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Chuck Schuldiner

chitarrista, cantante e compositore statunitense
(EN)

«Chuck Schuldiner showed the foresight and courage to not only help create the rules of death metal, but to demonstrate how to break them.»

(IT)

«Chuck Schuldiner ha dimostrato la lungimiranza e il coraggio non solo di aiutare a creare le regole del death metal, ma anche di dimostrare come romperle.»

(Arthur von Nagel (Cormorant)[1])
Chuck Schuldiner
Chuck Schuldiner cropped.jpg
Charles Schuldiner nel 1991, durante il tour in Scozia
NazionalitàStati Uniti Stati Uniti
GenereDeath metal[2][3]
Progressive metal[2][3]
Technical death metal
Thrash metal[4]
Periodo di attività musicale1983 – 2001
EtichettaCombat Records
Relativity Records
Roadrunner Records
Nuclear Blast
Album pubblicati14
Studio7 (con i Death)
1 (con i Voodoocult)
1 (con i Control Denied)
1 (con gli Slaughter)
Live2 (con i Death)
Raccolte1 (con i Death)
2 (pubblicazioni postume)
Sito ufficiale

Chuck Schuldiner, all'anagrafe Charles Michael Schuldiner ma anche noto, specialmente agli esordi, come Evil Chuck (New York, 13 maggio 1967Altamonte Springs, 13 dicembre 2001), è stato un chitarrista, cantante e compositore statunitense, di genere metal, conosciuto soprattutto per essere stato il fondatore e unico membro fisso dei Death, gruppo death metal formato nel 1983 col nome di Mantas. Molto più tardi, nel 1998, scioltisi i Death, Chuck fondò un nuovo gruppo, i Control Denied, con il quale si esibì fino alla prematura morte. Suonò anche nei Voodoocult, un gruppo thrash metal tedesco, insieme a Dave Lombardo e Mille Petrozza.

Schuldiner fu innovatore e pioniere del death metal, la cui maternità è data però ai Possessed, e fu anche uno dei più influenti chitarristi della storia del genere metal[5]. Furono i Death, infatti, uno dei primi gruppi ad implementare strutture jazz nel genere, sul modello degli Atheist che sono considerati i padri del Technical death metal. È spesso definito dai critici musicali come "Il Padrino del Death Metal".[3][6] Schuldiner rimase comunque sempre modesto riguardo alla sua parte nella storia del genere, dicendo:

(EN)

«I don't think I should take the credits for this death metal stuff. I'm just a guy from a band, and I think Death is a metal band.»

(IT)

«Non penso di dovermi prendere i meriti per questa roba del death metal. Io sono solo un membro di un gruppo, e penso che i Death siano un gruppo metal»

(Chuck Schuldiner[7])

Chuck è considerato come uno dei migliori chitarristi della storia del genere metal ed è stato inserito alla posizione numero 20 nella classifica dei lettori della rivista Guitar World Guitar World 100 Greatest Metal Guitarists Of All Time, e alla posizione numero 10 del libro "I 100 più grandi chitarristi metal" di Joel McIver.

BiografiaModifica

Giovinezza (1967-1983)Modifica

Chuck Schuldiner nacque il 13 maggio 1967 a Long Island, New York, da padre statunitense di origine ebraico-austriaca e da madre sudamericana, convertita all'Ebraismo; entrambi i genitori erano insegnanti. Chuck era il più giovane di tre fratelli; egli aveva infatti un fratello maggiore, Frank, e una sorella di poco più grande, Bethann.

Charles si avvicinò alla musica - iniziando a suonare la chitarra acustica - nel 1976, all'età di nove anni, dopo il trasferimento della famiglia ad Altamonte Springs, un sobborgo di Orlando in Florida. Nel 1974 Frank Schuldiner, il fratello di Chuck, morì all'età di 16 anni in seguito ad un tragico incidente stradale; questo fatto scioccò a lungo il giovane chitarrista.

Per aiutare il figlio a dimenticare il tragico evento, la famiglia Schuldiner gli regalò una chitarra elettrica, strumento che Charles già da lungo tempo desiderava. Dopo aver acquistato anche un set di amplificatori, Schuldiner iniziò ad applicarsi sul nuovo strumento, esercitandosi quasi totalmente da autodidatta e smettendo di prendere lezioni dopo la seconda seduta. L'unica traccia che il suo maestro gli poté insegnare durante le poche lezioni fu Mary Had A Little Lamb. Schuldiner però, rifiutando di essere guidato costantemente nello studio dello strumento, decise di abbandonare le lezioni per provare ad imparare a suonare autonomamente. I primi riff tentati dal musicista furono alcuni passaggi dell'album Heavy Metal Maniac degli Exciter ma, visti gli scarsi risultati, incominciò dopo breve tempo a scriverne di propri, dando perciò il definitivo inizio alla sua carriera di compositore[8].

