Apri il menu principale
Cima della Caldiera
Caldiera.jpg
Cima della Caldiera vista dalla strada militare costruita tra il 12 ed il 15 settembre 1916
StatoItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
ProvinciaVicenza Vicenza
Altezza2 124 m s.l.m. e 1 952 m s.l.m.
CatenaAlpi
Coordinate46°00′40″N 11°31′23.99″E / 46.01111°N 11.52333°E46.01111; 11.52333Coordinate: 46°00′40″N 11°31′23.99″E / 46.01111°N 11.52333°E46.01111; 11.52333
Altri nomi e significatiMonte Toro, Thor-helle, Thor, Cima Maora
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Cima della Caldiera
Cima della Caldiera
Mappa di localizzazione: Alpi
Cima della Caldiera
Dati SOIUSA
Grande ParteAlpi Orientali
Grande SettoreAlpi Sud-orientali
SezionePrealpi Venete
SottosezionePrealpi vicentine
SupergruppoGruppo degli Altipiani
GruppoAltopiano dei Sette Comuni
SottogruppoDorsale Cima Dodici-Ortigara
CodiceII/C-32.I-A.3.b

La Cima della Caldiera (Thor-helle o più semplicemente Thor in cimbro), è una montagna delle Alpi alta 2124 m e si trova nella parte settentrionale dell'Altopiano dei Sette Comuni.
Durante la Grande Guerra, nella cartografia austriaca la montagna era indicata col nome di Cima Maora.

Indice

ToponimoModifica

Il suo vecchio nome, Monte Toro, nasce da una storpiatura dell'antico nome cimbro della montagna, Thor, divinità scandinava a cui era stata dedicata la montagna[1] analogamente con quanto avvenne per altre cime dei Sette Comuni (ad esempio Cima XII).

Prima guerra mondialeModifica

 
Una parte dell'imponente osservatorio su più piani costruito dalla 19ª compagnia del 5º reggimento Minatori

Cima della Caldiera è stata interessata da importantissimi eventi bellici durante la Prima guerra mondiale. Si trova infatti posta a ridosso del Monte Ortigara, separato da quest'ultimo dal promontorio del Monte Campanaro.
Nell'estate del 1917 la 19ª compagnia del 5º reggimento Minatori costruì al di sotto dell'anticima della Caldiera un imponente osservatorio in caverna tuttora visitabile. Sulla quota 2109 della Caldiera vi si trovano inoltre i resti dell'osservatorio Torino[2], denominato in codice militare "ELSA G".

«Il 10 giugno, la nostra artiglieria aprì il fuoco alle 5 del mattino. La grande azione che andava, per 50 chilometri, da Val d’Assa a Cima Caldiera, era iniziata. Sull'Altipiano, comprese le bombarde pesanti da trincea, non v’erano meno di mille bocche da fuoco. Un tambureggiamento immenso, fra boati che sembravano uscire dal ventre della terra, sconvolgevano il suolo. La stessa terra tremava sotto i nostri piedi. Quello non era tiro d’artiglieria. Era l'inferno che si era scatenato.»

(Emilio Lussu - Un anno sull'Altipiano)

Il 6 ottobre 1917 un colpo di artiglieria sparato dalla Cima della Caldiera colpì a morte il comandante della 6ª Divisione di Fanteria A.U. di Graz, Artur Edler von Mecenseffy, che si trovava nei pressi della base logistica di Campo Gallina.

CaratteristicheModifica

Dalla sommità della cima si può scorgere l'orizzonte di tutte le Alpi Orientali, dalle Dolomiti di Brenta alle Pale di San Martino.

NoteModifica

  1. ^ Tarcisio Bellò, Montagne e ville dei Sette Comuni, in Alta via dell'Alpi Vicentine, storie di confine, La Serenissima ed., Vicenza, 2006, pp. 187-200. ISBN 88-7526-026-5.
  2. ^ Ecomuseo Grande Guerra, Ortigara - Cima Caldiera "Il campo di battaglia", su ecomuseograndeguerra.it. URL consultato il 13-02-2011.