Città di Castello

comune italiano
Città di Castello
comune
Città di Castello – Stemma Città di Castello – Bandiera
Città di Castello – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Umbria-Stemma.svg Umbria
ProvinciaProvincia di Perugia-Stemma.png Perugia
Amministrazione
SindacoLuciano Bacchetta (Sinistra-PD-Socialisti) dal 16-5-2011
Territorio
Coordinate43°28′12″N 12°13′53″E / 43.47°N 12.231389°E43.47; 12.231389 (Città di Castello)Coordinate: 43°28′12″N 12°13′53″E / 43.47°N 12.231389°E43.47; 12.231389 (Città di Castello)
Altitudine288 m s.l.m.
Superficie387,32 km²
Abitanti39 655[1] (30-6-2017)
Densità102,38 ab./km²
FrazioniVedi elenco
Comuni confinantiApecchio (PU), Arezzo (AR), Citerna, Cortona (AR), Mercatello sul Metauro (PU), Monte Santa Maria Tiberina, Monterchi (AR), Montone, Pietralunga, San Giustino, Sansepolcro (AR), Sant'Angelo in Vado (PU), Umbertide
Altre informazioni
Cod. postale06012, 06010, 06018
Prefisso075
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT054013
Cod. catastaleC745
TargaPG
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitanticastellani o tifernati
Patronosan Florido
Giorno festivo13 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Città di Castello
Città di Castello
Città di Castello – Mappa
Posizione del comune di Città di Castello all'interno della provincia di Perugia
Sito istituzionale

Città di Castello (in latino Tifernum Tiberinum; comunemente abbreviato in Castello) è un comune italiano di 39 655 abitanti della provincia di Perugia in Umbria. Principale centro dell'alta valle del Tevere, è sede vescovile della diocesi di Città di Castello.

Diversi sono i fattori che contribuiscono a definire peculiare la città: la struttura architettonica rinascimentale, la densità della popolazione, la posizione geografica e la parlata dialettale.Per la sua collocazione la città è culturalmente molto legata alle regioni limitrofe: Toscana, Emilia Romagna e Marche.

Indice

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Situato nella zona nord dell'Umbria in posizione strategica nell'Alta Valtiberina, il comune possiede un'exclave compresa tra i comuni di Apecchio (PU) e Sant'Angelo in Vado (PU) nelle Marche, corrispondente all'area di Monte Ruperto dell'estensione di circa 500 ettari e con un numero di abitanti pari allo zero. Con la sua superficie di 387 km², si colloca al 20º posto fra i 100 comuni più estesi d'Italia. Altezza sul livello del mare: 288 metri. Altezza minima: 248 metri. Altezza massima: 1.006 metri.

ClimaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Città di Castello.

Città di Castello è situata nella vallata del Tevere, che è interna agli Appennini centro-settentrionali. Ciò nonostante grazie all'altitudine non elevata (l'abitato si estende fra i 270 e i 310 m.s.l.m. circa) ed agli influssi provenienti dal Mar Tirreno, la città gode di un clima di tipo temperato sublitoraneo[2] con inverni moderatamente freddi (la temperatura media di gennaio, mese più freddo, basata sulle medie del periodo 1985-2016 è di 4,3°C) ed estati contraddistinte da temperature elevate ma non torride (la media stagionale, anch'essa basata sul periodo 1985-2016 è di 21,7°C). Le precipitazioni, che si aggirano mediamente sui 900 mm annui, sono abbastanza ben ripartite nel corso dell'anno (con un massimo in novembre) e nei mesi invernali.Queste possono talvolta assumere carattere nevoso. Il clima della parte alto collinare e montuosa del comune con un'altitudine che raggiunge anche i 1000 m s.l.m., è invece generalmente di tipo temperato subcontinentale, con inverni freddi ed estati miti o fresche. Sui rilievi più elevati possono prodursi nevicate consistenti anche fuori stagione e frequenti gelate notturne.