Schuldiner iniziò così a trascorrere i weekend nella sua stanza o nel suo garage, suonando o componendo brani per chitarra. Riuscì poi a ritagliarsi degli spazi di circa tre ore per esercitarsi con lo strumento anche durante gli altri giorni della settimana e, grazie anche a questo metodico studio, il chitarrista si esibì per la prima volta in pubblico all'età di soli 10 anni.

Lasciata presto la scuola (fatto per cui in seguito ebbe modo di pentirsi[9]), Chuck decise di diventare a tempo pieno un chitarrista metal. Fin dagli esordi il suo modo di rapportarsi con la musica fu fortemente influenzato dall'ancora vivo dolore per la morte del fratello, fatto che portò il chitarrista verso lo stile musicale death, il nome per il suo gruppo (i Death, Morte) ed il tema tetro delle canzoni e dei testi. Schuldiner scriverà anche una traccia, "Open Casket", inserita nell'album Leprosy, nella quale parlerà dei difficili momenti legati alla morte del fratello.

Carriera musicale (1983-1999)Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Death e Control Denied.

Ormai dedicatosi a tempo pieno alla musica, Schuldiner fondò nel 1983 il suo primo gruppo, i Mantas, insieme al batterista Barney "Kam" Lee e al chitarrista Rick Rozz. Con questa formazione Chuck cominciò a comporre i primi brani, tracce che verranno poi pubblicate nel 1984 su un nastro intitolato Death by Metal e registrato amatorialmente nel garage dell'abitazione della madre del chitarrista[8]. Dopo pochi show, Schuldiner decise di cambiare il nome del gruppo in Death. I brani fino ad allora composti erano ancora molto grezzi e semplici, completamente privi di parti tecniche; allo stesso modo le pubblicazioni delle demo erano di basso livello, alquanto rare e registrate con strumenti a basso costo e di scarsa qualità. Parlando proprio di questi primi anni con il gruppo, Schuldiner raccontò in un'intervista:

(EN)

«When I first started the band, I'd only been playing guitar for six or seven months-I couldn't even play a lead. My main goal was to bash out the most brutal riffs ever with the most brutal guitar sound ever, but I always had an urge to become a better guitarist. Even though things were very crude back then, I still had a vision of becoming a very musical death metal band. I knew it would take some time to get to that point, and I worked hard to get there.»

(IT)

«Quando esordii con la band, avevo solo suonato la chitarra per sei o sette mesi-non sapevo neanche suonare un assolo. Il mio unico obiettivo era di suonare riff più brutali possibili accompagnandoli con il suono di chitarra più forte di sempre, ma ebbi sempre la volontà di diventare un chitarrista migliore. Nonostante le cose fossero parecchio grezze allora, avevo sempre l'intenzione di giungere ad un gruppo death metal melodico. Sapevo che ci sarebbe voluto del tempo per arrivare a quel punto, e lavorai duro per arrivarci.»

(Chuck Schuldiner[10])
 
Chuck Schuldiner (ultimo a destra) e i Death.

Ben presto la neo fondata band ricominciò ad esibirsi e a comporre brani, poi pubblicati in varie pubblicazioni promozionali. Nel 1985 il gruppo si sciolse nuovamente a causa di problemi di stabilità di formazione e Schuldiner accettò un invito da parte della band canadese Slaughter per suonare in un loro album. Trasferitosi stabilmente in Canada, Charles si rese presto conto che le sue idee riguardo alla musica erano molto differenti rispetto a quelle degli altri componenti del gruppo. Per questo motivo nel 1986 decise di lasciare la band per ritornare a vivere in America e dedicarsi nuovamente al progetto Death.

Inserito nel gruppo il batterista Chris Reifert e il chitarrista John Hand, Chuck, allora ventenne, entrò per la prima volta in uno studio di registrazione nel 1987 per registrare il primo album dei Death, intitolato Scream Bloody Gore. Il disco, tutt'oggi considerato tra i prodotti più influenti per la nascita del genere death metal, ricevette ampi consensi per numero di vendite e giudizi della critica e assicurò al gruppo un tour negli Stati Uniti.

