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Cinese medio
中古漢語T, 中古汉语S
Parlato inCina medievale
PeriodoDinastie del Nord e del Sud, Dinastia Sui, Dinastia Tang, Dinastia Song
Locutori
Classificaestinta
Altre informazioni
ScritturaScrittura dei sigilli, scrittura del bronzo, scrittura dei cancellieri, scrittura regolare, scrittura semi-corsiva, scrittura dell'erba, scrittura Phagspa, scrittura Hangul
Tassonomia
FilogenesiLingue sino-tibetane
 Lingue sinitiche
  Cinese
Codici di classificazione
ISO 639-3ltc (EN)
Glottologmidd1344 (EN)

Il cinese medio (中古漢語T, 中古汉语S, Zhōnggǔ HànyǔP), o anche cinese antico nell'accezione utilizzata dal linguista Bernhard Karlgren o Middle Chinese in inglese o "lingua cinese media", si riferisce alla lingua cinese parlata durante le Dinastie del Nord e del Sud e le Dinastie Sui 隋朝, Tang 唐朝 e Song 宋朝 (VI-X secolo). Il termine "cinese medio", in contrapposizione al cinese antico e al cinese moderno, si usa di solito nel contesto della fonologia storica cinese, che cerca di ricostruire la pronuncia del cinese utilizzato in quei tempi.

Il medio cinese può essere diviso in un periodo iniziale, generalmente chiamato "primo cinese medio" (Early Middle Chinese), ed un periodo successivo, il "tardo cinese medio" (Late Middle Chinese). Si pensa che il punto di transizione fra il primo ed il tardo medio cinese sia collocato durante la metà della Dinastia Tang ed è indicato da sviluppi fonologici. Ad esempio, nel libro di rima Qieyun 切韵, sono mostrati i caratteri delle iniziali bilabiali [p pʰ b m], ma non vi sono iniziali labiodentali come /f/ e /v/, che si possono trovare nel Jiyun. Questo indica che nei quattro secoli dopo la comparsa del Qieyun nella pronuncia del cinese avvenne un cambiamento di suoni.

Indice

RicostruzioneModifica

La ricostruzione del medio cinese da parte di diversi linguisti moderni varia leggermente, ma le differenze sono di poco conto e non danno adito a grandi controversie, indicando che la fonologia di questa lingua è ormai alquanto ben compresa e accettata. Il cinese medio non si scrive utilizzando caratteri di tipo alfabetico, pertanto i suoni non possono essere derivati direttamente dalla scrittura, ma devono essere dedotti da una pluralità di fonti.

  • Lingue moderne. Proprio come il proto-indo-europeo può essere ricostruito dalle moderne lingue indo-europee, così il medio cinese può essere ricostruito (approssimativamente) dalle moderne lingue sinitiche (ad es. il beifanghua 北方话 (mandarino), il Wu 吴语, il Min 闽南语 o il cantonese 广东话 di famiglia Yue 粤语).
  • La pronuncia di caratteri cinesi preservata in vocaboli cinesi prestati, che sopravvive in lingue non cinesi come il giapponese, il coreano ed il vietnamita.
  • La poesia cinese classica del periodo del medio cinese, costruita su un impianto solido di rime e rimandi tonali.
  • Le traslitterazioni di parole straniere in caratteri cinesi. Ad esempio, "Dravida" fu tradotto dagli scribi religiosi in una serie di caratteri 達羅毗荼 che ora in putonghua (普通话) (mandarino) si leggono come /ta35 luo35 phi35 thu35/ (pinyin: Dáluópítú). Ciò suggerisce che il mandarino /uo/ (pinyin -uo) sia il riflesso moderno di un antico suono simile ad /a/, e che il tono /35/ sia a sua volta un riflesso di antiche consonanti articolate. Entrambe queste ipotesi possono in effetti essere confermate attraverso il confronto tra i moderni dialetti cinesi.
  • Libri di rima (o dizionari di rima). Gli antichi filologi cinesi dedicarono moltissimi sforzi a riassumere il sistema poetico cinese attraverso i libri di rima. Vi fu una profusione di opere di poesia cinese durante l'era Tang (唐诗) continuata poi durante il periodo Song (宋诗), con una rigida struttura del verso che si basava sulla rima e sul tono dei caratteri finali nei versi poetici. Il medio cinese incorporato nei libri di rima era un aiuto fondamentale per gli autori nella composizione poetica. Il dizionario di rima Qieyun del 601 d.C. è la nostra più antica registrazione fissa della fonologia della pronuncia cinese, sebbene senza l'aiuto di lettere fonetiche, ma di voci che sono indicizzate in base ad una rigorosa gerarchia di tono, rima e attacco. Fino alla fortuita scoperta di una versione della Dinastia Tang nelle caverne di Dunhuang (敦煌), si conoscevano solo frammenti o copie incomplete. I successivi dizionari di rima ampliati, come il Guangyun ed il Jiyun della Dinastia Song dell'XI secolo, sopravvivono ai giorni nostri. Si tratta essenzialmente di versioni estese del Qieyun, e fino alla scoperta di Dunhuang, il Guangyun fu la base da cui venne ricostruito il cinese medio.

Introduzione ai suoni del cinese medio degli albori e accenni al cinese moderno e Old ChineseModifica

Consonanti e vocaliModifica

Questo paragrafo serve per capire molto in generale come erano pronunciate le consonanti moderne nel periodo dell’Early Middle Chinese/primo cinese medio, nato prima della dinastia Sui. Come punto di partenza, sono stati presi i suoni moderni, indicati con il pinyin. Questa ricostruzione è utile, tra i vari motivi, anche per cercare di capire la pronuncia dei sinogrammi nelle altre lingue, siccome sono stati importati in tempi arcaici.

Quando i sinogrammi furono importati in Corea e Giappone, il cinese antico stava per volgere al termine. Siccome la pronuncia non è ufficialmente attestata e il pinyin è stato inventato nella seconda metà del Novecento, è stata ricostruita col metodo comparativo applicato alle tavole di rime e ai prestiti cinesi in altre lingue: pocihé i prestiti talvolta ritengono una pronuncia arcaica, si possono usare per ricostruire il cinese medio. La ricostruzione e la trascrizione usate sono quelle dei linguisti William Baxter e Laurent Sagart. La fonte è il Guangyun (广韵), l'espansione e correzione compilata tra 1007 e 1008 del Qieyun (切韵), un celebre dizionario di rime pubblicato nel 601 durante la dinastia Sui. La specifica varietà del dizionario sarebbe un compromesso tra le varietà del nord e del sud ed è specifica per la lettura e composizione di poesie con una precisa struttura, che include rime e toni. Chiaramente, un dizionario del 601 conterrà sinogrammi inventati fino a quella data. Per esempio, manca il carattere 呢, assente pure nello Shuowen jiezi 说文解字 di Xu Shen 许慎 (dinastia Han 汉朝 206 a.C.-220 d.C., molto anteriore) e attestato nel Dizionario Kangxi 康熙字典 (dinastia Qing 清朝, 1644-1912, l'ultima) compilato a partire dal 1710 e pubblicato nel 1716. Si dà qui una rapida introduzione ai suoni dell'Early Middle Chinese.

  • C'era distinzione tra *b, p, ph sorda aspirata. La prima della tripletta è sonora perché, se si mette il palmo della mano intorno alla gola, si sentono le vibrazioni delle corde vocali durante la pronuncia. Si provi a pronunciare in questo modo "vvvvv" e "fffff". Nel suono aspirato, si aggiunge uno sbuffo d'aria alla consonante. Distinzioni di questo tipo (sonora-sorda-sorda aspirata), nelle lingue sinitiche, restano in dialetti come lo Shanghainese (famiglia Wu). Nel tardo cinese medio, si erano formate altre consonanti ancora, come ad esempio "bh" */bʱ/ sonora aspirata, mentre la distinzione in forma di tripletta (già presente nel cinese arcaico) era sparita con la scomparsa della consonante sonora dalla tripletta.
  • La seconda distinzione era presente tra *d, t, th sorda aspirata.
  • La terza distinzione era presente tra *g, k, kh sorda aspirata
  • La quarta distinzione era presente tra *dz, ts, tsh sorda aspirata.
  • I suoni retroflessi (e cioè effettuati con la punta della lingua piegata indietro, nell'incavo del palato) vengono trascritti con una -“r” che non ha valore fonetico e, qualora ci sia aspirazione, la -“h” si scrive dopo la “r”. Nel contesto dei suoni retroflessi, c'è *dzr (come ZH in pinyin ma sonoro), tsr e tsrh sorda aspirata.
  • La seconda tripletta di suoni retroflessi è basilarmente costituita da una retroflessione di d e t, da cui si ottiene *dr, tr, trh sorda aspirata.
  • Un altro nuovo suono retroflesso, oggi sparito, è la "n" retroflessa, scritta come *“nr”. Suoni simili sono ancora presenti in lingue come il sanscrito, l’hindi e il nepali, pure se non sono di ceppo sinitico. In più, la "n" retroflessa anche presente nella pronuncia arcaica di parole in thailandese e bengali.
  • Sono presenti le palatali, rese riconoscibili con una “y” senza valore fonetico e che si comporta come la “r”. In cinese medio esiste la tripletta dzy, tsy, tsyh sorda aspirata. Nel pronunciare queste tre consonanti, la lingua è già in posizione di "gn" di gnomo.
  • Esiste anche la versione palatale di N, che è *“ny” ("gn" di gnomo), da cui è nata la sillaba ER e la R- in pinyin.
  • La R- del pinyin esisteva già come suono in dei contesti ed è trascritto *zr e la sua controparte sorda è *sr.
  • Esisteva poi una versione sonora dei moderni S (*s) e X (*sy), trascritta come *z e *zy.
  • L’aspirazione H (/x/, /h/), trascritta “x” aveva la controparte in cui vibrano le corde vocali “h” (*/ɣ/, / ɦ/).
  • Non esisteva il suono F /f/, comparso nel tardo cinese medio e derivato forse dal suono affricato */pf/ e */pfʰ/, a sua volta derivato da un suono bilabiale (vedi avanti).
  • Il cinese medio ha perso la consonante vibrante sonora */r/, che se intervocalica o prevocalica si riduce nella monovibrante /ɾ/ . Il cinese medio ha anche perso il suono */l̥/ , che si pronuncia come una L ma senza vibrazione delle corde vocali, tali per cui esce solo aria. Un simile suono esiste nel cluster "tl" /tl̥/ in islandese. Di contro, nel cinese medio sono nate le consonanti retroflesse, nate dai cluster del cinese arcaico che spesso avevano la consonante "-l-" (o, secondo Baxter, "-r-") al secondo membro. Un simile processo si ha anche in vietnamita.
  • Laddove in cinese arcaico c'era una sillaba che terminava in *-r, in cinese medio si è trasformata in *-j oppure è sparita.
  • Esisteva uno stacco glottale/glottal stop/colpo di glottide, una consonante laringale/glottidale che equivale ad un colpetto di tosse che si accompagna all'attacco di una vocale. Quest’ultimo si trascrive come un apostrofo di fronte alla vocale. Nel tardo cinese medio era ancora presente, mentre nel cinese arcaico poteva trovarsi anche a fine sillaba. Una volta sparito, nel cinese medio (non quello contemporaneo) aveva creato il tono crescente in gran parte dei casi.
  • Esistevano già i toni (Baxter registra il tono piatto/level 平 píng senza segni, crescente/rising 上 shàng con una X maiuscola a fine sillaba e discendente/departing 去 con una H maiuscola a fine sillaba, tre in totale). Tutte le sillabe che terminavano in stop senza rilascio di suono (vedi avanti), atonali, venivano poi indicate come "tono entrante/entering" (入, ) e quindi si preferiva considerarle separate da tutte le altre. Il tono crescente del cinese medio si è formato dalla caduta dello stacco glottale a fine sillaba nel cinese arcaico, mentre il tono decrescente nel cinese medio deriverebbe in gran parte dei casi dalla caduta di una "-s" in un cluster consonantico a fine sillaba nel cinese arcaico. Tutte le sillabe che non avevano né il tono crescente, né il tono discendente (e quindi non avevano stacchi glottali o "-s" in fondo ma tutt'altro), né uno stop senza rilascio di suono (vedi avanti) avevano assunto il tono acuto. Non esisteva il terzo tono del cinese contemporaneo.
  • A fine sillaba si poteva avere, come suoni sonori, una –*n o una –*ng ma anche una –*m.
  • Esistevano pure tre consonanti occlusive senza rilascio di suono, oggi ancora presenti in lingue come il cantonese (famiglia Yue), il coreano e il vietnamita. Sono la –*p (la vocale si interrompe serrando le labbra ma senza una “p” di rilascio), la –*t (interruzione in zona dentale) e la –*k (interruzione in zona velare).
  • In conclusione, a inizio sillaba poteva esserci il suono *“ng-” nasale. Oggi è sparito nel cinese mandarino, ma ancora presente in lingue regionali come il cantonese.
  • Riguardo invece al quadro vocalico, presenta anch'esso delle differenze, ma la più plateale consiste nell’evoluzione della vocale alta centrale (quella presente in ZHI, CHI, SHI, RI), della nella vocale alta posteriore non arrotondata (quella presente in ZHE, CHE, SHE, RE) e della sillaba “ER”.
  • Riguardo alla trascrizione di tre particolari vocali, il cluster "ae" */æ/ è una /e/ molto aperta, "ea" */ɛ/ è leggermente meno aperta e il simbolo "+" sta a indicare la vocale alta centrale */ɨ/.
  • Se la ricostruzione di Baxter-Sagart dell'Old Chinese (2014) è corretta, il cinese arcaico aveva per ogni consonante (sorde, sonore, aspirate...) la sua versione faringalizzata, poi persa. La faringalizzazione è presente in lingue semitiche come l'ebraico antico e l'arabo ed era anche presente nel persiano antico. Consiste nel pronunciare una consonante con la radice della lingua contemporaneamente posizionata vicino alla parete della faringe/cavo orale. I due studiosi hanno anche aggiunto i suoni /q/ (K di koala pronunciata con la radice della lingua e non col dorso; esiste anche la sua versione aspirata) e /ɢ/ (lo stesso identico suono ma reso sonoro, non più sordo), che si sarebbero persi nel cinese medio. Molte altre consonanti poi sparite in cinese medio sono state proposte per il cinese arcaico da altri studiosi, per esempio la /ð/ interdentale sonora e /θ/ interdentale sorda nella ricostruzione di Pulleyblank, ma il cinese arcaico ha in generale svariati punti controversi e oggetto di dibattito.
  • Riguardo ai soli segnetti più importanti della ricostruzione Baxter-Sagart, i suoni messi tra parentesi quadra [...] indicano che non si è certi del suono ricostruito e, in alternativa, il suono corretto doveva essere simile a quello ricostruito. I suoni messi tra parentesi tonda (...) indicano il dubbio sulla presenza effettiva o no di quel suono. La "h" messa come apice indica l'aspirazione, la "w" in posizione apicale indica un arrotondamento delle labbra e ʕ i posizione apicale (è una forma simile a un falcetto) indica la faringalizzazione di tutto il composto. Si ricorda che l̥ è una L di leva pronunciata sorda (esce solo aria dai lati della lingua) e r̥ è una R di arare pronunciata sorda.
  • Ora che la ricostruzione Baxter-Sagart è stata introdotta, si può precisare (anche per dare un'idea dei cluster nel cinese arcaico) che la retroflessione aspirata CH- (sia odierna sia del cinese medio, in cui le retroflesse compaiono per la prima volta) deriva da cluster come *tsʰr, *[d]r, *tʰr, *lr ,*s.r̥ ,*qʰ<r> , *t.l̥ , *n̥r , *t.qʰ, *s-l̥ˤ<r> e *tr. Ci sono, come spesso accade, delle eccezioni, per esempio laddove il cluster si origina da *r̥ e *tʰ. Tutti questi cluster sono spariti nel cinese medio. Alcuni di questi suoni sono spariti dall'inventario consonantico del primo cinese medio.
  • Il suono retroflesso sordo SH- deriva da cluster come *s.t, *sr o da rielaborazioni di consonanti insolate come *l̥ e*[d] .
  • Il suono retroflesso ZH- deriva da cluster come *[t.q], *tr, *[dz]ˤr e dalla consonante isolata *t.
  • Come già accennato, il suono retroflesso sonoro R- in cinese medio era una gn di "gnomo", cioè un suono nasale palatale, */ɲ/-, che è una mutazione del cinese arcaico */n/-. Lo stesso suono si trovava nella versione del primo cinese medio di ER; anch'esso deriva da una */n/- nell'Old Chinese, quasi sempre seguita dalla vocale neutra schwa /ə/.
  • Nel cinese arcaico era possibile trovare cluster anche in sillabe poi divenute non retroflesse: semplicemente, uno o tutti i membri del cluster si sono persi, come in 厄 e4 (primo cinese medio eak, cinese arcaico *qˤ<r>[i]k) oppure 惯 guan4 (Early Middle Chinese kwaenH, Old Chinese kˤro[n]-s).
  • Le sillabe che oggi iniziano in pinyin con W- in cinese medio talvolta erano introdotte da un’aspirazione sonora *h-, da una *m- o da *ng-.
  • Anche la sillaba YI /i/ era talvolta preceduta da *ng- /ŋ/. Ciò accade ancora più sporadicamente pure nei casi in cui ci sono altre sillabe introdotte dalla semivocale /j/.
  • La sillaba WU /u/ era *mju, *ngu ed era invece *'u (con lo stacco glottale) nelle sillabe che oggi hanno il primo tono.
  • Non esisteva la schwa/vocale neutra */ə/, che invece esisteva in cinese arcaico e nel cinese contemporaneo (Baxter invece la interpreta come una */ɨ/). In cinese arcaico inoltre esisteva solo la */e/ chiusa, senza controparti più aperte.
  • La sillaba "AI" diventa spesso */ʔoj/ (anche il nucleo della sillaba "DAI" si pronunciava così), mentre "AO" è */ŋaw/ (anche se nucleo di sillaba, eccetto QIAO che diventa /jew/) e più sporadicamente /ʔaw/. La sillaba "YAN" /jɛn/, che curiosamente in pinyin non rispecchia a fondo la pronuncia, ha una pronuncia simile (perlopiù */jen; jem/ anche con la vocale più aperta)
  • La finale -NG non ha subito mutazioni, mentre laddove oggi c'è -N nel cinese medio degli albori ci poteva essere *-n oppure *-m (la seconda oggi è sparita nel cinese standard). Addirittura, le sillabe "CAN" finiva quasi sempre in -m. Le sillabe CHUN, CUN, DUAN, DUN, FEN, GUAN, HUN, JUAN, JUN, KUN, LUAN, LUN MAN, MEN, MIAN, MIN, PAN, PIAN, QUAN, QUN, RUAN, SHUN, SUAN, SUN, TUAN, TUN, WAN, WEN, XUAN, YUAN, YUN, ZHUAN, ZHUN, ZUAN, ZUN e pressoché in ogni caso TIAN e XUN hanno sempre conservato come coda la "-n". Le altre sillabe invece sono variabili. La seconda delle tue tabelle sottostanti indica una lista delle sillabe più diffuse che oggi terminano in -n ma che avevano *-m nel primo cinese medio. Questo suono tende a essere ritenuto in coreano, vietnamita e cantonese.
  • Il terzo tono attuale deriva in gran parte dei casi dal tono crescente del cinese medio, a sua volta derivato dalla caduta del colpo di glottide a fine sillaba. Un fenomeno simile è avvenuto anche in vietnamita, come dimostrato nella metà Novecento da Haudricourt.
  • Il secondo tono attuale deriva spesso da presenza di uno stop consonantico (-t, -p, -k, presenti comunque anche altrove) del cinese medio (a meno che non ci sia una coda nasale -ng o -n/-m, che invece si sono conservate oggi in -ng e -n) e dalla caduta degli stop finali è nato il tono crescente, presente per; anche in quelle con finale nasale. Siccome era breve di durata, si usava per trascrivere le parole con vocali brevi dal sanscrito.
  • Il primo tono dal cinese medio a oggi resta perlopiù invariato. Oggi la resa del primo tono varia in altezza da dialetto a dialetto: nello standard attuale di Pechino, su cui tutti i toni si modellano, ha un'altezza acuta, mentre per esempio nel dialetto Wu di Shanghai (shanghaiano) e Wenzhou (wenzhounese) è meno acuto, mentre nel dialetto Xiang di Changsha l'intonazione è nel registro medio. Semplicemente, se in Cina si vuole parlare il cinese comune per capirsi (molti dialetti di stessa famiglia sono non intelligibili tra loro), si parla il cinese standard, il putonghua, che ha le sue precise regole di intonazione.
  • Un discorso analogo si può fare con gli altri toni, che ovviamente hanno molte varietà dialettali oltre allo standard. Per esempio, il terzo tono in putonghua parte nel registro grave, cala e risale (di colpo o in modo lento e scandito) al registro alto. Nel dialetto Gan di Nanchang, scende e risale fermandosi nel registro medio. Il secondo tono attuale dal registro medio sale a quello acuto, mentre nel dialetto di Nanjing parte dal registro grave e risale al registro medio. In altri dialetti ancora c'è una convergenza di toni: nel dialetto Jin di Taiyuan ad esempio il primo e il secondo tono attuali convergono in una specie di primo tono nel registro grave. Per finire, il quarto tono attuale dal registro acuto scende in picchiata nel registro grave, ma nel dialetto Xiang di Changsha parte dal registro medio e scende in picchiata nel registro grave. Quando si parla dei quattro toni "acuto, crescente, calante-crescente e decrescente" ci si riferisce al putonghua, che si affianca a numerosi dialetti. In altri dialetti ci possono essere più di quattro toni: ad esempio, nel dialetto Pinghua di Nanning, dal punto di vista fonetico ce ne sono sei. Infine, nel dialetto di Yinchuan ce ne sono soltanto tre.
  • Anche il quarto tono attuale in parecchi casi resta perlopiù invariato dal tono decrescente del cinese medio, nato dalla caduta di -*S nei cluster a fine sillaba del cinese arcaico. Un simile fenomeno avviene anche in vietnamita, come dimostrò nuovamente Haudricourt. Comunque in cinese c'erano e ci sono anche sillabe col quarto tono che terminano con suoni nasali.
  • In tutte quante le regole dette finora, come più volte ribadito, valgono in parecchi casi ma si possono trovare delle eccezioni.
  • L'Old Chinese, nella ricostruzione Baxter-Sagart, aveva a fine sillaba la seguenti combinazioni: *-s, -t, -[t]s, -k, -ks, -p, -[p]s, -ʔ (stacco glottale), -ʔs (da questa combinazione, ovunque si trovi, derivano degli odierni quarti toni discendenti), -n, -ns, -nʔ, -[n]ʔs, -m, -mʔ, -mʔs, -ms, -ng, -ngʔ, -ngs, -ngʔs, -r (divenuta *-n nel primo cinese medio), -[r]ʔ, -rs.
  • Nel Middle Chinese, di contro si trovano soltanto *-n, *-m (converge in -n nel cinese moderno standard), *-ng *-p, *-t, *-k (i tre stop senza rilascio di suono sono tutti caduti in cinese mandarino).
  • Se si usa il cinese medio o arcaico per cercare le corrispondenze di suono nei sinogrammi usati in altre lingue, bisogna sempre tenere conto anche dell'evoluzione di queste lingue: la pronuncia odierna potrebbe essere diversa da quella di un periodo anteriore, oppure conoscere la pronuncia arcaica nella lingua di approdo aiuta nel fare analisi e collegamenti. Sotto la tabella, sono presenti delle introduzioni sommarie al giapponese, coreano e vietnamita antichi.

