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Chiesa di Santa Maria del Carmine (L'Aquila)

edificio religioso dell'Aquila
Chiesa di Santa Maria del Carmine
L'Aquila -Chiesa di Santa Maria del Carmine- 2007-by-RaBoe-40.jpg
Facciata del Carmine
StatoItalia Italia
RegioneAbruzzo Abruzzo
LocalitàL'Aquila
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareMadonna del Carmine
ArcidiocesiAquila
Inizio costruzioneXIII secolo

Coordinate: 42°21′07.73″N 13°24′06.31″E / 42.352148°N 13.401752°E42.352148; 13.401752

La chiesa di Santa Maria del Carmine, originariamente chiesa di Santa Maria di Assergi e oggi semplicemente nota come Il Carmine[1], è un edificio religioso dell'Aquila. Come la quasi totalità delle chiese aquilane deve la sua edificazione agli abitanti di uno dei castelli vicini, in questo caso Assergi[2], che contribuirono così alla fondazione della città nel XIII secolo; venne successivamente ampliata e ricostruita dai Carmelitani.

La chiesa è rimasta gravemente danneggiata dal terremoto del 2009; risulta pertanto inagibile e in attesa di essere restaurata[3].

Indice

StoriaModifica

Nel luogo ove oggi sorge il Carmine era un tempo la duecentesca chiesa di Santa Maria, edificio di riferimento degli assergesi che avevano in questo modo contribuito all'edificazione dell'Aquila[1]. Essa doveva rivestire una importanza limitata nel panorama dell'architettura religiosa cittadina e si sviluppava su una superficie abbastanza modesta, riconducibile a 8 canne in lunghezza e 4 in larghezza e altezza, ma era caratterizzata da un'elevata torre campanaria, poi ridotta in altezza per non limitare la visuale dal Castello[1].

Nel 1609 la chiesa venne ceduta all'Ordine della Beata Vergine del Monte Carmelo e assunse pertanto la denominazione attuale[1]. I Carmelitani intervennero sull'edificio aggiungendovi un coro ottagonale che allungò considerevolmente la sala e, conseguentemente, sopraelevarono le mura perimetrali che raggiunsero quindi un'altezza doppia rispetto a quella originale[1].

Subì danni dal terremoto del 1703 e nel 1730 venne pertanto restaurata con l'irrobustimento dell'apparecchio murario e un rinnovamento architettonico-planimetrico più consono allo stile settecentesco[4].

La chiesa ha poi subito nuovi danni dal terremoto del 2009 in cui ha fatto registrare un principio di ribaltamento della facciata con espulsione del materiale, lesioni e crolli localizzati nelle pareti laterali e danni diffusi all'intera struttura muraria e all'apparato decorativo[3].

DescrizioneModifica

La chiesa è posta su un'altura alla sommità di via del Carmine, uno dei vicoli che si apre sul lato orientale di corso Vittorio Emanuele II, ed è stretta tra le emergenze architettoniche della basilica di San Bernardino a sud e del Forte spagnolo a nord.

La facciata si presenta decisamente slanciata e suddivisa in due parti. L'inferiore, riconducibile all'originaria facciata della chiesa di Santa Maria di Assergi, presenta molti caratteri tipici delle chiese aquilane ed è rivestita in pietra bianca, divisa orizzontalmente da una cornice marcapiano in due settori con quello in alto che recava originariamente un rosone o più probabilmente un finestrone circolare, oggi scomparso[1]; tale parte è da riferirsi ai primi decenni del Quattrocento[4]. Nella superiore, causata dalla sopraelevazione decisa dai Carmelitani, vi è una semplice terminazione a capanna con finestrone rettangolare posto in asse con il portale sottostante.

All'interno si ripropone la singolare geometria che dona alla chiesa un effetto particolarmente slanciato: la navata unica, molto lunga, termina in un coro ottagonale ed è scandita da cinque arcate laterale con quella di apertura e di chiusura più strette delle altre, secondo un sistema metrico a-b-b-b-a[4], che riproduce in piccolo lo schema del Duomo[5].

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f Orlando Antonini, pag.281
  2. ^ Assergi è oggi una delle frazioni della città
  3. ^ a b Arcidiocesi dell'Aquila, Santa Maria del Carmine, su culturaebeni.it. URL consultato il 10-03-2012.
  4. ^ a b c Orlando Antonini, pag.282
  5. ^ Orlando Antonini, pag.284

BibliografiaModifica

  • Orlando Antonini, Architettura religiosa aquilana, Todi (Pg), Tau Editrice, 2010;
  • Touring Club Italiano, L'Italia - Abruzzo e Molise, Milano, Touring Editore, 2005;