Nel 1988 Schuldiner si fece affiancare dal chitarrista Rick Rozz, dal bassista Terry Butler e dal batterista Bill Andrews e iniziò a comporre nuove tracce che gli permisero in breve tempo di tornare in studio di registrazione per pubblicare un nuovo album, intitolato Leprosy. Il disco ricevette nuovamente consensi positivi e assicurò alla band il suo primo tour europeo, tournée che permise a Charles di entrare in contatto con nuovi artisti e di subire nuove influenze musicali.

Il 1990 fu l'anno di svolta nella carriera del gruppo. Uscito dalla band Rick Rozz e ingaggiato il chitarrista James Murphy, i Death subirono una nuova ventata di influenze derivanti dalle melodie e dai riff dei generi blues e jazz. Schuldiner compose in breve tempo nuovi brani e nello stesso anno fu pubblicato un nuovo album, intitolato Spiritual Healing, che sancì il definitivo punto di incontro tra il genere death metal e quello techno-death, assicurando di fatto a Schuldiner e ai Death un posto nella storia[11]. Schuldiner abbandonò le tematiche gore dei testi in favore di argomenti riguardanti la critica sociale, iniziando di fatto un'evoluzione musicale che portò all'aumento dello spessore artistico del gruppo. Non contento della organizzazione del tour di Spiritual Healing, Schuldiner scioglierà la band. Ma gli altri membri, sia per non far perdere i concerti organizzati anche dalle altre band, sia perché contrari alla scelta di Schuldiner, prenderanno la band in mano trovando anche un nuovo cantante. Tra descruzioni tiranniche e diffamazione Chuck rifonda la band con il chitarrista Paul Masvidal, del bassista Steve DiGiorgio e del batterista Sean Reinert. Nel 1991 fu pubblicato con la nuova formazione l'album Human, disco che vide l'inserimento nel sound del gruppo di parti più tecniche e progressive.

Dopo una breve permanenza con i Voodoocult, con cui il chitarrista pubblicò l'album Jesus Killing Machine nel 1994, Schuldiner tornò nei Death e, reingaggiato Steve DiGiorgio e assunti Andy LaRocque alla chitarra e Gene Hoglan alla batteria, pubblicò un nuovo album dal titolo Individual Thought Patterns, disco che vide una nuova evoluzione musicale verso il genere progressive metal.

L'anno seguente, ingaggiati rispettivamente come chitarrista e bassista Bobby Koelbe e Kelly Conlon, Chuck firmò per la major Roadrunner Records e con questa etichetta pubblicò l'album Symbolic nel 1995. In seguito a questa pubblicazione, i Death si presero un periodo di pausa e Schuldiner iniziò a lavorare su un suo nuovo progetto dotato di sonorità più heavy e classiche, i Control Denied.

Per questa nuova band Charles reclutò inizialmente il batterista Chris Williams, il chitarrista Shannon Hamm e Scott Clendenin. Williams abbandonò però il gruppo dopo pochi mesi e venne sostituito da Richard Christy, con cui i Control Denied registrarono un demo.

Nel 1998 Schuldiner tornò con i Death e firmò un contratto con la Nuclear Blast. Nello stesso anno il gruppo pubblicò un album intitolato The Sound of Perseverance, a cui seguì un tour europeo di grande successo.[12]

Chuck scioglierà nel 1990 la band prima di un tour che, secondo lui era stato organizzato male, scatendando la reazione degli altri membri che porteranno la band senza di lui in tour [13] Dopo una battaglia legale sulla proprietà della band, vinta da Schuldiner, la sua figura si intreccierà completamente con l'esperienza musicale dei Death, in cui diventerà compositore e produttore.[13]

La diffamazione degli ex membri e non solo sul chitarrista dei Death, che venne definito, da alcuni un tiranno, da altri una persona instabile, costringerà Schuldiner a rispondere in numerose interviste di smentita, che avranno seguito anche nella pubblicazione del nuovo album Human attraverso una piccola frase nei ringraziamenti che diventerà ricorrente. "Support music, not rumors".[13]

Successivamente Chuck dopo 3 album sciolse i Death per dedicarsi interamente ai Control Denied, per i quali ingaggiò nuovamente Steve DiGiorgio e il cantante Tim Aymar. Con questa formazione fu pubblicato nel 1999 il primo album di questo gruppo, intitolato The Fragile Art of Existence. Il disco presenta un sound heavy metal molto tecnico, vicino allo stile presentato nell'ultimo album dei Death The Sound of Perseverance, ma completamente privo di parti cantate in scream.

