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Chiusaforte
comune
Chiusaforte – Stemma Chiusaforte – Bandiera
Chiusaforte – Veduta
La chiesa parrocchiale di San Bartolomeo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneFriuli-Venezia-Giulia-Stemma.svg Friuli-Venezia Giulia
ProvinciaNon presente
Amministrazione
SindacoFabrizio Fuccaro (lista civica) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate46°24′N 13°19′E / 46.4°N 13.316667°E46.4; 13.316667 (Chiusaforte)Coordinate: 46°24′N 13°19′E / 46.4°N 13.316667°E46.4; 13.316667 (Chiusaforte)
Altitudine391 m s.l.m.
Superficie100,2 km²
Abitanti615[1] (31-3-2019)
Densità6,14 ab./km²
Frazionivedi elenco
Comuni confinantiDogna, Malborghetto-Valbruna, Moggio Udinese, Plezzo (Bovec, SLO), Resia, Resiutta, Tarvisio
Altre informazioni
Cod. postale33010
Prefisso0433
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT030025
Cod. catastaleC656
TargaUD
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Cl. climaticazona F, 3 498 GG[2]
Nome abitantichiusani
Patronosan Bartolomeo
Giorno festivo24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Chiusaforte
Chiusaforte
Chiusaforte – Mappa
Posizione del comune di Chiusaforte nella ex provincia di Udine
Sito istituzionale

Chiusaforte (Sclûse in friulano[3][4], Klausen in tedesco, Kluže in sloveno) è un comune italiano di 615 abitanti in Friuli-Venezia Giulia.

Indice

Geografia fisicaModifica

Il centro è situato in una posizione geografica particolare: nei pressi di una strettoia della valle del Fella. Il comune si estende da ovest verso est comprendendo la Val Raccolana sino ad arrivare a circa 2 km dalla località turistica di Sella Nevea, frazione del comune. Il vasto territorio comunale è attraversato dalla SP76, che collega il centro di Chiusaforte all'incrocio con la SS54 in prossimità del Lago del Predil, compreso nel territorio comunale di Tarvisio. Il monte Canin e il Montasio sono le cime più importanti presenti nel territorio comunale, all'interno del quale ricade anche la stazione meteorologica di Chiusaforte-Saletto di Raccolana.

StoriaModifica

Probabile stazione romana sulla strada che da Aquileia saliva verso il Norico, divenne punto di passaggio obbligato in una strozzatura tra i monti nella valle del Fella, da cui deriva l'antico nome dell'abitato: Chiusa. Fu il patriarca di Aquileia Vodolrico di Eppenstein (1086-1121) a costituirvi una muda per il pagamento dei pedaggi, con relativa fortificazione e castello. Proprio la muda attirò su Chiusa le attenzioni e le successive occupazioni da parte dei conti di Gorizia, dei duchi di Carinzia, poi degli arciduchi d'Austria ed infine della Repubblica di Venezia (1420). Il patriarca Ludovico di Tech se ne riappropriò temporaneamente nel 1422. Chiusa divenne poi teatro delle guerre tra Venezia e l'Austria.

Con l'avvento del Regno d'Italia le precedenti comunità rette da "merighi" furono riunite in un Comune di III classe inserito nel Dipartimento di Passariano (Distretto di Tolmezzo, Cantone di Resiutta). Con l'istituzione del Regno Lombardo Veneto entrò a far parte del Distretto di Moggio, mentre nel 1819 venne concesso al Comune di Chiusa il Consiglio Comunale, senza "ufficio proprio" in luogo del "Convocato Generale degli Estimati" che gli competeva come Comune di III classe. Nel 1866 venne annesso al Regno d'Italia. Nel 1867 il nome venne cambiato in Chiusaforte.

Con il Regio Decreto n.659 del 15 marzo 1928 i Comuni di Chiusaforte e Raccolana vennero uniti in un unico Comune denominato Chiusaforte. Nella seconda guerra mondiale subì numerose incursioni aeree alleate a causa del ponte della ferrovia per l'Austria. Nel 1976 subì notevoli danni a causa del terremoto. Chiusaforte attualmente appartiene alla Provincia di Udine, Mandamento di Pontebba, assieme alle frazioni di Casasola, Piani di là, Piani di Val Raccolana, Raccolana, Roveredo, Saletto, Sella Nevea.

Nel 1976 il comune fu devastato dal terremoto del Friuli, che provocò enormi crolli e danni.

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'oro al Merito Civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, morale ed economico. Splendido esempio di valore civico e d'alto senso del dovere, meritevole dell'ammirazione e della riconoscenza della Nazione tutta.»

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[5]

 

Lingue e dialettiModifica

A Chiusaforte, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza il friulano carnico, una variante della lingua friulana. Nel territorio comunale vige la legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[6].

Geografia antropicaModifica

FrazioniModifica

  • Raccolana, già sede comunale propria fino al 1928, è separata da Chiusaforte dal fiume Fella. Interessante la parrocchiale dedicata a San Paolo Apostolo; da segnalare anche casa Della Mea, all'ingresso del paese (entrambi gli immobili sono inseriti nel patrimonio culturale regionale).
  • Costamolino, è un piccolo nucleo di case che sorge in posizione assai panoramica sulla destra orografica del Canal del Ferro, nel tratto compreso tra Dogna e Chiusaforte. Vi si giunge dalla statale Pontebbana attraverso il sentiero CAI n.427 oppure da Plagnis tramite una strada sterrata.
  • Sella Nevea, località di sport invernali sorta negli anni sessanta e settanta a 1.190 m s.l.m., nella conca tra il monte Canin e il Montasio. Sul Canin si snodano diversi chilometri di piste da sci, collegati con gli impianti di Bovec/Plezzo nella vicina Slovenia.
  • Borghi e località: Casasola, Chiout Cali, Chiout Micheli, Patocco, Pianatti, Piani di là, Piani di qua, Piani di sotto, Raccolana, Roveredo, Saletto, Sotmedons, Stretti, Tamaroz, Villanova, Costamolino

AmministrazioneModifica

Infrastrutture e trasportiModifica

 
La stazione di Chiusaforte nel 1917, quando era in esercizio.

FerrovieModifica

Dal 1878 al 1995 Chiusaforte era attraversata dalla ferrovia Udine-Tarvisio dove era presente la stazione ferroviaria. Fu dismessa nel 1995 a seguito del raddoppio della linea, il tracciato è convertito a pista ciclabile mentre la il fabbricato viaggiatori è adibito ad altri usi.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2019.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana, su arlef.it. URL consultato il 18 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2013).
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 205.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana, Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2013).

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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