Ciccio Ingrassia

attore italiano
Ciccio Ingrassia
Cicciocondominio.jpg
Ciccio Ingrassia sul set del film Condominio (1991) di Felice Farina
NazionalitàItalia Italia
GenerePop
Parodie
Sigla musicale
Periodo di attività musicale1961 – 1992
EtichettaRCA italiana, Carosello Records, Fonit, Hello Records, Ri-Fi, Durium[1]
Album pubblicati1
Studio1

Francesco Ingrassia, detto Ciccio (Palermo, 5 ottobre 1922Roma, 28 aprile 2003), è stato un attore, comico, regista, sceneggiatore[2][3], conduttore televisivo e cantante italiano.

Il giovane Ciccio Ingrassia nel 1967, in un fotogramma del film "Il lungo, il corto, il gatto

Insieme a Franco Franchi formò il famoso duo comico Franco e Ciccio, entrato nella storia della cinematografia italiana[4]. La coppia girò più di 100 film tra gli anni sessanta e ottanta, e si distinse anche nel mondo dello spettacolo, tra televisione (apparizioni e conduzione di programmi di successo) e teatro.

Nel corso della sua lunga carriera cinematografica, Ingrassia è stato candidato più volte alla vittoria di svariati premi. Fu candidato per la prima volta ai Nastri d'argento nel 1974, come miglior attore non protagonista per Amarcord di Federico Fellini[5]. Ebbe successivamente altre due candidature, sempre come miglior attore non protagonista nel 1976, per il quale vinse il premio recitando nel ruolo dell'onorevole Voltrano nel film Todo modo di Elio Petri[6]e nel 1996, per il film Camerieri[7]. Nel 1988 venne candidato ai Ciak d'oro come miglior attore non protagonista per il film Domani accadrà[8], diretto da Daniele Luchetti (al suo esordio alla regia), mentre nel 1991, vinse il David di Donatello per il film Condominio, come miglior attore non protagonista nel ruolo del maresciallo Gaetano Scarfi[9].

BiografiaModifica

«Gli americani hanno Ernest Borgnine? Bene, noi abbiamo Ciccio Ingrassia.»

(Federico Fellini, 1973[senza fonte])

GiovinezzaModifica

Nacque a Palermo, nel quartiere Il Capo, in via San Gregorio, il 5 ottobre del 1922. Molte biografie riportano il 1923, ma si tratta di un refuso dell'anagrafe che il comico non si è mai premurato di correggere[10]. Quartogenito dei cinque figli di Pietro Ingrassia (muratore) e di Nunzia Motta (casalinga), di modestissime condizioni economiche. Sin dall'infanzia manifestò uno scarso interesse per l'istruzione e una propensione all'umorismo. Nonostante il modesto impegno profuso nell'attività scolastica, riuscì a ottenere la licenza elementare, ma con molti problemi perché non era bravo in matematica. Nell'adolescenza, cercando di mantenersi con i mestieri più disparati (barbiere, falegname, calzolaio, salumiere), si guadagnò da vivere dal 1938 come intagliatore di calzature; eppure già iniziò a manifestarsi la sua passione per il mondo dello spettacolo e cominciò a esibirsi in occasione di cerimonie private dove imitò con successo alcune gag di Totò, divenuto il suo idolo.

 
Il giovane Ciccio Ingrassia nel 1946, agli inizi della carriera

Ma il suo vero e proprio esordio sulle assi del palcoscenico risale a qualche anno più tardi, in pieno conflitto mondiale: nel 1944, infatti, dopo una lunga frequentazione del "Bar degli artisti", autentico raduno di celebrità in erba, si riunì a Enzo Andronico e a tale Ciampolo a formare il Trio Sgambetta. Da quel momento per il comico palermitano iniziò una lunga gavetta, segnata da condizioni al limite dell'indigenza. Alla fine della guerra si trasferì a Torino, dove si misurò, al fianco di un esordiente Gino Bramieri, nel genere della parodia che allora godeva dei favori del pubblico. Durante una recita milanese, nel 1957, Ingrassia conobbe una componente di una scalcagnata orchestra di tabarin, Rosaria Calì (1926-2019),[11] con la quale convolò a nozze a Genova il 5 settembre 1960 ed ebbe da lei il figlio Giampiero, nato il 18 novembre 1961, che più tardi seguirà le sue orme.