Cluster vocaliciModifica

Qui sono presentati i cluster vocalici (cluster fonetici, non ortografici) del primo cinese medio secondo la ricostruzione Baxter-Sagart, senza iniziali e finali di alcun tipo:

  • Oj, ow.
  • Aej /æi/, aew.
  • Aw, aj.
  • Ij.
  • Ja, je, jej, jew, jo, joj, jow, ju, juw, jae, j+ (sempre seguito da consonante) /jɨ/, j+j, jie, jiej, jij, jiw, jiew, jwe, jwej, jw+j, jwi, jwie, jwo, jwoj, jwa.
  • Wo, woj, wi, we, wi, wij, wa, waj, wae, wea /wɛ/, waej, weaj, wej.
  • Uw.
  • Ej, ew.

Conversione pinyin-primo cinese medio e tavole di mutazioni principali (Baxter, 2011)Modifica

La tabella indica a grandi linee la conversione delle consonanti dal pinyin a inizio sillaba al suono ricostruito, in trascrizione Baxter e basandosi sul Qieyun. Viene pure indicata l'origine del suono moderno Yu e suoi derivati e della -E senza code nasali, entrambi in isolamento. Infine, viene anche trattata la vocale alta centrale. Queste tre vocali sono assenti in italiano e le prime due non appartengono al cinese medio degli albori, quindi creano curiosità riguardo alla loro origine insieme anche alla sillaba "ER", pure presente. Molti altri suoni vocalici sono stati spiegati in precedenza. Nelle due colonne in mezzo viene fornita la trascrizione scientifica in alfabeto fonetico internazionale (IPA) e, nell'ultima, una spiegazione dei suoni prima in putonghua e poi in Early Middle Chinese.

Un lavoro estremamente più approfondito deve comunque procedere oltre la sintesi qui operata, che è soltanto un buon punto di partenza, e può fare uso delle tavole di sinogrammi con la pronuncia ricostruita per una consultazione più a fondo o per la ricerca della pronuncia di una singola sillaba. Si ricorda che la pronuncia è ricostruita, quindi accanto a ogni slash in IPA e a ogni suono trascritto andrebbe un asterisco per indicare questa caratteristica.

Pinyin

(Putonghua)

拼音

IPA

(Putonghua)

声音

IPA

(Early Middle Chinese)

中古汉语

Trascrizione Baxter e spiegazione

(Putonghua e Early Middle Chinese)

说明

B /b~p/ */b; p/ B di birra / P di palla. Può sentirsi sia sorda che sonora.

L'odierna B, stando alla ricostruzione di Baxter, in nel cinese medio degli albori era una *b o,

in altri casi, una *p.

P /pʰ/ */b; pʰ/;

raramente */p/;

*-/p̚/

P di palla, sorda e con aspirazione.

La P a volte era *b, altre volte era *ph, sporadicamente era *p.

In cinese medio, a fine sillaba, era uno stop bilabiale senza rilascio di suono.

D /d~t/ */d; t/D di dente / T di tavolo.

La D in cinese medio era una *d o, in altri casi, una *t.

T /tʰ/ */tʰ; d/

*-/t̚/

T di tavolo, sorda e con aspirazione sorda.

La T era una *th e una *d.

In cinese medio, a fine sillaba, era uno stop dentale senza rilascio di suono.

J /d͡ʑ~t͡ɕ/ */g; k; d͡z; t͡s/

seguita da vocale

anteriore

G di gelato / C di ciao, molto palatalizzata.

La J in cinese medio era, in parecchi casi, una *g/k/dz/ts seguita da una -*/i/ vocalica/semivocalica o

da una -*/e/.

Q /t͡ɕʰ/ */g; k; kʰ; d͡z; t͡sʰ/ C di ciao palatalizzata, sorda con aspirazione sorda.

La Q era *g/k/kh/dz/tsh seguita da una *-/i/ vocalica/semivocalica o da una *-/e/.

X /ɕ/ */s; ɦ; h; z/

seguita da vocale

anteriore

SC di scienza palatalizzata, sorda. Idem.

Nella pronuncia di molte donne, bambini e più in generale in quella meridionale,

si pronuncia /s/.

La X è una *s oppure in altri casi una *x/h/z, seguita spesso da *-/i/ vocalica/semivocalica

o dalla *-/e/.

G /g~k/ */k/ G di galera / C di cane / K di koala.

La G in cinese medio era una *k sorda.

K /kʰ/ */kʰ/

*-/k̚/

C di cane / K di koala, sorda e con aspirazione sorda.

La K era in quasi ogni caso una *kh, quindi non ha subito modifiche.

In cinese medio, a fine sillaba, era uno stop velare senza rilascio di suono.

H /h~x/

oppure /ʁ/

*/h; ɦ/ assimilabile H dell'inglese have, sorda. Si plasma poi in base alla vocale successiva.

In alcuni parlanti in tutti i casi la realizzano come /ʁ-/,

cioè una vibrazione sorda dell'ugola eseguita con la radice della lingua sollevata.

La H in cinese medio era una aspirazione a volte sorda *h- e a volte sonora *x-. Può inoltre plasmarsi

e rimodellarsi in base alla vocale successiva. Per esempio, con la /u/ chiusa può diventare la fricativa

velare /x/- e, se sonora, /ɣ/-, mentre prima del suono /i/ può palatalizzarsi in /ç/- e /ʝ/-.

Deriverebbe dal cinese arcaico *q, *G e *g, aventi sia faringalizzazione e cluster con -r-.

Z /d͡z~t͡s/ */d͡z; t͡s/ Z di zero, sorda o sonora.

La Z era ts e dz, quindi non è cambiata.

C /t͡sʰ/ */d͡z; t͡s/

"CE"= */ʈʂʰ/-

Z di zero, sorda e con aspirazione sorda.

La C in cinese medio era *ts o, in altri casi, *dz e, nella sillaba CE, era *tsrh retroflesso aspirato.

S /s/ */s; ʂ/;

raramente /z/

S di sera, sorda.

La S era una *s o talvolta una *sr retroflessa, sporadicamente *z fricativa.

M /m/ */m/;

-/m/

M di mano, sonora.

La M era già una */m/, quindi è rimasta invariata. In cinese medio poteva trovarsi a fine sillaba nelle

sillabe che oggi terminano (solo e unicamente) in -N.

In delle combinazioni inizianti in *mj-, in cui quindi era a inizio sillaba, è caduta insieme alla -/j/-.

(ex. 万 *mjon, oggi wan4)

N /n/ */n; ɳ/;

raramente /ŋ/;

-/n/ assimilabile

N di nave, sonora.

La N era quasi sempre */n/, invariata, in altri casi era *nr retroflessa e sporadicamente era *ng-.

In cinese si può trovare tuttora a fine sillaba e rappresenta un suono nasale, basilarmente -/n/, che

può assimilarsi alla consonante successiva.

L /l/ */l/ L di leva, sonora.

La L era già una */l/, invariata. A sua volta, nell'Old Chinese era solitamente *[r]ˤ o *[r].

F /f/ */b; p; pʰ/

seguite da -/j/...

F di ferro, sorda.

La F nel cinese medio era una *b o, in altri casi, una *p e una *ph, sempre seguite dalla

semivocale -*/j/. Il suono F non esisteva, come già detto.

ZH /ɖʐ~ʈʂ/ */ʈʂ; ɖʐ; t͡ɕ; ʈ; ɖ/ G di gelato / C di ciao cacuminale/retroflessa. Nella pronuncia meridionale,

manca la retroflessione a tutte le retroflesse.

La ZH e una *tsr e dzr e tsy, mentre in altri casi ancora è *tr e *dr.

CH /ʈʂʰ/ */t͡sʰ; ɖʐ; ʈʰ; ɖ;

d͡ʑ; t͡ɕʰ; ʈʂʰ/

C di ciao, sorda, retroflessa.

La CH in cinese medio era un suono estremamente variabile in base ai casi,

era infatti *tsh, dzr, trh, dr, dzy, tsyh, tsrh (ricorda che la h si scrive dopo la r, se presente).

SH /ʂ/ */ʂ; d͡ʑ; ɕ/;

raramente */ʑ/

SC di scienza, sorda e retroflessa.

La SH era sr, dzy, sy, sporadicamente zy.

R- /ʐ/ */ɲ/ SC di scienza, sonora e retroflessa. Si può immaginare come "SH" sonorizzato.

La R- era una *ny, cioè un suono nasale palatale, come GN di gnomo.

YU /y/ */ju; jo; ŋju; ŋjo/ I di infedele, chiusa e procheila (cioè le labbra si tengono arrotondate, tali che formano un cerchiolino).

YU in gran parte dei casi era *yu, *yo, *ngju, *ngjo.

YUE /ɥe/ */ŋjwot̚; jak̚/ IE di ieratico, con la "i-" arrotondata.

Yue era in gran parte dei casi *ngjwot e *yak.

YUAN /ɥæn/ */hjwon; ŋjwon/ IEN di iena, con la "i-" arrotondata e la "e" poco più aperta rispetto a /ɛ/.

Yuan in gran parte dei casi era *hjwon e *ngjwon.

YUN /yn/ */hjun/ In di indicare, con la "i-" arrotondata.

Yun era in svariati casi *hjun.

-E. /ɤ/ */ʔɛk̚; ŋak̚/;

*-/ap̚; at̚; ak̚; ok̚/;

RE era */ɲet̚/

in ZHE, anche *-/jep̚; jet̚ /

Il suono di questa vocale posteriore chiusa è una "o" con le labbra non arrotondate,

molto enfatica e con il dorso della lingua in posizione elevatissima, molto vicina al palato.

Dopo questa vocale, non sono presenti codine nasali.

In isolamento, nelle sillabe che oggi hanno il secondo tono era pressoché sempre *nga, in quelle

col quarto tono *'eak o *ngak.

Quando è nucleo di sillaba, è *-eak aperta, *-aek ancora più aperta oppure *-ik

(quest'ultimo soprattutto nella sillaba SE);

era quasi sempre *-ap, *-at, *-ak nelle sillabe GE, KE, HE.

in DE, TE, LE era quasi sempre *-ok;

NE era molto variabile e RE, presente nel Guangyun ricostruito nella sola sillaba 热, era *nyet.

in ZHE in svariati casi si trova anche come *-jep, *-jet.

ER /ʌɻ~aɻ~ɑɻ~əɻ/ */ɲi/ la vocale iniziale di questa particolare sillaba isolata è una "o" aperta, il dorso della lingua

distante dal palato e le labbra distese oppure una schwa oppure, in casi più rari, una /a/ centrale

o posteriore. La pronuncia varia moltissimo ma la sillaba resta inconfondibile.

Questo suono forma una sillaba a sé e unica nel suo genere. Il suono consonantico finale

è come la "r" inglese, che non vibra e non ha contatto tra organi. Inoltre è leggermente retroflessa.

In cinese medio era quasi sempre *nyi.

-I -/ɨ/ */ij/;

*/i; je; e/ e eventuale stop

Dopo i quattro suoni retroflessi ZH, CH, SH, R- e la loro versione non retroflessa "Z, C, S",

la "-i" è un falso amico che non esiste come sillaba a sé e ha una pronuncia pressoché

identica alla schwa. La pronuncia precisa si ricostruisce nel seguente modo:

si pronunci alla massima velocità "ke-ki-ke-ki-ke-ki".

Il dorso della lingua andrà a toccare il palato sporgendosi in avanti. In questa posizione,

si intoni la schwa tendendo le labbra non arrotondate.

Si può immaginare in modo semplificato come una schwa con la lingua più sollevata verso il palato.

In cinese medio era -*ij, -*i (specialmente nella sillaba SI), -*je. La sillaba RI era sempre *nyit

e nella sillaba SHI e ZHI poteva essere anche -*e oppure -*i con eventuale stop senza rilascio.

Un lavoro ancora più approfondito va anche a comprendere la resa delle vocali dei vari nuclei di sillaba, per esempio l'odierno -AI /ai/ in tutte le sue sillabe (ex. LAI, MAI, NAI, GAI, KAI, HAI, ZHAI, CHAI, SHAI, ZAI, CAI, SAI, BAI, PAI, DAI, TAI) e anche in isolamento, caso in cui, per esempio, si pronuncia spesso *'oj laddove c'è il primo tono odierno e *'ea col colpo di glottide oppure *ngoj.

Caratteri diffusi che possiedono *-m finale nel cinese medioModifica

Nella tavola sono inserite le sillabe più diffuse nel cinese moderno che oggi terminano in -n ma in cinese medio terminavano in *-m (il suono tende a essere ritenuto in coreano, vietnamita e cantonese; in giapponese non c'è distinzione tra /m/ e /n/, siccome di base esiste solo il secondo suono, a sua volta plasmabile in base alla consonante successiva). Sono inseriti il carattere semplificato, la romanizzazione pinyin con il sistema cifra-tono, la pronuncia in primo cinese medio (ricostruzione e sistema di trascrizione Baxter, 2011) e un esempio in cinese moderno di parola contenente quel carattere. Si ricorda che "H" indica il tono discendente in cinese medio e che X indica invece quello ascendente. Dopo la tabella, è presente un'ulteriore tabella di sintesi e riordino dei caratteri in base alla chiave di lettura. Non tutti i caratteri che hanno la stessa chiave di lettura presentano necessariamente la stessa identica pronuncia.

Hanzi

汉字

Pinyin

拼音

(cifra-tono)

Primo Cinese Medio

中古汉语

(Baxter)

Esempio

例子

Pinyin esempio

拼音

(cifra tono)

an4 'omH 暗暗 an4an4
bian3 pjaemX 贬义 bian3yi4
can1 tshom 参加 can1jia1
can2 dzom 家蚕 jia1can2
can3 tshomX 惨毒 can3du2
dan1 tom 耽误 dan1wu5
dan4 damH 冷淡 leng3dan4
dian3 temX 点菜 dian3 cai4
dian4 temH 茶店 cha2 dian4
fan1 bjom 帆船 fan1chuan2
fan2 bjom 非凡 fei1fan2
fan4 bjomX 犯人 fan4ren2
fan4 bjomX 范围 fan4wei2
fan4 phjomH 广泛 guang3fan4
gan1 kam 甘于 gan1yu2

(è anche uno dei 214 radicali Kangxi,

evidenziati solo in questa tavola)

gan3 kamX 勇敢 yong3gan3
gan3 komX 感觉 gan3jue2
Gan4 komH 赣语 Gan4yu3
han2 hom 来函 lai2han4
han2 hom 含义 han2yi4
han4 homH 遗憾 yi2han4
jian1 kaem 监狱 jian1yu4
jian1 kem 兼并 jian1bing1
jian3 heamX 减肥 jian3 fei2
jian3 kjemX 安检 an1jian3
jian4 dzjemX 逐渐 zhu2jian4
jian4 kjaemH 刀剑 dao1jian4
jin1 kim 当今 dang1jin1
jin1 kim 金色 jin1se4
jin4 kimH 禁止 jin4zhi3
jin3 kimX 锦标赛 jin3biao1sai4
kan1 khom 堪称 kan1cheng1
kan3 khomX 砍掉 kan3diao4
lan2 lam 蓝花 lan2hua1
lan2 lam 篮球赛 lan2qiu2sai4
lan3 lamX 展览 zhan3lan3
lan3 lamX 一揽子计划 yi4 lan3zi5 ji4hua4
lin2 lim 林区 lin2qu1
lin2 lim 淋巴 lin2ba1
nan2 nom 男子排球队 nan2zi3 pai2qiu2dui4
nan2 nom 越南 Yue4nan2 (Vietnam)
nian4 nemH 纪念 ji4nian4
pin3 phimX 品牌 pin3pai2
qian1 khem 谦虚 qian1xu1
qian4 kheamH 抱歉 bao4qian4
qian4 khjaemH 打哈欠 da3 ha1qian5
qin2 gim 大提琴 da4ti2qin2
ran3 nyemX 污染 wu1ran3
ren4 nyimH 责任 ze2ren4
san1 sam 张三 Zhang4 San1
sen1 srim 森林 sen1lin2
shen1 syim 深入 shen1ru4
shen3 syimX 沈阳 Shen3yang2
shen4 dzyimH 甚至 shen4zhi4
tan1 thom 贪污 tan1wu1
tan2 dam 谈话 tan2 hua4
tan2 dam 吐痰 tu4 tan2
tian2 dem 甘甜 gan1tian2
xian2 heam 咸味 xian2wei4
xian3 xjaemX 保险 bao1xian3
xian4 heamH 陷入矛盾 xian4ru2 mao2dun4
xin1 sim 点心 dian3xin1 (dim sum)
yan2 hjem 肠炎 chang2yan2
yan2 yem 盐场 yan2chang3
yan4 ngjemH 经验 jing1yan4
yin1 'im 发音 fa1yin1
yin1 'im 阴阳论 yin1yang2lun4
yin3 'imX 饮料 yin3liao4
zhan1 tsyem zhan1
Riassunto

总结

占、点、店

音、暗

贬、泛 (氾)

参、惨

耽、沈

凡、帆

览、揽

甘、甜

今、贪、念、含、琴

林、淋、森、禁

监、蓝、篮

险、检、剑、验

炎、谈、淡、痰

犯、氾 (泛)、范

咸、减、感、憾

欠、砍、饮

蚕、赣、金、南、男、染、三、心、函、锦、品、染、任、深、陷、盐、渐、阴、敢

Caratteri diffusi che possiedono *-k nel cinese medioModifica

Nella tavola sono inserite le sillabe più diffuse nel cinese moderno che in cinese medio terminavano con lo stop consonantico senza rilascio di suono *-k (il suono tende a essere ritenuto in coreano, giapponese, vietnamita e cantonese; siccome in giapponese non esistono gli stop consonantici senza rilascio di suono, dopo la consonante viene a priori inserita la vocale /i/ e */u/ > /ɯ/). Sono inseriti il carattere semplificato, la romanizzazione pinyin con il sistema cifra-tono, la pronuncia in primo cinese medio (ricostruzione e sistema di trascrizione Baxter) e un esempio in cinese moderno di parola contenente quel carattere. Dopo la tabella, è presente un'ulteriore tabella di sintesi e riordino dei caratteri in base alla chiave di lettura.