StoriaModifica

Umbri e RomaniModifica

L'insediamento originario fu fondato dagli Umbri sulla riva sinistra del Tevere in prossimità del territorio assoggettato al controllo degli Etruschi.A partire dal III secolo a.C. a causa dell'espansione romana la città fu federata di Roma e successivamente fu inserita nella Regio VI Umbria. Dal I secolo a.C. divenne municipio romano, di cui patrono più illustre fu Gaio Plinio Cecilio Secondo, detto Plinio il Giovane, il quale, secondo quanto affermato in una sua lettera, fece erigere un tempio, ultimato nel 103 o 104, di cui non si conosce la collocazione.

Certamente la gens Plinia possedeva vasti latifondi nelle vicinanze della città ed una villa, che è più volte ricordata dallo stesso Plinio il Giovane nelle sue lettere. Gli scavi, operati dall'Università di Perugia in collaborazione con l'Università di Alicante in località Colle Plinio nel comune di San Giustino, hanno permesso di individuare la collocazione della villa di Plinio il Giovane. La città fu chiamata Tifernum Tiberinum dai Romani, al fine di distinguerla dall'omonimo insediamento posto sul Metauro, Tifernum Metaurense, e sembra che assunse una discreta rilevanza, visto che è citata anche da Plinio il Vecchio.

Non è possibile ricostruire con certezza la struttura urbanistica della città romana. Sicuramente la parte più antica della città corrisponde alla zona sud, dove, nel quartiere denominato Mattonata, sono stati rinvenuti alcuni mosaici, resti di strutture idrauliche ed una porzione di muro di quello che con ogni probabilità doveva essere un anfiteatro.

MedioevoModifica

Incerta è la datazione della diffusione del Cristianesimo, attribuita dalla tradizione a san Crescentino o Crescenziano.Questo visse tra il III ed il IV secolo, e fu martirizzato a seguito di una condanna emessa proprio a Tifernum. Il primo vescovo di Tifernum Tiberinum, Eubodio, è documentato nell'anno 465.

Secondo la tradizione, la città fu distrutta nel VI secolo ad opera del goto Totila e successivamente ricostruita dal vescovo Florido, poi santificato e proclamato patrono della città. La città venne dunque conquistata dai Longobardi, che la chiamarono Castrum Felicitatis e la ricompresero nel Ducato di Tuscia.In seguito passò sotto il dominio dei Franchi prima e dello Stato della Chiesa poi.

Intorno al 1100 si organizzò in Comune e fu minacciata dalle pretese dell'Impero, dello Stato della Chiesa, di Firenze e di Perugia. Nella prima metà del 1200 fu denominata Civitas Castelli e, nonostante le rivalità tra Guelfi e Ghibellini che ne mettevano spesso in pericolo la libertà, poté ugualmente godere di prosperità.In questo periodo infatti la diocesi tifernate si estendeva ben oltre i confini attuali, comprendendo anche gran parte dell'attuale altotevere aretino, dell'alto pesarese e del riminese interno.Fra i secoli XII e XIII acquista indipendenza come comune autonomo il borgo di Sansepolcro, sorto agli inizi dell'XI secolo attorno all'omonimo monastero nel contado di Città di Castello.

Sul piano amministrativo la collocazione della città rimane piuttosto indefinita. Pur inserita nelle terre della Chiesa dall'VIII secolo, ancora nel 1312 viene rivendicata assieme alla vicina e "figlia" Sansepolcro dall'imperatore Enrico VII, come facente parte dell'impero [3].

Nello Stato della ChiesaModifica

Nel 1306 si iniziò a costruire la chiesa dei Servi di Maria, che poi verra' chiamata Santa Maria delle Grazie e diventerà anche nel tempo santuario mariano cittadino. Nella seconda metà del XIV secolo divenne maggiore l'influenza esercitata da Perugia, finché nel 1367 la citta' fu ricondotta sotto lo Stato della Chiesa dal cardinale Albornoz. Nell' anno 1368 Brancaleone Guelfucci sollevò la cittadinanza ed insorse,anche se il popolo tifernate riacquistò la libertà solo nel 1375 grazie all'intervento dei fiorentini.

Nel 1422 papa Martino V affidò la città al condottiero Braccio Fortebraccio da Montone, la cui famiglia detenne il dominio fino al 1440. In questo anno iniziarono le lotte per la conquista del potere tra varie famiglie tra le quali sono quelle dei Vitelli, dei Fucci e dei Tartarini.

