Ciro Sbailò

Ciro Sbailò (Ottaviano, 29 febbraio 1960) è un costituzionalista italiano.

È stato tra i primi costituzionalisti a richiamare l'attenzione della comunità scientifica e del Parlamento sul significato epocale della Primavera araba[1], approfondendo le esperienze di giustizia penale e civile, di comparazione giuridica, di transizione costituzionale in chiave interdisciplinare tra diritto pubblico e comparato e geopolitica.

Carriera AccademicaModifica

Di formazione filosofica, intraprende gli studi giuridici su suggerimento di Luigi Pareyson[2], alla fine degli Anni Ottanta. Simultaneamente inizia un’intensa attività pubblicistica sui principali temi di attualità politica degli anni Novanta, quali le riforme istituzionali e i rapporti tra giustizia e politica, conseguendo la qualifica di giornalista professionista nel 1993. Successivamente, decide di abbandonare la professione per dedicarsi all’attività accademica. Mantiene viva l’attività filosofica affrontando tematiche molto vicine a quelle affrontate da Massimo Cacciari[3], interloquendo frequentemente con quest’ultimo.

Contestualmente, approfondisce i propri studi sulla cultura giuridica e politica nella Germania tra le due guerre nonché sul costituzionalismo inglese e americano. Dopo avere collaborato alla cattedra di Diritti dell'Uomo e alla Cattedra di Storia delle Codificazioni moderne della Luiss con Paolo Ungari[4], su consiglio di quest'ultimo, si interessa alle costituzioni dei paesi islamici. Inizia, così, tra la fine degli anni Novanta e i primi del Duemila, ad approfondire lo studio della cultura islamica, evidenziandone gli aspetti più rilevanti per la dottrina giuspubblicistica, e sviluppa, allo stesso tempo, una linea di ricerca sui fondamenti del diritto costituzionale, con particolare riferimento ai temi della sicurezza e della società multietnica.

Dal 2006 al 2016 ha insegnato Diritto pubblico comparato all’Università Kore di Enna, dove ha diretto il Corso di laurea in Scienze della difesa e della sicurezza e ha fondato il centro studi SKAI-Studi Kore del costituzionalismo arabo e islamico.

Dal 2017 insegna Diritto pubblico comparato[5] all’Università degli Studi internazionali di Roma, dove è Preside della Facoltà di Scienze della Politica e delle Dinamiche Psico-Sociali[6].

Dal 2021 è membro del Comitato scientifico della Fondazione Med-Or[7].

Attività scientificaModifica

Ha curato la traduzione dall’arabo della Costituzione egiziana del 2012, traduzione non pubblicata poiché abrogata prima della pubblicazione del lavoro, e di quella del 2014[8].

Nell’anno accademico 2020/2021 fonda il Centro di ricerca di geopolitica e diritto comparato (GEODI)[9].

Altre attivitàModifica

Negli anni 90 è capo redattore di “Quaderni Radicali” e giornalista dell’"Avanti!".

Nel 1996 è portavoce del ministro Alfredo Biondi.

Fino al 2009 è membro laico del Consiglio giudiziario presso la Corte d’Appello di Caltanissetta.

Nel 2009 diventa consulente del Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione e il funzionamento della Convenzione di applicazione dell’Accordo di Schengen e di vigilanza sull’attività dell’unità nazionale Europol[10].

Nell’agosto del 2016 viene nominato, insieme ad altre personalità del mondo accademico e della comunicazione, membro della Commissione sullo stato attuale del fenomeno della radicalizzazione e dell’estremismo jihadista in Italia, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri[11].

Durante l’audizione parlamentare del 17 novembre 2017[12], in merito alle questioni delle Intese art. 8 della Costituzione italiana tra lo Stato italiano e la comunità islamica presente in Italia, nel corso dell’esame delle proposte di legge c. 2976 e c. 3421, recanti disposizioni in materia di istituzione del registro pubblico delle moschee e dell'albo nazionale degli Imam, davanti alla I Commissione Affari Costituzionale della Camera dei deputati (anche sulla base sentenza della Corte costituzionale n. 52 del 2016) ha sottolineato come l’Islam in Italia, presenterebbe un problema politico e non di libertà religiosa. Ossia, l’Intesa è un atto politico: resta un’azione discrezionale dell’Esecutivo e non un diritto della comunità religiosa interessata, la quale non subisce compressione del proprio diritto alla libertà religiosa nel caso dell’assenza di una intesa con lo Stato italiano. Nella medesima audizione ha messo in dubbio la costituzionalità del cosiddetto registro delle moschee proposto dall'onorevole Daniela Santanchè[13].