Hanzi

汉字

Pinyin

拼音

(cifra-tono)

Primo Cinese Medio

中古汉语

(Baxter, 2011)

Esempio

例子

Pinyin esempio

拼音

(cifra tono)

bai2 baek 白话 bai2hua4
bai3 paek 两百 liang3 bai3
bai3 paek 柏树 bai3shu4
bao2 baewk 雹子 bao2zi5
bi1 pik 逼迫 bi1po4
bi4 pjiek 墙壁 qiang2bi4
bo2 paek 伯伯 bo2bo5
bo2 pak 博士 bo2shi4
ce4 tsrheak 地图册 di4tu2ce4
ce4 tsrheak 政策 zheng4ce4
ce4 tsrhik 测试 ce4shi4
ce4 tsrik 侧面 ce4mian4
chi3 tsyhek 尺子 chi3zi5
chi4 tshjek 赤字 chi4zi4
chu4 trhjuwk 畜生 chu4sheng1
cu4 tshjowk 促进 cu4jin4
cuo4 tshak 错误 cuo4wu4
de2 tok 得意 de2yi4
de2 tok 道德经 Dao4de2jing1
diao4 nraewk 喝掉 chi1diao4
du2 dowk 毒品 du2pin3
du2 duwk 读中学 du2 zhong1xue2
e2 ngaek 额外 e4wai4
e4 'eak 厄运 e4yun4
e4 ngak 噩梦 e4meng4
fu2 bjuwk 服务员 fu2wu4yuan2
fu2 bjuwk 三伏天 san1fu4tian1
fu2 pjuwk 幸福 xing4fu2
fu4 phik 副总理 fu4zong3li3
fu4 bjuwk 复习 fu4xi2
ge1 kak 胳膊 ge1bo5
ge2 kaek 骨骼 gu3ge2
ge2 kaek 严格 yan2ge2
ge2 keak 革命 ge2ming2
ge4 kak 各国 ge4 guo2
gu3 kuwk 谷歌 Gu3ge1
guo1 kwak 老郭 lao3 Guo1
guo2 kwok 我国 wo3guo2
huo4 hwok 或者 huo4zhe3
ji1 tsjek 积极 ji1ji2
ji2 dzjek 国籍 guo2ji2
ji2 gik 极了 ji2 le5
ji2 tsik 即使 ji2shi3
ji3 dzjek 脊背 ji3bei4
ji4 tsjek 遗迹 yi2ji4
jiao3 kaewk 角度 jiao3du4
jiao3 kjak 赤脚 chi4jiao3
jian4 trjuwk 建筑家 jian4zhu4jia1
jie4 tsjek 借口 jie4kou3
ju2 gjowk 邮局 you2ju2
ju2 kjuwk 菊花茶 ju2hua1cha2
jue2 kaewk 感觉 gan3jue2
jue2 tsjak 爵士 jue2shi4
ke4 khaek 客人 ke4ren2
ke4 khok 公克 gong1ke4
ke4 khok 雕刻 diao1ke4
ku1 khuwk ku1
ku4 khowk 真酷 zhen1 ku4
kuo4 khwak 扩大 kuo4da4
le4 lak 娱乐 yu2le4
li4 lik 权力 quan2li4
lu4 luwk 录音机 lu4yin1ji1
鹿 lu4 luwk 鹿角 lu4jiao3
lüe4 ljak 策略 ce4lüe4
luo4 lak 洛江 Luo4 Jiang1
luo4 lak 网络 wang3luo4
luo4 lak 降落 jiang4luo4
luo4 lak 骆驼 luo4tuo5
mai4 meak 麦克风 mai4ke4feng1
mao4 mok 感冒 gan3mao4
mo4 maek 陌生 mo4sheng1
mo4 maek 莫非 mo4fei1
mo4 mak 沙漠 sha1mo4
mo4 mok 默片 mo4pian4
mu4 mak 闭幕式 bu4mu4shi4
mu4 mjuwk 目标 mo4biao1
mu4 mjuwk 放牧 fang4mu4
mu4 muwk 木材 mu4cai2
nuo4 nak 承诺 cheng2nuo4
pa4 phaek 恐怕 kong3pa4
pai1 phaek 拍马屁 pai1 ma3pi4
po4 paek 迫在眉睫 bo4zai4 mei2jie2
qu3 khjowk 乐曲 yue4qu3
que4 haewk 正确 zheng4que4
ru3 nyowk 耻辱 chi3ru3
ruo4 nyak 若是 ruo4shi4
ruo4 nyak 脆弱 cui4ruo4
se4 srik 色调 se4diao4
shao2 dzyak 后脑勺儿 hou4nao3shao4r
shi2 dzyek 石油 shi2you2
shi2 zyik 食品 shi2pin3
shi4 syek 解释 jie3shi4
shi4 syik 正式 zheng4shi4
shi4 syik 饰品 shi4pin3
shu1 syuwk 叔叔 shu1shu5
shu2 dzyuwk 熟悉 shu2xi1
shu3 dzyowk 属于 shu3yu2
shu4 syowk 一束玫瑰花 yi2 shu4 mei2gui1hua1
shuo4 dzyek 硕果 shuo4guo3
su2 zjowk 民俗 min2su2
宿 su4 sjuwk 宿舍 su4she4
su4 suwk 飞速 fei1su4
suo1 srjuwk 缩编 suo1bian4
suo3 sraek 搜索 sou1suo3
te4 dok 模特 mo2te4
tu1 thuwk 秃子 tu1zi5
wo4 'aewk 掌握 zhang1wo4
wo4 'owk 肥沃 fei2wo4
wu1 'uwk 房屋 fang2wu1
xi1 sek 分析 fen1xi1
xi1, xi5 sik 信息学 xin4xi1xue2
xi1 zjek 夕阳 xi1yang2
xi2 zjek 缺席 que1xi2
xiao1 sjak 削铅笔 xiao1 qian1bi3
xue2 haewk 自学 zi4xue2
yao4 'aewk 中药 Zhong1yao1
ye4 yek 液化 ye4hua4
亿 yi4 'ik 两亿 liang3 yi4
yi4 'ik 记忆 ji4yi4
yi4 yek 翻译 fan1yi4
yi4 yek 亦步亦趋 yi4bu4yi4qu1
yi4 yik - -
yi4 yek 易经 Yi4jing1
yu4 hwik 领域 ling3yu4
yu4 ngjowk 监狱 jian1yu4
yu4 ngjowk 玉米 yu4mi3
yu4 yowk 色欲 se4yu4
yu4 yuwk 体育场 ti3yu4chang3
yue1 'jak 条约 tiao2yue1
yue4 ngaewk 音乐 yin1yue4
yue4 yak yue4
ze2 tsok 否则 fou3ze2
ze2 tsreak 责任 ze2ren4
zhai1 thek 摘苹果 zhai1 ping2guo3
zhi1 tsyek 一只狗 yi4 zhi1 gou3
zhi2 drik 直辖市 zhi2xia2shi4
zhu2 drjuwk 逐步 zhu2bu4
zhu2 trjuwk 竹林 zhu2lin2
zhu2 tsyowk 蜡烛 la4zhu2
zhu4 tsyuwk 祝贺 zhu4he4
zhuo1 traewk 餐桌 can1zhuo1
zhuo1 tsraewk 捉弄 zhuo1nong4
zu2 tsjowk 满足 man3zu2
zuo2 dzak 昨早 zuo2zao3
zuo4 tsak 作家 zuo4jia1
Riassunto

总结

甚、堪

白、柏、伯、怕、拍、迫

则、侧、测

及(gip, kik)

足、促、捉

逼、福、副

各、骼、胳、格、客、骆、洛、落、略、络

错、借

莫、漠、幕

却、脚

若、诺

谷、俗、欲

角、确

束、速

宿、缩

屋、握

忆、亿

亦、迹

或、域

约、药

只、积

作、昨

百、国、赤、尺、服、策、厄、噩、额、博、读、得、德、学、籥、夕、竹、雹、壁、册、畜、

掉、毒、伏、革、复、郭、籍、即、局、菊、觉 jue2、爵、克、刻、哭、扩、乐 (yue4, le4)、录、

鹿、麦、冒、陌、默、目、牧、木、曲、辱、弱、勺、食、释、石、饰、叔、熟、属、硕、索、特、

秃、沃、析、息、席、削、液、译、易、狱、玉、育、责、摘、逐、祝、桌、直、酷、式、色、弋


Caratteri diffusi che possiedono *-t nel cinese medioModifica

Nella tavola sono inserite le sillabe più diffuse nel cinese moderno che in cinese medio terminavano in *-t (il suono tende a essere ritenuto in coreano, vietnamita e cantonese; in coreano tuttavia muta in una "L" /l/, che diventa /ɾ/ sonora monovibrante se intervocalica, mentre nel giapponese moderno la /t/ muta nelle sillabe *tu > tsu e *ti > chi). Sono inseriti il carattere semplificato, la romanizzazione pinyin con il sistema cifra-tono, la pronuncia in primo cinese medio (ricostruzione e sistema di trascrizione Baxter) e un esempio in cinese moderno di parola contenente quel carattere. Dopo la tabella, è presente un'ulteriore tabella di sintesi e riordino dei caratteri in base alla chiave di lettura.

Hanzi

汉字

Pinyin

拼音

(cifra-tono)

Primo Cinese Medio

中古汉语

(Baxter, 2011)

Esempio

例子

Pinyin esempio

拼音

ba1 peat 四面八方 si4mian4ba1fang1
ba2 bat 拔毛 ba2 mao2
bie2 bjet 别墅 bie2shu4
chi1 kj+t 吃醋 chi1 cu4
chuo4 trjwet 辍学 chuo4xue2
fa1 pjot 发表 fa1biao3
fa4 pjot 理发店 li3fa4dian4
fei4 pjot 废话 fei4hua4
fu2 bjut 弗拉基米尔 Fu2la1ji1mi3er3
ge1 kat 割草 ge1 cao3
gu3 kwot 骨骼 gu3ge2
gua1 kwaet 刮胡子 gua1 hu2zi5
hu1 xwot 忽视 hu1shi4
hua2 hweat 滑手机 hua2 shou3ji1
hua2 hweat 狡猾 jiao3hua2
lin2 kjit 吉林 Ji2lin2
jie2 ket 结合 jie2he2
ju2 kjwit 桔子 ju2zi5
jue2 dzjwet 绝色 jue2se4
jue2 gjut 挖掘 wa1jue2
jue2 kwet 解决 jie3jue2
kuo kwat 概括 gai4kuo4
li4 lit 栗色 li4se4
lie4 ljet 海上列传 Hai3shang4 lie4zhuan4
lie4 ljet 热烈 re4lie4
lü4 lwit 利率 li4lü4
lü4 lwit 法律 fa3lü4
mi4 mit 秘密 mi4mi5
mie4 mjiet 灭亡 mie4wang2
mo4 mat 期末 qi1mo4
mo4 mat 泡沫 pao4mo4
pi1 phej 批准 pi1zhun3
qi1 tshit 七岁 qi1 sui4
qi3 khj+t 乞丐 qi3gai4
qie4 tshet 切实 qie4shi2
ri4 nyit 日历 ri4li4
sha1 sreat 杀死 sha1si3
shi4 syit 教室 jiao4shi4
shu4 zywit 术语 shu4yu3
shu4 zywit 描述 miao2shu4
shua1 srjwet 刷牙 shua1ya4
tu1 thwot 突出 tu1chu1
xie4 sjet 泄密 xie4mi4
xue2 hwet 穴居人 xue2ju1ren2
yi3 'it 乙型肝炎 yi3xing2 gan1yan2
yue4 hjwot 超越 chao1yue4
Yue4 hjwot 粤语 Yue4yu3
yue4 ngjwot 月卡 yue4ka3
zhe2 trjet 哲学 zhe2xue2
zhe2 tsyet 打折 da3zhe2
Riassunto

总结

发、发、拔、废

骨、滑、猾

吉、结、桔

末、沫

七、切

术、述

折、哲

列、烈

乞、吃

日、月、刷、绝、粤、九、室、掘、杀、割、八、别、辍、弗、刮、忽、

决、括、栗、率、律、密、批、帅、突、泄、穴、乙、越、力、绝、灭

Caratteri diffusi che possiedono *-p nel cinese medioModifica

Nella tavola sono inserite le sillabe più diffuse nel cinese moderno che in cinese medio terminavano in *-p (il suono tende a essere ritenuto in coreano, vietnamita e cantonese; in giapponese cade e culmina invece in un allungamento vocalico). Sono inseriti il carattere semplificato, la romanizzazione pinyin con il sistema cifra-tono, la pronuncia in primo cinese medio (ricostruzione e sistema di trascrizione Baxter) e un esempio in cinese moderno di parola contenente quel carattere. Dopo la tabella, è presente un'ulteriore tabella di sintesi e riordino dei caratteri in base alla chiave di lettura.

Hanzi

汉字

Pinyin

拼音

(cifra-tono)

Primo Cinese Medio

中古汉语

(Baxter, 2011)

Esempio

例子

Pinyin esempio

拼音

cha1 tsrheap 插口 cha1kou3
da2 top 答卷 da2juan4
die2 dep 蝴蝶 hu2die2
fa2 bjop 缺乏 que1fa2
fa3 pjop 法院 fa3yuan4
ge1 kop 鸽子 ge1zi5
he2 hop 合理 he2li3
ji2 dzip 编辑 bian1ji2
ji2 dzip 团集 ji2tuan2
ji2 gip 及时 ji2shi2
ji2 kip 着急 zhao2ji2
ji2 kip 年级 nian2ji2
ji3 kip 给予 ji3yu3
jia1 keap 夹子 jia1zi5
jia3 kaep 龟甲 gui1jia3
jie1 tsjep 接受 jie1shou4
jie2 tsjep 迫在眉睫 po4zai4 mei2jie2
la1 lop 拉门 la1men2
li4 lip 立场 li4chang3
li4 lip 戴笠 dai4 li4
li4 lip 粒米 li4mi3
qi4 khip 哭泣 ku1qi4
qie4 tshjep 妾侍 qie4shi4
ru4 nyip 入口 ru4kou3
she4 dzyep 涉及 she4ji2
shi2 dzyip 十分 shi2fen1
xi1 xip 吸取 xi1qu3
xi2 zip 习惯 xi2guan4
xia2 hep 大侠 da4xia2
yi4 'ip - -
zhi1 tsyip 果汁 guo3zhi1
Riassunto

总结

合、答、给、鸽

立、笠、粒、拉、泣

妾、接

十、汁

及、级、吸

插、蝶、乏、法、辑、集、急、睫、入、涉、习、侠、邑、夹

Caratteri diffusi che iniziano con *mj- nel cinese medio, oggi cadutoModifica

Nella tavola sono inserite le sillabe più diffuse nel cinese moderno che in cinese medio iniziavano in *mj-, oggi perduto (il suono /m/ tende a essere ritenuto in coreano, giapponese, vietnamita e cantonese). Oggi le sillabe colpite da questa caduta di foni iniziano con la semivocale /w/-. Sono inseriti il carattere semplificato, la romanizzazione pinyin con il sistema cifra-tono, la pronuncia in primo cinese medio (ricostruzione e sistema di trascrizione Baxter) e un esempio in cinese moderno di parola contenente quel carattere. Dopo la tabella, è presente un'ulteriore tabella di sintesi e riordino dei caratteri in base alla chiave di lettura.

Hanzi

汉字

Pinyin

拼音

(cifra-tono)

Primo Cinese Medio

中古汉语

(Baxter, 2011)

Esempio

例子

Pinyin esempio

拼音

wan3 mjonX 早晚 zao3wan3
wan4 mjonH 千万 qian1wan4
wang2 mjang 灭亡 mie4wang2
wang3 mjangX 网络 wang3luo4
wang4 mjangH 忘记 wang4ji4
wang4 mjangH 希望 xi1wang4
wei1 mj+j 稍微 shao1wei1
wei3 mj+jX 尾部 wei3bu4
wei4 mj+jH 未来 wei4lai2
wei4 mj+jH 酸味 suan1wei4
wen2 mjun 文化 wen2hua4
wen2 mjun 新闻 xin1wen2
wen2 mjun 蚊子 wen2zi5
wen3 mjunX 吻别 wen3bie2
wen4 mjunH 问卷 wen4juan4
wu1 mju 巫婆 wu1po2
wu2 mju 无为 wu2wei2
wu2 mju 毋宁 wu2ning4
wu3 mjuX 舞蹈 wu3dao3
wu3 mjuX 武汉 Wu3han4
wu4 mjuH 任务 ren2wu4
wu4 mjut 勿忘国耻 wu2 wang4 guo2chi3
wu4 mjut 生物 sheng1wu4
Riassunto

总结

免 mian3 >

门 men2 > 问、闻

忙 mang2 > 亡、忘、望

迈 mai4 >

妹 mei4 > 未、味

毛 mao2 >

母 mu3 > 毋 (a volte sono intercambiati)

文、蚊

无、舞

勿、吻、物

网、微、巫、务、武

Caratteri diffusi che oggi possiedono j- e q- a seguito di una palatalizzazione dal cinese medioModifica

Nella tavola sono inserite le sillabe più diffuse nel cinese moderno che in cinese medio iniziavano con *g/k/kh- seguite da una vocale anteriore /e/, /i/ o dalla semivocale /j/ e che poi sono state colpite dalla palatalizzazione, tale per cui si ottiengono svariati degli odierni J- e Q- (il suono velare, senza palatalizzazione e originale, tende a essere ritenuto in coreano, giapponese, vietnamita e cantonese). Sono inseriti il carattere semplificato, la romanizzazione pinyin con il sistema cifra-tono, la pronuncia in primo cinese medio (ricostruzione e sistema di trascrizione Baxter) e un esempio in cinese moderno di parola contenente quel carattere. Dopo la tabella, è presente un'ulteriore tabella di sintesi e riordino dei caratteri in base alla chiave di lettura.