Inizialmente si assistette ad un'Oligarchia composta da Vitelli, Giustini e Fucci.Si passò poi al dominio dei soli Vitelli,che eliminarono i Fucci e cacciarono i Giustini.

Successivamente seguirono periodi di forti rivalità, che videro anche il coinvolgimento di papa Sisto IV ed un lungo assedio alla città guidata da Niccolò Vitelli.In seguito ad alterne vicende tuttavia il dominio fu definitivamente preso dai Vitelli che posero a capo della città Paolo Vitelli e Vitellozzo Vitelli.

Quest'ultimo fu ucciso da Cesare Borgia, detto il Valentino, nella congiura di Senigallia nel (1502). Il Valentino si proclamò duca della città e mantenne il dominio per tutto il pontificato di papa Alessandro VI. Da questo momento fino alla fine del XVIII secolo la città fu assoggettata allo Stato della Chiesa, che concedette però la reggenza ad un governatore alle dipendenze della consulta romana. La famiglia Vitelli nelle alterne vicende del XV e XVI secolo incise notevolmente nello sviluppo economico e nell'importanza politica della città. Famiglia di mecenati e condottieri, molto legati ai Medici di Firenze, abbellirono Città di Castello con molti palazzi nei quali furono chiamati a lavorare i maggiori artisti del Rinascimento, primi fra tutti Raffaello Sanzio e Luca Signorelli.Fu significativo nel XVI secolo l'apparentamento dei Vitelli con la famiglia dei Rossi di Parma.Prima Vitello e poi Alessandro (dopo la morte del fratello) sposarono Angela Paola, sorella di Pier Maria il Giovane conte di San Secondo e di Giovan Girolamo, prima vescovo di Pavia e poi governatore di Roma dal 1551.Angela Paola era anche cugina del granduca di Firenze Cosimo de' Medici e cognata di Camilla Gonzaga.

Dal Risorgimento in poiModifica

Il 12 gennaio 1798 fecero il loro ingresso in città i soldati della Repubblica Cisalpina, che proclamarono la repubblica.Solo il 5 maggio successivo le truppe francesi non furono in grado di sedare una rivolta partita dalle campagne e di spiccata tendenza antirepubblicana. L'ordine fu riportato il 18 giugno 1799, quando la città fu occupata dagli austriaci per volere del Papa.

Nel 1817 il territorio del comune di Città di Castello fu decurtato nella parte meridionale delle frazioni di Montecastelli, Niccone e Verna, che passarono al comune della Fratta, oggi Umbertide. Nel 1827 dal territorio comunale furono staccate anche le aree dei due nuovi comuni di San Giustino e Pietralunga.

La città durante i moti insurrezionali ottenne provvisoriamente la libertà dallo Stato Pontificio la sera dell'11 febbraio 1849. L'11 settembre 1860 fu definitivamente occupata dall'esercito piemontese e l'anno successivo entrò nello Stato Italiano, seguendone da questo momento le vicende storiche.

Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo dell'occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, il rettore del locale Seminario, don Beniamino Schivo, si segnalò per la sua coraggiosa opera umanitaria a favore dei civili, dei profughi e dei perseguitati. A lui deve la vita anche una famiglia di ebrei tedeschi che fu accolta, nascosta e protetta dalla deportazione fino alla Liberazione. Per questo suo impegno di solidarietà, l'8 giugno 1986, l'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme ha conferito a don Schivo l'alta onorificenza dei "Giusti tra le nazioni"[4]. Fra gli altri, trovò rifugio nel periodo delle persecuzioni anche Elio Toaff, divenuto poi rabbino capo della comunità ebraica di Roma e nominato cittadino onorario tifernate nel 1999.

Città di Castello fu liberata il 22 luglio 1944.