La lotta contro il cancro (1999-2001)Modifica

Nel maggio 1999 Schuldiner iniziò a sentire forti dolori alla parte superiore del collo. Inizialmente il musicista pensò fosse un semplice problema dovuto ai nervi, ma decise comunque di farsi visitare da un medico il quale gli consigliò immediatamente di sottoporsi a un esame MRI. La visita diede esito positivo e, nello stesso giorno del suo trentaduesimo compleanno, gli fu definitivamente diagnosticato un glioma pontino, una neoplasia che colpisce il tronco encefalico e che costrinse il musicista ad un'immediata radioterapia.

Nell'ottobre 1999 la famiglia Schuldiner annunciò che il tumore aveva risposto alla terapia e che Charles era sulla via della guarigione. Nel gennaio 2000 fu operato nel tentativo di rimuovere il tumore residuo. L'operazione ebbe esito positivo, ma la famiglia del chitarrista entrò in grave crisi finanziaria a causa del costo dell'operazione che si aggirava sui 70 000 dollari. Furono così organizzate molte attività, concerti e festival come il Thrash Of The Titans, in modo da raccogliere fondi per aiutare Schuldiner e la sua famiglia nelle pesanti spese che, se non sostenute, lo avrebbero condannato ad una morte certa. Dopo poche settimane dall'intervento i medici si accorsero che la diagnosi iniziale era però sbagliata e che la neoplasia non era ancora stata totalmente debellata dal cervello del chitarrista.

Nel frattempo Schuldiner aveva continuato a lavorare sulla sua musica e per i Control Denied, componendo una decina di nuovi brani da pubblicare nel nuovo disco del gruppo. Dopo un anno dalla prima diagnosi, nel maggio 2000 la neoplasia recidivò e Schuldiner si ammalò nuovamente in modo serio. Per le prime settimane il musicista non poté svolgere le cure del caso a causa di nuovi problemi finanziari, risolti però in poco tempo grazie a molti aiuti, giunti anche da parte di numerosi e celebri colleghi.

Schuldiner iniziò a svolgere la chemioterapia a base di vincristina. Dopo un iniziale giovamento, ben presto il pesante trattamento lo indebolì fisicamente. A due anni e mezzo dalla diagnosi ed ormai allo stremo delle forze, alle 4 del pomeriggio del 13 dicembre 2001 (un'ora dopo essere stato dimesso dall'ospedale), Charles Michael Schuldiner morì nella sua casa, accanto ai suoi cari, a causa di una grave polmonite. Il suo corpo fu cremato e le sue ceneri affidate ai familiari.[14]

L'eredità e il caso Zero Tolerance (2001-oggi)Modifica

Il decesso di Schuldiner scioccò l'intero mondo metal e coloro che durante la malattia gli erano stati vicini e ne avevano finanziato le costose cure. Il funerale si svolse senza problemi e con una discreta intimità, nonostante le migliaia di fan accorsi per onorare il loro idolo.

La madre di Charles, Jane Schuldiner, ottenne l'eredità del figlio e si incaricò di mantenere contatti con i suoi fan, affermando più volte il suo gradimento verso la musica prodotta dal figlio. La sorella di Charles, Beth, ottenne in eredità i suoi brani e suo nipote, Christopher, ha recentemente iniziato a prendere lezioni di chitarra utilizzando gli strumenti del defunto zio. La prima chitarra del chitarrista è invece rimasta in possesso della madre.

Dopo la morte di Schuldiner sono nate in sua memoria varie associazioni a scopo benefico a lui dedicate. Alcuni suoi colleghi hanno anche organizzato concerti in suo tributo. Ad esempio Chuck Billy dei Testament, sentendosi particolarmente vicino alla famiglia Schuldiner essendo anch'egli stato operato per un tumore, organizzò nel 2002 una seconda edizione del festival "Thrash for The Titans" in ricordo del chitarrista.

