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StoriaModifica

Situata nell'odierna via della Conciliazione, nei pressi del Vaticano, la chiesa fu fondata nel XVI secolo in sostituzione di una più antica, fatta demolire da Pio IV perché di ostacolo alle traiettorie delle bombarde di Castel Sant'Angelo. Per lo stesso motivo la cupola della chiesa appare molto schiacciata.

L'architetto dell'edificio fu il bolognese Ottaviano Mascherino, che edificò anche il primo nucleo del Palazzo del Quirinale e la chiesa di San Salvatore in Lauro. Una pala di Giulio Cesare Procaccini, un tempo collocata nella chiesa, è oggi a New York; un'altra di Antonio Gherardi (Santa Teresa) è ancora collocata al suo posto.

DescrizioneModifica

La chiesa presenta internamente una struttura con pianta a croce latina: aula costituita da un'unica navata con cappelle laterali, transetto poco sporgente, crociera coperta con cupola e profondo coro terminante con un'abside semicircolare.

Tra le opere d'arte dell'interno si segnala il movimentato altar maggiore barocco di Carlo Fontana (1674), che custodisce un'icona medievale.

Nella chiesa si trovano tre organi a canne: nel transetto, ai lati del coro, ciascuno su un'apposita cantoria, vi sono due strumenti costruiti dal 1668 da Giuseppe Testa, entrambi non funzionanti, dei quali quello di destra successivamente modificato; nell'abside, invece, vi è l'organo Mascioni opus 879, costruito nel 1966, a trasmissione elettrica e con 40 registri su due manuali e pedale.[2]

Accanto alla chiesa è collocato l'Oratorio della Dottrina Cristiana, bella architettura di Nicola Michetti (1715).

Tra le navate di questa chiesa, lo scrittore Juan Gomez Jurado, ambienta il romanzo La spia di Dio.

NoteModifica

  1. ^ Parrocchia Santa Maria in Traspontina, su vicariatusurbis.org. URL consultato il 9 settembre 2017.
  2. ^ P. Barbieri, A. Morelli, p. 81.

BibliografiaModifica

TrasportiModifica

  È raggiungibile dalla stazione Ottaviano.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

  • Parrocchia Traspontina, su parrocchiatraspontina.altervista.org. URL consultato il 9 settembre 2017 (archiviato dall'url originale il 10 settembre 2017).
Controllo di autoritàVIAF (EN265142523 · LCCN (ENn2004018068 · GND (DE4582806-4