Nella seconda metà del XX secolo si è verificato un consistente aumento demografico, dovuto anche all'immigrazione dalle vicine Marche e Toscana, che ha portato il Comune di Città di Castello ad essere il quarto comune dell'Umbria per numero di abitanti. A partire dagli anni sessanta la città ha conosciuto un significativo mutamento del tessuto economico.Lo sviluppo industriale si è avuto specialmente nel settore grafico, meccanico, tessile,del mobile e della ceramica,ed ha cambiato profondamente il volto della città. Negli ultimi anni si è avuto anche un forte sviluppo di molte aziende di servizi, specialmente nel settore dell'educazione e della formazione a distanza.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
Il Palazzo dei Priori.
 
Il Duomo.

Architetture civiliModifica

  • La Torre Civica, chiamata dai tifernati "Torre del Vescovo", oggi pendente, aveva una gemella, posizionata a pochi metri di distanza, demolita da tempo.
  • Il Palazzo dei Priori o Palazzo del Comune è il municipio cittadino. Venne costruito dal 1322 al 1338 ad opera di Angelo da Orvieto.
  • Palazzo Vitelli alla Cannoniera, così chiamato perché sul luogo sorgeva un deposito (od una fonderia) di cannoni, è uno dei cinque Palazzi che la famiglia Vitelli eresse a Città di Castello tra la fine del Quattrocento e la seconda metà del Cinquecento. È sede della Pinacoteca (seconda in Umbria, per importanza di opere custodite, alla sola Galleria Nazionale di Perugia) che conserva anche lavori di Luca Signorelli e Raffaello.
  • Palazzo Vitelli a Sant'Egidio, testimonianza della grandezza rinascimentale della città e della potenza della dinastia tifernate dei Vitelli all'epoca delle Signorie. L'intero complesso (composto dal Palazzo, parco con ninfeo e chiuso dalla Palazzina Vitelli) è soggetto a restauri nel parco e nelle mura perimetrali.
  • Palazzo Albizzini, collezione Burri: esempio di architettura rinascimentale, di derivazione toscana (fine '400), dal 1981 Palazzo Albizzini è sede della prestigiosa Collezione delle opere che Alberto Burri ha donato alla città. La Collezione Burri è la più ricca ed organica raccolta dell'opera dell'artista del '900 (si completa con la seconda sede espositiva degli Ex Seccatoi Tabacchi, che contiene le opere di grande dimensione).

Architetture religioseModifica

  • Duomo, col caratteristico campanile rotondo.
  • Chiesa di San Francesco. Chiesa trecentesca, modificata internamente in stile barocco. Quì viene conservata una copia dello Sposalizio della Vergine, che Raffaello dipinse nel 1504 e che fu portato via dalle truppe napoleoniche nel 1798.Oggi l'opera si trova all'Accademia di Brera di Milano. Da segnalare la Cappella Vitelli, costruita su progetto del Vasari.

DialettoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Dialetti altotiberini.

Il dialetto tifernate, come le restanti parlate dell' Alta Valle del Tevere, è caratterizzato da influssi gallo-italici (in particolar modo romagnoli) molto forti, tanto da essere spesso considerato una vera e propria forma di transizione con il gallo-italico od un dialetto stesso.

Tra questi elementi i più evidenti sono la lenizione della t e della c( ad esempio podé - o potere- ed aguto - od acuto)ed il suono cacuminale della s (pronunciato come la "š" o "sc").La sonorizzazione di questa consonante in posizione intervocalica ed una varietà di vocali più ampia rispetto all'italiano sono dovuti a metafonesi. Il più comune di questi fonomemi, tipico anche dei dialetti emiliani e romagnoli, è un suono intermedio tra la a e la e aperta spesso denotato con èe( ad esempio chèene -o cane- e chèeša - o casa). Un'altra caratteristica è la pronuncia della z che come nel romagnolo tende ad assomigliare alla s.

Altro aspetto peculiare, che coinvolge anche le parlate vicine di Monte Santa Maria Tiberina, Citerna e parzialmente quella degli anziani di Monterchi, è l'isocronismo sillabico.In questo caso le vocali in sillaba complicata, terminante per consonante, vengono pronunciate tutte aperte (štrèt-to, quèš-to o quès-to, ròt-to, còr-šo o còr-so), mentre quelle in sillaba libera, terminante per vocale, vengono pronunciate tutte chiuse (béne, šédia, cósa, štória). È un fenomeno peculiare, costituente un unicum in tutta l'Italia centro-settentrionale,e non ha relazioni con situazioni analoghe del Centro-sud adriatico (Abruzzo e Puglia).

