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Chiesa di Santa Maria del Carmine (Guardiagrele)

edificio religioso di Guardiagrele

Storia e descrizioneModifica

 
L'interno della chiesa

L'aspetto con cui oggi è visibile l'edificio è frutto dei radicali interventi di ristrutturazione operati agli inizi del Novecento, che hanno riguardato i resti dell'antico convento celestiniano. Il convento dei Celestini mostra la sua facciata ancora quasi abbastanza intatta, poco più a sud, su via Modesto Della Porta: un portale gotico ad arco ogivale, con cartiglio in caratteri gotici, e la torre campanaria laterale, però mozzata.

Non sembra che la chiesa sia stata interessata dalle nuove correnti novecentesche, fatta eccezione per gli elementi di gusto Liberty nelle decorazioni della facciata e del prospetto in via Modesto Della Porta. La facciata è decorata alla base centrale da un portale in stile pseudo rinascimentale, con due colonne cilindriche a capitello dorico, e architrave a timpano triangolare. Una cornice marcapiano molto aggettante poggia su coppie di colonne cilindriche a capitello corinzio, tale cornice ha dei fregi in rilievo, e compie un giro sulla facciata creando un perfetto arco a tutto sesto, con chiave di volta centrale; questo grande arco serve a racchiudere sotto di esso, in asse col portale centrale, un monumentale rosone a raggiera, dai caratteri pseudo gotici, i cui raggi compongono come dei petali di fiore.

Oltre la prima trabeazione del cornicione, le coppie di colonne a capitello corinzio ne compongono un'altra, che funge da base di appoggio per i due campanili laterali gemelli, realizzati a mo' di torretta quadrata con la cella campanaria, gli archi a tutto sesto, e una piccola cupoletta sferica sulla sommità. Sopra la chiave di volta dell'arco cieco di facciata, si trova il ricco cornicione superiore con ricchi fregi a motivi floreali e vegetali, dentellatura di fioretti sottostante, e al centro di esso una statua monumentale della Madonna in trono col Bambino nell'atto di benedire.

All'interno è a navata unica, presente elementi tardo barocchi della metà del Settecento, di carattere lombardo, anche se molti stucchi policromi appartengono all'epoca ottocentesca. Una trabeazione, aggettante all'altezza delle due cappelle laterali con altari, e dell'arco trionfale che immette al presbiterio, fascia tutto il perimetro di collegamento delle pareti con la volta a botte, da cui scendono lampadari originali, e dove si trovano affreschi. Sulla controfacciata si torva la cantoria con l'organo, coppie di colonne in marmo policromo con capitelli corinzi e di ordine composito decorano l'area del presbiterio, e inquadrano le cappelle, di cui quella accanto il pulpito di sinistra, dedicata alla Vergine del Carmelo, a forma di aula centrale. Il capo altare è formato da un nicchione a tempietto, inquadrato da colonne e architrave di ordine composito.

È conservato un ciclo di dipinti di Fernando Palmerio, le Storie della Vergine Addolorata e di San Celestino, ai lati e sul soffitto della navata, oltre che sulla cupola e ai lati dell'edicola centrale del presbiterio.

BibliografiaModifica

  • Comune di Guardiagrele, Guardiagrele, storia arte cultura (pagina 52), guide ZiP, Pescara.

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