Dopo la scomparsa di Charles iniziò una violenta lite tra Guido Heijnens della Hammerheart Records (oggi Karmageddon Media), casa produttrice proprietaria dei diritti dei Control Denied, e la famiglia Schuldiner. Heijnens infatti avrebbe voluto pubblicare due dischi inediti di Schuldiner senza chiedere il consenso dei familiari, che invece avrebbero voluto pubblicare queste nuove tracce in un nuovo album completo dei Control Denied, dicendo di farlo per realizzare una delle ultime volontà espresse dal chitarrista prima del decesso[15]. Dopo un lungo processo tra le due parti, Guido Heijnens riuscì a ottenere il permesso per la pubblicazione degli album, vincendo di fatto tutti i diritti della famiglia del defunto chitarrista. In seguito a questa vittoria pubblicò la seguente dichiarazione:

«Con la presente annunciamo la pubblicazione del cd dei Control Denied di Chuck Schuldiner (...)
Abbiamo richiesto i Master tapes di queste registrazioni, ma la famiglia di Chuck non vuole più comunicare o parlare con noi, figuriamoci se ci inviano i Master tapes (che sono completati al 75%) che sarebbero dovuti arrivare da tanto tempo.
Probabilmente ci saranno un sacco di discussioni al riguardo, che ovviamente capiamo, ma i fatti sono che noi abbiamo firmato un contratto con Chuck di cui lui era molto felice, pagato in anticipo nel 2000, abbiamo chiesto una soluzione durante tutto il 2002 e 2003, ma in tutta onestà non abbiamo mai avuto una risposta.
L'unico motivo valido per cui il "vero" album dei CONTROL DENIED non è ancora stato pubblicato è molto semplice; gli eredi legali di Chuck (ovvero la sua famiglia) si rifiutano di avere a che fare con questa pubblicazione, se invece loro dicono l'opposto questo è il momento di provarlo, abbiamo aspettato per 18 mesi. Se credono che sia giunta l'ora di smetterla di prendere in giro l'etichetta e i fan è arrivato il momento di agire ora o mai più!!! (...)
La probabile data di pubblicazione è: primavera 2004. (...)»

(Guido Heijnens 24 novembre 2003[16])

Vedendo perciò prossima la pubblicazione del primo dei due album, Jane Schuldiner pubblicò sul sito ufficiale dei Control Denied una dichiarazione indirizzata ai fan del figlio dicendo:

«Cari fan, sono la madre di Chuck. L'ultima minaccia di Guido [Heynens] consiste nel pubblicare un demo della musica di Chuck su CD se la famiglia Schuldiner non farà quello che vuole lui. Il tribunale statunitense deciderà a chi appartengono i diritti sull'album e né la GH/HHR né la famiglia Schuldiner hanno il diritto di pubblicare qualsiasi parte del lavoro fino a quando non sarà presa una decisione dal giudice e dalla giuria qui negli States.
Stanno traendo del profitto e danneggiando la reputazione e la memoria di Chuck, e ferendo la sua famiglia con la pubblicazione dell'album. È un sacrilegio. Vi chiedo di non comprare questo disco e di rispettare le memorie di Chuck aspettando l'album completo. (...) Se continueranno nei loro intenti andando contro l'ammonimento degli avvocati e pubblicheranno il demo, l'album non sarà pubblicato. Dov'è il problema?»

(Jane Schuldiner 25 novembre 2003[16])

Su questo fatto si espresse anche Steve Di Giorgio rilasciando la seguente dichiarazione:

«Ragazzi... sapete, la cosa migliore per me ora è mantenere un ruolo di osservatore in tutto questo. Non desidero commentare né l'uno né l'altro, assomiglia a una linea di battaglia e non voglio in nessun modo prenderne parte. Posso dire che sta diminuendo il motivo che ha portato a questo. Sono stato sempre aperto ed onesto circa l'intera faccenda, ma ora penso sia tempo di tirarsi indietro e vedere cosa succede. E non ho mai discusso a proposito della registrazione con la Hammerheart... così fondamentalmente attendo per vedere come si conclude.[16]»

(Steve Di Giorgio[16])

I due dischi furono pubblicati entrambi nel 2004 con titolo rispettivamente di Zero Tolerance e Zero Tolerance II e contennero tracce inedite dei Control Denied oltre a vecchi demo e live. La stessa band pubblicherà, come annunciato nel dicembre 2010 dal cantante Tim Aymar, un secondo album dal nome When Man and Machine Collide, contenente le ultime tracce composte da Schuldiner.[17] La pubblicazione, inizialmente prevista per il 2011(in commemorazione del decimo anniversario dalla sua morte) è slittata ad una nuova data ancora da definirsi.