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[5]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo i dati ISTAT[6] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era composta da 3.985 persone. Le nazioni di origine maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania 1.186 2,92%

Marocco 770 1,90%

CulturaModifica

Istituti culturaliModifica

  • Istituto di storia politica e sociale "Venanzio Gabriotti"

MuseiModifica

BibliotecheModifica

ManifestazioniModifica

  • Stracastello è una settimana di eventi e una corsa podistica che si svolge nella seconda settimana di settembre.
  • Festival delle Nazioni è una manifestazione internazionale di musica da camera che si svolge ogni anno tra la fine di agosto e l'inizio di settembre.

MediaModifica

StampaModifica

  • La Nazione (redaz. di Città di Castello)
  • Il Giornale dell'Umbria (redaz. di Città di Castello)
  • La Voce (redaz. di Città di Castello)
  • L'Altrapagina

RadioModifica

  • Radio Tiferno Uno

TelevisioneModifica

  • Tevere TV

Persone legate a Città di CastelloModifica

Arti
Religione
Politica e Storia
Medicina
  • Sandro Bartoccioni (Città di Castello, 1947 – Città di Castello, 2006), medico cardiochirurgo.
Spettacolo
(altro)

Geografia antropicaModifica

QuartieriModifica

Casella, Gorgone, Graticole, Madonna del Latte, Mattonata, Meltina, Pesci d'oro, Prato, Rignaldello, Riosecco, Salaiolo - La Tina, San Giacomo, San Pio X

FrazioniModifica

Antirata, Astucci, Badiali, Badia Petroia, Barzotti, Bivio Canoscio, Baucca, San Martino d'Upò, Belvedere, Bisacchi, Bonsciano, Caifirenze, Candeggio, Canoscio, Capitana, Celle, Cerbara, Cinquemiglia, Coldipozzo, Cornetto, Croce di Castiglione, Fabbrecce(Tofanelli), Fiume, Fraccalaglio, Fraccano, Galassina, Grumale, Lerchi, Lugnano, Marchigliano, Montemaggiore, Monte Ruperto, Morra, Muccignano, Nuvole, Petrelle, Piosina, Promano, Roccagnano, Ronti, Rovigliano, San Leo Bastia, San Biagio del Cornetto, San Lorenzo Bibbiana, San Maiano, San Martin Pereto, San Martino di Castelvecchio, San Pietro a Monte, San Secondo, Santa Lucia, Santo Stefano Del Piano, Scalocchio, Seripole, Terme di Fontecchio, Titta, Trestina, Uppiano, Userna, Valdipetrina, Vallurbana, Vingone, Volterrano

Infrastrutture e TrasportiModifica

FerrovieModifica

Il comune è servito dall'omonima stazione posta sulla ferrovia Centrale Umbra, gestita da Umbria Mobilità.

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1993 2001 Adolfo Orsini Partito Democratico della Sinistra poi Democratici di Sinistra Sindaco
2001 2010 Fernanda Cecchini Democratici di Sinistra poi Partito Democratico Sindaco [9]
2010 2011 Luciano Bacchetta Partito Socialista Italiano Sindaco F.F.
2011 2016 Luciano Bacchetta Partito Socialista Italiano Sindaco
2016 in carica Luciano Bacchetta Partito Socialista Italiano Sindaco

GemellaggiModifica

Il primo e unico gemellaggio ufficiale della città[10] è avvenuto in data 28 ottobre 2017:

In precedenza la città aveva stretto vari rapporti di partnership, nello specifico con:

SportModifica

Società sportiveModifica

Le squadre cittadine sono costituite da:

  • due società di pallavolo: Gherardi Svi Città di Castello, tornata in Serie A1 (pallavolo maschile) nel 2013, e AVT Volley Città di Castello;
  • una società di calcio: S.S.D. Città di Castello, militante in Serie D girone G;
  • una società di pallacanestro: Basket Città di Castello ASD, militante nella serie D Regionale;
  • una squadra di rugby: Città di Castello Rugby;
  • una società di ciclismo nella frazione di Cerbara: Gruppo sportivo Errepielle Cerbara;
  • una società di calcio a 5: CTS Grafica Calcio A5 Città di Castello, fondata nel 1998, colori sociali Bianco Rossi, militante in serie C2;
  • una società di canoa: C.C.C.C. (Canoa Club Città di Castello);
  • una società di nuoto: C.N.A.T. '99 (Centro Nuoto Alto Tevere '99).
  • una società di tiro con l'arco: Compagnia Arcieri Tifernum dal 1974

In città si svolge in maggio un importante torneo nazionale di rugby giovanile, il "Trofeo Città di Castello"; in giugno il "Trofeo Tifernum Tiberinum", meeting nazionale di nuoto; in luglio il "Playground Contest", torneo di pallacanestro a tre giocatori (in piazza Matteotti), e in dicembre il torneo di pallavolo femminile "Francesca Fabbri".

CiclismoModifica

Città di Castello è stata sede di arrivo di due tappe del Giro d'Italia, la prima nel 1984, vinta da Paolo Rosola l'ultima nel 1991 vinta da Mario Cipollini.

Personalità sportive legate a Città di CastelloModifica

  • Silvano Ramaccioni (Città di Castello, 1939), dirigente sportivo.
  • Corrado Bernicchi (Città di Castello, 1926 – Città di Castello, 2001), calciatore e allenatore di calcio.
  • Andrea Sartoretti (Perugia, 1971), pallavolista (ex capitano della Nazionale Italiana di Pallavolo) ed allenatore di pallavolo.
  • Renato Buso (Treviso, 1969), calciatore e allenatore di calcio.
  • Federico Giunti (Città di Castello, 1971), calciatore e allenatore di calcio.
  • Franco Mancini (Città di Castello, 1948 – Città di Castello, 2006), calciatore e allenatore di calcio.
  • Lucio Bernardini (Città di Castello, 1960), calciatore e allenatore di calcio.
  • Simone Santi (Città di Castello, 1966), arbitro internazionale di pallavolo.
  • Carlo Mercati (Città di Castello, 1976), canoista italiano, specialità K1 discesa fluviale.
  • Fausto Polidori (Città di Castello, 1949), allenatore di pallavolo.

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2017.
  2. ^ Cfr. la mappa relativa alle regioni climatiche in: AA. VV. Grande Atlante d'Italia De Agostini, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1987, pag. 235.
  3. ^ A. Zorzi, Le Toscane del Duecento, in, Etruria, Tuscia, Toscana, a cura di G. Garzella, Pisa, Pacini Editore, 1998, p. 94
  4. ^ Israel Gutman, Bracha Rivlin e Liliana Picciotto, I giusti d'Italia: i non ebrei che salvarono gli ebrei, 1943-45, Mondadori, Milano, 2006, pp. 214-215.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  7. ^ Cfr. Bartolomeo di Castello in Treccani.
  8. ^ Subsonica
  9. ^ Dimessasi in seguito all'elezione in Consiglio Regionale.
  10. ^ Primo gemellaggio per Città di Castello con Majano, comune in provincia di Udine, su teveretv.it. URL consultato il 14 novembre 2017.
  11. ^ Cerimonie in onore del Sergente Angelo Zampini (PDF), su anaudine.it. URL consultato il 14 novembre 2017.
  12. ^ (FR) Il patto nel sito ufficiale di Joué-lès-Tours, su ville-jouelestours.fr. URL consultato il 14 novembre 2017.
  13. ^ (RO) Il patto nel sito ufficiale di Sighișoara, su sighisoara.org.ro. URL consultato il 14 novembre 2017.
  14. ^ (SV) Il patto nel sito ufficiale di Höör, su hoor.se. (archiviato dall'url originale il 6 novembre 2016).
  15. ^ Protocollo d'Intesa tra i Comuni di Gibellina e Città di Castello, su gibellina.gov.it. (archiviato dall'url originale il 17 novembre 2015).

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF: (EN132507976
  Portale Umbria: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Umbria