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Chiesa di Santa Maria del Giardino
Milano Santa Maria del Giardino demolizione.jpg
Foto della demolizione della chiesa
StatoItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
LocalitàCoA Città di Milano.svgMilano
ReligioneCristiana Cattolica di rito ambrosiano
Arcidiocesi Milano
Demolizione1865

Coordinate: 45°28′06.51″N 9°11′26.12″E / 45.468476°N 9.190589°E45.468476; 9.190589

La chiesa di Santa Maria del Giardino era una chiesa di Milano. Situata all'angolo tra le attuali via Manzoni e via Romagnosi, fu demolita nel 1865.

Indice

StoriaModifica

La chiesa fu costruita a partire dal 1456 su progetto di un architetto ancora sconosciuto, nonostante la paternità dell'opera sia attribuita, con molti dubbi, al Bramante o al Bramantino. Al 1582 risale la creazione del convento annesso alla chiesa e la creazione del coro su progetto di Pellegrino Tibaldi[1].

La chiesa fu chiusa al culto al 1810 e demolita nel 1865[2].

ArchitetturaModifica

La chiesa si presentava all'esterno con cotto a vista in tipico stile lombardo: al contrario era insolito l'interno a navata unica che stupiva per l'ampiezza dello spazio[1]: le dimensioni della chiesa erano 40 metri di lunghezza e 30 di larghezza[3]. La navata era scandita da sei coppie pilastri (un tempo sette, prima della creazione del coro del Tibaldi) che reggevano altrettanti archi a sesto acuto[1].

Nella chiesa era presenti varie cappelle di molte illustri famiglie milanesi, tra cui i Melzi, Brentani, Stampa e Landriani, assieme a molte altre decorazioni che furono recuperate con la demolizione della chiesa, tra cui le tele[4]:

Sempre al Castello Sforzesco si trovano oggi due affreschi staccati dalla chiesa:

Si segnala infine un altro affresco, la Madonna col Bambino e otto santi sempre del Bramantino alla Galleria degli Uffizi.

NoteModifica

  1. ^ a b c Fiorio, pg. 212
  2. ^ LombardiaBeniCulturali, Convento di Santa Maria al Giardino della Scala, frati minori osservanti riformati, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 23 settembre 2014.
  3. ^ Rotta, pg. 186
  4. ^ Fiorio, pg. 213

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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