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Chiesa di Santa Maria del Soccorso (Fondi)

edificio religioso di Fondi
Chiesa di Santa Maria del Soccorso
StatoItalia Italia
RegioneLazio Lazio
LocalitàFondi
ReligioneCattolica
TitolareMadonna del Soccorso
Arcidiocesi Gaeta
ConsacrazioneIgnoto
Stile architettonicoRomanico rurale
Inizio costruzioneIgnoto
CompletamentoIgnoto
Sito web

Coordinate: 41°21′31.21″N 13°24′58.75″E / 41.35867°N 13.41632°E41.35867; 13.41632

La chiesa della Madonna del Soccorso è sita in Via Appia (lato Terracina) a Fondi (provincia di Latina).

StoriaModifica

Mancano dati certi sull'anno di fondazione della chiesa, ma verosimilmente già esisteva alla fine del XIV secolo, ma gli elementi architettonici non facilitano l'opera di datazione precisa della chiesa stessa.

La prima menzione, tuttavia, risale al 1599 quando il vescovo G.B. Comparini venne a Fondi. La chiesa risulta in questo periodo come proprietà del comune. La relazione della visita pastorale del vescovo cita che questa chiesa era circondata da pantani e paludi.

Nel 1610 la chiesa risulta proprietà dei padri Gerolomini, ma entro breve, causa insalubrità delle vicine paludi, costrinsero i monaci ad abbandonare la chiesa.

L'aspettoModifica

L'esternoModifica

La chiesa ha aspetto romanico rurale. La facciata presenta 2 arcate ogivali sorrette al centro da un pilastro.

L'ingresso è dall'arcata di destra.

Il tetto è a spiovente. Sopra il tetto vi è una celletta campanaria.

Nel retro vi è un altro ingresso con, sopra, un'altra arcata ogivale.

L'internoModifica

L'interno è ad un'unica navata con arcate a tutto sesto.

L'affresco presso la sagrestia risale al XVII secolo ed è stato commissionato dal Comparini.

Del periodo del Comparini vi erano nella chiesa opere oggi scomparse:

  • 2 altari;
  • un'acquasantiera;
  • offerte votive;
  • calici d'oro;
  • drappeggi sericei.

Sempre del periodo del Comparini vi erano 2 immagini della Madonna con Bambino, una in marmo ed una in alabastro attribuiti ad un certo Comparini.

Recentemente è stata recuperata una delle 2 campane della chiesa.

La campana presenta un'iscrizione che la attribuiva a Onorato II Castani (1451) ora trasferita al museo di Fondi.

Altri affreschi sono molto sbiaditi.

Collegamenti esterniModifica