Hanzi

汉字

Pinyin

拼音

(cifra-tono)

Primo Cinese Medio

中古汉语

(Baxter, 2011)

Esempio

例子

Pinyin esempio

拼音

ji1 kej 雌鸡 ci3ji1
ji1 kek 刺激 ci4ji1
ji1 ki 基础 ji1chu3
ji1 kij 肌肉 ji1rou4
ji1 kij 饥饿 ji1e4
ji1 kijX 机器 ji1qi4
ji2 gik 极了 ji2 le5
ji2 gip 普及 pu3ji2
ji2 kip 着急 zhao2ji2
ji2 kip 世纪 shi4ji4
ji2 kjit 吉祥 ji2xiang2
ji3 kijX 好几 hao3ji3
ji3 kip 给予 ji3yu3
ji3 kiX 自己 zi4ji3
ji4 giH 忌妒 ji4du4
ji4 gijH 既视感 ji4shi4gan3
ji4 gjeX 科技 ke1ji4
ji4 kejH 设计 she4ji4
ji4 kiH 记者 ji4zhe3
jia1 kae 增加 zeng1jia1
jia1 kae 嘉宾 jia1bin1
jia1 kae 家庭 jia1ting3
jia3 kaep 指甲 zhi3jia3
jia3 kaeX 假名 jia3ming2
jia4 kaeH 嫁鸡随鸡 jia4ji1sui2ji1
jia4 kaeH 油价 you2jia4
jia1 kea 佳人 jia1ren2
jia5 kaeH 庄稼 zhuang1jia5
jian1 kean 期间 shi2jian1
jian1 kaem 监狱 jian1yu4
jian1 kean 艰难 jian1nan2
jian1 kem 兼并 jian1bing1
jian1 ken 肩膀 jian1bang3
jian3 keamX 减少 jian3shao3
jian3 keanX 简体字 jian3ti3zi4
jian3 kjemX 安检 an1jian3
jian4 kjon 肌腱 ji1jian4
jian4 gjonH 健康 jian4kang1
jian4 keanH 待会儿见 dai1 hui4r jian4
jian4 kjaemH 刀剑 dao1jian4
jian4 kjonH 建筑家 jian4zhu3jia1
jiang1 kaewng 江河 Jiang1 he2
jiang1 kjang 新疆自治区 Xin1jiang1 zi4zhi4qu1
jiang1 kjang 姜汤 jiang1tang1
jiang3 kaewngX 讲话 jiang3 hua4
jiang4 kaewngH 降低 jiang4di1
jiao1 kaew 交朋友 jiao1 peng2you5
jiao1 kaew 郊区 jiao1qu1
jiao3 kaewX 狡猾 jiao3hua2
jiao3 kaewk 角度 jiao3du4
jiao3 kjak 山脚 shan1jiao3
jiao3 kaewX 绞死 jiao3si3
jiao4 kaewk 比较 bi3jiao4
jiao4 kaewH 睡觉 shui4 jiao4
jiao4 kewH 喊叫 han3jiao4
jie1 kea 街女 jie1nü3
jie2 ket 结构 jie2gou4
jie3 keaX 理解 li3jie3
jie4 keajH 中介 zhong1jie4
jie4 keajH 世界 shi4jie4
jie4 keajH 届时 jie4shi2
jin1 kim 至今为止 zhi4 in1wei2zhi3
jin1 kim 金色 jin1se4
jin1 kin 围巾 wei2jin1
jin1 kj+n 公斤 gong1jin1
jin3 kimX 锦标赛 jin3biao1sai4
jin3 kj+nX 紧急 jin3ji2
jin4 gj+nH 最近 zui4jin4
jin4 kimH 严禁 yan2jing4
jing1 gjaeng 鲸鱼 jing1yu2
jing1 keng 经验 jing1yan4
jing1 kjaeng 西京 Xi1jing1 (nome alternativo di Xi1an1 西安)
jing3 kjaengX 环境 huan2jing4
jing3 kjaengX 夜景 ye4jing3
jing3 kjaengX 警员 jing3yuan2
jing4 kjaengH 竟然 jing4ran2
jing4 kjaengH 眼镜 yan3jing4
jing4 kjaengH 尊敬 zun1jing4
jiu1 kjuwH 究竟 jiu1jing4
jiu3 kjuwH 灸法 jiu3fa3
jiu3 kjuwX 九本书 jiu3 ben3 shu1
jiu3 kjuwX 悠久 you1jiu3
jiu4 gjuwX 臼齿 jiu4chi3
jiu4 kjuwH 救护车 jiu4hu4che1
ju1 kjo 邻居 lin2ju1
ju1 kjo 据说 ju4 shuo1
ju2 gjowk 警察局 jiang3cha2ju2
ju2 kjuwk 菊花 ju2hua1
ju2 kjwit 桔子 ju2zi5
ju3 kjoX 举办 ju3ban4
ju3, ju5 kjuX 规矩 gui1ju5
ju4 gjoX 巨人 ju4ren2
ju4 gjoX 拒绝 ju4jue2
ju4 gjuH 玩具 wan2ju4
ju4 kju 俱乐部 ju4le4bu4
ju4 kjoH 锯子 ju4zi5
ju4 kjuH 句子 ju4zi5
juan3 kjwenX 考卷 kao3juan4
疲倦 gjwenH 疲倦 pi2juan4
jue2 gjut 挖掘 wa1jue2
jue2 kaewk 感觉 gan3jue2
jue2 kwet 决心 jue2xin1
jun1 kjun 君子 jun1zi3
jun1 kjwin 平均 ping2jun1
qi1 gi 期间 qi1jian1
qi2 gi 其他 qi2ta1
qi2 gi 下象棋 xia4 xiang4qi2
qi2 gi 国旗 guo2qi2
qi2 gje 奇怪 qi2guai4
qi2 gje 骑摩托车 qi2 mo2tuo1che1
qi2 gjie 歧视 qi2shi4
qi3 khiX 起飞 qi3fei1
qi3 khjieH 企业 qi3ye4
qi4 khijH 显示器 xian3shi4qi4
qi4 khj+jH 发脾气 fa1 pi2qi5
qian1 khem 谦虚 qian1xu1
qian4 kheamX 道歉 dao4qian4
qiang2 gjang 强力 qiang2li4
qiao2 gjew 华侨 hua2qiao2
qiao2 gjew 桥梁 qiao2liang5
qiao3 khaewH 巧妙 qiao3miao4
qin2 gim 钢琴家 gang2qin1jia1
qin2 gj+n 曹雪芹 Cao4 Xue2qin1
qin2 gj+n 勤劳 qin2lao2
qing1 khjieng 轻松 qing1song5
qiu1 khjuw 孔丘 Kong3qiu1
qiu2 gjuw 追求 zhui1qiu2
qiu2 gjuw 羽毛球 yu3mao2qiu2
qu1 khju 山区 shan1qu1
qu2 gjo 渠道 qu2dao4
qu3 khjowk 元曲 Yuan2qu3
qu4 khjoH 去看马克思 qu4 kan4 Ma3ke4si1
quan3 khwenX 警犬 jing34quan2
que1 khwet 缺点 que1dian3
que4 khjak 却是 que4shi4


Riassunto

总结

几、肌、机、饥

基、期、其、棋、旗

极、及、级

吉、结、桔

九、究

求、球、救

己、记、纪、忌、起

加、嘉

家、嫁、稼

工 gong1 >

交、郊、狡、较、绞

京、鲸、景

健、建

侨、桥

今、琴

介、价、界

佳、街

间、简

竟、境、镜

检、剑

久、灸

居、据、锯

巨、矩、拒

决、缺

奇、骑

角、解

斤、近、芹

具、俱

卷、倦

经、轻

丂 kao3 > 亏 巧

去、却、脚

兼、谦、歉

鸡、急、金、给、既、技、计、甲、假、监、兼、艰、肩、减、腱、见、疆、姜、降、觉 jiao4 e jue2、

叫、届、巾、锦、禁、警、敬、臼、局、菊、举、句、掘、君、均、歧、企、器、强、勤、丘、区、

渠、曲、犬、讲、气

Caratteri diffusi che possiedono *ny- nel primo cinese medio e filologia della sillaba "ER"Modifica

Nella tavola sono inserite le sillabe più diffuse nel cinese moderno che in cinese medio iniziavano in *ny-, da cui deriva l'attuale R- a inizio sillaba (il suono nasale tende a essere ritenuto in coreano, giapponese, vietnamita e cantonese). Si aggiunge in fondo anche la sillaba ER, che in passato iniziava con questo suono nasale palatale, che tende a essere conservato nelle altre lingue. Sono inseriti il carattere semplificato, la romanizzazione pinyin con il sistema cifra-tono, la pronuncia in primo cinese medio (ricostruzione e sistema di trascrizione Baxter) e un esempio in cinese moderno di parola contenente quel carattere.

Hanzi

汉字

Pinyin

拼音

(cifra-tono)

Primo Cinese Medio

中古汉语

(Baxter, 2011)

Esempio

例子

Pinyin esempio

拼音

ran2 nyen 虽然 sui1ran2
ran2 nyen 燃料 ran2liao4
ran3 nyemH 污染 wu1ran3
rang3 nyang 平壤 Ping2rang3 (Pyeongyang, 평양)
rao3 nyewX 打扰 da3rao3
rao2 nyew 饶舌音乐 rao2she2 yin1yue4
rao3 nyewX 绕口令 rao3kou3ling4
re4 nyet 热闹 re4nao5
ren2 nyin 人类 ren2lei4
ren2 nyin 仁民爱物 ren2min2ai4wu4
ren3 nyinX 忍不住 ren3 bu5zhu4
ren4 nyimH 卸任 xie4 ren4
reng1 nying 扔掉 reng1diao4
reng2 nying 仍然 reng2ran2
ri4 nyit 日期 ri4qi1
rou4 nyuwH 羊肉 yang2rou4
ru2 nyo 不如 bu4ru2
ru4 nyip 入门 ru4men2
ru2 nyu 儒家 ru2jia1
ru3 nyowk 耻辱 chi3ru3
ru3 nyuX 乳液 ru3ye4
ruan3 nywenX 微软办公 Wei1ruan3 Bang4gong1
run4 nywinH 利润 li4run4
ruo4 nyak 倘若 tang3ruo4
er2 nye 女儿 nü3er2
er2 nyi 而已 er3yi3
er3 nyeX 偶尔 ou3er3
er3 nyiX 耳朵 er3duo1
er4 nyijH 二手 er4shou3

Caratteri diffusi che possiedono *ng- nel cinese medioModifica

Nella tavola sono inserite le sillabe più diffuse nel cinese moderno che in cinese medio iniziavano in *ng- (il suono tende a essere ritenuto in giappponese, vietnamita e cantonese; in giapponese, viene adattato usando la consonante /g/-, mentre in coreano il suono "ng" a inizio sillaba non esiste). Sono inseriti il carattere semplificato, la romanizzazione pinyin con il sistema cifra-tono, la pronuncia in primo cinese medio (ricostruzione e sistema di trascrizione Baxter) e un esempio in cinese moderno di parola contenente quel carattere.

Hanzi

汉字

Pinyin

拼音

(cifra-tono)

Primo Cinese Medio

中古汉语

(Baxter, 2011)

Esempio

例子

Pinyin esempio

拼音

ai4 ngajH 艾滋病 ai4zi1bing4
an4 nganH 河岸 he2an1
ao2 ngaw 熬夜 ao2 ye4
e2 nga 俄罗斯 E4luo2si1
e2 nga 鹅毛 e2mao2
e2 ngaek 额外 e4wai4
饿 e4 ngaH 饥饿 ji1e4
e4 ngak 噩梦 e4meng4
ou3 nguwH 偶尔 ou3er3
wa3 ngwaeX 瓦特 wa3te4
wai4 ngwajH 例外 li4wai4
wan4 ngwanH 玩具 wan2ju4
wo3 ngaX 我方 wo3fang1
wo4 ngwaH 卧室 wo4shi4
wu2 ngu 吾等 wu2deng3
wu2 ngu 吴语 Wu2yu3
wu3 nguX 五分钟 wu3 fen1zhong1
wu3, wu5 nguX 队伍 dui4wu5
wu3 nguX 下午 xia4wu3
ya2 ngae 牙齿 ya2chi3
ya2 ngae 萌芽 meng2ya2
ya3 ngaeX 高雅 gao1ya3
yan ngaeH 惊讶 jing1ya4
yan2 ngaen 颜色 yan2se4
yan2 ngen 研发 yan2fa1
yan2 ngjon 诺言 nuo4yan2
yan3 ngeanX 眼睛 yan3jing5
yi2 ngi 怀疑 huai2yi2
yi2 ngje 便宜 pian2yi5
yi3 ngjeX 蚂蚁 ma3yi3
yi4 ngjeH 正义 zheng4yi4
yi4 ngjeH 会议 hui4yi4
yi4 ngjeH 友谊 you3yi4
yi4 ngjejH 艺术 yi4shu4
yin2 ngin 银色 yan2se4
ying2 ngjaeng 欢迎 huan1ying2
yu2 ngjo 鲨鱼 sha1yu2
yu3 ngjoX 俗语 su2yu3
yu4 ngjowk 玉米 yu4mi3
yu4 ngjuH 待遇 dai4yu4
yuan2 ngjwon 元朝 Yuan2chao2
yuan2 ngjwon 原谅 yuan2liang5
yuan2 ngjwon 河源 he2yuan2
yuan4 ngjwonH 愿意 yuan4yi4
yue4 ngaewk 快乐 kuai4le4
yue4 ngjwot 月票 yue4piao4

Caratteri diffusi che oggi iniziano in f-, derivata da *-b/p/ph nel primo cinese medioModifica

Nella tavola sono inserite tutte le sillabe più diffuse nel cinese moderno che iniziano con la consonante fricativa labiodentale sorda /f/- ma che in cinese medio iniziavano in *b/p/ph- (il suono tende a essere ritenuto in coreano, vietnamita e cantonese; in giapponese, la consonante bilabiale si è poi mutata in un'aspirazione /h/). Sono inseriti il carattere semplificato, la romanizzazione pinyin con il sistema cifra-tono, la pronuncia in primo cinese medio (ricostruzione e sistema di trascrizione Baxter) e un esempio in cinese moderno di parola contenente quel carattere.

Hanzi

汉字

Pinyin

拼音

(cifra-tono)

Primo Cinese Medio

中古汉语

(Baxter, 2011)

Esempio

例子

Pinyin esempio

拼音

fa1 pjot 发言 fa1yan2
fa2 bjop 缺乏 que1fa2
fa3 pjop 宪法 xian3fa3
fa4 pjot 理发员 li3fa4yuan2
fan1 bjom 船帆 chuan2fan1
fan1 phjon 增加一番 zeng1jia1 yi4 fan1
fan2 bjom 非凡 fei1fan2
fan2 bjon 添麻烦 tian1 ma2fan5
fan2 bjon 繁体字 fan3ti3zi4
fan3 pjonX 反映 fan3ying1
fan3 pjonX 回返 hui2fan3
fan4 bjomX 逃犯 tao2fan4
fan4 bjomX 范围 fan4wei2
fan4 bjonH 吃午饭 chi1 wu3fan4
fan4 phjomH 广泛 guang3fan4
fang1 pjang 比方 bi3fang1
fang2 bjang 套房 tao4fang2
fang2 bjang 防止 fang3zhi3
fang2 phjang 妨碍 fang2ai4
访 fang3 phjangH 访华 fang3Hua2
仿 fang3 phjangX 仿佛 fang3fu2
fang4 pjangH 放心 fang4xin1
fei1 pj+j 飞速 fei1su4
fei1 phj+j 菲律宾群岛 Fei1lü3bin1 qun2dao3
fei1 pj+j 非法 fei1fa3
fei2 bj+j 肥沃 fei2wo4
fei3 pj+j 诽谤 fei3bang4
fei4 bjojH 吠声 fei4sheng1
fei4 pj+jH 沸水 fei4shui3
fen1 pjun 分公司 fen1gong1si1
fen3 pjunX 粉色 fen3se4
feng1 phjowng 丰富 feng1fu4
feng1 pjowng 封建制度 feng1jian4 zhi4du4
feng1 pjuwng 飘风 piao1feng1
feng4 pjuwngH 讽刺 feng4ci4
feng4, feng5 bjowngH 裁缝 cai2feng5
feng4 bjuwngH 凤凰 feng4huang2
fou3 pjuwX 否定 fou3ding4
fu1 pju 丈夫 zhang4fu5
fu2 bju 搀扶 chan3fu2
fu2 bju 符合 fu2he2
fu2 bjut 弗吉尼亚州 Fu2ji2ni2ya1 zhou1
fu2 bjuwH 三伏天 san1fu2tian1
fu2 bjuwk 服药 fu2 yao1
fu2 pjuwk 复活节 Fu2huo2jie2
fu3 bjuX 腐败 fu3bai4
fu3 bjuX 釜山 Fu3shan1 (Pusan, 부산)
fu3 pjuX 斧头 fu3tou2
fu3 pjuX 政府 zheng4fu3
fu4 bjuH 附近 fu4jin4
fu4 bjuwk 反复 fan3fu4
fu4 bjuwX 负担 fu4dan1
fu4 bjuX 父亲 fu4qin1
fu4 phik 副词 fu4ci2
fu4 phjuH 赴京 fu4jing1
fu4 pjuH 赋格曲 fu4ge2qu3 (fuga)
fu4 pjuH 付钱 fu4 qian2

Introduzione alle varietà passate di giapponese, coreano e vietnamita; introduzione al cantoneseModifica

PreamboloModifica

È importante capire quali sono i prestiti cinesi nelle altre lingue e come si pronunciano, partendo proprio dai sinogrammi, perché raccogliendo insieme le pronunce si possono notare affinità e differenze che permettono di fare ipotesi per ricostruire il cinese medio. Nel lavorare in questo modo, si usa il metodo comparativo. Una volta che il nucleo della sillaba viene ricostruito, si estende a tutti sinogrammi che vi fanno rima e contenuti nei rimari, come ad esempio il Guangyun, per poi fare altre comparazioni. Senza questi prestiti, a cui si affiancano i rimari, sarebbe impossibile ricostruire le varietà antiche del cinese letterario.

Contemporaneamente, chi studia i sinogrammi prestati nelle altre lingue, in svariati casi può rimanere perplesso nel vedere come ci siano delle vistose differenze con la pronuncia cinese attuale (putonghua), affiancate a delle sporadiche somiglianze forti. Questo sentimento deriva sia dalla non conoscenza del cinese medio e del modo attraverso il quale i prestiti sono stati adattati, una volta che il cinese medio è stato ricostruito. Facendo quindi un percorso inverso, dal punto di partenza del cinese medio si arriva a capire come mai un kanji o un hanja o un chu nom si pronuncia in un certo modo.

Per avere a disposizione degli strumenti usati per ricostruire il cinese medio e/o capire come la pronuncia varia rispetto ad esso, si offre quindi una spiegazione che illustra come i prestiti cinesi sono stati adattati. Viene anche inclusa qualche generalità sulle varietà arcaiche delle lingue, siccome i prestiti sono stati adattati in un periodo in cui non esisteva la varietà moderna. Siccome ogni lingua evolve seguendo il suo percorso, anche i prestiti evolvono parallelamente per l'influsso di trasformazioni o dialetti. Bisogna anche segnalare quali suoni mancavano in queste varietà antiche rispetto al cinese medio: spesso sono proprio i suoni assenti che hanno bisogno di essere adattati o epurati.

Capire come varia la pronuncia o come funzionavano le varietà antiche permette anche una migliore comprensione e memorizzazione della pronuncia, se viene affiancata a quella ricostruita in cinese medio e si osserva lungo la sua evoluzione. Nel caso del giapponese, parlare dell'adozione dei prestiti permette di capire anche come la suddetta lingua è stata arricchita di suoni, come ad esempio la coda nasale -/n/ assimilabile.

