China Miéville

scrittore inglese

China Tom Miéville (IPA: [ˈtʃaɪnə miɛ̃ˈviːl]; Norwich, 6 settembre 1972) è uno scrittore, attivista, fumettista, saggista e critico letterario britannico, autore perlopiù di opere urban fantasy e fantascientifiche.

China Miéville nel 2006

Biografia

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Miéville nasce a Norwich, nel Norfolk, e cresce a Willesden, un'area nord-occidentale di Londra, con la sorella, Jemima, e la madre, Claudia Miéville, una traduttrice, scrittrice e insegnante statunitense originaria di New York. I genitori si separarono poco tempo dopo la sua nascita e, per sua stessa ammissione, non ha mai avuto un vero e proprio rapporto con suo padre[1]. A diciott'anni si reca in Egitto, dove insegna lingua inglese, e lì sviluppa il suo interesse per la cultura araba e la politica mediorientale.

Miéville ha un B.A. in antropologia sociale, conseguito presso l'Università di Cambridge, e un master e un PhD in relazioni internazionali presso la London School of Economics and Political Science. La sua dissertazione dottorale è stata pubblicata negli Stati Uniti nel 2005 da Brill Academic Publishers nella serie Historical Materialism, col titolo Between Equal Rights: A Marxist Theory of International Law, un saggio riguardante l'estensione delle teorie del giurista sovietico Evgenij Bronislavovič Pašukanis all'ambito del diritto internazionale, venendo inoltre pubblicato nel Regno Unito da Haymarket Books nel 2006.

Un marxista dichiarato, ha militato sin da giovane in organizzazioni politiche d'ispirazione trotskista e anti-capitalista, quali la International Socialist Organization, la International Socialist Network e il Socialist Workers Party, con il quale si presentò pure, in qualità di candidato della coalizione Socialist Alliance, per il seggio di Regent's Park and Kensington North (diviso amministrativamente tra la Londra Centrale e Occidentale) in occasione delle elezioni generali britanniche del 2001, però senza risultare eletto, e che in seguito abbandonò a causa dell'atteggiamento quasi quiescente assunto dal Comitato centrale sulla faccenda riguardante le accuse di violenza sessuale ai danni di più donne del Partito rivolte al suo portavoce nazionale dell'epoca, Martin Smith[2][3].

Diviene poi un membro attivo del partito Left Unity, fondato durante le elezioni generali del 2015 dal regista Ken Loach, dal politologo Gilbert Achcar e dall'attivista politica Kate Hudson[4]. La sua posizione politica di sinistra radicale, evidentissima nel suo Il treno degli dèi, colora infatti quasi dagli esordi i suoi scritti come anche le sue idee sulla letteratura: per esempio criticando abbastanza veementemente - su d'un piano tanto artistico quanto critico - J. R. R. Tolkien, additando il suo Il Signore degli Anelli quale romanzo reazionario; partecipando poi ai vari convegni d'appassionati di fantasy, ha spesso e volentieri causato con le sue opinioni sulla relazione tra la politica e la scrittura discussioni parecchio accalorate

Stile e influenze

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L'opera di Miéville, che egli stesso ha definito in più di un'occasione weird fiction - in riferimento al peculiare stile narrativo tipico di alcuni autori horror e pulp dei primi del Novecento, in primis Howard Phillips Lovecraft -, è generalmente ascritta a un ampio ed eterogeneo raggruppamento di scrittori denominato New Weird, assai prossimo artisticamente alle tematiche e agli stilemi letterari dello slipstream e dell'avantpop, volto ad una ristrutturazione radicale del fantasy in aperta polemica e contrapposizione ai canoni artistici seguiti fino ad ora da molti epigoni di Tolkien.

Molti dei suoi racconti e romanzi, infatti, possono essere benissimo caratterizzati come testi urban fantasy, seppur pesantemente contaminati nelle modalità più disparate ed elaborate da altri sottogeneri letterari, quali la fantascienza e, soprattutto, l'horror[5], palesando inoltre una certa propensione per le atmosfere tipiche dello steampunk a proposito delle ambientazioni allucinatorie e grottesche delle sue opere (in particolare quello del Bas-Lag).

Fondamentali per la sua formazione letteraria, oltre al già citato Lovecraft e alla vasta tradizione narrativa weird, sono da considerarsi le opere di autori quali M. John Harrison, Michael de Larrabeiti (in particolar modo la sua Trilogia di Borrible[6]), Michael Moorcock, Thomas M. Disch, Charles Williams, Tim Powers, J. G. Ballard e gli scrittori sovietici Andrej Platonovič Platonov, Arkadij e Boris Strugackij, Evgenij Voiskunskij e Isai Lukodyanov[7], che lo stesso Miévile definisce quali suoi "eroi letterari". Tra gli altri autori frequentemente menzionati dallo stesso scrittore per lo sviluppo del suo personale stile letterario sono d'annoverarsi Mervyn Peake, Ursula K. Le Guin e Gene Wolfe.

Romanzi

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Racconti

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Raccolte di racconti

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Racconti non antologizzati

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Fumetti

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Saggistica

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  1. ^ Joan Gordon, Reveling in Genre: An Interview with China Miéville, in Science Fiction Studies, vol. 30, Part 3, DePauw University, novembre 2003. URL consultato il 2 agosto 2012.
  2. ^ Laurie Penny, "What does the SWP's way of dealing with sex assault allegations tell us about the left?",. New Statesman, 11 January 2013
  3. ^ Paul Kellogg, Britain: Reflections on the crisis in the Socialist Workers Party, in LINKS – International Journal of Socialist Renewal (blog), 13 gennaio 2013. URL consultato il 24 marzo 2023.
  4. ^ Letters: "Left Unity ready to offer an alternative", in The Guardian, 12 agosto 2013.
  5. ^ A Truly Monstrous Thing to Do: Mieville Interview, su Long-Sunday.net, luglio 2005. URL consultato il 24 marzo 2023 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2009).
  6. ^ Miéville scrisse pure un'introduzione per l'edizione integrale della trilogia del 2002, che però non è stata inserita nel volume.
  7. ^ (RU) Mikhail Maltsev, Nadeyus' Nikto Ne Sochtet Oktyabr' Nekrtichnoy Agiografiey [I Hope Nobody Will Count That October Is an Uncritical Hagiography], su gorky.media, 25 ottobre 2017. URL consultato il 9 gennaio 2019.
  8. ^ 2016 Del Rey Sampler, Random House Books. URL consultato il 24 marzo 2023.
  9. ^ Miéville, China, London's Overthrow, su londonsoverthrow.org, novembre-dicembre 2011. URL consultato il 21 aprile 2016.

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Collegamenti esterni

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