StampaModifica

RivisteModifica

Schuldiner non fece molte apparizioni "soliste" su riviste per chitarristi e fu da esse spesso poco considerato nonostante la sua influenza sul genere e i suoi successi musicali. Raramente fu anche incluso in classifiche e in questi casi non occupò mai posizioni di vertice.

Invece i Death ottennero spesso pagine di elogi sui giornali di settore e in questo caso, come leader del gruppo, il chitarrista ottenne le meritate attenzioni, ottenendo la possibilità di rilasciare molte interviste. L'ultima dichiarazione pubblica di Schuldiner risale al febbraio 2000 e fu tenuta da Paul Gargano della rivista Metal Edge[18].

Successivamente alla sua scomparsa, le maggiori riviste del settore dedicarono lunghi articoli in tributo alla carriera musicale e alla personalità di questo giovane ragazzo[19]. Recentemente Guitar World ha dedicato un suo numero agli artisti scomparsi, lasciando ampio spazio alla memoria di Chuck Schuldiner[20].

Tributi a ChuckModifica

Nei giorni successivi al decesso di Chuck Schuldiner, molti artisti decisero di porgere un tributo al chitarrista. Oltre all'organizzazione di numerosi concerti, molte band inserirono cover di brani composti da Schuldiner nella scaletta dei loro show e un gran numero di tributi fu pubblicato per iscritto sui siti internet dove, oltre alle persone comuni e ai fan, anche celebrità del mondo della musica lasciarono parole in ricordo del chitarrista, descrivendone la personalità, il talento, la cordialità e ricordando momenti passati al suo fianco.

MusicaModifica

Influenze musicaliModifica

 
Dave Murray, chitarrista che influenzò molto lo stile di Chuck.
(EN)

«If you listen to my early demos, you can hear the Venom influence[10]

(IT)

«Se ascoltate i miei primi demo, potete sentire l'influenza dei Venom.»

(Chuck Schuldiner)

Schuldiner si accostò fin da giovane al sound prodotto dagli Iron Maiden, dai Kiss, dai Venom e da Billy Idol e seguì inoltre con grande attenzione il movimento metal denominato NWOBHM, appassionandosi ai vari gruppi aderenti a questo stile. I primi chitarristi a influenzarne lo stile furono perciò Ace Frehley, Dave Murray e Mantas dei Venom, artisti questi che contribuirono notevolmente anche alla sua formazione musicale.

Più maturo, Schuldiner si appassionò anche a gruppi più vicini al thrash metal come gli Slayer, i Possessed e i Metallica e ne applicò le influenze derivanti nei suoi gruppi. Fu così che nel suo modo di suonare iniziarono a farsi sentire sonorità potenti e complesse simili a quelle espresse da Kerry King, Larry LaLonde e Kirk Hammett, che rivoluzionarono il suo modo di concepire e comporre il genere metal.

Secondo quanto detto dalla madre in un'intervista, comunque Charles era solito ascoltare ogni tipo di musica. È noto che egli apprezzò e prese spunti, oltre che dalle più svariate forme di metal, anche dal genere jazz e dalla musica classica. La madre del chitarrista ricordò ancora che gli unici generi che Schuldiner non ascoltò mai furono il country e il rap.

Tra i suoi artisti preferiti, Schuldiner ha più volte citato anche Yngwie Malmsteen, i Van Halen, Dave Murray, Adrian Smith, Bill Steer dei Carcass e Dave Mustaine. Tra i dischi che lo hanno maggiormente influenzato o colpito, il chitarrista ha sempre inserito The Number of the Beast e Piece of Mind degli Iron Maiden, Heavy Metal Maniac degli Exciter, Alive! dei Kiss e Melissa dei Mercyful Fate[8].

Idee e pensieroModifica

Schuldiner si schierò spesso apertamente riguardo ad alcuni problemi sociali che lo avevano in qualche modo toccato. Ad esempio Charles fu sempre apertamente contrario alla droga. Questo fatto è dimostrato da alcuni suoi brani come "Living Monstrosity", in cui narra delle difficoltà di adattamento di un ragazzino maniaco nato da madre tossicodipendente[8], e da alcune interviste e dichiarazioni rilasciate dall'artista. Comunque Schuldiner era favorevole all'uso, per scopi medicinali, delle droghe e in particolare della cannabis.

