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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando la chiesa di fiorentina via San Giuseppe, vedi Chiesa di Santa Maria Vergine della Croce al Tempio.
chiesa al Tempio
Pianta della catena (1470 ca.), porta della giustizia, il tempio e le casacce.jpg
La chiesa fuori dalla Porta della Giustizia, nella pianta della Catena (1470 circa)
StatoItalia Italia
RegioneToscana
LocalitàFirenze
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareMaria
Arcidiocesi Firenze
Inizio costruzione1361
Completamento1366

Coordinate: 43°45′59.97″N 11°16′06.48″E / 43.766658°N 11.268467°E43.766658; 11.268467

La Compagnia di Santa Maria della Croce al Tempio fece costruire la chiesetta al Tempio come luogo per l'ultima preghiera dei condannati a morte e per poter inumare le loro spoglie mortali nel cimitero attiguo. Per questa ragione fu edificata a Firenze fuori Porta San Francesco nei pressi dell'attuale piazza Piave dove erano i Prati della Giustizia.

Indice

StoriaModifica

La Compagnia di Santa Maria della Croce al Tempio, fondata il 25 marzo del 1343, ebbe la sua sede nell'allora via de' Malcontenti (oggi via San Giuseppe) ma sin dalla sua fondazione è stato obbiettivo dei confratelli erigere una chiesetta dove i condannati potessero recitare la loro ultima preghiera. Per questa ragione si tassavano di 4 denari ogni settimana e le donazioni arrivate nel tempo venivano accumulate per edificare questa chiesetta.

Il 30 settembre 1361 dopo la richiesta al Comune da parte di Migliore di Vanni fornaio del popolo di Sant'Ambrogio Sindaco eletto della Compagnia fu concesso un terreno (braccia 30 di terreno) fuori dalle mura presso Porta San Francesco o Porta della Giustizia dove erigere una cappella e un cimitero (A pag. 11)

La chiesetta fu edificata su il terreno donato dal Comune e fu terminata nel 1366. Fino al 27 gennaio del 1366 i giustiziati venivano sepolti presso Santa Candida (A pag. 24).

Il Cappelli (B) riporta due citazioni a pag 33 di Guido Carrocci Che descrivendo la Chiesetta al Tempio la definisce si piccola ma graziosa e caratteristica con sulla facciata degli affreschi di Spinello Aretino.

Fino al 1529 (anno dell'assedio di Firenze) l'ultima preghiera dei condannati e la loro sepoltura dopo l'esecuzione avveniva in questa chiesetta fuori dalla Porta San Francesco, vicino all'Arno. Il fatto che si chiamasse al Tempio ha creato molta confusione sulla desinenza del nome della Compagnia (A pag. 24).

La chiesetta al Tempio a causa dell'assedio di Firenze fu distrutta insieme a 40 case li vicine per costruire un bastione di difesa che portò anche alla chiusura della porta San Francesco o Porta della Giustizia.

La distruzione determinò la perdita delle pitture in essa presenti. Gli affreschi sulla facciata di Spinello Aretino ma anche un'opera del Pisanello, che era a Firenze per perfezionarsi come dichiara il Vasari (I pag. 302) e che dipinse nella chiesetta al Tempio l'episodio del pellegrino che andando a San Jacopo di Gallizia fu infamato da una figlia di un oste mettendogli in tasca una coppa d'argento perché fosse punito come ladro, salvato da San Jacopo e ricondotto a casa.

 
Compianto della Croce al Tempio del Beato Angelico

Prima della distruzione due tavole furono salvate, una di fra Giovanni da Fiesole, il Beato Angelico, intitolata “Compianto della Croce al Tempio” dove è raffigurato un Cristo morto portato al Sepolcro degli Apostoli esposta nella chiesetta al Tempio sull'altare dietro il crocifisso e poi salvata e trasportata presso la Galleria delle Belle Arti e in seguito spostata al Museo nazionale di San Marco sempre a Firenze.

La seconda tavola era un'opera di Rodolfo di Domenico Bigordi Ghirlandaio e vi era dipinta la decollazione di San Giovanni Battista anch'essa salvata e trasferita alla nuova sede della Compagnia (A pag. 25).

Dal 1531 a seguito dell'assedio di Firenze che durò l'arco di due anni dal 1528-1530 fu duca Alessandro de' Medici che ordinò la chiusura di Porta San Francesco e la demolizione della chiesetta al Tempio per aumentare le fortificazioni e il luogo delle esecuzioni fu spostato al prato fuori Porta alla Croce nell'attuale Piazza Beccaria.

Una piccola digressione, quando ai tempi di Firenze Capitale (1865) fu perso il senno e sotto la guida di un demolitore seriale quale fu Giuseppe Poggi si demolirono le mura fiorentine per far posto ai viali di circonvallazione, la piccola chiesetta al Tempio vide nuovamente la luce e riaffiorò, ma invece di essere difesa fu ignorata e distrutta in nome dell'innovazione. Guido Carocci la vide e registrò che sulla facciata erano ancora visibili tracce di affreschi di Spinello Aretino.

DescrizioneModifica

La chiesa era soprattutto nota per un ciclo di affreschi con Storie di san Giacomo, che il Vasari attribuì a un ipotetico soggiorno fiorentino del giovane Pisanello. In generale la critica moderna esclude la possibilità di un'opera del pittore veronese a Firenze, accettando piuttosto un'annotazione del Codice Gaddiano che vuole quegli affreschi di Bicci di Lorenzo, ma non mancano voci fuori dal coro (come Chiarelli), che raccolse vari indizi "fiorentini" nelle opere di Pisanello, come la cooperazione nel 1424 con Nanni di Bartolo a Verona o la presenza degli impiccati del celebre affresco di San Giorgio e la principessa, che l'artista aveva potuto ben studiare dalla chiesa del Tempio, situata proprio davanti alla piazza dei patiboli.

BibliografiaModifica

  • AA.VV., L'opera completa di Pisanello, Rizzoli, Milano 1966
  • A) Della Compagnia di S. Maria della Croce al Tempio Lezione recitata il 27 gennaio 1861 alla Società Colombaria Gio. Battista Uccelli Firenze Tipografia Calasanziana 1861
  • B) La Compagnia de' Neri. L'arciconfraternita dei Battuti di Santa Maria della Croce al Tempio. di Eugenio Cappelleti Felice Le Monnier editore 24 maggio 1927 Firenze
  • I) La vita dei più eccellenti pittori, scultori e architetti Vasari S.A. Milano

BlogModifica

http://www.florencecity.it/compagnia-de-neri-a-firenze-2-parte/