lati della stessa figurano le riproduzioni dei quattro evangelisti: san Matteo, san Marco, san Luca e san Giovanni.

Tra le opere di pregio artistico e architettonico si conservano[1]: il dipinto settecentesco della Madonna con Bambino e i santi Giuseppe, Antonio da Padova, Carlo Borromeo e Francesco Saverio; il polittico dei Santi Nazario e Celso del pittore Pietro Guidi da Ranzo nella parete a destra dell'altare maggiore; il polittico di Raffaele De Rossi (aiutato pure dal figlio Giulio) raffigurante L'incontro di Gesù con la Veronica; il quadro della Trasfigurazione nell'archivolto; la statua di San Rocco e di Sant'Antonio abate, entrambe dello scultore Giambattista Drago del XIX secolo; un ostensorio attribuito ad Anton Maria Maragliano.

Dell'antica struttura trecentesca rimane la testimonianza[1] dell'attiguo campanile.

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i Fonte dal libro di Andrea Gandolfo, La provincia di Imperia: storia, arti, tradizioni. Volume 1, Peveragno, Blu Edizioni, 2005.

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