Chiesa prepositurale di Sant'Erasmo

Chiesa Prepositurale di Sant'Erasmo
Castel Goffredo S. Erasmo.JPG
StatoItalia Italia
RegioneLombardia
LocalitàCastel Goffredo
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareErasmo di Formia
Diocesi Mantova
ArchitettoBernardino Facciotto[1]
Stile architettonicoRinascimentale
Inizio costruzioneseconda metà del XV secolo
Completamento1590

Coordinate: 45°17′52.27″N 10°28′32.11″E / 45.297853°N 10.475586°E45.297853; 10.475586

La chiesa prepositurale di Sant'Erasmo è la chiesa parrocchiale di Castel Goffredo in provincia di Mantova e occupa il lato est di piazza Mazzini. Costruita nella seconda metà del Quattrocento e sistemata in modo asimmetrico rispetto all'asse della piazza,[2] contiene importanti opere d'arte dal Cinquecento al Settecento, fra cui una tela di Giuseppe Bazzani[3] e l'altare maggiore in marmi policromi progettato da Andrea Gamba.[4][5]

StoriaModifica

Dagli statuti della Congregazione della Misericordia risulta che prima del 1288 esisteva a Castel Goffredo una chiesa intitolata a sant'Erasmo,[6] che sorgeva entro il perimetro di Castelvecchio (Castellum vetus).[7]

Iniziata nella seconda metà del Quattrocento,[8][9][10] all'epoca in cui il borgo iniziava a svilupparsi fuori dalla prima cerchia di mura di Castelvecchio[11], fu ampliata nel 1516[11] con la costruzione del presbiterio e una nuova cupola.[11]

Il cardinale Carlo Borromeo, durante la sua visita nel 1540, diede disposizioni affinché fossero apportate modifiche all'interno e portata a compimento l'opera.[12]

Durante il marchesato di Aloisio Gonzaga, il tempio fu abbellito ed ampliato con l'aggiunta delle due cappelle laterali (del Battistero e di Sant'Antonio).[13] Nel suo testamento lasciò la somma di cento scudi da impiegare nei lavori alla chiesa.[12]

 
Vista laterale con il tiburio

Ricostruita a seguito del crollo della cupola tra il 1588 e il 1590 da Bernardino Facciotto[11], architetto del duca di Mantova Guglielmo Gonzaga, per volontà del marchese Alfonso Gonzaga.[12] Altre fonti farebbero supporre la presenza invece del figlio Girolamo.[14] All'opera contribuì anche il comune.[12]
La facciata verso la piazza, che ricorda molto da vicino quella della chiesa di Santa Maria dell'Orto a Roma attribuita al Vignola[15], fu abbellita dall'aggiunta di cinque piramidi in marmo.[16]

Il pavimento originariamente in cotto, venne rifatto nel 1606 a spese del comune[17] e nel 1638 la cupola venne ricoperta di rame.[18] Tra il 1737 e il 1750, per volontà di don Giacinto Tosani, venne effettuata la pavimentazione a quadri in marmo rossi e bianchi (attualmente esistente) e la costruzione del pulpito in legno intagliato.[19]

Sulla porta principale della chiesa, il 3 gennaio 1593, venne assassinato, per mano di Michele Volpetti, Rodolfo Gonzaga, signore di Castel Goffredo,[20] mentre si recava alla messa accompagnato dalla moglie Elena e dalla figlia Cinzia.

Nella prepositurale vengono officiate le principali funzioni religiose della città.

EsternoModifica

 
Chiesa S.Erasmo, facciata

La chiesa, in stile rinascimentale, ha una facciata su due ordini con paraste e timpano ed è decorata da tre grandi portali in marmo bianco.[1] È dotata di cupola a semisfera e fasciata dal tiburio.[21] Ai lati del presbiterio sono inseriti da una parte la sacrestia e dall'altra alcuni locali e il campanile.

 
Il campanile con la torre civica sullo sfondo

InternoModifica

L'interno, a croce latina, è suddiviso in tre navate, voltate a crociera[21], da colonne in marmo Botticino nelle quali sorgono sette cappelle:[1]

La gradinata e la balaustra in marmo dell'altare maggiore sono state costruite nel 1612.[13]

 
Il Crocifisso miracoloso, XV secolo.
 