Franco e CiccioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Franco e Ciccio.
 
Ciccio Ingrassia e Franco Franchi nel film Due mattacchioni al Moulin Rouge (1964)

All'inizio degli anni cinquanta, Ingrassia era attore in una compagnia teatrale, con regolare contratto. Per le strade di Palermo incontrò quasi casualmente Francesco Benenato, che presto acquisisce il nome d'arte di Franco Franchi, iniziando un lungo sodalizio artistico cinematografico, che avrebbe dato vita a una coppia definita d'oro per il grande successo che ebbe di pubblico e di botteghino. Nel 1954, si esibirono per la prima volta insieme. Il primo spettacolo era dedicato alla canzone napoletana Core 'ngrato. Nella stagione 1961/62, presero parte all'opera Rinaldo in campo, diretta da Garinei e Giovannini, con Delia Scala, Paolo Panelli e Domenico Modugno. Essi realizzarono insieme centotrentadue film, prevalentemente nella prima metà degli anni Sessanta, lavorando anche con registi del calibro di Vittorio De Sica, Mario Bava, Lucio Fulci, Mario Mattoli, Steno, Pier Paolo Pasolini che li scritturò per l’episodio Che cosa sono le nuvole? nel film corale Capriccio all'italiana (1968), i fratelli Taviani, Castellano e Pipolo, Camillo Mastrocinque che li diresse nel film "I motorizzati", Bruno Corbucci, Gianni Puccini, Luigi Comencini e lavorando con attori internazionali, quali: Buster Keaton e Vincent Price. Nella stagione 1963/64, presero parte all'opera teatrale Tommaso d'Amalfi, diretta da Eduardo De Filippo, insieme a Domenico Modugno (che li diresse nel film Tutto è musica del 1963). Nella stessa stagione furono ospiti fissi del programma Cantatutto, presentato da Claudio Villa, Milva e Nicola Arigliano[12]. Nel solo 1964 realizzano ben ventidue film, incassando circa sette miliardi e trecento milioni di lire, circa il 10% dei proventi della filmografia italiana in quell'anno. Sebbene apprezzati dal pubblico, i loro lavori furono sovente snobbati dalla critica. Molti film sono incentrati sul tema della mafia, giocando inizialmente sullo stereotipo siciliano-mafioso come L'onorata società di Riccardo Pazzaglia e la serie che segue I due mafiosi di Giorgio Simonelli. Altri s'incentrano sulla satira umoristica della società prendendo di mira la politica (I 2 deputati) di Giovanni Grimaldi, la religione (Don Franco e Don Ciccio nell'anno della contestazione) di Marino Girolami, lo sport (I due maghi del pallone) di Mariano Laurenti, la giustizia (Riuscirà l'avvocato Franco Benenato a sconfiggere il suo acerrimo nemico il pretore Ciccio De Ingras? di Mino Guerrini, di genere western I due sergenti del generale Custer di Giorgio Simonelli, film con titoli demenziali (Come rubammo la bomba atomica, Come svaligiammo la Banca d'Italia, Come inguaiammo l'esercito di Lucio Fulci) o incentrato semplicemente sui personaggi (I due pompieri di Bruno Corbucci, I due assi del guantone di Mariano Laurenti, Franco e Ciccio e le vedove allegre di Marino Girolami) e musicarelli (Nel sole di Aldo Grimaldi, con Albano Carrisi e Romina Power, Stasera mi butto di Ettore Maria Fizzarotti, con Rocky Roberts e Giancarlo Giannini o Lisa dagli occhi blu di Bruno Corbucci, con Mario Tessuto). Recitarono in film realizzati in fretta e con pochi mezzi, come quelli girati con il regista Marcello Ciorciolini, arrivando a realizzarne in un anno anche una decina, spesso privi di una vera e propria sceneggiatura e dove spesso improvvisavano sul set; di migliore fattura risultano i tredici film diretti da Lucio Fulci che fu l'artefice del ribaltamento dei loro ruoli tipici, facendo diventare Ciccio quello serio, la spalla, e Franco quello comico. Considerati da sempre, come protagonisti di film trash, vennero successivamente rivalutati per la loro comicità e le capacità creative, divenendo oggetto di studio. Il grandissimo successo di pubblico è testimoniato dagli incassi che negli anni sessanta rappresentarono il 10% di quelli annuali in Italia. Alla fine degli anni 60, fu proposto loro di prendere parte al film Pinocchiaccio di Nelo Risi, nei ruoli del gatto e della volpe, ma il progetto non vide mai la luce[13]. Successivamente, interpretarono tale ruolo nel noto sceneggiato Rai Le avventure di Pinocchio (1972) di Luigi Comencini, insieme a Gina Lollobrigida, Andrea Balestri e Nino Manfredi. Nel 1966 presentarono la loro prima trasmissione televisiva I due nel sacco, andata in onda sul Programma Nazionale. Si trattava della riproposizione televisiva delle gag che gli attori presentavano con successo al cinema. Nel 1967, invece, affiancarono Alberto Lupo alla conduzione di Partitissima. Seguì, successivamente, la pubblicità. La coppia, infatti, fu protagonista del Carosello della "Cera Grey". In questa pubblicità rivestivano i panni di "Evaristo e Casimiro"[14]. Addirittura, furono protagonisti di una serie di fumetti, con 16 album pubblicati tra il 1967 e il 1968[15]. Il 15, 16 e 17 Giugno del 1972 presero parte alle tre serate finali di Un disco per l'estate, condotte da Corrado e Gabriella Farinon. Furono ospiti fissi insieme a Raffaella Carrà, Minnie Minoprio, Gino Cervi e Paolo Panelli[16].

