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Chiesa di Santa Maria della Consolazione (Roma)

edificio religioso di Roma
Chiesa di Santa Maria della Consolazione
Campitelli - S. Maria della Consolazione.JPG
Esterno
StatoItalia Italia
RegioneLazio Lazio
LocalitàRoma-Stemma.pngRoma
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareMadre della Consolazione
Diocesi Roma
ArchitettoMartino Longhi il vecchio
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzione1583
Completamento1606

Coordinate: 41°53′28.93″N 12°28′59.23″E / 41.89137°N 12.48312°E41.89137; 12.48312

La chiesa di Santa Maria della Consolazione, è un luogo di culto cattolico di Roma, nel rione Campitelli, che si affaccia sulla piazza omonima, vicino al Foro Romano e ai piedi della rupe Tarpea.

Indice

StoriaModifica

A proposito delle origini di questa chiesa e del suo nome, così riferisce l'Armellini:

«Su quella strada corrispondente all’antico vico iugario v’erano i granari dei Mattei patrizi romani. Nel portico di quelli v’era un’immagine della s. Vergine[1], alla quale raccomandandosi una pia madre il cui figlio innocente era stato carcerato e condannato a morte per malefizi, la Vergine gli disse, consolandola, che il figlio non sarebbe morto, ma miracolosamente salvo dalle forche. Dopo ciò i fedeli offrivano spesso doni a quest’immagine e ne fu data la cura alla confraternita di S. Maria in Portico. Presso quei granari v’era pure un piccolo ospedale, vicino al quale fu poi fabbricata la chiesa alla Vergine della Consolazione. Questi fatti accaddero poco prima del 1460»

(Armellini, op. cit., pag. 536.)

La chiesa dunque, costruita nella seconda metà del XV secolo e consacrata il 3 novembre 1470, fu chiamata della consolazione per consolare i condannati a morte, le cui sentenze venivano eseguite fino al 1550 nella vicina Rupe Tarpea. Fu poi ricostruita negli anni 1583-1606 su progetto di Martino Longhi il vecchio, e la facciata terminata solo nel 1827 ad opera dell'architetto Pasquale Belli.

Era una chiesa ricca, governata da una "Compagnia di Gentiluomini" appartenenti alle famiglie storiche del patriziato romano - Frangipane, Colonna, Boccamazza, Savelli, Santacroce, Mattei. La Compagnia era nata nel 1505 dall'unione di tre confraternite e ospedali - di Santa Maria della Consolazione, di Santa Maria delle Grazie, e di Santa Maria in Portico - ed era a suo modo laica: l'amministrazione era infatti saldamente in mano ai gentiluomini, e la compagnia non dipendeva da alcun ordine religioso - anzi stipendiava 20 sacerdoti per le messe quotidiane - ed era dedicata espressamente al soccorso (dotava zitelle, convitava poveri) e alla gestione dell'ospedale annesso. Vi aderirono nel tempo anche alcune corporazioni di mestiere (Vignaroli, Pecorai[2], Pescivendoli e Garzoni degli osti) ottenendo la concessione di alcune cappelle e l'accesso all'ospedale[3].

DescrizioneModifica

L'interno è a tre navate con cinque cappelle per lato. Tra le opere principali, si possono annotare:

FontiModifica

NoteModifica

  1. ^ "ch'è una delle sette Immagini della B. Vergine più celebri che sieno in Roma" (Venuti cit., p. 349).
  2. ^ Erano detti affidati, i proprietari di pecore che pascolavano i loro greggi in base ad un contratto di affidamento con i proprietari dei terreni.
  3. ^ "Fu l'anno 1585 conceduta una Cappella di essa ai Garzoni degli Osti, che la rifabbricarono a loro spese, e dedicaronla all'Assunzione della Madonna; la tengono provveduta di cappellano, ed altre cose necessarie, e per essere nelle infermità loro curati nell'Ospedale contiguo, han dato in una volta seicento scudi. Fu conceduta similmente un'altra Cappella, nel 1618, a' Pescatori del distretto di Roma che la dedicarono a S. Andrea." (Venuti op. cit.)

BibliografiaModifica

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