Il pensiero scientificoModifica

Primavera araba: crisi e insistenza nel tempoModifica

Secondo l’autore, esisterebbe una specifica dottrina giuspubblicistica dell’Islam, complessa e articolata, sostanzialmente unitaria, descrivibile con categorie concettuali europee, ma non ricostruibile come un sottoprodotto dell’esperienza giuspubblicistica occidentale. L’autore ricostruisce il diritto pubblico dell’Islam, mettendo in risalto la dinamicità di questa esperienza giuridica. Egli sostiene la tesi della «polarità politico-religiosa» (che non si concilia con la teocrazia) dell’Islam sunnita: l’affermazione del principio di legalità e la limitazione del potere politico avverrebbero attraverso un processo di “de-secolarizzazione” del diritto, cui si tenderebbe ad attribuire un ruolo fondamentale nelle degenerazioni autocratiche dei regimi instauratisi nei Paesi islamici dopo la decolonizzazione.

Inoltre, affrontando il tema della compatibilità tra Islam e democrazia costituzionale, l'autore tenta di dimostrare l’inestricabile intreccio alla crisi del diritto in Occidente richiamando all’attenzione della comunità scientifica l’esempio del «caso egiziano» nel quadro dell’esperienza giuspubblicistica dei paesi islamici. A tal proposito, l'autore pone particolare attenzione alla Corte costituzionale, che avrebbe fatto leva sui principi sciaraitici per “modernizzare” il sistema[14].

Di recente, ha tuttavia parzialmente rivisto il proprio giudizio sulle primavere arabe, rimarcando la superficialità con cui sono state interpretate dalle potenze occidentali[15].

Critica al populismo e al taglio dei parlamentariModifica

Secondo il giurista, le modifiche avanzate delle proposte di legge costituzionale C.1585 (recanti gli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione) e C.1616 (sul numero dei parlamentari), presenterebbero delle problematicità dettate dal fatto che la proposta fosse agganciata alla proposta di superare il divieto di vincolo di mandato (proposta mai ritirata dal Movimento 5 Stelle). Il giurista avrebbe rilevato come il numero dei rappresentati sia, in generale, direttamente proporzionale alla rappresentatività del rappresentante. L'abbassamento di tale numero, unito all'eventuale introduzione di un qualche vincolo di mandato, secondo il giurista, ridurrebbe i parlamentari a dei meri esecutori e avrebbe effetti deleteri sul principio di rappresentanza.

La sintesi da lui usata è: «Meno parlamentari? Si, ma allora più liberi»[16]. Ovvero, secondo il giurista, occorrerebbe lavorare per rafforzare e non indebolire il divieto di vincolo di mandato. Il giurista ha poi precisato, in un saggio, che la risposta alle tendenze anti-parlamentari e populiste andrebbe cercata nella riforma presidenzialistica.[17].

Il pensiero sul nichilismoModifica

L'autore, avvicinatosi al pensiero di Emanuele Severino, nella sua ultima monografia sostiene la necessità dello studio di Severino da parte dei giuristi per comprendere la crisi del diritto occidentale. In particolare, egli sostiene che l’Europa avendo per prima sperimentato la potenza del nichilismo giuridico, il quale avrebbe avvolto anche la cultura islamica e persino la potenza cinese, sia destinata a ricoprire un ruolo centrale nella riorganizzazione dello spazio giuridico globale[18].

ControversieModifica

Nel 2006 è incluso in una lunga lista di nomi fatti da Mario Pirani, in un articolo sul baronaggio delle cattedre: infatti, il giornalista insinua che la cattedra e la nomina di professore associato di diritto pubblico all'Università Kore di Enna sia da attribuirsi al fatto che l'interessato è stato a lungo giornalista dell’“Avanti!”.[19]. Tuttavia, non sono mai state avanzate obiezioni sulla regolarità della procedura concorsuale.

Nel 2012 il suo nome viene fatto in un servizio giornalistico sul "Tesoro delle Consulenze"[20] in quanto avrebbe ricevuto un significativo compenso per una consulenza in materia economico-finanziaria-contabile richieste dal Ministero dell’Economia, allora guidato dal Ministro Tremonti.