Le lingue selezionate (e talvolta affiancate per fare comparazioni) sono il primo cinese medio in ricostruzione Baxter presa dal Guangyun e notazione Baxter (sul cinese medio c'è molto consenso tra gli studiosi, in particolare sul sistema consonantico), il putonghua standard, il giapponese, il coreano e il vietnamita. Nelle ultime tre lingue, larghe fette di vocabolario derivano dal cinese, che ha avuto una grande influenza su queste lingue. In vietnamita, viene offerta la pronuncia antica dell'alfabeto importato dai missionari francesi, siccome la pronuncia aveva delle differenze. In fondo a ogni trattazione, c'è una tabellina che riassume in compendio tutte le trasformazioni dal cinese medio per una consultazione rapida.

Mentre da queste tre si può osservare il trattamento della pronuncia cinese dei sinogrammi, da un'ultima celebre lingua qui introdotta si può ricostruire il cinese medio e arricchire il panorama di comparazioni: si tratta del dialetto cantonese nella sua varietà standard di Hong Kong, qui trascritta con il sistema Jyutping. È un dialetto importante sia dal punto di vista culturale, sia dal punto di vista linguistico perché è piuttosto conservativo rispetto al cinese medio. Ad esempio, è l'unico dialetto cinese tuttora parlato a mantenere gli stop consonantici senza rilascio di suono a fine sillaba.

In conclusione, si possono affiancare tanti altri dialetti cinesi al cinese medio perché ognuno di essi conserva alcune peculiarità, che a loro volta si possono unire alle lingue nominate in precedenza e alle tavole di rima. Per esempio, qualora si possieda un dizionario di shanghainese (o "shanghaiano"), si può consultare la pronuncia in questo dialetto, che straordinariamente conserva una distinzione netta tra consonante occlusiva/affricata sorda e sonora non aspirate, piuttosto che fricative sorde e sonore.

Altre lingue sino-tibetane utilizzabili sono il tibetano arcaico (Old Tibetan, da cui il tibetano moderno riprende la declinazione in casi) e il dialetto Min, entrambi ricostruiti nella loro varietà arcaica. Il Proto-Min discende direttamente dall'Old Chinese, esattamente come il primo cinese medio. In base alla ricostruzione del linguista Jerry Norman, effettuata comparando tutte le varietà moderne di Min, conserva dal cinese medio la distinzione in consonanti come */b/, */p/ e */pʰ/ insieme ai tre stop senza rilascio di suono, alla nasale */ŋ/- a inizio sillaba e allo stacco glottale sempre a inizio sillaba.

Varietà di giapponese 日(本)语 (nihongo)Modifica

  • Siccome i caratteri cinesi sono arrivati in Giappone attraverso i coreani del regno di Baekje (百濟 백제, Corea meridionale) mentre in Cina stava volgendo a termine il cinese antico e stava nascendo il cinese medio, in quel periodo in Giappone si parlava il giapponese arcaico (Old Japanese, finito nel 794 con la fine del periodo Nara, quando la capitale era a Nara 奈良, e l'inizio del periodo Heian 平安 , in cui si inventano il カタカナ katakana e ひらがな l'hiragana e la capitale era a Kyoto 京都, anticamente chiamata "Heian").
  • Un altro aspetto del giapponese arcaico consiste nell'assenza totale di consonanti a fine sillaba. Esso è però limitato solo a questa fase estremamente arcaica. Oggi è possibile solo inserire un suono nasale traslitterato con "n" (ン) che si assimile in base alla consonante successiva; questo suono nasale, insieme alla distinzione tra vocali lunghe e brevi e consonanti geminate/raddoppiate/tensificate e non, è stato inserito nel periodo Heian (794-1185), cioè durante il cosiddetto “giapponese medio degli albori” (Early Middle Japanese), proprio per adattare un enorme numero di prestiti cinesi al giapponese.
  • In generale, in giapponese non sono mai esistite le consonanti aspirate: quelle che in cinese medio hanno l'aspirazione la perdono a prescindere.Per esempio 台 "tai" /tʰai/, che in cinese moderno conserva l'aspirazione dal primo cinese medio *thoj, in giapponese è /tai/.
  • Nel giapponese arcaico era poi presente la consonante vibrante */r/ e non esisteva né il suono /d͡z/ occlusivo (esisteva una */ⁿz/ fricativa) né il suono /d͡ʑ/, che per esempio si ritrova oggi nella parola "kanji" (sarebbe una palatalizzazione di /d͡z/, aggiunto più avanti e in cui convergono */d͡z/ affricata, */z/ fricativa insieme anche a */ʑ/ e */d͡ʑ/ palatali del cinese medio).
  • Nel tardo giapponese medio (iniziato con lo shogunato di Minamoto no Yoritomo 源 頼朝, detto "periodo Kamakura", in cui la capitale era Kamakura 鎌倉), periodo in cui abbiamo testimonianze occidentali della lingua giapponese come l’”Arte da Lingoa de Iapam” di João Rodriguez (1561/62-1633/34) del 1604, il cluster vocalico /ou/, che tuttora conserva questa grafia, ha assunto la pronuncia /o:/, e la palatalizzazione di /si/ in シ /ɕi/ è attestata (e tuttora si conserva) mentre tutte le sillabe */kwe, kwi, gwe, gwi/ esistenti sono mutate in /ke, ki, ge, gi/. Un esempio di quest'ultima mutazione si può trovare nel kanji 鬼 che in cinese moderno (trascrizione pinyin 拼音) è guǐ /kwei/ con il terzo tono, in coreano moderno è 귀 (gwi, dall’alfabeto hangeul 한글 si legge /kwi/), in vietnamita moderno è quỷ /kwi˧˩/ (se il suono /k/ è seguito da “u(…)”, non si scrive *cu, bensì “qu…”), in cantonese (trascrizione jyutping 粤拼) è "gwai2" /gwɐi̯/ (intonazione crescente) e in cinese medio era, secondo Baxter, */kjwɨj/. In giapponese moderno, con la lettura on'yomi, si pronuncia キ (dal katakana, usato per traslitterare sia i prestiti sia la pronuncia on’yomi 音読み, si pronuncia /ki/). Dopo queste considerazioni, è facile immaginare come in tardo giapponese medio, prima della convergenza, fosse */kwi/.
  • I due dittonghi /we/ e /wi/, che in giapponese esistevano anche in isolamento, trascrivevano sillabe aventi cluster vocalici complessi, chiaramente ridotti. I tre casi emblematici sono -*/jwe/, -*/jwij/, -*/jwɨj/, che in cinese moderno sono "wei" e in giapponese, a colpo d'occhio, sono "we" e "wi", che però oggi sono in disuso totale pure se in isolamento, oltre che dopo consonante. Entrambi, se in isolamento, a prescindere si riducono in /i/. Sei esempi con il corrispettivo in primo cinese medio sono 畏 *jw+jH, 韋 *hjw+j, 位 *hwijH, 威 *'jw+j, 爲 *hjwe, 委 *'jweX, oggi tutti quanti /i/.
  • Nel tardo giapponese medio (Late Middle Japanese) inoltre le sillabe ヂ /di/ e チ /ti/ si palatalizzano in /d͡ʑi/ e /tɕi/ (la prima converge in pronuncia con l’odierna ジ /d͡ʑi/, in passato /dzi/).
  • Nel giapponese moderno degli albori, che copre tutto il periodo Edo (ovvero tutto il periodo dello shogunato Tokugawa, durante la quale la capitale venne spostata a Edo 江戸 , poi rinominata Tokyo 東京 durante la Restaurazione Meiji 明治), anche /kwa/ e /gwa/ diventano /ka/ e /ga/, un esempio sembra rintracciabile in 瓜, l’anguria, che in cinese moderno è gua /kwa/ con il primo tono, in coreano moderno è 과 goa (oggi /kwa/), in vietnamita moderno è “qua” /kwa/, in cantonese è "gwaa1" /gwa:/ (intonazione piatta acuta) e in cinese medio era *kwae. In giapponese moderno è カ (/ka/), quindi durante il giapponese moderno degli albori /kwa/ e diventato /ka/. Questo è pure il periodo in cui /u/, vocale arrotondata, diventa /ɯ/: non è più procheila. In altre parole, si toglie l'arrotondamento delle labbra.
  • Il dittongo *-/wo/ del cinese medio tende a ridursi in /o/ in giapponese, se e preceduto da consonante. In isolamento, non trascrive nessun kanji. Due esempi sono 婚 e 昏, entrambi *xwon /xwon/ in cinese, oggi /kon/ in giapponese. Un terzo esempio è 国 *kwok, in giapponese moderno /kokɯ/. Si può quindi momentaneamente concludere che nelle sillabe moderne [ka, ki, ke, ko] e [ga, gi, ge, go] e [kan], se si fa un confronto col cinese medio, era talvolta presente un dittongo che inizia per /w/-, oggi caduto da tutte le combinazioni. Per fare un paio di rapidi esempi contenenti "kan", si possono prendere 館/馆 *kwanH, oggi /kan/, e 款 *khwanX, oggi /kan/. Questo fenomeno di caduta della semiconsonante /w/- in realtà è presente in altre sillabe ancora come 團 *dwan, in giapponese moderno /dan/ oppure 端 *dwan, oggi /tan/. Coinvolgerebbe quindi anche i suoni dentali e l'aspirazione in cinese medio, perché si può fare un ultimo esempio 換/换 *hwanH, oggi /kan/.
  • I gruppi vocalici molto complessi in cinese medio tendono a ridursi a prescindere, per esempio *woj diventa /ai/ in giapponese, ex. 退 *thwojH, oggi /tai/. Un altro esempio è 快 *khwaej, oggi /kai/. Qui si può pure notare la vocale /æ/ approssimata in /a/.
  • Quindi per tirare una conclusione sommaria sull'antica semivocale (-)/w/, dal cinese medio si nota come oggi si siano persi i dittonghi che iniziano per -/w/ quando sono preceduti da consonante. Questi ultimi in cinese moderno tendono a restare. Riguardo a questi dittonghi in isolamento, "we" e "wi" si riducono in /i/ essendo in disuso, mentre /wa/ si usa ancora e resta inalterato (ex. 話 /wa/). "Wo" in isolamento non si usa, mentre come particella per indicare il complemento oggetto diretto (l'unico uso frequente in giapponese moderno in scrittura hiragana) si pronuncia /o/ ma in romaji si latinizza come "wo" per non confonderlo con "o" (esistono kanji che si pronunciano /o/, come 汚). Se presente in cluster vocalici complessi (in cinese medio hanno tre o quattro membri), /w/- si è sempre semplificato; in generale, si tolgono uno o due membri.
  • Per rimanere in tema di gruppi vocalici, siccome in giapponese moderno /je/ fa parte del katakana per traslitterare prestiti moderni, nella pronuncia attuale dei kanji il suono appare sostituito: ad esempio, la sillaba 消 in cinese medio è *sjew, mentre in giapponese è /ɕjo:/, che si scrive (e ricostruisce) "shou": o è stato trasformato o muta per l'effetto della -/u/. Se non si trasforma, è riconoscibile in versione semplificata, senza la semivocale /j/-, come in 健 *gjenX, in giapponese /ken/.
  • La /h/- in cinese moderno, nel cinese medio distinta in aspirazione sorda e sonora, diventa /k/ e /g/ in giapponese moderno per approssimare i suoni */x/ e */ɣ/ del cinese medio, alternativi a /h/ e /ɦ/ o reperibili almeno nel caso di assimilazione data dal suono /u/ e /w/ appena successivo. La parola “kanji” è un esempio di questo fenomeno.
  • Le sillabe che giapponese moderno iniziano per /h/- in giapponese medio avevano /ɸ/, che deriva a sua volta da un’antica /p/ divenuta fricativa o /b/ defonologizzata e poi diventata pure lei fricativa. Un esempio è la parola 日本 (ニホン nihon), che straordinariamente conserva la variante arcaicheggiante ニッポン (nippon), da cui deriva l’aggettivo “nipponico”: In cinese medio era *pwonX /pwon/, con intonazione crescente indicata da X (oggi terzo tono), mentre in cantonese oggi è "bun2".
  • La /f/ del cinese moderno, che deriva dal cinese medio *b, *p e *ph, in giapponese tende a diventare una semplice aspirazione perché la fricativa labiodentale /f/ non è mai esistita. Due esempi sono 非 *pj+j, oggi /hi/ e 方 *pjang, oggi /xo:/, cioè "hou". Nel primo esempio, si semplifica il gruppo vocalico perché la vocale alta centrale si fa convergere/si sostituisce con /i/. Da questi due punti si può concludere che l'odierna /h/ in giapponese deriva da suoni bilabiali del cinese medio, come anche l'odierna /f/ del putonghua: entrambe le consonanti hanno la medesima origine.
  • Sebbene sia vero che il giapponese ha inventato durante il periodo medio degli albori il suono nasale finale assimilabile (e quindi completamente flessibile) per adattare i prestiti cinesi, la distinzione netta del cinese medio tra *–n e *–m in giapponese non esiste, inoltre il suono nasale finale si usava più per riprodurre questi due suoni che per /ŋ/ finale, che spesso si può trovare approssimato come /i/ o /u/, per esempio in 生, che in cinese moderno è shēng (primo tono), in cantonese è "saang1" /sa:ŋ/ e in giapponese è セイ /sei/. In questi contesti sono nati /au/ (oggi (o:/), /eu/ (oggi /yo:/ anche in scrittura) e /ou/ (oggi /o:/). Un esempio dell'ultimo caso è il kanji 孔 *khuwngX, che in giapponese si pronuncia /ko:/ e si scrive */kou/.
  • /au/, in giapponese moderno /o:/, deriva non solo dall’esigenza di accomodare “vocale+ŋ” del cinese medio ma, in sillabe completamente diverse, ma anche dal bisogno di accomodare il nucleo di sillaba cinese “ao” (/au-ao/ in mandarino; in cinese medio era *aw). Ad esempio, 毛 máo (tono crescente) in cinese medio era *maw e in giapponese moderno è モウ /mo:/, da cui si ricava un antico /mau/. In cantonese moderno ci assomiglia perché oggi si pronuncia "mou4" (tono discendente). Si può quindi concludere che l'allungamento vocalico /o:/ deriva sia dalla trascrizione del suono nasale velare del cinese medio, sia dalla trascrizione della *-/w/ finale in cinese medio, dalla trascrizione della finale *-p (vedi avanti).
  • Il giapponese a inizio sillaba non ha mai avuto /ŋ/ (ma in giapponese si può trovare sostituito con g-, abbastanza simile) e /ɲ/ (si approssima con /n/, se si prende in considerazione il cinese medio; nel cinese arcaico al posto di /ɲ/ iniziale c’era comunque sempre /n/ nella ricostruzione di Baxter-Sagart). Un esempio si vede in 二 èr /ʌɻ/, che in cinese medio era *nyi /ɲi/ e in giapponese moderno è ニ (/ni/). Un esempio invece di sostituzione di /ŋ/ con /g/ è nel carattere 语, che in cinese medio era *ngjoX (tono crescente) e in giapponese è ゴ /go/.
  • Di contro, in parecchi kanji si può notare come non sia avvenuta la palatalizzazione in cinese laddove la pronuncia in cinese medio era *gi, ki, khi (con “i” anche semivocalica per formare dittonghi o il suono moderno /y/) e oggi, in pinyin, forma le sillabe JI e QI. Per esempio, 气 (versione tradizionale 氣), che in mandarino è qì (/tɕʰi˥˩/, quarto tono, in cinese medio era *khj+jH, ovvero */kʰjɨj/ con tono discendente), in giapponese si pronuncia キ (/ki/): non c’è palatalizzazione e il resto della sillaba è andato semplificandosi ancora una volta. In più, a prescindere si tolgono tutte le aspirazioni perché il giapponese non ne ha mai avute. Un altro esempio è 京, che in cinese moderno è "jīng" (primo tono), in cantonese è "ging1" /gi:ŋ/ e in giapponese è /kjo:/, derivato a sua volta da /kjou/ per rendere il suono -/ŋ/. Oppure, siccome è *kjaeng in cinese medio, il dittongo "jae" si è reso come /e/ per formare quindi /eu/ che, come già detto, diventa oggi /jo:/.
  • La vocale centrale alta /ɨ/, reperibile nelle sillabe cinesi ZHI, CHI, SHI, RI, ZI, CI, SI non esiste in giapponese e non esisteva nemmeno in cinese medio in questi precisi contesti appena elencati. In giapponese al suo posto si trova /i/. Ad esempio, 時 (semplificato 时) in cinese moderno è shí (secondo tono), in cinese medio *dzyi, in cantonese è "si4" /si:/ e in giapponese moderno シ (/ɕi/), oggi sempre palatalizzato.
  • Vocali anteriori aperte in cinese medio come ad esempio */æ/ presente in cinese medio, siccome nel giapponese arcaico non sono probabilmente mai esistite, sono state quindi approssimate in /a/ oppure /e/. In giapponese poi c’è spesso molta confusione nel distinguere le occlusive sorde da quelle sonore /b; p/ (oggi /b/ oppure /h/), /d; t/, /g; k/: anche in cinese oggi non c’è una distinzione netta, appartenente invece al cinese medio e a dialetti come lo shangainese.
  • Nel giapponese non esistono cluster consonantici a parte quelli formati da finale nasale e successiva consonante (si pensi alla stessa parola “kanji”). Tutti gli altri, derivati dagli stop senza rilascio di suono presenti nel cinese medio, o si perdono perché cade lo stop oppure, come nel caso di “studente”, in giapponese moderno 学生 (ガクセイ, gakusei, in cinese "xue2sheng1"), c’è una vocale che permette di preservare lo stop, anche se la lettura on’yomi del kanji si allunga. Di solito si vede proprio la “u” oggi non più arrotondata, sporadicamente “i” se la vocale appena precedente è anteriore. Per la precisione, partendo dal presupposto che i tre stop a fine sillaba del cinese medio sono *-p, *-t, *-k, lo stop in zona velare *-k diventa "ku/ki" come nell'esempio precedente, quello in zona dentale diventa "tsu/chi" (oggi palatalizzati a partire da *"tu/ti") mentre quello in zona bilabiale è diventato /ɸu/ per poi ridursi oggi in */u/ > /ɯ/ (il simbolo ">" indica, nella letteratura filologica, la derivazione di una forma da un'altra). In quest'ultimo caso, come anticipato sopra, nascono altri allungamenti vocalici. Un esempio a caso di quest'ultima casistica è 甲 *kaep, che in giapponese è oggi /ko:/, che probabilmente deriva da */kau/, siccome /æ/ si approssima. Se dopo uno stop c'è una consonante che si articola nello stesso luogo (ex. -k k-), avviene un raddoppio, per esempio nella parola 国家 ("kokka"). Quest'ultimo fenomeno avviene anche in coreano, dove questa parola si pronuncia "gukka" /kukka/.
  • Il suono “r” in giapponese oggi si pronuncia /ɹ/, senza contatto tra organi come in inglese, ma fino al giapponese moderno degli albori era /r/ e, intervocalico, era monovibrante /ɾ/ esattamente come in italiano.
  • In giapponese, non è mai esistita la /l/, che nei prestiti cinesi e anche stranieri viene sostituita con la “r” giapponese. Si pensi al kanji 来 (cinese moderno "lai", cantonese "loi2" /lo:y/, giapponese ライ, rai) e al prestito エレバット (erebatto, dall’inglese “elevator”, “ascensore”).
  • In questo periodo inoltre la sillaba ツ /tu/ giapponese si pronuncia /t͡sɯ/ non più arrotondato.
  • Il colpo di glottide a inizio sillaba del cinese medio si è perso nel giapponese: non esistono segni che lo trascrivono.
  • In giapponese non sono mai esistite le consonanti retroflesse, presenti in cinese medio. Rispettivamente, *tr e *trh sono diventate /t/, *dr è diventata /d/ e *sr è diventata /s/, *zr è diventata /d͡z/: perdono tutte la retroflessione. Tutte quelle rimaste, che sono le affricate retroflesse *tsr e *tsrh, diventano /s/: si perde il contatto tra organi.
  • In giapponese, le palatali occlusive del cinese medio */t͡ɕ/ e */t͡ɕʰ/ vengono approssimati in /s/ perché questi suoni, eccetto per /t͡ɕi/ (ma che anticamente era /ti/), non sono mai esistiti in giapponese. Si può quindi concludere che nell'odierna /s/ convergono *s, *sr, *ts, *tsh, *tsr, *tsrh e *sy palatale. Un discorso analogo si può fare anche sul suono */t͡s/ del cinese medio, mai esistito in giapponese a parte nel caso /t͡sɯ/, che però anticamente era /tu/.
  • Le sillabe che in primo cinese medio iniziavano per *mj-, poi perso in cinese moderno (infatti oggi iniziano tutte con /w/-), in giapponese tendono in parecchi casi a ritenere il suono /m/- o a mutarlo in /b/- o addirittura hanno una doppia versione. Per fare tre esempi, 尾 (wei3, in cinese medio *mj+jX, in giapponese び /bi/) ne ha una (ex. びこう 尾行 /biko:/) , 味 (wei4, in cinese medio *mj+jH, in giapponese み /mi/) ne ha una (ex. みそ 味噌 /misɯ/), mentre 万 (wan4, in cinese medio *mjonH, in giapponese まん mon e ばん ban) ha una doppia versione (ex. 万一 まんいち /monit͡ɕi/; 万能 ばんのう /banno:/).
  • Un kanji talvolta può avere più pronunce on'yomi, adottate in periodi storici diversi e quindi da varietà diverse dal punto di vista storico o dialettale. Un kanji in isolamento ha quasi sempre una lettura くんよみ kun'yomi, cioè nativa giapponese. Infatti si possono anche usare da soli per rappresentare un concetto. Anche in cinese moderno un sinogramma può avere, in casi sporadici, più pronunce: si pensi a 着, che può essere "zhe, zhao, zhuo".

