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Chiesa di Santa Maria di Monteverginella

Chiesa di Santa Maria di Monteverginella
Facciata Monteverginella.JPG
Facciata
StatoItalia Italia
RegioneCampania
LocalitàNapoli
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareMaria
Arcidiocesi Napoli
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzione1134

Coordinate: 40°50′51.35″N 14°15′25.45″E / 40.847598°N 14.25707°E40.847598; 14.25707

Scorcio dell'interno

La chiesa di Santa Maria di Monteverginella è un luogo di culto d'origine medioevale della città di Napoli. Alla sinistra dell'edificio si trova un ulteriore luogo di culto denominato Cappella di Santa Maria della Concezione.

Cenni storiciModifica

L'edificio, con l'annesso monastero, venne fondato nel 1314 da Bartolomeo di Capua, protonotario del re Roberto d'Angiò, che in questo luogo aveva una propria residenza.

Nella nuova costruzione venne accorpata l'antica edicola di Santa Maria di Alto Spirito. Nel 1588, il complesso subì un parziale rimaneggiamento ad opera dell'architetto e ingegnere Vito Alfieri e nel XVII secolo ad opera di Francesco Antonio Picchiatti. La decorazione interna a stucchi e marmi si deve a Domenico Antonio Vaccaro, che vi lavorò nel 1726. Nel 1843, la chiesa venne nuovamente ristrutturata da Gaetano Genovese, il quale eliminò gran parte delle decorazioni settecentesche.

Dopo alcuni anni di chiusura, la chiesa riapre al pubblico nell'ottobre del 2019.

InternoModifica

L'interno è a croce latina, a navata unica e cinque cappelle per lato. Sul soffitto sono collocate tre tele raffiguranti Gloria di San Benedetto, San Benedetto e Santi Benedettini, opera di Domenico Antonio Vaccaro del 1728. Sempre allo stesso artista si devono i pavimenti marmorei della navata.

Nelle cappelle laterali e nel transetto si ammirano numerose opere pittoriche realizzate da vari artisti, come: Luca Giordano, Mattia Preti, Andrea De Lione, Fabrizio Santafede, Francesco Di Maria, Simone Papa, Avanzino Nucci, Ferrante Amendola, Carlo Mercurio, Michele De Napoli, Antonino Licata.

Del 1656 è l'altare maggiore, realizzato in marmo pregiato e pietre dure da Dionisio Lazzari. Gli affreschi seicenteschi sono di Belisario Corenzio.

Il chiostroModifica

Il chiostro, di forma rettangolare, è caratterizzato da ventotto pilastri in piperno e da pilastri ornati con capitelli tuscanico in travertino nell'ambulacro. Gli stucchi delle finestre sono attribuiti a Domenico Antonio Vaccaro; al centro, il pozzo risalente al XVII secolo.

Durante la seconda guerra mondiale, in seguito all'esplosione di una nave americana, un grosso frammento cadde nel chiostro senza procurare danni. In ricordo dello scampato pericolo le Salesiane collocarono il frammento ai piedi della statua della Madonna.

BibliografiaModifica

  • Vincenzo Regina, Le chiese di Napoli. Viaggio indimenticabile attraverso la storia artistica, architettonica, letteraria, civile e spiriturale della Napoli sacra, Newton e Compton editore, Napoli 2004.
  • Maria Rosaria Costa, I chiostri di Napoli, Tascabili Economici Newton, Roma, 1996. ISBN 88-8183-553-3

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