Portale con lunetta dell'ingresso laterale, appartenuto alla Chiesa di Santa Maria del Consorzio

Opere d'arteModifica

  • Mosè salvato dalle acque e Mosè fa scaturire l'acqua dalla roccia.[24] Grandi tele barocche, opere del bresciano Giuseppe Fali, nel presbiterio;
  • Crocefisso policromo in legno del XV secolo, venerato dalla collettività, collocato nella Cappella del Crocefisso[25], chiusa da una balaustra in marmi policromi del XVIII secolo opera di Domenico Corbarelli;[26]
  • Angeli adoranti. Due sculture in marmo ai lati dell'ancona dell'altare del Santissimo, opere del 1741 dello scultore bresciano Alessandro Calegari;[27]
  • Martirio di di Sant'Erasmo, pala d'altare opera del 1717 di Gasparino di Volongo;[13]
  • Madonna e Santi. Al primo altare a sinistra, dipinto d’autore seicentesco ignoto;
  • San Francesco riceve le stigmate. Al secondo altare a sinistra, dipinto di scuola veronese del primo Seicento, attribuito a Felice Brusasorzi;[28]
  • Le anime purganti. Opera di Giuseppe Bazzani, pittore mantovano del Settecento;
  • Dodici Apostoli. Dipinti nella navata centrale, sopra le colonne;
  • L'ultima cena. Nel transetto di destra, opera su tela di scuola manierista mantovana;
  • Pala d'altare. Al secondo altare a destra, dipinto di autore ignoto milanese del Seicento;
  • Vergine con Bambino e i Santi Sebastiano e Carlo Borromeo, pala d'altare;
  • Martirio di Santo Stefano. Al primo altare a destra, dipinto di scuola mantovana della fine del Cinquecento;
  • Santa Barbara. Sopra la porta centrale d’ingresso, tela del XVII secolo.

Altari e balaustre del Settecento decorati a tarsie in marmi e pietre dure; l'altare maggiore è opera di Andrea Gamba di Rezzato.[4] Dietro ad esso, il coro ligneo del 1750, finemente lavorato, opera dell'intagliatore castiglionese Domenico Ceratelli (1708-1776).[29]

Al termine della navata centrale, sul lato sinistro, è collocato un elegante pulpito in legno del XVIII secolo, scolpito dal celebre intagliatore bresciano Rizzardo Carboni.[30]

Una serie di confessionali in legno presenti nelle navate laterali risale alla prima metà del Settecento.[13]

Fra gli archi del colonnato marmoreo di stile tuscanico, scendono i lampadari in vetro di Murano, della seconda metà del Settecento.

Organo a canneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Organo della chiesa prepositurale di Sant'Erasmo.

A sinistra dell'altare maggiore è collocato l'antico organo a canne Costanzo Antegnati[31], fatto costruire nel 1595 da Caterina Gonzaga, figlia di Alfonso.[32] Dell'organo originario sono rimaste solo cinque canne in quanto lo strumento ha subito nel tempo diversi interventi di restauro. Il più importante è stato effettuato negli anni 1887-1888 dall'organaro bresciano Tito Tonoli, figlio del famoso Giovanni (1809-1889) e portato a termine dalla ditta "Porro e Maccarinelli".[33]

Visitatori illustriModifica

Cronotassi dei parroci prevostiModifica

 
Ostiano, lapide a don Luigi Lanzoni.

Epigrafi aloysianeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Epigrafi gonzaghesche a Castel Goffredo.

Aloisio Gonzaga ha lasciato testimonianza del suo marchesato in alcune epigrafi presenti a Castel Goffredo.[39]

Queste, murate sul fianco della chiesa prepositurale di Sant'Erasmo, appartenevano alla scomparsa chiesa di Santa Maria del Consorzio:

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i Proloco, p.8.
  2. ^ Le calze dai campi e dalle officine. Storia di un distretto industriale nato in un borgo padano (PDF), l'Unità, 1999. URL consultato il 4 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 17 dicembre 2013).
  3. ^ a b Berselli, p.143.
  4. ^ a b Venturini, p.79.
  5. ^ Bonfiglio (2005), p.75.
  6. ^ Bonora, p.18.
  7. ^ Mariano Vignoli, Giancarlo Cobelli, Da terra aperta e ben intesa fortezza. Le mura e le fortificazioni di Castel Goffredo, Mantova, 2010.
  8. ^ Berselli, p.121.
  9. ^ Nel volume Della successione di Castelgoffredo del XVII secolo, si evidenzia che il marchese Aloisio Gonzaga fece demolire l'antica chiesa di Sant'Erasmo in Castelvecchio, facendola trasportare nel luogo ove ora si trova.
  10. ^ Falini, Previdi, Brignani, pp. 213-214.
  11. ^ a b c d Berselli, p.126.
  12. ^ a b c d Bonfiglio (2005), p.102.
  13. ^ a b c d Berselli, p.127.
  14. ^ Bonora, p. 79.
  15. ^ Bernardino Facciotto
  16. ^ Bonfiglio (2005), p.105.
  17. ^ Gozzi, pp.64.
  18. ^ Gozzi, pp.74.
  19. ^ Bonfiglio (2005), p.106.
  20. ^ Bonfiglio (2005), p.51.
  21. ^ a b Bonora, p.13.
  22. ^ I luoghi del cuore.
  23. ^ Berselli, p.142.
  24. ^ Comune, p.14.
  25. ^ Berselli, p.128.
  26. ^ Bonora, p.43.
  27. ^ Giuseppe Sava, I Calegari - Una dinastia di scultori nell'entroterra della Serenissima, Silvana Editoriale, Milano, 2012
  28. ^ Chiese e oratori campestri, Mantova, 2013.
  29. ^ Andrea Bardelli, Arturo Biondelli, Tutti nobilmente lavorati. Arredi lignei della prevostura di Castel Goffredo, Calcinato, 2008.
  30. ^ Gozzi (2003), p.30.
  31. ^ Liuteria bresciana.
  32. ^ Gozzi (2001), p.57.
  33. ^ Micheli organi. L'organo Tito Tonoli 1887/88 della chiesa parrocchiale di S. Erasmo in Castel Goffredo (MN).
  34. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q Cobelli, pp.76-77.
  35. ^ Paolo Guerrini, Atti della visita pastorale del vescovo Domenico Bollani alla diocesi di Brescia, pag. 202.
  36. ^ Piero Gualtierotti, Castel Goffredo dalle origini ai Gonzaga, Mantova, 2008.
  37. ^ Giuseppe Sarto, vescovo di Mantova.
  38. ^ Giuseppe Sarto, vescovo di Mantova.
  39. ^ Lombardia Beni Culturali. Castel Goffredo, piazza Mazzini., su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 17 luglio 2013.

BibliografiaModifica

  • Costante Berselli, Castelgoffredo nella storia, Mantova, 1978. ISBN non esistente
  • Francesco Bonfiglio, Notizie storiche di Castelgoffredo, 2ª ed., Mantova, 2005. ISBN 88-7495-163-9.
  • Claudia Bonora Previdi, Chiesa della città e dei suoi santi. La prepositurale di Sant'Erasmo in Castel Goffredo, Calcinato, 2006. ISBN non esistente.
  • Giancarlo Cobelli (a cura di), Lorenzo Bellini archivista di Castel Goffredo, Marostica, Azeroprint, 2015, ISBN non esistente.
  • Carlo Gozzi, Raccolta di documenti per la storia patria od Effemeridi storiche patrie. Tomo I, Mantova, 2001. ISBN non esistente.
  • Carlo Gozzi, Raccolta di documenti per la storia patria od Effemeridi storiche patrie. Tomo II, Mantova, 2003. ISBN 88-7495-059-4.
  • Pro Loco Castel Goffredo (a cura di), Castel Goffredo. Lo scrigno dei venti, Guidizzolo, 2007. ISBN non esistente.
  • Rita Venturini, I colori del sacro. Tarsie di marmi e pietre dure negli altari dell'alto mantovano 1680-1750, Fotografie di Massimo Telò, Mantova, 1997. ISBN non esistente.
  • Andrea Bardelli, Arturo Biondelli, Tutti nobilmente lavorati. Arredi lignei della prevostura di Castel Goffredo, Calcinato, 2008. ISBN non esistente.
  • Giuseppe Sava, I Calegari - Una dinastia di scultori nell'entroterra della Serenissima, Silvana Editoriale, Milano, 2012
  • Giovanni Telò, Sempre allegri, ragazzi - Un prete, una parrocchia, i giovani - Don Aldo Moratti a Castel Goffredo negli anni 1913-1951, Fotografie di Massimo Telò, Calcinato, 2013. ISBN 978-88-97668-20-6.
  • Michele Metelli, Giuseppe Spataro (a cura di), L' organo di Tito Tonoli 1888 della chiesa di S. Erasmo in Castelgoffredo e la fabbrica d'organi di Giovanni Tonoli, Associazione culturale Serassi, Gualtieri, 2015. ISBN 88-98958-34-X
  • Mariano Vignoli, Giancarlo Cobelli, Da terra aperta e ben intesa fortezza. Le mura e le fortificazioni di Castel Goffredo, Mantova, 2010, ISBN 978-88-95490-10-6.
  • Paola Eugenia Falini, Claudia Bonora Previdi e Marida Brignani (a cura di), I giardini dei Gonzaga. Un atlante per la storia del territorio, Spoleto, Del Gallo Editori, 2018, ISBN 978-88-99244-14-9.
  • Ola Catulini e Corrado Bocchi (a cura di), In viaggio tra chiese e oratori campestri. Castel Goffredo, Casaloldo, Mantova, Publi Paolini, dicembre 2002.

Voci correlateModifica

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