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Chiesa di Santa Brigida (Napoli)

edificio religioso di Napoli
Chiesa di Santa Brigida
SantaBrigidaNapoli2.jpg
La facciata
StatoItalia Italia
RegioneCampania Campania
LocalitàCoA Città di Napoli.svgNapoli
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareBrigida di Svezia
Arcidiocesi Napoli
Consacrazione1610
Inizio costruzione1606
Completamento1610 (con ampliamenti successivi)

Coordinate: 40°50′20.27″N 14°14′56.94″E / 40.838965°N 14.249149°E40.838965; 14.249149

Altare maggiore della Chiesa di Santa Brigida in Napoli, foto Daniela Matarazzo
Busto reliquiario di San Cesario diacono e martire che si conserva nella Chiesa di Santa Brigida, Napoli (Foto Daniela Matarazzo)

La chiesa di Santa Brigida è un luogo di culto cattolico che si erge nel centro storico di Napoli, in via Santa Brigida.

StoriaModifica

 
Interno
 
Cupola con affreschi di Luca Giordano

L'origine della chiesa risale al 1609, quando un borghese, Giovanni Antonio Bianco, decise di aprire nella sua abitazione una cappella dedicata a Santa Brigida; a fianco vi realizzò anche un conservatorio per vedove. Questi lavori furono svolti all'insaputa della curia di Napoli e pertanto vennero subito bloccati; le strutture vennero vendute alla pia Giovanna Guevara e, con la licenza arcivescovile e con le sovvenzioni della pia donna, la struttura poté aprire nel 1610. Infine passò ai padri Lucchesi (Ordine della Madre di Dio) che tra il 1637 e il 1640 espansero la chiesa e il convento, che attualmente è parte di Palazzo Barbaja.

Nella realizzazione della nuova chiesa, che rimpiazzò la preesistente cappella del palazzo, furono rispettate le condizioni imposte dalle autorità spagnole, dietro sollecito del castellano del Maschio Angioino, che riteneva un ostacolo al tiro delle cannoniere una cupola di maestose dimensioni; per questo motivo fu innalzata una cupola alta solo nove metri.

I Lucchesi rimasero fino alla prima espulsione avvenuta nel decennio francese; reinseriti dai Borbone di Napoli nella medesima struttura (ma modificata, poiché parte delle originali strutture furono inglobate in altre opere civili), subirono un'ulteriore espulsione da parte dei Savoia nel 1862.

La parrocchia è retta dall'Ordine della Madre di Dio. La chiesa è sede dell'Ordine Militare del SS. Salvatore e di S. Brigida di Svezia.

DescrizioneModifica

EsternoModifica

La modesta facciata è composta da due registri: il primo ionico, dove s'apre il semplice portale con una lapide che lo sormonta, mentre nella trabeazione si legge un'iscrizione greca; il secondo ordine è caratterizzato dalla presenza del finestrone.

InternoModifica

 
Statua della Madonna Addolorata

L'interno, a croce latina con cappelle laterali, presenta affreschi di Paolo Vetri sulla volta, che sostituirono quelli realizzati nel XVIII secolo da Giuseppe Mastroleo, andati perduti a causa della costruzione della vicina Galleria Umberto I. Le tele sparse per la chiesa sono di: Luca Giordano (qui sepolto), Massimo Stanzione, Paolo De Matteis, Giacomo Farelli, Fedele Fischetti, Paolo Vetri, Giovanni Salomone, Giuseppe Aprea. Gli affreschi della sacrestia furono iniziati sempre dal Giordano, ma terminati, a causa dell'improvvisa morte del maestro, da Giuseppe Simonelli.

La cupola alta nove metri, compreso il tamburo, presenta sull'intradosso una fuga prospettica di notevole valore realizzata anch'essa da Luca Giordano, che fa apparire la cupola più slanciata del reale; all'esterno la calotta è sormontata da un maestoso lanternino elicoidale, aperto alla base da piccole finestre ovali.

Notevole è anche la cappella della Madonna Addolorata, dove vi è la statua ritenuta miracolosa; essa viene addobbata il primo giugno ed il quindici di settembre di ogni anno.

Nella sacrestia della Chiesa di Santa Brigida, in un armadio - reliquiario ricoperto da "ex voto", si conserva un busto reliquiario di San Cesario diacono e martire di Terracina (il santo che ha sostituito e cristianizzato il culto dell'imperatore Cesare Augusto a Napoli), realizzato da bottega napoletana del XIX secolo in legno scolpito e dorato[1]; si espone alla venerazione dei fedeli il 1º novembre, giorno della sua festa liturgica. Questa reliquia (frammento osseo del santo) fu traslata da Chiesa di Santa Maria Corteorlandini di Lucca nel XVII secolo dai Padri Lucchesi.

Organo a canneModifica

Nella chiesa, si trova l'organo a canne Mascioni opus 439, costruito nel 1931. Lo strumento, a trasmissione pneumatica, ha due tastiere di 61 note ciascuna e pedaliera di 32 note.

Prima tastiera - Grand'Organo
Principale 16'
Principale 8'
Flauto 8'
Dolce 8'
Ottava 4'
Decima V 2'
Ripieno
Tromba 8'
Voce umana 8'
Seconda tastiera - Espressivo
Principale 8'
Bordone 8'
Gamba 8'
Coro viole 8'
Flauto 4'
Salicionale 4'
Sesquialtera 2.2/3'-1.3/5'
Flautino 2'
Oboe 8'
Tremolo
Pedale
Contrabbasso 16'
Subbasso 16'
Basso 8'
Bordone 8'


Unioni e accoppiamenti
Unione I-P
Unione II-P
Unione II-I
Super ottava

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Renato Ruotolo, Santa Brigida, Napoli, Longobardi, 1999, ISBN 9788880900863.
  • Gennaro Aspreno Galante, Le Chiese di Napoli. Guida Sacra della Città di Napoli, Napoli, Stamperia del Fibreno, 1872, ISBN non esistente.
  • Dario Nicolella, Le cupole di Napoli, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1997, ISBN 88-8114-562-6.

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