Da soloModifica

Ciò non deve far pensare che l'amicizia tra Franco e Ciccio fosse stabile: ci furono, e spesso in diretta televisiva, sonore litigate fra i due (storica è rimasta la baruffa nella trasmissione "Ricomincio da due" (1990/91), condotta da Raffaella Carrà, ovviamente in diretta). In genere Ciccio accusava Franco di megalomania, mentre Franco rimproverava al compagno una certa arroganza. Il momento di maggior crisi fra i due si ebbe tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta. Contribuì la decisione di Ciccio di voler interpretare un ruolo drammatico in La violenza: quinto potere di Florestano Vancini del 1972, insieme a Enrico Maria Salerno, Mariangela Melato e Gastone Moschin. Tutto ebbe inizio nel 1970, quando Ciccio si esibì a Canzonissima, per cantare "Canto pè magnà" (parodia della celebre canzone "Tanto pè cantà" di Petrolini e portata al successo da Nino Manfredi al Festival di Sanremo dello stesso anno. Grazie a questa sua esibizione comica, Ingrassia si attirò le simpatie di molti registi di genere drammatico. Nei primi anni settanta, Franchi aveva partecipato al Festival di Napoli come cantante, suscitando qualche irritazione nel partner, che ebbe a dichiarare: «Franchi s'è messo in testa di fare il cantante. E adesso per la musica trascura il cinema che è il nostro pane quotidiano.»[17] Ingrassia, da parte sua, ruppe il patto non scritto di rifiutare parti soliste per partecipare al film drammatico Violenza: quinto potere, ma la rottura definitiva si ebbe nel 1972, all'indomani della partecipazione alla serie televisiva Pinocchio, quando Ingrassia, ricoverato per una grave forma di ulcera perforata, si vide sostituito da Luigi Pistilli come partner di Franchi nel film Il gatto di Brooklyn aspirante detective (che in origine si sarebbe dovuto intitolare Il gatto di Siracusa e la volpe di Trapani).