Questa lunga introduzione è un punto di partenza per chi desidera approfondire anche il giapponese nel corso della sua evoluzione fonetica, per meglio capire da dove deriva la pronuncia on’yomi dei kanji. Per velocizzare la lettura, anche in caso in cui non si abbiano a disposizione l'IPA o il romaji, l'apprendente potrebbe avere la tentazione di imparare il katakana, siccome è composto da pochi segnetti derivanti da sinogrammi o loro pezzi semplificati fino all'osso. In tal caso (ma ancora di più nell'hiragana), quasi metà alfabeto è una ripetizione perché nel momento in cui ai suoni sordi si aggiunge un paio di trattini in alto, si ottiene la versione sonora della consonante. I trattini, detti “nigori”/ 濁 / ニゴリ / impurità, indicano la vibrazione delle corde vocali durante la pronuncia. Quindi da K, T, S, H (eccezione) si ottiene G, D, Z, B e viceversa se si toglie; se invece in quelle che iniziano con aspirazione H (sempre sorda) si mette un cerchiolino (detto “mari”/まり/cerchio), si ottiene il suono /p/ sordo perché il cerchio indica la chiusura delle labbra.

Compendio di trasformazioni

dal primo cinese medio

al giapponese moderno

总结

Spiegazione

e aggiunte

说明

1 -*n, -*m > -/n/ Non c'è differenziazione tra -n e *-m a fine sillaba: entrambi convergono in /n/, come in cinese moderno.

Questo suono nasale è poi assimilabile in base a consonante successiva.

2 */....ʰ/- > [ø] Non esiste nessuna consonante aspirata in giapponese, quindi l'aspirazione cade.
3 */d͡z/, */z/ > /d͡z/ (+/d͡ʑi/) /z/ non esiste in giapponese moderno, quindi il suono si approssima, convergendo con /d͡z/.

/d͡zi/ oggi si palatalizza in /d͡ʑi/.

4 -/wa/, -/wan/, -/wi/, -/we/, -/wo/ > caduta di -/w/- "Wa" in isolamento può esserci; "wo" non si usa nei kanji ma come particella per indicare di solito

il complemento oggetto diretto. Oggi si riduce in /o/.

[Consonante+W+vocale] non esiste in giapponese.

5 *ae > /a/, /e/ Approssimazione di vocale: /æ/ e /ɛ/ non esistono in giapponese.
6 *k-, *kh-, *g- > /k/-, /g/- Niente palatalizzazione rispetto al cinese moderno, in cui invece avviene.
7 *d-, *t-, *th- > /d/-, /t/- Caduta di aspirazione: le aspirate non esistono in giapponese.
8 */x/- e */ɣ/- > /k/- e /g/- L'aspirazione sonora non esiste in giapponese, quindi si approssima in /g/-.

In più l'aspirazione /x/ è un suono che non ha sillabe ad hoc in giapponese, quindi si approssima in /k/-.

9 */ɨ/ > /i/ Approssimazione di vocale: /ɨ/ non esiste in giapponese.

Anche nelle sillabe di cinese moderno che oggi hanno /ɨ/ si ritiene la */i/ e */j/ dell'Early Middle Chinese.

10 *-/ŋ/ > -/u/, che culmina in allungamento vocalico /o:/, oppure -/i/ La scelta della vocale dipende dall'armonia vocalica.
11 *b-, *p- > /h/-, /b/- Alcune sillabe perdono il suono bilabiale, mutato in un'aspirazione sorda.
12 */je/ > [ø] /je/ non si forma mai, non esiste nemmeno nel sillabario katakana (ma si può formare in quello hiragana),

quindi si evita con semplificazioni e mutamenti.

13 */aw/ > /o:/ Allungamento vocalico.
14 */ŋ/- > /g/- Approssimazione di consonante: /ŋ/- non esiste in giapponese.
15 */ɲ/-, */n/- > n Approssimazione di consonante: /ɲ/- non esiste in giapponese, quindi si depalatalizza in /n/-.
16 */l/- > /ɹ/- Approssimazione di consonante: /l/ non esiste in giapponese, si sostituisce allora con */r-/, oggi non più vibrante.
17 *-k > -/kɯ/ (in passato */ku/), -/ki/ Ritenzione dello stop senza rilascio di suono, mutato in stop con rilascio di suono attraverso l'aggiunta della vocale, sempre in base all'armonia vocalica.
18 *-t > -/t͡sɯ/, /t͡ɕi/ (in passato */tu/, */ti/) Ritenzione dello stop senza rilascio di suono, mutato in stop con rilascio di suono attraverso l'aggiunta della vocale, sempre in base all'armonia vocalica.
19 *-p > -/u/ -p non viene ritenuto, ma culmina in un allungamento vocalico.
20 */ʔ/- > [ø] In giapponese non esiste lo stacco glottale/colpo di glottide a inizio sillaba.

Nell'Old Chinese era presente anche a fine sillaba, ora scomparso in tutte le lingue.

21 *tr-, *trh- > /t/- Le retroflesse non esistono in giapponese, quindi il suono si approssima.
22 *dr- > /d/- Le retroflesse non esistono in giapponese, quindi il suono si approssima.
23 *s-, *sy-, *sr-, *tsr-, *tsrh-, *tsy-, *tsyh- > /s/- Le retroflesse non esistono in giapponese, quindi il suono si approssima.
24 Nuclei di sillaba complessi > si semplificano I nuclei di sillaba complessi, con almeno tre membri, non esistono in giapponese, quindi si semplificano a prescindere con riduzioni.
25 -*/jwe/, -*/jwij/, -*/jwɨj/ > -/i/ "we" e "wi" non si usano più nemmeno in isolamento; "wo" non si usa; "wa" sì.

Da ricordare anche la regola della caduta di -/w/- dentro una sillaba giapponese.

26 *mj- > /m/- o /b/- o entrambi In cinese moderno, alcune sillabe che iniziavano in *mj- hanno perso questo attacco di sillaba,

riducendosi in /w/-.

In giapponese tendono a preservare /m/- o la mutano in /b/- o hanno una doppia versione.

27 (*m- e *n- > restano invariati) Questi suoni sono presenti sia nel Middle Chinese sia nel giapponese.

Varietà di coreano 韩(国)语 (hangugeo) / 朝鲜语 (joseono)Modifica

  • Per fare un lavoro simile in coreano, bisogna partire da presupposti simili: se si desidera fare un lavoro molto approfondito che si estende a come è evoluta la pronuncia nella lingua di approdo, bisogna considerare la varietà storica e le sue trasformazioni. Ad esempio, nel coreano antico, quando nel 1443 fu inventato l’hangeul dal re Sejong (1418-1450) della dinastia Joseon (1392-1857), c’erano altre lettere oggi obsolete che trascrivevano suoni oggi scomparsi. Quindi c’erano altri suoni e alcuni di quelli rimasti oggi potevano avere una pronuncia leggermente diversa. Ad esempio, ㆆ raffigura lo stacco glottale, oggi assente, e ㅿ ossia il suono /ʝ̃/ nasalizzato. Per capire come si pronuncia, bisogna dire alla massima velocità “ghe-ghi-ghe-ghi-ghe-ghi-ghe-ghi” lasciando la lingua libera di muoversi. Una volta che il dorso della lingua tende a flettersi in avanti, bisogna pronunciare una G di galera senza però contatto tra organi. Contemporaneamente, il suono è anche nasalizzato.
  • C’erano poi dei cluster consonantici oggi scomparsi ma reperibili nelle opere antiche e addirittura dei cluster preconfezionati con tre membri (oggi al massimo ne hanno due). C’erano poi altre combinazioni vocaliche oggi sparite. Quindi, se si vuole lavorare col coreano medio (dal X al XVI secolo, ovvero dalla dinastia Goryeo 高麗 (918-1392) fino ai primi tempi della dinastia Joseon 朝鮮 deposta dai giapponesi) e con il coreano arcaico, bisogna conoscere le basi della lingua arcaica a livello fonetico.
  • Ci sono sempre stati gli stop consonanti –p, -t, -k/kk (che spesso rimangono invariati a parte -t) e anche altre consonanti a fine sillaba, come le nasali –n, -m, -ng (che restano invariate rispetto al primo cinese medio). A fine sillaba ci sono sempre stati anche il suono laterale -l (sostituisce *-t) e il suono –s (oggi si pronuncia come stop senza rilascio di suono in zona dentale -t). Alcuni prestiti aventi -s derivano dal cinese arcaico. Riguardo invece alla sostituzione di *-t con *-l, essa deriva da un cambiamento nel tardo cinese medio settentrionale, in cui la *-t si era addolcita in una *-r, che i coreani hanno reso (e rendono tuttora) -/l/.
  • C’erano, tra i vari suoni consonantici oggi obsoleti, anche ㅸ */ɸ/ (traslitterata con una ingannevole “β”), ㆄ , traslitterata “f” e più enfatica, che si può immaginare come */ɸh/, ㅹ */v/ oppure */β/ (romanizzata come “ff”) e ㅱ /w̃/, ossia la semivocale /w/ con nasalizzazione. Queste consonanti in passato erano usate solo nelle trascrizioni dei rimari coi sinogrammi.
  • Le grafie di ㅈ e ㅅ potevano essere leggermente diverse perché si scrivevano anche ᅎe ᄼ .
  • La vocale ㅓ probabilmente si pronunciava */ɤ/ , mentre oggi, pur tenendo ancora le labbra non arrotondate, è aperta /ʌ/. Poi alcuni suoni vocalici in origine erano dittonghi o altri avevano una pronuncia letterale (ciò è riconoscibile anche dalla grafia): ㅚ oy */oj/, ㅐay */aj/, ㅔey */ɤj/, ㅙ way, */oaj/, ㅞ wey */wɤj/, ㅒ yay */jaj/, ㅖyey */jɤj/. Quindi, nella lettura di questi gruppi vocalici, l’hangeul va visto pezzo per pezzo e letto con la pronuncia letterale.
  • Nell'hangeul, in base alla ricostruzione, non è segnata alcuna vocale */e/ (nemmeno */je/), */ɛ/, */æ/ del cinese medio e gruppi vocalici a loro annessi, che quindi si sostituiscono.
  • Nei gruppi vocalici, in ultima posizione ci poteva essere una *-/j/, ma mai la semivocale *-/w/ del cinese medio, per esempio nella parola 毛 *maw, che in coreano si pronuncia /mo/: il suono che più si avvicina a *-/w/ è la vocale -/o/ oppure la -/u/. In coreano esiste tuttavia il dittongo /ju/, che però termina in vocale.
  • Esisteva una vocale presente anche nell’inglese moderno e rappresentata da un punto, , oggi pronunciata /ɒ/ (vocale posteriore aperta arrotondata, è la versione ancora più aperta di /ɔ/). Questa vocale è ancora presente nel Jeju, la lingua dell’omonima provincia sudcoreana, Jeju 濟州 (un’isola a sud della Sudcorea). La pronuncia arcaica tuttavia era */ʌ/ e romanizzazione, ingannevole, è “ə”.
  • Esistevano le consonanti retroflesseᄾ */ʂ/, ᅐ */tʂ/ e la versione aspirata ᅕ */tʂʰ/ e la ㅆ raddoppiata era sonora */z̥ /. Oggi tuttavia non esistono più le retroflesse, quindi i suoni del cinese medio *tsr e *tsrh diventano /tɕ/ o /tɕʰ/ e in più vi convergono anche *tr e *dr, mentre *sr diventa /s/. Invece */tɕ/ e */tɕʰ/ restano suoni palatali in coreano.
  • Non ha mai avuto /ŋ/ a inizio sillaba (ad esempio, il sinogramma 语, cinese medio *ngjoX, in coreano si pronuncia 어 /ʌ/) e non è mai esistita una lettera per il suono /ɲ/: entrambe cadono. Siccome in coreano (ma non in Corea del Nord) un prestito cinese non può mai iniziare con /n/, il suono che assomiglia di più a /ɲ/, tutte le sillabe che in cinese moderno sono "ER" o iniziano per "R-" non hanno alcuna consonante in coreano. Si pensi a 二 (cinese medio *ɲijH, oggi 이 /i/) o 日 (cinese medio *ɲijt̚, oggi 일 /il/ o, se intervocalica, /iɾ/), siccome *-t diventa *-l.
  • I suoni ㅈ */t͡s/ e ㅊ*/t͡sh/ non avevano la palatalizzazione. In Nordcorea, siccome si pronunciano ancora così, la pronuncia è conservativa. Ad esempio, il sinogramma 字, in cinese moderno zì /t͡sɨ˥˩ / (quarto tono) e in cantonese "zi6" /t͡si:/ (tono piatto grave), in coreano si pronuncia 자 /t͡ɕa/ in Sudcorea, /t͡sa/ in Nordcorea. Nel corso dell'evoluzione linguistica o dell'influsso dei dialetti, è normale che le vocali mutino.
  • Il suono ㄹ /l/, che oggi si pronuncia /ɾ/ se intervocalico, si pronunciava sempre */l/. Tutte le sillabe in cui si trova /l/ all’inizio (che in coreano moderno non si modifica se la sillaba non è a inizio parola) avevano sempre */l/ in cinese medio e tuttora in cinese mandarino /l/, come 路: si pronuncia 로 /lo/ (cinese medio */lu/ con tono già discendente), ma se a inizio parola si muta in grafia e pronuncia in 노 /no/, regola che vale con tutti gli altri casi in Sudcorea. Un esempio è 道路 도로 /doɾo/, “strada”, che in cinese mandarino è dàolù e in cantonese dou6 lou6 .
  • In coreano non avvengono molte palatalizzazioni che esistono nel cinese moderno: per esempio, il carattere 京, in cinese medio *kjæng, in mandarino moderno "jīng" /t͡ɕiŋ/, in coreano è /kjʌŋ/, in cantonese è /giŋ/ e in giapponese on'yomi è /kyo:/ (anticamente /kyou/, di cui resta la grafia in traslitterazione).
  • La */ɳ/, */ʈ/ e */ɖ/ retroflesse del cinese medio non esistono in coreano.
  • Gli hanja in casi sporadici hanno più pronunce, esattamente come i kanji; allo stesso modo, hanno tutti quanti una lettura nativa coreana se presi e usati in isolamento.
  • In coreano non c'è mai stata la distinzione netta tra consonante sorda e sonora senza aspirazione, come in cinese medio e shanghaiano. Quindi, i suoni */p/ e */b/ del cinese medio non hanno particolare distinzione in coreano. Lo stesso discorso si può fare pure sulla coppia */s/ - */z/, */t͡s/ - */d͡z/, */t͡ɕ/ - */d͡ʑ/ (in coreano queste due coppie sono allofoniche: semplicemente, nel nord non avviene la palatalizzazione) e */k/ - */g/ in cinese medio. Quindi, in coreano c'è un unico esito e grafia, che di solito tende a realizzarsi sonora eccetto se a inizio frase. Un esempio chiarificatore di convergenza è *s, *z > /s/, in cui convergono pure *sy, *zy e *sr. Un altro più semplice è *x sorda e *h sonora che convergono in un'odierna /h/.
  • La *k e *kh del cinese medio in coreano diventano /k/ o un'aspirazione /h/. Quindi questa è l'unica consonante che dal cinese medio non conserva l'aspirazione a prescindere.
  • Il colpo di glottide a inizio sillaba in coreano è oggi sparito.
  • Le sillabe colpite da caduta di fono nel caso di *mj- in cinese medio tendono a preservare la /m/- in coreano. Per esempio, 文 *mjun, in cinese moderno "wen4" rimane 문 /mun/.
  • In conclusione, nei testi arcaici e rimari si può trovare un punto nero accanto alla sillaba per indicare il tono crescente e due punti neri in colonna per indicare il tono decrescente (se non c’è nulla, il tono è piatto, ma se la sillaba finisce in stop senza rilascio di suono, si considera “tono entrante”). Oggi il coreano standard, basato sulla parlata di Seul 서울, non ha toni ed è soltanto presente un contrasto tra vocale breve e lunga non mandatorio. Ad esempio, l'hanja 具 /ku:/ ha la vocale lunga.

Se si lavora sul coreano antico attraverso l’IPA e non leggendo l’alfabeto hangeul, questo lavoro si può evitare. In alternativa, si può imparare l'hangeul, che è un insieme di segnetti molto snello ed economico. Per esempio, per scrivere gli stop senza rilascio a fine sillaba, si mette in posizione finale la consonante (ex. 디 "di", 읻 "it", il cui cerchiolino a inizio sillaba non ha valore fonetico e in fondo sillaba si pronuncia -/ŋ/); per ottenere il dittongo con /j/- al primo membro si aggiunge un trattino alla vocale (ex. 아 "a", 야 "ya"); per ottenere le doppie, si può usare un insieme di consonanti scritte due volte in piccolo e preconfezionate nell'alfabeto (ex. 꿍 kkung); per ottenere le aspirate, si aggiunge un tratto alle consonanti base (ex. 가 "ga", 카 "ka" come in pinyin). Nella lettura dei caratteri di fila infine, a causa degli stop senza rilascio di suono, si aggiunge il sandhi consonantico, ossia una serie di mutazioni fonetiche. Per esempio, 압고 si pronuncia /ap̚k͈o/ e non */apko/ e nemmeno */akko/, mentre 입늬 si pronuncia /imnɰi/ e non */ipnɰi/ perché lo stop senza rilascio di suono si sonorizza a causa della consonante /n/, che possiede la vibrazione delle corde vocali.

Compendio di trasformazioni

dal primo cinese medio

al coreano moderno 总结

Spiegazione

e aggiunte

说明

1 *-t > -l Deriva da una varietà settentrionale del tardo cinese medio. Si pronuncia /l/ e, se intervocalica, /ɾ/ monovibrante sonora.
2 *ea, *ae > sostituite con approssimazione vocalica Nel coreano moderno non esiste una vocale che trascrive /æ/ e /ɛ/, mentre in passato ㅐ si pronunciava */ai̯/,

così come scritto.