Talvolta egli dovette anche parlare difendendosi da critiche o spiegando alcune incomprensioni nate con i critici o i giornalisti. Spesso, a causa di alcuni suoi testi, fu accusato di satanismo. In un'intervista fu chiesto a Schuldiner se realmente avesse incluso elementi satanici nella sua musica e se avesse aderito a questa forma di culto. Egli rispose:

(EN)

«No. Not at all. Not at all. I think religion is something very personal.»

(IT)

«No. Sicuramente no. Penso che la religione sia qualcosa di molto personale.»

(Chuck Schuldiner)

Inoltre essendo egli stesso il creatore del logo originale dei Death, nonostante le varie rivendicazioni tra cui quella di Rick Rozz, decise di modificarlo cambiando la 't' rovesciata, che riproponeva in questa forma la croce invertita simbolo del satanismo, con una di verso normale per evitare che i critici e di conseguenza i fan collegassero la band con idee legate al "male".

Abilità musicaleModifica

Schuldiner presentò fin dagli esordi un suono death metal caratterizzato da parti di chitarra molto tecniche. Infatti possedeva un ottimo stile ed era capace di produrre suoni molto potenti a cui affiancava assoli piacevoli e più melodici. Chuck sapeva proporre una grande varietà di suoni, derivati in gran parte dai suoi studi musicali giovanili che erano stati influenzati da moltissimi generi musicali. La sua tecnica si basava su un frequente utilizzo di veloci e accurate parti in alternate picking e nell'uso di particolari tratti in stile legato. Schuldiner utilizzava anche tecniche come lo sweep picking o lo string skipping e talvolta si esibiva in tapping (come evidenziato dalla parte introduttiva della traccia "The Philosopher"). Il tipo di scala prediletto da Schuldiner fu la scala minore armonica, suonata in modo frigio di dominante, capace di creare una sonorità molto particolare, soprattutto per il death metal. La maggior parte degli assoli da lui prodotti, sono realizzati appunto, seguendo la precitata scala, anche se verso la fine della sua carriera iniziò ad usare scale più conosciute come la scala minore naturale (o modo eolio della scala maggiore) che dava un sound molto melodico ai pezzi, come si può sentire nella traccia " Story to Tell".

Contrariamente a quanto molti sostengono, Schuldiner non fu mai molto istruito in quanto a teoria musicale. Egli sosteneva che il "suonare ad orecchio" fosse il modo migliore e il più adatto per esprimere le proprie sensazioni in musica, e compose per tutta la sua carriera le sue scale, rimaste un perfetto testamento del suo eccellente senso musicale, secondo questo metodo. Schuldiner si preoccupò subito di teorizzare la sua tecnica compositiva, proponendola a gran parte dei suoi musicisti, come James Murphy, Paul Masvidal, Andy LaRocque, Bobby Koelbe e Shannon Hamm.

Il suo stile ad oggi è stato ammirato e riproposto da tanti chitarristi e da molte successive death metal band, che ne hanno preso le basi per creare la loro identità. Schuldiner è stato infatti il chitarrista che più ha influenzato il genere death assieme a Larry LaLonde dei Possessed e Trey Azagthoth dei Morbid Angel e, anche nelle parti vocali, Chuck diede un contributo fondamentale alla nascita del death metal. Infatti le sue parti cantate in growl presentavano già tutte quelle cararatteristiche che oggi sono tipiche dei cantanti di questo genere, ovvero una voce estremamente rauca e bassa di tono capace di elevarsi a vette vocali più alte ma pur sempre urlate e lontane da quelle più melodiche proposte dagli altri generi metal.

StrumentazioneModifica

La chitarra più utilizzata, nel corso della sua carriera, da Chuck Schuldiner fu una B.C. Rich modello Stealth di colore nero a sei corde, strumento molto raro e acquistabile solo nei negozi ufficiali della marca. Precedentemente a questa, utilizzò nei primi anni di carriera altri modelli sei corde della B.C. Rich Guitar, come un Mockingbird verde e un modello Ignitor, entrambi completati da un distorsore Boss DS-1.

Gran parte dei suoni prodotti da Schuldiner furono realizzati con un pickup DiMarzio X2N, elemento posizionato al ponte dello strumento. Durante l'(In) Human Tour of the World, svoltosi nel 1991-92, utilizzò una chitarra realizzata per lui su misura da una piccola industria del Wisconsin, la Axxtra, che creò un modello esclusivo fatto seguendo le precise indicazioni del chitarrista riguardo a design e componenti. Al di fuori del tour, Schuldiner continuò ad utilizzare chitarre BC Rich, come dimostrato dal video Lack of Comprehension ripreso durante un concerto ad Orlando nel settembre 2001.