 
Ciccio Ingrassia impersona la volpe in Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini (1972)

Alla base della rottura vi era anche una diversa visione delle loro scelte artistiche, che il più ambizioso Ingrassia avrebbe voluto più ponderate, dando più peso alla qualità che alla quantità. Nei periodi di lontananza da Franco, Ciccio continuò la sua carriera, interpretando, tra i molti ruoli, lo zio matto in Amarcord di Federico Fellini (1973) e l'onorevole Voltrano in Todo modo di Elio Petri (1976), tratto dall'omonimo romanzo di Leonardo Sciascia, che gli valse il Nastro d'argento al migliore attore non protagonista. Una breve riconciliazione avvenne nel 1973, quando il Programma Nazionale commissionò una commedia in siciliano, Il cortile degli Aragonesi, che fu rappresentata una sola volta e poi trasmessa in televisione.

 
Ciccio Ingrassia, Michel Piccoli e Gian Maria Volonté in una scena del film "Todo modo'" (1976) di "Elio Petri"

Si cimentò poi anche come regista e aprì la casa di produzione Ingra cinematografica, dirigendo nel 1974 il film comico Paolo il freddo, con lo stesso Franco nel ruolo del protagonista eponimo, e nel 1975 L'esorciccio con Lino Banfi. Inizialmente sarebbe dovuto esserci un sequel del film intitolato "L'esorciccio contro King Kong", ma poi il progetto non venne prodotto.[18].

 
Ciccio Ingrassia nel 1975, in una scena del film "L'esorciccio"

In questo periodo, inoltre, Ciccio fece un Carosello per un'azienda modellistica che produceva trenini da collezione: la cosiddetta "Lima"[19].

Non mancarono, però, i rifiuti a vari film dell'epoca, quali: Malizia (1973) di Salvatore Samperi - Paolo Barca, maestro elementare, praticamente nudista (1975) di Flavio Mogherini, con Renato Pozzetto - Il marito in collegio (1977) di Maurizio Lucidi, con Enrico Montesano - Chiaro di donna (1979) di Costa-Gavras con Roberto Benigni e molti altri ancora[20]. Ritornarono a lavorare insieme, tra il 1976 e il 1977, in occasione del programma televisivo "Due ragazzi incorreggibili, diretto da Romolo Siena e, del quale, erano i presentatori. Il programma includeva la miniserie tv Sandogat, diretta da Mario Amendola e Bruno Corbucci. Era una parodia di Sandokan di Sergio Sollima. Qualche mese prima, si erano riuniti grazie all'intervento di Mike Bongiorno, in una puntata di Ieri e oggi. Nel 1977 sorse un contenzioso con il produttore Edmondo Amati, che aveva realizzato un video (Amici più di prima) formato da un collage di vari film di Franco e Ciccio, senza contattarli. Ciccio, indignato per l'accaduto e abbattuto per varie vicissitudini che lo avevano colpito dall'ultima volta in cui aveva litigato con Franco, a una festa a cui erano presenti tutte le case di produzione, denunciò l'accaduto in pubblico. Si attirò le simpatie di Marco Bellocchio, che inserì lo sfogo ripreso in diretta ne La macchina cinema, ma non quelle degli altri presenti, che lo isolarono.[21]. Sempre nel 1977, presero parte all'opera teatrale La granduchessa e i camerieri, diretta da Gino Landi e, successivamente, trasmessa in tv. Nel 1979 prese parte al film L'ingorgo di Luigi Comencini, al fianco di Alberto Sordi - Marcello Mastroianni - Ugo Tognazzi e Stefania Sandrelli.

