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Christian Marquand

attore e regista francese

BiografiaModifica

Studiò recitazione[1] ed esordì diciassettenne sulle scene teatrali, lavorando regolarmente come primo attore a Parigi e a Londra[2]. Nel 1946 Jean Cocteau lo scelse per affidargli un ruolo secondario nel suo film La bella e la bestia[1][2]. Nel 1947 apparve in un ruolo non accreditato in uno dei capolavori del cinema francese, Legittima difesa di Henri-Georges Clouzot, mentre nel 1954 impersonò un ufficiale boemo in Senso di Luchino Visconti.

Divenuto ben presto un sex symbol del grande schermo, lavorò al fianco di molte dive dell'epoca[2], come Danielle Darrieux in L'amante di Lady Chatterley (1955) e Brigitte Bardot in Piace a troppi (1956). Tuttavia fu impiegato prevalentemente in ruoli di robusto caratterista in una cinquantina di pellicole, anche produzioni internazionali come Il giorno più lungo (1962), ...e venne il giorno della vendetta (1964), Lord Jim (1965) e Il volo della fenice (1965)[1].

Durante gli anni sessanta, tentò di allontanarsi dalla propria immagine degli esordi e provò a cimentarsi dietro la macchina da presa[2], dapprima dirigendo la commedia Il baro (1963), interpretata da Jean Gabin, e successivamente curando la regia di Candy e il suo pazzo mondo (1968), una parodia sexy che ebbe un enorme successo di pubblico[2], tanto da indurlo a dichiarare di voler smettere del tutto di recitare[2]. Tuttavia non ebbe più occasioni di cimentarsi con la regia e tornò a recitare per il grande schermo[2]. Apparve, fra gli altri film, nella riedizione del 2000 di Apocalypse Now, integrata da Francis Ford Coppola di tutti i precedenti tagli[1].

Marito dell'attrice Tina Aumont, fu amico di Marlon Brando fin dai tempi in cui entrambi erano giovani attori in cerca di affermazione a Parigi[3]. Brando chiamò Christian il figlio avuto da Anna Kashfi, e l'amicizia con Marquand durò per tutta la sua esistenza[4].

Era fratello della regista Nadine Trintignant e dell'attore e produttore Serge Marquand.

FilmografiaModifica

AttoreModifica

RegistaModifica

Doppiatori italianiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d Le Garzantine - Cinema, Garzanti, 2000, pag. 742-743
  2. ^ a b c d e f g Il chi è del cinema, De Agostini, 1984, Vol. II, pag. 340
  3. ^ Richard Schickel, Brando, a Life in Our Times, Pavilion Books Limited, 1991. pag. 161
  4. ^ Schickel 1991, pag. 161

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN71578705 · ISNI (EN0000 0000 8151 7028 · LCCN (ENnr98044355 · GND (DE136072240 · BNF (FRcb13897114g (data) · WorldCat Identities (ENnr98-044355