OpereModifica

  • Sul sentiero della notte – La πόλις – Introduzione alle imminenti sfide del diritto pubblico, Ed. PACINI EDITORE SPA (2020). ISBN 978-8833792422
  • I Diritti di Dio. Le Cinque sfide dell'Islam all'Occidente, Ed. Libreria universitaria (2017); ISBN 978-8862927680;
  • Diritto pubblico dell’Islam mediterraneo. Linee evolutive degli ordinamenti nordafricani contemporanei: Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto. Ed. CEDAM (2015). ISBN 978-8813357061;
  • Diritto pubblico dell’Islam mediterraneo. Linee evolutive degli ordinamenti nordafricani contemporanei: Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto. Seconda edizione riveduta e ampliata. Ed. CEDAM (2022). ISBN 978-8813380274;
  • Principi sciaratici e organizzazione dello spazio pubblico nel mondo islamico. Il caso egiziano. Ed. CEDAM (2012). ISBN 978-8813315726;
  • Giustizia e costituzione. Note sulla transizione italiana, Ed. Euno (2011). ISBN 978-8897085706;
  • Il governo della Mezzaluna. Saggi sul diritto islamico. Ed. Euno (2010). ISBN 978-8897085010;
  • La rappresentanza mite. Le Seconde Camere e il futuro della democrazia parlamentare. Ed. Kore University Press (2009). ISBN 978-8881374151
  • Weimar. Un laboratorio per il costituzionalismo europeo. Scienza giuridica e crisi dei valori occidentali. Ed. Kore University Press (2007). ISBN 978-8881372829

NoteModifica

  1. ^ http://documenti.camera.it/_dati/leg16/lavori/stencomm/03/indag/mediterranea/2012/1211/s000r.htm
  2. ^ Se muore il Dio della filosofia, a cura di Ciro Sbailò, “Il Sabato”, anno XII, nº 34 (26 agosto 1989)
  3. ^ AAVV Evidentia 1/90 Trimestrale di ricerca e di dibattito su Moderno e Postmoderno. Contenuto: Parresia–Ciro Sbailò; Paideia–Pietro Boccia; Dia-Logos–Massimo Cacciari; Agorazein–Giuseppe Rippa, Aldo Loris Rossi, Paolo portoghesi
  4. ^ AA. VV., Ricordo di Paolo Ungari Quaderni dell'Istituto di studi storico-politici LUISS 6/2000
  5. ^ https://cercauniversita.cineca.it/php5/docenti/vis_docenti.php
  6. ^ https://www.unint.eu/it/ateneo/governo-e-controllo/269-ciro-sbailo.html
  7. ^ https://www.med-or.org/la-fondazione
  8. ^ https://www.giurisprudenzaeconomiaconcorsi.it/pub/media/blfa_files/9788813361372.pdf
  9. ^ https://www.unint.eu/ricerca/centri-di-ricerca/geodi-centro-studi-di-geopolitica-e-diritto-comparato.html
  10. ^ http://documenti.camera.it/leg16/resoconti/commissioni/bollettini/pdf/2008/12/10/leg.16.bol0106.data20081210.pdf
  11. ^ https://www.agensir.it/quotidiano/2016/9/2/lotta-al-terrorismo-insediata-a-palazzo-chigi-una-commissione-di-studio-sul-fenomeno-della-radicalizzazione-in-italia/
  12. ^ https://www.osservatorioaic.it/images/rivista/pdf/Sbailo.pdf/
  13. ^ http://www.forumcostituzionale.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/sbailo.pdf/
  14. ^ https://www.radioradicale.it/scheda/397788/la-nuova-costituzione-egiziana-intervista-ciro-sbailo-direttore-del-centro-studi-sul
  15. ^ https://www.ansa.it/sito/videogallery/mondo/2020/12/17/primavere-arabe-sbailo-che-errore-sostenerle-senza-opzioni-alternative-ai-regimi_0e051d04-4de5-4600-952e-faf5faafac62.html
  16. ^ https://www.federalismi.it/nv14/articolo-documento.cfm?Artid=36499
  17. ^ https://www.camera.it/application/xmanager/projects/leg18/attachments/upload_file_doc_acquisiti/pdfs/000/001/383/Memoria_Prof._Ciro_Sbail%C3%B2.pdf
  18. ^ https://www.academia.edu/36109183/Comparazione_giuridica_e_destino_del_costituzionalismo_Perch%C3%A9_i_giuristi_devono_studiare_Emanuele_Severino_2018
  19. ^ http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/repubblica-le-mille-universita-dalle-facili-cattedre.flc
  20. ^ https://www.italiaoggi.it/archivio/tesoro-di-consulenze-1770346
Controllo di autoritàSBN RMGV008594