Anni 80 e 90Modifica

Il muro che si era creato tra lui e Franco cadde nel 1980, quando si scusò pubblicamente a Domenica in e la riconciliazione ufficiale avvenne in diretta televisiva, grazie all'intervento di Pippo Baudo. Così per la coppia arrivò un ulteriore importante riconoscimento sia di pubblico sia di critica per l'interpretazione nel film Kaos, diretto nel 1984 dai fratelli Paolo e Vittorio Taviani, dell'episodio tratto dalla novella di Pirandello La giara, in cui Ciccio interpretò la parte dell'attore protagonista. Nel 1981 vinse l'undicesima edizione del Premio simpatia[22] (un premio che viene conferito annualmente a partire dal 1971 a coloro i quali si sono distinti nel sociale, indipendentemente dal settore in cui operano). In quegli anni, ebbero la possibilità di condurre vari programmi televisivi di successo (sia per le reti Rai che Mediaset), tra i quali: Drim (1980) coadiuvati da Barbara Boncompagni, Patatrac (1981) affiancati da Luciana Turina, Ridiamoci sopra (1982) con Nadia Cassini, Beauty Center Show (1983) insieme a Barbara Bouchet, Bene, bravi, bis (1984) con Edwige Fenech e molti altri a seguire. Grazie a quest'ultimo, si aggiudicarono i Telegatti 1984, come miglior varietà. Tramontato il periodo dei caroselli e, con l'avvicendamento degli spot pubblicitari e della tv commerciale, Franco e Ciccio divennero i testimonial dei "Rasoi Bic", uno dei primi rasoi "usa e getta" approdati in Italia. Fra il 1981 e il 1982 fu programmato questo spot in cui, F. e C., cantavano sulle biciclette la loro canzone "E mi pareva strano", con il testo opportunamente modificato in funzione del prodotto che pubblicizzavano[19]. Nel 1985/86, insieme a Gigi Sabani e Celeste Johnson, affiancarono Maurizio Costanzo alla conduzione di Buona Domenica, in onda su Canale 5[23]. Nel 1986, durante Grand Hotel, Ciccio ebbe un malore e venne rimpiazzato dal figlio Giampiero. Da quell'anno in poi, intraprese una notevole carriera teatrale. Tra le altre, prese parte alle opere teatrali "Classe di ferro" (1986) di Aldo Nicolaj, insieme a Gianni Santuccio e "Effetti d'un sogno interrotto" (1987) di Vittorio Franceschi. Nel 1988 recitò nel ruolo di "Gianloreto Bonacci" nel film Domani accadrà di Daniele Luchetti, insieme a Paolo Hendel, Margherita Buy e Nanni Moretti (anche produttore del film). Ciccio avrebbe dovuto essere "Alfredo" nel film "Nuovo Cinema Paradiso (1988) di Giuseppe Tornatore, ma venne scartato dalla produzione. È stato il suo più grande rammarico, tant'è che lo dichiarerà in svariate interviste.[24]. A tal proposito, si ricorda una sua intervista a "Il Laureato", da parte di Piero Chiambretti[25]. Nel 1989 prese parte alla famosa fiction "Classe di ferro, insieme a Rocco Papaleo e al figlio Giampiero. Nello stesso anno, avrebbe dovuto prendere parte alla fiction "I promessi sposi" di Salvatore Nocita, ma rifiutò[26]. Insieme, invece, presero parte alla miniserie TV Io Jane, tu Tarzan di Enzo Trapani, insieme a Carmen Russo e a Wess, su Rai 1. Nel 1990 prese parte a due film: Viaggio d'amore di Ottavio Fabbri, con Omar Sharif e Maria Grazia Cucinotta (alle prime armi) e Il viaggio di Capitan Fracassa di Ettore Scola, con Massimo Troisi - Ornella Muti e Claudio Amendola. Dal 5 al 10 settembre del 1990, furono ospiti fissi della trasmissione Il gioco dei 9, condotta da Gerry Scotti su Canale 5[27]. A partire dal 12 Gennaio del 1991, furono ospiti fissi de "La Banda dello Zecchino" presentata da Ave Ninchi e Gianfranco Agus, affiancati da Lisa Russo e Guido Cavalleri. Il 12 Maggio del 1991, affiancarono Elisabetta Gardini e Leo Gullotta alla conduzione de "La festa della mamma", in onda su Rai 1[28]. Nel 1992 Franco e Ciccio tornarono insieme per il programma di Rai 3 "Avanspettacolo", ma l'esperienza non ottenne il consenso sperato, poiché il primo si ammalò di cirrosi epatica. Di conseguenza, Ingrassia fu costretto a proseguire da solo, conducendo tutte le altre puntate rimaste.