Schuldiner utilizzò plettri del tipo Dunlop Tortex da 0.88mm e corde Ghs Boomers con paratura 0.10-0.46.

Fin dagli esordi adoperò anche amplificatori Marshall Amplification Valvestate di prima serie, semivalvolari e modello 8100 con potenza di 100 watt. Ad essi venivano aggiunte due casse 4x12, sempre di marca Marshall Valvestate, una svasata e l'altra no. Poco prima di ammalarsi, sostituì questi strumenti con un equipaggiamento Randall Amplifiers. Inoltre, durante l'(In) Human Tour of the World, benché possedesse casse 4x12, utilizzò un piccolo GK 250ML microfonato poiché questo si addiceva meglio all'equipaggiamento di quel tour.

È certo che Schuldiner utilizzò anche effetti di chorus, delay e riverbero, mentre in alcuni brani sono ascoltabili un Flanger simulato in studio e alcune parti suonate con un Octaver, pezzi prodotti mentre Charles registrava le tracce su ottave differenti.

CitazioniModifica

«Sicuramente in quattordici anni di carriera ci sono molti momenti piacevoli e ricordarli tutti è cosa veramente ardua. Quanto invece ai momenti difficili, anche qui ce ne sono veramente tanti, però non voglio cancellarli, voglio portarli sempre con me, perché la vita è fatta di momenti belli e altri peggiori ed è giusto portarsi tutto appresso, perché anche le cose peggiori alla fine aiutano, aiutano a capire meglio la vita ed insegnano come affrontarla. Io credo fortemente in quello che faccio, amo la musica e so esattamente quello che voglio fare, quindi continuo per la mia strada facendo quello che mi piace, superando i momenti difficili e cercando di trovare sempre il positivo in tutte le situazioni che mi si fanno incontro[21]»

(Chuck Schuldiner)
(EN)

«Support music, not rumors.»

(IT)

«Sostieni la musica, non i pettegolezzi.»

(Chuck Schuldiner)

DiscografiaModifica

VideografiaModifica

Data Titolo Etichetta Gruppo Note
Video musicali
1991 Lack of Comprehension Death
1993 The Philosopher Death
VHS/DVD
1989 Live in Houston Death Bootleg
1993 Live in Florence Death Non ufficiale
1998 Live in Music Hall Death Virus Cable TV
1998 Live in L.A. (Death & Raw) Nuclear Blast Death Ufficiale
2001 Live in Eindhoven Nuclear Blast Death Ufficiale

NoteModifica

  1. ^ (EN) Lars Gotrich, Death Is Never Finished: Remembering Death Metal Pioneer Chuck Schuldiner, npr.org. URL consultato il 13 dicembre 2011.
  2. ^ a b (EN) Death, Metal-archives.com. URL consultato il 18 maggio 2010.
  3. ^ a b c (EN) Eduardo Rivadavia, Death, Allmusic.com. URL consultato il 18 maggio 2010.
  4. ^ (EN) Voodoocult, Metal-archives.com. URL consultato il 18 maggio 2010.
  5. ^ (EN) Chuck Schuldiner, NNDB.com. URL consultato il 18 maggio 2010.
  6. ^ (EN) The Best Of NAMM 2008: Jimmy Page, Satriani Models Among The Highlights, Ultimate-guitar.com, 29 gennaio 2008. URL consultato il 19 maggio 2010.
  7. ^ (EN) Patricia Renda, Chuck Schuldiner: the pain of a genius, Metal-rules.com. URL consultato il 19 maggio 2010.
  8. ^ a b c d Death: curiosità, Xoomer.alice.it. URL consultato il 18 maggio 2010.]
  9. ^ (EN) Adriana Rapavá, Deep look inside, Emptywords.org, luglio 1995. URL consultato il 19 maggio 2010.
  10. ^ a b (EN) Perry M. Grayson, Precious memories of Chuck Schuldiner (1967-2001), Emptywords.org. URL consultato il 18 maggio 2010.
  11. ^ (EN) Reviews for Death's Spiritual Healing, Metal-archives.com. URL consultato il 18 maggio 2010.
  12. ^ (EN) Altars of metal interviews: Death, Dead-inside.org. URL consultato il 18 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2008).
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BibliografiaModifica

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