3 *-w > l'intero cluster vocalico si semplifica o sostituisce -/w/ non esiste nell'inventario dei nuclei di sillaba in coreano.
4 *tsr, *tsrh, *tr, *dr > /tɕ/, /tɕʰ/ Le retroflesse non esistono in coreano moderno, quindi il suono si approssima. L'aspirazione si ritiene.
5 *sr > /s/ Le retroflesse non esistono in coreano moderno, quindi il suono si approssima.
6 */ŋ/- > [ø] /ŋ/- a inizio sillaba non esiste in coreano, quindi cade.
7 */ɲ/- > [ø] /ɲ/ non esiste in coreano. Si potrebbe approssimare in /n/-, ma a inizio sillaba tende a cadere.
8 */n/- > [ø] /n/- tende a cadere per regola, anche se talvolta si ritiene se il carattere appare dentro la parola e non all'inizio.
9 */ɨ/ > /i/ /ɨ/ non esiste in coreano e la vocale che vi assomiglia, /ɯ/ e la versione semivocalica /ɰ/, non sono usate.

Quindi si approssima con /i/.

10 */x/-, */ɣ/- > /h/- Non esiste l'aspirazione sonora in coreano, quindi si desonorizza.
11 *k-, *kh- > /k/-, /h/- (inoltre, *g- > k-, g-) Non esiste nessuna differenziazione netta in coreano. Inoltre, in dei casi il coreano rende la consonante occlusiva come fricativa.
12 *d-, t- > niente più differenziazione Non esiste nessuna differenziazione netta in coreano.
13 *b-, *t- > niente più differenziazione Non esiste nessuna differenziazione netta in coreano.
14 *s-, *z-, *sy-, *zy-, * sr-, *tsy-, *dzy-

> /s/-

Le retroflesse non esistono in coreano moderno, quindi il suono si approssima.

Se /s/- è seguita da -/i/ e -/j/-, in Corea del Sud si palatalizza, idem /d͡z/; in Corea del Nord no.

/z/ non esiste in coreano moderno, quindi si desonorizza in /s/.

15 -s coreano > -/t̚/ In delle sillabe sporadiche, è un utile relitto grafico del cinese arcaico, che si pronuncia come -t.

In quasi tutti i casi, la *-s del cinese arcaico è caduta, originando il quarto tono in cinese medio e snellendo l'inventario di finali di sillaba.

16 */ʔ/- > [ø] Nel coreano moderno non esiste lo stacco glottale a inizio sillaba, che cade.

Nell'Old Chinese era presente anche a fine sillaba, poi è caduto e ha originato il secondo tono in cinese medio, in più l'inventario di finali di sillaba si è snellito.

17 Nuclei di sillaba molto complessi

> si semplificano

Il coreano contiene dei nuclei di sillaba anche complessi, ma non hanno lo stesso grado di complessità di quelli del primo cinese medio, quindi si semplificano.
18 *mj- > m- Mentre dal cinese medio al cinese moderno *mj- si perde in alcune sillabe che oggi iniziano con /w/-, in coreano resta la /m/-.
19 (*s-, m-, l-, tsy-, tsyh-, -m, -n, -ng, -p

> non mutano in coreano)

Questi suoni a inizio sillaba esistevano già in coreano, insieme agli stop -p e -k.

Varietà di vietnamita 越(南)语 (Việt ngữ )Modifica

  • Riguardo al vietnamita, l’alfabeto latino è stato introdotto nel 1651 da Alexandre de Rodhes (1591-1660), un missionario gesuita francese che ha anche scritto un dizionario di vietnamita. In quel periodo, c’era il vietnamita medio (Middle Vietnamese), di cui è stata ricostruita la pronuncia.
  • Alcune lettere hanno una diversa pronuncia da quella standard (lo standard sarebbe Hanoi (河内 in caratteri chu nom), ma nel sud, a Saigon (se il nome ha un'origine sino-vietnamita, un modo di scrivere è 柴棍), o Ho Chi Minh City (Thành phố Hồ Chí Minh, "Thành phố 胡志明"), ce n’è un altro: S era */ʂ/ (resta così nella pronuncia meridionale; i suoni retroflessi furono introdotti per l’influsso del cinese);
  • X, oggi /s/, era */ɕ/, come se fosse pinyin;
  • KH, oggi /x/, era */kʰ/;
  • TR era */ʈ/ (resta simile nel sud, perché è /ʈ͡ʂ/), che rende anche il medesimo suono nel cinese medio in versione sorda e sonora */ɖ/ e anche */ʈ͡ʂ/: si assimilavano tutti in */ʈ/ vietnamita, oggi ʈ͡ʂ/ nel sud;
  • D era */ð/ fricativa interdentale sonora, oggi approssimata a /z/ nel nord (il suono */ð/, inesistente nel cinese medio, deriva da */d/);
  • “GI” /zi/ era */ʝi/;
  • PH era /pʰ/ così come scritta e oggi è /f/ (una simile mutazione in /f/ è avvenuta anche in bengali). Tutti i prestiti cinesi che in cinese medio avevano *pʰ- quindi nel vietnamita non odierno conservavano questa pronuncia;
  • Il suono P- /p/ è presente solo in prestiti. Comunque, la *p- del cinese medio diventa un'odierna /b/, che conserva anche la *b-. Non c'è anche distinzione tra *k- e *g- del cinese medio perché /g/ in vietnamita non esiste: diventano entrambi /k/ sorda. Non c'è mai stata distinzione tra aspirazione sorda *x /h~x/ e sonora *h /ɦ~ɣ/ del cinese medio: in vietnamita sono tutte e due sorde /h/. Al contrario, c'è distinzione tra */t/- e */d/-. A parte l'ultimo caso si può concludere che, nel distinguere tra occlusiva sorda e sonora, il giapponese fa confusione, il coreano non fa distinzione perché esiste un'unica versione di consonante occlusiva non aspirata e il vietnamita le rende tutte con un'unica versione.
  • R non in cluster era /ɹ/ (nel sud è /ʐ/, abbastanza simile; questo suono è identico alla R- in pinyin).
  • Esisteva poi una “b” in stampatello con uno svolazzo in basso, pronunciata /β/ e che oggi converge con la lettera V /v/, che però in passato era /w/: il suono /v/ in vietnamita medio non esisteva. Quindi, c’erano due lettere e due suoni distinti, oggi diventati un solo suono rappresentato da un'unica lettera (quindi da V si può ricostruire un’antica /w/ oppure /β/, che in vietnamita arcaico, non attestato perché senza alfabeto e dizionari in cui si spiega la pronuncia, era non fricativa ma occlusiva */p/ o */b/).
  • In vietnamita non esistono i suoni */t͡s/ - */d͡z/ e */t͡sʰ/ del cinese medio: si approssimano in /t/ e /tʰ/, da fricativi a occlusivi dentali.
  • In vietnamita, molti suoni palatali del cinese medio (*/ɕ/, */ʑ/ e */d͡ʑ/) sono diventati /tʰ/. Gli ultimi tre, sono rispettivamente */t͡ɕ/ > /c/, */t͡ɕʰ/ > /ɕ/, e */ɲ/ > /ɲ/, invariato. Il suono /c/, che in vietnamita si scrive "ch" ed è anche a fine parola, si pronuncia come una /k/ che sporge in avanti, individuabile se si pronuncia alla massima velocità "ke-ki-ke-ki-ke-ki-ke-ki". "Ch" /c/ non va confuso con /k/, scritto "c"-, "k", "q"(u).
  • Nelle finali, c’erano anche il colpo di glottide finale, la –s e la -h, poi spariti. La loro sparizione ha condizionato il sistema tonale.
  • I sinogrammi sono stati adottati molto tempo prima del vietnamita medio (vietnamita antico/Ancient Vietnamese, in cui sono nati tutti e sei i toni e, ancora prima, vietnamita arcaico/Archaic Vietnamese, iniziato nel X secolo e finito nel XV). Queste varietà tuttavia non si riescono a ricostruire, mentre invece si riesce a ricostruire il vietnamita medio, il proto-vietnamita (dal VII al IX secolo, senza i sinogrammi) e il pre-vietnamita, una lingua detta “Viet-Muong” che ha originato sia il proto-vietnamita sia la lingua Muong.
  • Il vietnamita medio poteva anche avere tre cluster a inizio sillaba, mentre oggi non ne ha più perché si sono semplificati in un unico suono, convergendo con quelli già esistenti. Per la precisione, */tl/ converge oggi in TR */ʈ/ (in cui converge anche il medesimo suono nel cinese medio */ʈ/ e */ɖ/), */ɓl/ converge in pronuncia meridionale in TR e */ml/, poi /mɲ/, si è oggi semplificata in /ɲ/.
  • Esisteva già in vietnamita medio /ɲ/-, invariato rispetto al cinese medio, e anche il suono /ŋ/ sia inizio parola (oggi scritto "ng"- o "ngh"-), sia come coda e inoltre -/ɲ/ poteva essere anche a fine parola (oggi, converge in /ŋ/ oppure, al sud, in /nʲ/).
  • Le sillabe che sono colpite dalla caduta di *mj- dal cinese medio al cinese moderno sono spesso colpite dallo stesso fenomeno anche in vietnamita. Mentre in cinese oggi iniziano con /w/-, in vietnamita iniziano con /v/-. Raramente hanno una doppia versione in cui si preserva la /m/-.
  • Le finali del cinese medio *-n e *-m sono rimaste invariate, mentre *-ng può conservarsi o mutarsi nell'odierno -nh */ɲ/, che oggi si pronuncia */ʲn/ nel meridione. Gli stop del cinese medio *-p e *-t tendono a conservarsi, mentre *-k si trascrive oggi -c, oppure è diventato -ch (-/ʲk/ nel nord; -/t/ nel sud, molto diverso). Di contro, il colpo di glottide a inizio sillaba si è perso o, se presente, non si trascrive.
  • Qualora si desideri anche pronunciare l'odierna modulazione tonale, si può leggere il diacritico sopra (o sotto, in un caso) le vocali. I toni sono sei e sono qui spiegati prendendo come punto di partenza la pronuncia meridionale (questa varietà è più conservativa in suoni e più precisa nella differenziazione delle lettere). Innanzitutto, senza forzare la voce, bisogna dividere la propria tessitura vocale in tre registri: acuto, medio, grave. Se non si trova nessun segno, è un tono piatto nel registro medio e assomiglia al primo tono del putonghua, traslato nel registro medio (ex. "ba"); se c'è l'accento acuto è un tono crescente dal registro medio a quello acuto, come il secondo tono nel putonghua (ex. "bá"); se c'è uno svolazzo piegato sopra la vocale, dal registro medio si scende e risale sempre nel registro medio (ex. "bả"), quasi a ricordare una versione monca del terzo tono del putonghua e il suo diacritico ruotato; se c'è un accento grave, è un tono decrescente che dal registro medio si scende al grave (ex. "bà"), quasi a ricordare una versione monca del quarto tono del putonghua; se c'è un punto sotto la vocale, è un tono crescente cupo dal registro grave al registro medio (ex. "bạ"), che si può immaginare come una traslazione del secondo tono del putonghua in un registro più basso; il punto messo in basso sembra suggerire di partire da un'intonazione bassa. L'ultimo tono è il più interessante perché, nella pronuncia curata, coinvolge il colpo di glottide/stacco glottale/glottal stop, in cui si serra la valvola che si ha in gola e si emette un colpetto di tosse che lo spezza in due parti: è il tono crescente glottalizzato. Per la precisione, quando si vede un tilde sopra la vocale, si intona la vocale grossomodo nel registro medio, dopodiché si interrompe il flusso di voce serrando la glottide e, nello stesso momento in cui si emette il colpo di glottide, la vocale è subito pronunciata e intonata nel registro acuto (ex. "bã" ˦ˀ˥). L'andamento a zig-zag del tilde indica come sia spezzato in due parti.

Un’utile fonte da cui partire per conoscere e approfondire il vietnamita moderno è proprio il già citato dizionario pubblicato nel 1651 dal gesuita francese Alexandre de Rhodes, detto “Dictionarium Annamiticvm, Lusitanvm et Latinvm”. Come spiega il titolo, è in vietnamita, portoghese lusitano (europeo, non brasiliano o mozambicano) e latino. Il dizionario contiene anche le parole aventi i tre cluster indicati sopra.

Compendio di trasformazioni dal primo cinese medio al vietnamita medio

(per renderlo moderno, si adatta la pronuncia moderna; quella meridionale è più conservativa)

总结

1 *th, *sy, *zy, *dzy, *tsh > */tʰ/ in vietnamita medio (TH in scrittura)
2 *tr, *trh, *dr, *tsr > */ʈ/ (TR; vi converge pure il cluster del vietnamita medio */tl/ e */ɓl/)
3 *p-, *b- > */b/- in vietnamita arcaico (B)

(se evolveva in fricativa bilabiale in quello medio, si scriveva invece con la lettera "b" con svolazzo oggi sparita)

4 *k-, *g- > */k/- (K; Q(U), C), */c/ (CH, ingannevole)
5 *x-, *h- > */h/- (H)
6 *s-, *z-, *t-, *ts-, *dz- > */t/- (T)
7 *tsy- > */c/- (CH, ingannevole)
8 *tsyh- > /ɕ/- (X)
9 *-s > [ø] (solo alcuni prestiti coreani dall'Old Chinese la conservano e pronunciano come uno stop "-t")
10 -*ʔ > [ø] (lo stacco glottale a fine sillaba oggi è completamente perso in tutte queste lingue)
11 *-ng > -*/ŋ/ (-NG, -NGH), -*/ɲ/ (-NH)
12 *-k > -*/k̚/ (-C, -CH)
13 *ʔ- > [ø] (anche se in alcune analisi si prende in considerazione come consonante presente, oggi non si trascrive)
14 *sr-, *tsrh-, *dzr- > */ʂ/- (S)
15 Nuclei di sillaba estremamente complessi > si semplificano, anche se in vietnamita esistono svariati trittonghi.
16 *mj- colpito da caduta > /v/- (V) (cade anche in vietnamita), sporadicamente c'è doppia versione con /v/- e /m/-.
17 (*t, *d, *m, *n, *l, *ng-, *kh, *th, *ny, *sr, w- > non cambiano in vietnamita medio)

!!! (/d/ si scrive Đ, đ ed è sempre stato un suono occlusivo invariato dal cinese medio;

se */d/ evolve in */ð/ fricativa in vietnamita medio, si scrive con D, d)

!!! (in *ny- converge anche il cluster vietnamita *ml)

Introduzione al cantonese 广东话Modifica

Se si sa leggere il cantonese (廣東話 Gwong2dung1waa2), si possono fare analisi, ricostruzioni e paragoni usando anche la versione attuale di questo celebre e prestigioso dialetto di famiglia Yuè (粵語 Jyut6jyu5), che peraltro ha la grande peculiarità di preservare i tre stop senza rilascio di suono a fine sillaba. Riguardo a questo e altri aspetti, è più conservativo rispetto al cinese moderno e assomiglia di più al cinese medio. Questo stesso dialetto viene anche usato nella ricostruzione del cinese medio. Questo paragrafo offre un'introduzione sommaria alla sua fonetica per poterlo integrare nei paragoni e/o poterlo imparare.

Il suo sistema di scrittura si basa sui caratteri tradizionali, inclusi dei caratteri usati solo in cantonese. Siccome la grammatica non è totalmente identica al putonghua, si scelgono diverse particelle e quindi diversi caratteri per scriverle. Addirittura, in dei casi il cantonese possiede delle particelle assenti in cinese moderno, quindi ha delle capacità espressive maggiori a fronte di una grammatica più affastellata di particelle. Per esempio, per indicare una richiesta o smorzare un ordine, si mette la particella finale 啦 laa1 /la:/. Il cantonese infine ha anche un suo vocabolario, che ha punti di contatto e divergenze dal mandarino: per esempio, ha anche lui il vocabolo 如果 ru2guo3 (jyu4gwo2) per dire “se/casomai”, ma per dire “noi”, mentre in cinese mandarino si usa 我们 wo3men5, in cantonese si usa 我哋 (ngo5dei6).

Se si fa analisi e comparazione filologica della fonetica oppure si studia verticalmente la lingua su grammatiche e dizionari, bisogna necessariamente fare affidamento su un sistema di traslitterazione che comprenda anche i toni, un “pinyin cantonese” alla stregua di quello inventato per romanizzare il putonghua. Ne esistono vari, elaborati nel corso degli anni. Qui si prende come punto di partenza la traslitterazione Jyutping (粤拼), piuttosto comoda ed elaborata successivamente al sistema Yale e Sidney Lau.

Le consonanti al 90% non variano rispetto al pinyin e viceversa: i suoni B, P, D, T, G, K, H, L, M, N, Z, C, S, F e NG non cambiano. Tuttavia, siccome i suoni del cinese moderno J, Q, X non esistono più in cantonese, le ultime due lettere (come anche i suoni a loro annessi) non si usano, mentre la “J” viene riciclata per traslitterare il suono semivocalico /j/- non preceduto da nessuna consonante. Esattamente come nel pinyin, se -/j/- e -/w/- sono precedute da consonante/sono parte del nucleo della sillaba, diventano -“I” e -“U” (nelle combinazioni –u, -un- ung, -ut). Quindi, sillabe come “WU, WANG, GUN, MI” non hanno quasi differenza con la pronuncia in pinyin e, dal punto di vista della traslitterazione, seguono le stesse regole. In tutte le altre combinazioni, /w/ si traslittera -W- come se fosse iniziale. Un esempio è 瓜 gwaa1 /kwa:/. In Jyutping, quella che in pinyin sono YI, YIN, YING diventano, senza cambiare pronuncia, JI, JIN, JING. Ma per come si pronuncia la parola “Jyutping", vedi avanti. Se dopo il suono /j/ ci sono altre vocali, la -"I" non si scrive più perché non serve più, ex. JAAM /ja:m/. La “y”, sempre presente in “Jyutping” viene riciclata per indicare la vocale /y/ (vedi avanti). I suoni del putonghua J e Q erano presenti in cantonese e già durante l’Ottocento venivano spesso confusi dalla popolazione. Oggi sono spariti, insieme alle retroflesse. Non esiste nemmeno il suono R- del putonghua.

A fine parola ci possono essere i suoni –NG e –N, come in cinese mandarino, ma in più si reperisce ancora la –M insieme agli stop senza rilascio –P, -T, -K (ex. JIP, JIT, JIK, JIN, JIM, JING). Non tutte le sillabe possibili in cantonese hanno una finale nel nucleo, come anche in cinese moderno: ad esempio, nel putonghua, la sillaba “LAI” non ha nessuna coda nasale: non esistono le sillabe *LAIN e *LAING. All’inizio di una sillaba che inizia per vocale, anche se non c’è segnato nulla, alcuni linguisti nei loro studi indicano la presenza di un colpo di glottide, altri ancora indicano che c’è uno zero-onset (“iniziale-zero”).

In cantonese, il suono NG- può ancora trovarsi a inizio sillaba e addirittura “NG” e “M”, siccome sono anche due sonanti oltre che due consonanti, sono due sillabe a sé, dotate di significato e intonabili. Si pensi per esempio alle esclamazioni “…mh.”, “mmmh!?”, “mmmmmmh!!!”, “mh-mh.”. Le sonanti esistono anche in lingue come il sanscrito, il proto-indoeuropeo e il lituano; in quest’ultima addirittura si intonano /l/, /m/, /n/ e /r/. La trascrizione IPA delle sonanti avviene con un trattino sotto la lettera (non un punto spesso, per indicare la tensificazione): /m̩/ e /ŋ̩/.

Manca soltanto il sistema vocalico, di cui le semivocali W-, -U e J-, -I sono già note come pronuncia e funzionamento. A livello di sole lettere dell’alfabeto, le vocali sono indicate dalle stesse lettere reperibili in pinyin: A, E, -I, O, -U, Y-. A livello fonetico, in cantonese ci sono due vocali che hanno una durata molto breve e sfuggita a prescindere dall'intonazione. Le vocali sono:

- A /ɐ/ è una A di albero in posizione centrale (non anteriore come in italiano) ed è sempre molto breve e sfuggita. Si può anche pensare come una vocale neutra/schwa in posizione più bassa. È sempre molto breve e sfuggita. Non finisce mai senza una coda (ex. au, am).