Gli ultimi anniModifica

Franco e Ciccio continuarono a partecipare a vari programmi televisivi, sia come presentatori che come ospiti, fino alla morte di Franco, nel 1992. Piano piano, Ingrassia ridusse la sua presenza in televisione (salvo rare occasioni). Il 13 Dicembre del 1992 fu ospite di Alba Parietti e Toto Cutugno a Domenica In, per ricordare Franco, scomparso quattro giorni prima. Il 15 Aprile del 1993, invece, fu ospite del Maurizio Costanzo Show, in una puntata in cui era presente, tra gli altri, il senatore Umberto Bossi[29]. Nell'ottobre dello stesso anno, prese parte alla sesta edizione del "Film Festival Ragazzi" di Bellinzona. Il presidente di quell'edizione fu Brenno Martignoni Polti, mentre il direttore artistico fu "Domenico Lucchini"[30]. In quell'occasione venne omaggiato "Franco Franchi", scomparso l'anno precedente. Ciccio fece ancora qualche sporadica apparizione cinematografica, come in Condominio (1991) di Felice Farina (grazie al quale vinse il David di Donatello per il miglior attore non protagonista) e in Giovani e belli (1996) di Dino Risi, insieme ad Anna Falchi (grazie al quale ottenne una candidatura come "miglior attore non protagonista" ai David di Donatello, senza vincere il premio)[31], per poi smettere definitivamente nel 1997, perché, come riferito dal figlio Giampiero, dopo la morte di Franco aveva ormai perso ogni stimolo. Il 20 Febbraio del 1994 fu ospite di Alessandro Cecchi Paone e Paola Perego a Mezzogiorno in famiglia, dove impersonò, in uno sketch, la figura di un puparo[32]. Sempre nel 1994 tornò in teatro per l'ultima volta, recitando in una riuscitissima "piéce drammatica", intitolata "Don Turi e Gano di Magonza" presso il Teatro Stabile di Palermo. Da questo periodo in avanti, scelse con parsimonia i suoi impegni: nel 1995 lo ritroveremo nel film Camerieri di Leone Pompucci, insieme a Paolo Villaggio - Diego Abatantuono e Antonio Catania (ottenendo una candidatura ai Nastri d'argento e una ai David di Donatello, non riuscendo a vincere i premi)[31] e, nel 1997, nel film Fatal Frames - Fotogrammi mortali di Al Festa, nei panni di un mendicante. Il 2 giugno 1995 ricevette l'onorificenza come Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana, dall'allora presidente della repubblica Oscar Luigi Scalfaro[33]. Il 16 Settembre dello stesso anno, nella serata finale del "Salerno Festival", ricevette la Charlot d'oro alla carriera da Willy Molco, nella trasmissione di Rai 3 "Risate d'estate", condotta da Nino Frassica[34]. Nel 1998, rifiutò la parte di "Don Totò" nel film "Totò che visse due volte" di Daniele Ciprì e Franco Maresco, per via della sua scelta di abbandonare il mondo del cinema. La sua ultima apparizione televisiva, invece, risale al 7 luglio 1999, in una puntata del Maurizio Costanzo Show, dedicata a Federico Fellini. Da allora in poi, rimase completamente fuori dal mondo dello Spettacolo e le sue uscite pubbliche si diradarono. Nel 2001 si ammalò e rifiutò moltissime proposte di lavoro. «Non ho dormito per tanti anni, ora mi riposo», amava rispondere a chi gli chiedeva il motivo del suo rifiuto a partecipare alle trasmissioni televisive cui veniva invitato. In realtà, come ricorda il figlio Giampiero, Ingrassia era impegnato a combattere la malattia[35][36]. Da alcune fonti è emerso che visse gli ultimi due anni di vita, accompagnato da una bombola di ossigeno[37]. Come affermato dal figlio, in un'intervista da parte di Pino Strabioli a "Colpo di scena, ciò lo costrinse a rinchiudersi in casa, perchè non sopportava di farsi vedere in quelle condizioni. In occasione dei dieci anni della scomparsa dell'amico e collega Franco Franchi, rilasciò un'intervista a la Repubblica, risalente al 7 Dicembre del 2002[38]. Il 18 dicembre successivo, avrebbe dovuto prendere parte alla cerimonia del "Premio Nazionale Franco Franchi", presso il Teatro Politeama di Palermo, ma non poté parteciparvi per l'aggravarsi delle sue condizioni di salute[39]. Nel 2003 (anno della sua dipartita), la Rai mandò in onda una puntata di "Ritratti" (la rubrica di Giancarlo Governi), dedicata alla storia della celebre coppia. Come dichiarato dallo stesso Ingrassia, nella sua ultima intervista, egli ne rimase molto sorpreso e soddisfatto. Ebbe anche l'onore di vederla, prima ancora che venisse trasmessa[40][38].