- AA /a:/ è una A di albero, aperta e con la bocca più spalancata.

- E /ɛː/, E di essere, aperta. L'eccezione è il nucleo EI /ei̯/, in cui si chiude perché si assimila alla /i/ chiusa.

- OE /œː/ è una /ɛ/ con le labbra arrotondate. La grafia assomiglia molto a quella tedesca, se non si usa la vocale con l'umlaut "ö".

- EO /ɵ/ è una /œ/ molto breve, sfuggita e più chiusa. Non finisce mai senza una coda e le tre combinazioni possibili sono "eoi, eon, eot".

- [JI; J...; -I-] [/i:/; -/j/-] sono una I di iato. L'eccezione è JING /eŋ/, come in "jyutping". Esempi di sillabe sono JI, JIN, JING, JAA, JAM, JAN, JO, MIK, NIK.

- O /ɔː/ è una O di occhio, aperta e arrotondata.

- U- /w/ è una U di Urano. L'eccezione è UNG /oŋ/ (ex. ung, jung, dung...).

- W-; -W- si può immaginare come /w/.

- YU /y:/ I di innaffiare, con le labbra arrotondate. Inoltre in OI, UI e EOI, gli unici tre gruppi ad avere questa peculiarità, la “i” si arrotonda perché si assimila in parte alla vocale precedente, che è sempre arrotondata: si pronunciano /ɔːy̯/, /uːy̯/ e /ɵy̯/.

(!!! JYU/ /y/ è la scrittura del suono /y/ in isolamento e/o senza consonanti prima, le combinazioni possibili sono JYU, JYUT, JYUN; un esempio di /y/ preceduto da consonante e MYU /my/).

Tutte le altre vocali del putonghua, come ad esempio la schwa/vocale neutra e la vocale alta centrale non esistono in cantonese.

I toni (声调 sheng1diao4, ovvero 聲調 sing1diu6) vengono indicati, se si usa il metodo più snello, con un sistema cifra-tono come nel pinyin in versione snella. In totale, se si esclude la differenziazione tra tono entrante e non (e quindi le sillabe con stop senza rilascio di suono si assimilano a tutte le altre nell’analisi), ci sono sei toni contro i [quattro+vocale atonale] del putonghua. Non esistono sillabe atonali e, se ci sono gruppi vocalici, le regole per capire quale suono modulare sono grossomodo uguali a quelle del putonghua.

Una volta che, senza forzare la voce, si divide la propria tessitura vocale in tre altezze/registri (acuto-medio-grave), si possono assegnare i numeri [1], [3] e [6] a queste altezze e si possono quindi pronunciare e memorizzare i toni, che nelle vocali sfuggite hanno una modulazione piuttosto rapida.

[1]: equivale al primo tono nel putonghua: è una intonazione piatta e acuta, mai presente nelle vocali brevi e sfuggite.

2: equivale al secondo tono nel putonghua: dal registro medio, si sale a quello acuto. Esiste anche in vietnamita.

[3]: è il primo tono del putonghua traslato però nel registro medio: è un'intonazione piatta nel registro medio, come in vietnamita.

4: è il quarto tono del putonghua spostato nel registro medio-grave: dal registro medio, si scende a quello grave.

5: è il secondo tono del putonghua spostato nel registro grave-medio: dal registro grave, si sale a quello medio, come nella pronuncia meridionale vietnamita.

[6]: è il primo tono del putonghua pressoché spostato nel registro grave: è un'intonazione piatta nel registro quasi grave.

Solo il primo, terzo e sesto tono possono essere posseduti anche da sillabe che finiscono in stop senza rilascio di suono.

Si tracciano qui in modo sommario e generico le (numerose) corrispondenze e differenze delle consonanti col cinese moderno per dare un’idea di come sia vicino o distante rispetto al putonghua. Si traccia anche la corrispondenza tra il suono /y/ e suoi derivati, /ɤ/ in solamento e il trattamento delle semivocali /w/- e /j/-. Di ogni corrispondenza vengono offerti svariati esempi traslitterati in jyutping e pinyin (拼音字母 pin1yin1 zi4mu3, ovvero ping3jam1 zi6mou5), entrambi con la modulazione tonale. Conoscendo il cinese moderno, il cantonese a livello di pronuncia (specialmente per le consonanti) non è un ostacolo per le numerose somiglianze.

Pinyin

拼音

Spiegazione di corrispondenza in cantonese (pinyin/pingjam e jyutping)

说明 (拼音,粤拼)

Esempi (hanzi; jyutping e {pinyin})

例子 (汉字,粤拼,拼音)

B La B del cinese moderno in quasi ogni caso resta B in cantonese. baa2 {bǎ} - 八 baat3 {bā} - 白 baak6 {bái}

辦/办 baan6 {bàn} - 幫/帮 bong1 {bāng} - 北 bak1 {běi}

本 bun2 {běn} - 不 bat1 {bù} - 波 bo1 {bō}

P- La P in quasi ogni caso resta P. paa4 {pá} - 牌 paai4 {pái} - 盤/盘 pun4 {pán}

貧/贫 pan4 {pín} - 瓶 ping4 {píng} - 朋 pang4 {péng}

陪 pui4 {péi} - 普 pou2 {pǔ} - 破 po3 {pò} -

con eccezione 品 ban2 {pǐn}

D La D resta in quasi ogni caso D. daai6 {dà} - 帶/带 daai3 {dài} - 單/单 daan1 {dān}

當/当 dong1 {dāng} - 等 dang2 {děng} - 得 dak1 {de}

地 dei6 {dì} -定 ding6 {dìng} - 東/东 dung1 {dōng}

讀/读 duk6 {dòu} - 頓/顿 deon6 {dùn} - 都 dou1 {dōu}

對/对 deoi3 {duì} - 跌 dit3 {diē}

T- La T resta in quasi ogni caso T. taa1 {tā} - 毯 taan2 {tǎn} - 湯/汤 tong1 {tāng}

頭/头 tau4 {tóu} - 土 tou2 {tǔ} - 太 taai3 {tài}

屯 tyun4 {tún} - 推 teoi1 {tuī} - 體/体 tai2 {tǐ}

聽/听 teng1 {tīng} - 疼 tung3 {téng} - 同 tung4 {tóng}

貼/贴 tip3 {tiē}

con eccezione 特 dak6 {tè}

G La G resta in quasi ogni caso resta G. gam2 {gǎn} - 鋼/钢 gong3 {gāng } - 歌 go1 {gē}

跟 gan1 {gēn} - 更 gang3 {gèng} - 古 gu2 {gǔ}

滾/滚 gwan2 {gǔn} - 國/国 gwok3 {guó}

K- La K tende a diventare una K ma diventa più spesso un'aspirazione H kong3 {kàng} - 虧/亏 kwai1 {kuī} - 狂 kwong4 {kuáng}

開/开 hoi1 {kāi} - 看 hon3 {kān} - 哭 huk1 {kū}

孔 hung2 {kǒng}

庫/库 fu3 {kù} - 款 fun2 {kuǎn} - 快 faai3 {kuài}

H La H in quasi ogni caso resta H, però la sillaba HU(-) perde l'aspirazione.

Sporadicamente diventa F .

ho4 {hé} - 黑 hak1 {hēi} - 漢/汉 hon3 {Hàn}

紅/红 hung4 {hóng}

wu4 {hú}

華/华 waa4 {huá} - 還/还 waan4 {hái} - 壞/坏 waai6 {huài}

環/环 waan4 {huán} - 黃/黄 wong4 {huáng} - 會/会 wui2 {huì}

混 wan6 {hùn}

fan1 {hūn} - 火 fo2 {huǒ}

Z Z resta quasi sempre Z e sporadicamente diventa C. zi6 {zì} - 在 zoi6 {zài} - 暫〔暂〕 zaam6 {zàn}

髒/脏 zong1 {zāng} - 租 zou1 {zū} - 走 zau2 {zǒu}

尊 zyun1 {zūn}

ZH ZH si trasforma nel suono omonimo non retroflesso, imitando la pronuncia del

cinese mandarino del sud, esattamente dove si trova il Guangdong.

zung1 {zhōng} - 正 zing3 {zhèng} - 知 zi1 {zhī}

這/这 ze2 {zhè} - 戰/战 zin3 {zhàn} - |住 zyu6 {zhù}

准 zeon2 {zhǔn}

C C resta C. caat3 {cā} - 從/从 cung4 {cóng} - 參/参 caam1 {cān}

層/层 cang4 {céng} - 倉/仓 cong1 {cāng} - 粗 cou1 {cū}

湊/凑 cau3 {còu} - 村 cyun1 {cūn}

CH CH diventa C, sporadicamente S. ceot1 {chū} - 川 cyun1 {chuān} - 茶 caa4 {chá}

車/车 ce1 {chē} - 陳/陈 can4 {chén}

soeng4 {cháng} - 嘗/尝 soeng4 {cháng} - 城 sing4 {chéng}

con eccezione 吃 hek3 {chī}

S S resta quasi sempre S, sporadicamente C e Z. 灑/洒 saa2 {sǎ} - 傘/伞 saan3 {sǎn} - 嗓 song1 {sǎng}

宋 sung3 {Sòng} - 森 sam1 {sēn} - 蘇〔苏〕 sou1 {sū}

掃/扫 sou3 {sǎo} - 色 sik1 {sè} - 四 sei3 {sì}

筍/笋 seon2 {sǔn}

賽/赛 coi3 {sài}

zuk6 {sú} - 僧 zang1 {sēng}

SH SH diventa S. 殺/杀 saat3 {shā} - 商 soeng1 {shāng} - 社 se5 {shè}

山 saan1 {shān} - 水 seoi2 {shuǐ} - 省 saang2 {shěng}

書/书 syu1 {shū} - 順/顺 seon6 {shùn} - 手 sau2 {shǒu}

R- R- muta nella semivocale J- (/j/-) sia in pronuncia che in grafia.

Il suono palatale */ɲ/ del cinese medio è caduto, ma la semivocale /j/ sarebbe

una spia di questo suono.

jin4 {rán} - 熱/热 jit6 {rè} - 肉 juk6 {ròu}

人 jan4 {rén} - 讓/让 joeng6 {ràng} - 入 jap6 {rù}

潤/润 jeon6 {rùn} - 擾/扰 jiu5 {rǎo} - 扔 jing4 rēng

軟/软 jyun5 {ruǎn} - 弱 joek6 {ruò}

con eccezioni 瑞 seoi6 {ruì}

J J diventa G, sporadicamente K e Z. 幾/几 gei2 {jǐ} || 街 gaai1 {jiē} || 金 gam1 {jīn}

經/经 ging1 {jīng} - 見/见 gin3 {jiàn} - 江 gong1 {jiāng}

九 gau2 {jiǔ} - 具 geoi6 {jù} - 軍/军 gwan1 {jūn}

kap6 {jí}

zaap6 {jí}

Q Q in dei casi diventa K, in altri casi diventa H oppure C. kei4 {qī} - 琴 kam4 {qín} - 窮/穷 kung4 {qióng}

球 kau4 {qiú} - 群 kwan4 {qún}

氣/气 hei3 {qì} - 去 heoi3 {qù}

cai1 {qī} - 錢/钱 cin2 {qián} - 七 cat1 {qī}

切 cit3 {qiè}

X X spesso diventa spesso S e quindi il fatto di trasformare X in S si sposa bene con

la tendenza dei meridionali a trasformare questo suono anche in putonghua,

insieme alla caduta della retroflessione. Oltre a questo esito, ci sono numerose

eccezioni e dei casi in cui diventa H.

hei1 {xī} - 下 haa6 {xià} - 香 hoeng1 {xiāng}

嚮/向 hoeng2 {xiàng} - 鄉/乡 hoeng1 {xiāng} - 鞋 haai4 {xié}

兄 hing1 {xiōng} - 學/学 hok6 {xué} - 靴 hoe1 {xuē}

西 sai1 {xī} - 先 sin1 {xiān} - 想 soeng2 {xiǎng}

小 siu2 {xiǎo} - 笑 siu3 {xiào} - 消 siu1 {xiāo}

羞 sau1 {xiū} - 修 sau1 {xiū} - 寫/写 se2 {xiě}

心 sam1 {xīn} - 新 san1 {xīn} - 信 seon3 {xìn}

星 sing1 {xīng} - 需 seoi1 {xū} - 雪 syut3 {xuě}

宣 syun1 {xuān} - 選/选 syun2 {xuǎn}

con eccezionikap1 {xī}

習/习 zaap6 {xí} - 謝/谢 ze6 {xiè}

gaau3 {jiào}

現/现 jin6 {xiàn} - 休 jau1 {xiū}

尋/寻 cam4 {xún}

訓/训 fan3 {xùn

F F resta F. 發/发 faat3 {fā} - 飯/饭 faan6 {fàn} - 分 fan1 {fēn}

豐/丰 fung1 {fēng} - 福 fuk1 {fú} - 方 fong1 {fāng}

L L resta L. 來/来 loi4 {lái} || 藍/蓝 laam4 {lán} || 路 lou6 {lù}

樓/楼 lau4 {lóu} - 累 leoi6 {lèi} - 樂/乐 lok6 {lè}

狼 long4 {láng} - 龍/龙 lung4 {lóng} - 六 luk6 {liù}

M M resta M.

Il suono compare anche nelle sillabe che perdono *mj- dal

cinese medio: il cantonese conserva la /m/- (ex. 物 wu4, *mjut, mat6)

馬/马 maa5 {mǎ} - 慢 maan6 {màn} - 民 man4 {mín}

美 mei5 {měi} - 母 mou5 {mǔ} - 木 muk6 {mù}

麼/么 mo1 {me} - 米 mai5 {mǐ} - 買/买 maai5 {mǎi}

N N resta in quasi ogni caso N. naa5 {nā} - 難/难 naan4 {nán} - 女 neoi5 {nǚ}

努 nou5 {nǔ} - 呢 ne1 {ne} - 能 nang4 {néng}

年 nin4 {nián} - 您 nei5 {nín} - 你 nei5 {nǐ}

內/内 noi6 {nèi}

W- W- si sporadicamente si sostituisce con NG-, spesso con M-, ma altrove resta W-. ngaa5 {wǎ} - 外 ngoi6 {wài} - 危 ngai4 {wēi}

我 ngo5 {wǒ} - 臥/卧 ngo6 {wò}

萬/万 maan6 {wàn} - 晚 maan5 {wǎn} - 網/网 mong5 {wǎng}

忘 mong4 {wàng} - 文 man4 {wén} - 味 mei6 {wèi}

尾 mei5 {wěi} - 問/问 man6 {wèn} - 聞/闻 man4 {wén}

吻 man5 {wěn} - 蚊 man1 {wén} - 無/无 mou4 {wú}

舞 mou5 {wǔ} - 物 mat6 {wù}

waat3 {wā} - 灣/湾 waan1 {wān} - 碗 wun2 {wǎn}

王 wong4 {wáng} - 為/为 wai6 {wèi} - 穩/稳 wan2 {wěn}

溫/温 wan1 {wēn}

con eccezionijung1 {wēng}

wu1 {wū} - 屋 uk1 (attenzione alla grafia) {wū}

ng5 {wǔ} - 誤/误 ng6 {wù}

Y- Y- spesso non varia, molto sporadicamente sparisce oppure talvolta si sostituisce

col suono nasale NG-.

jin4 {yán} - 易 ji6 {yì} - 應/应 jing1 {yīng}

羊 joeng4 {yáng} - 用 jung6 {yòng} - 因 jan1 {yīn}

要 jiu3 {yāo} - 夜 je6 {yè},

呀 aa1 {ya} /a:/

ngaa4 {yá}

-NG -NG rimane -NG. 生 saang1 {shēng} - 湯/汤 tong1 {tāng} - 黨/党 dong2 {dǎng}

狼 long4 {láng} - 忙 mong4 {máng} - 棒 paang5 {bàng}

胖 bun6 {pàng} - 港 gong2 {Gǎng} - 抗 kong3 {kàng}

京 ging1 {Jīng} - 風/风 fung1 {fēng} - 種/种 zung2 {zhǒng}

蟲/虫 cung4 {chóng} - 總/总 zung2 {zǒng} - 送 sung3 {sòng}

雙/双 soeng1 {shuāng} - 嗓 song1 {sǎng} - 商 soeng1 {shāng}

-N -N in resta -N, ma in alcuni conserva -M. 餐 caan1 {cān} - 林 lam4 {lín} - 跟 gan1 {gēn}

三 saam1 {sān} - 產/产 caan2 {chǎn} - 森 sam1 {sēn}

談/谈 taam4 {tán} - 淡 taam5 {dàn} - 禁 gam3 {jìn}

金 gam1 {jīn} - 淋 lam4 {lín} - 南 naam4 {nā}

參/参 caam1 {cān} - 慘/惨 caam2 {cǎn} - 站 zaam6 {zhàn}

暫/暂 zaam6 {zàn} - 眨 zaam2 {zhǎ} - 斬/斩 zaam2 {zhǎn}

暗 am3 {àn} - 嚴/严 jim4 {yán} - 鹽/盐 jim4 {yán}

染上 jim5 {rǎn} - 驗/验 jim6 {yàn} - 占 zim1 {zhān}

YU. YU in isolamento resta invariato, anche se si scrive JYU, e ha sporadiche

eccezioni.

語/语 jyu5 {yǔ} - 魚/鱼 jyu2 {yú} - 雨 jyu5 {yǔ}

玉 juk6 {yù} - 域 wik6 {yù}

YUE YUE è molto variabile. Un esempio a caso è "jyun". 員/员 jyun4 {yuán} - 院 jyun2 {yuàn} - 遠/远 jyun5 {yuǎn}
YUAN YUAN diventa JYUN. jyut6 {yuè} - 越 jyut6 {yuè}
YUN YUN tende a diventare WAN con svariate eccezioni. wan4 {yún}
-E. -E in isolamento tende a diventare NGOK con svariate eccezioni, come a

esempio "ngo".

餓/饿 ngo6 {è}

Le due sonanti in cantonese, che non si possono confondere in romanizzazione perché sono graficamente separate e circoscritte dalle cifre che indica i toni, raccolgono poche sillabe, tutte quante con intonazione discendente: quella velare "NG" possiede 吾 ng4 {wú}, 吳/吴 ng4 {Wú} 梧 ng4 {Wú } 蜈 ng4 {wú} 郚 ng4 {wú} (questo carattere indica un'antica città nello Shandong, nel sudovest di Anqiu 安丘) e 浯 ng4 {Wú} (un fiume nello Shandong). Le sonanti M sono 唔 m4 {wú} e 嘸 m4, unicamente dialettale.

Un lavoro più approfondito tiene conto anche di tutto il sistema vocalico come nucleo di sillaba e in isolamento. Tiene anche conto delle eccezioni estremamente rare, oltre alle linee guida generiche esposte.

Bibliografia supplementareModifica

  • Chen, C.-Y. (2001). Tonal evolution from pre-Middle Chinese to modern Pekinese: three tiers of changes and their intricacies. Berkeley, CA: Project on Linguistic Analysis, University of California.
  • Newman, J., & Raman, A. V. (1999). Chinese historical phonology: a compendium of Beijing and Cantonese pronunciations of characters and their derivations from Middle Chinese. LINCOM studies in Asian linguistics, 27. Muenchen: LINCOM Europa. ISBN 3895865435
  • Ulving, T., & Karlgren, B. (1997). Dictionary of old and middle Chinese: Bernhard Karlgren's Grammata serica recensa alphabetically arranged. Orientalia Gothoburgensia, 11. Göteborg: Acta Universitatis Gothoburgensis. ISBN 9173462942
  • Pulleyblank, E. G. (1991). Lexicon of reconstructed pronunciation in early Middle Chinese, late Middle Chinese, and early Mandarin. Vancouver: UBC Press. ISBN 0774803665
  • Pulleyblank, E. G. (1984). Middle Chinese: a study in historical phonology. Vancouver: University of British Columbia Press. ISBN 0774801921

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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