La morteModifica

Morì improvvisamente al Policlinico Agostino Gemelli di Roma, il 28 aprile 2003, all'età di 80 anni, a causa di vari problemi respiratori di cui soffriva dal 2001. I funerali religiosi, a cui presenziarono amici e colleghi dello spettacolo, vennero celebrati il 30 aprile, nella Basilica di Sant'Agnese fuori le mura, in via Nomentana, nel quartiere Trieste. Dopo la cerimonia funebre, il feretro venne tumulato in un loculo nel Cimitero Monumentale del Verano. L'epitaffio sulla tomba recita: «Stringimi solo per un po' sai che mi farai sorridere...»[41][42][43]

Con la sua scomparsa si chiuse così definitivamente il ciclo di quella comicità spontanea, scanzonata, satirica e mai volgare, a cui egli aveva dato “il volto triste della risata”, come disse di lui Nino Manfredi[44]

OmaggiModifica

• L'8 settembre 2004 (un anno dopo la sua scomparsa), durante la 61ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, Daniele Ciprì e Franco Maresco presentarono fuori concorso il film-documentario Come inguaiammo il cinema italiano - La vera storia di Franco e Ciccio, sulla vita di Franco e Ciccio. Malgrado i problemi incontrati, i due registi hanno raccolto una gran quantità di materiale, anche ricostruendo gli sketch degli esordi in strada dei due comici palermitani, collezionando testimonianze e interviste e cercando di rivalutare la loro comicità mai pienamente apprezzata dai critici[45].

FilmografiaModifica

 
Ciccio Ingrassia in Due mafiosi contro Goldginger (1965)
 
Rossella Como e Ciccio Ingrassia in una scena del film Franco, Ciccio e le vedove allegre del 1968
 
Ciccio Ingrassia in compagnia di Enrico Maria Salerno in La violenza: quinto potere (1972) di Florestano Vancini
 
(da sinistra) Pupella Maggio, Armando Brancia, Giuseppe Ianigro e Ciccio Ingrassia in una scena di Amarcord (1973) di Federico Fellini

AttoreModifica

Con Franco Franchi
 Lo stesso argomento in dettaglio: Filmografia di Franco e Ciccio.
Da solo

«"Come mai Ciccio in un ruolo patetico? Solo i grandi registi hanno capito che il mio potenziale va oltre i ruoli comici e questo giovane regista me lo ha ricordato con una letterina che mi ha sedotto..."»

(la Repubblica, 13 Novembre 1990)
Televisione

RegistaModifica

TeatroModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Franco e Ciccio.
da solo

Conduzioni televisiveModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Franco e Ciccio.
da solo

RadioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Franco e Ciccio.

DoppiatoriModifica

DiscografiaModifica

45 giriModifica

Con Franco Franchi
 Lo stesso argomento in dettaglio: Franco e Ciccio.
Da solo

Ciccio, inizialmente, si dedicava alle parodie di canzoni napoletane, tra cui Agata, cavallo di battaglia di Nino Taranto.

OnorificenzeModifica

  Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 2 giugno 1995[49]

DedicheModifica

  • Nel 2011 è stato istituito un premio in suo onore: "TEATRO SULL'ETNA - PREMIO CICCIO INGRASSIA" (ad opera del comune siciliano di Belpasso, in collaborazione con l"Associazione culturale poltronissima" [50];
  • Spettacolo "Ciccio l'altra metà di Franco", organizzata in occasione del 15º anniversario della morte di Ingrassia.[51]

RiconoscimentiModifica

Altri premiModifica

  • Premio Charlot
    • alla carriera (1995)
    • onorario (2005)[53]

PubblicitàModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Franco e Ciccio.
Da solo

NoteModifica

  1. ^ http://www.francociccio.altervista.org/Suoni/discografia.htm
  2. ^ https://www.nientepopcorn.it/persone/attori/ciccio-ingrassia/
  3. ^ https://www.comingsoon.it/personaggi/ciccio-ingrassia/47787/biografia/
  4. ^ Ciccio Ingrassia, attore: biografia e curiosità. URL consultato il 14 ottobre 2021.
  5. ^ Amarcord Premi vinti e nomination. URL consultato il 14 ottobre 2021.
  6. ^ Todo modo Premi vinti e nomination. URL consultato il 14 ottobre 2021.
  7. ^ Camerieri Premi vinti e nomination. URL consultato il 14 ottobre 2021.
  8. ^ Ciccio Ingrassia. URL consultato il 14 ottobre 2021.
  9. ^ Condominio Premi vinti e nomination. URL consultato il 14 ottobre 2021.
  10. ^ “I 98 ANNI” DI CICCIO INGRASSIA, su radioflash.fm. URL consultato il 19 marzo 2021.
  11. ^ Morta la moglie di Ciccio Ingrassia, su ilgiornale.it, 11 marzo 2019.
  12. ^ https://www.tvblog.it/post/1654844/cantatutto-30-maggio-1964-rai1-video?amp
  13. ^ http://fiornando.altervista.org/collezionismo/il-pinocchiaccio-il-mistero-del-film-mai-realizzato/
  14. ^ https://carosello.tv/attori/ciccio-ingrassia/
  15. ^ http://www.francociccio.altervista.org/Fumetti/fumetti.htm
  16. ^ https://www.setlist.fm/festival/1972/un-disco-per-lestate-1972-5bd66bec.html
  17. ^ G.Micali, "Franco e Ciccio, che pasticcio!", Il messaggero, 13 marzo 1972
  18. ^ L'Esorciccio: il sequel con Franco mai realizzato, e la travagliata produzione del film, su Noi degli 80-90, 28 aprile 2021. URL consultato il 19 ottobre 2021.
  19. ^ a b http://www.francociccio.altervista.org/Tv/carosello.htm
  20. ^ https://www.oocities.org/exorcc/intervis.htm
  21. ^ https://www.spiweb.it/cultura-e-societa/cinema/recensioni-cinema/la-macchina-del-cinema/
  22. ^ https://www.wikiwand.com/it/Premio_simpatia
  23. ^ https://www.tutto80.it/content/buona-domenica
  24. ^ https://news.cinecitta.com/IT/it-it/news/54/62042/giuseppe-tornatore-come-ingannai-albertone.aspx
  25. ^ http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1995/03/11/Spettacolo/RAITRE-IL-LAUREATO-DA-PALERMO-LULTIMA-PUNTATA_110800.php
  26. ^ https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1988/02/13/promessi-sposi-vanno-in-jugoslavia.html
  27. ^ https://it.unionpedia.org/i/Il_gioco_dei_9
  28. ^ https://www.wikiwand.com/it/La_festa_della_mamma_(programma_televisivo)
  29. ^ https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/04/16/bossi-sei-un-mafioso-scoppia-la.html
  30. ^ https://www.castellinaria.ch/6-Edizione/IT-9dd33b00
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