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Città dolente (film 1989)

film del 1989 diretto da Hsiao-hsien Hou
Città dolente
Città dolente.jpg
Scena tratta dal film
Titolo originale悲情城市
Lingua originalecantonese, cinese, giapponese, Lingua min nan
Paese di produzioneTaiwan, Hong Kong
Anno1989
Durata157 min
Rapporto1.66 : 1
Generedrammatico
RegiaHou Hsiao-hsien
SceneggiaturaNien-Jen Wu, Chu Tien-wen
Casa di produzione3-H Films
Distribuzione in italianoRizzoli Corriere della Sera Home Video (RCS)
FotografiaChen Huai-en
MontaggioLiao Ching-song
MusicheS.E.N.S.
Interpreti e personaggi

Città dolente (悲情城市S, bēiqíng chéngshìP) è un film del 1989, diretto dal regista Hou Hsiao-hsien.

Il film racconta la storia di una famiglia che viene coinvolta nel cosiddetto "Terrore bianco" che seguì l'incidente del 1947 a Taiwan. In quei mesi migliaia di taiwanesi furono arrestati dal governo del Kuomintang.

Città dolente è stato il primo film taiwanese a vincere il Leone d'oro alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia nel 1989.[1][2] Il British Film Institute, nel 2012, lo elesse tra i più grandi film mai realizzati, ponendolo al 117º posto.[3] Il film fu selezionato per la nomination miglior film straniero al 62° Academy Awards, ma infine non fu accettato.

Indice

TramaModifica

Il film ha luogo negli anni che vanno dall'agosto 1945 al dicembre 1949, ovvero dalla sconfitta giapponese, la fine della condizione di colonia e il ritorno di Taiwan alla Cina, attraverso lo scontro nel continente tra l'esercito nazionalista e le truppe rivoluzionarie, che provocò una massiccia emigrazione sull'isola, fino alla vittoria di Mao, con la conseguente fuga a Taiwan del governo nazionalista di Chiang Kai-shek, che lì si insedia fondando la Repubblica cinese. Sono anni contrassegnati da frequenti scontri tra i ‘nuovi occupanti' e la popolazione locale, che vive l'arrivo degli uomini del continente come una sorta di vera e propria nuova colonizzazione. Tra i drammatici fatti di quegli anni, evocati nel film, possono essere ricordati i terribili scontri del febbraio 1947 che portarono all'uccisione da parte dei nazionalisti di più di 10.000 oppositori e all'arresto di numerosi intellettuali e comunisti; la legge marziale del 1948 che vietava ogni manifestazione ed organizzazione politica, nonché il divieto di parlare taiwanese. Nell'affrontare questo difficile periodo, Hou Hsiao-hsien si concentra sulle vicissitudini della famiglia Lin e, in particolare, sulle vicende di quattro fratelli, mettendone in luce il rapporto con gli sconvolgimenti sociali dell'epoca. Se il secondogenito Wen-sun neanche appare, perché scomparso nelle Filippine, perché mandato in guerra dai giapponesi, il destino degli altri tre non sembra affatto migliore. Wen-heung, Wen-leung e Wen-ching saranno tutti arrestati, chi perché accusato di aver collaborato coi giapponesi, chi per attività anticinese.

Wen-heung, il primogenito, che dirige un night club che durante l'occupazione era stato una sala da tè, si trova coinvolto nei traffici della malavita cinese e finirà per darsi all'alcol e al gioco d'azzardo, fino a perdere la vita in una rissa.

Wen-leung, il terzogenito, pagherà i ripetuti arresti e le violenze subite, causate dai suoi trascorsi come interprete al servizio dei giapponesi, uscendo di senno.

Wen-ching, il quartogenito, sordomuto e fotografo di professione, parteciperà alle lotte contro i cinesi del continente insieme ad altri militanti intellettuali di orientamento socialista, sfuggirà fortunosamente a un tentativo di linciaggio perché creduto cinese e infine, arrestato, scomparirà senza lasciare più traccia.[4][5]

PersonaggiModifica

La famiglia LinModifica

  • Wen ching
  • Wen hung
  • Wen leung

Altri ruoliModifica

  • Hinomi
  • Hinoiei
  • Shizuko
  • signor Lin
  • signor Wu
  • giornalista Ho

CameoModifica

ProduzioneModifica

Città dolente mostra il dissolversi di un'intera famiglia provocato dalla Storia, come spesso accade nelle pellicole di Hou. Secondo uno stile, che attraversa la sua intera opera, Hou Hsiao-hsien mette in scena questi drammatici eventi con distacco e sguardo oggettivo: inquadrature fisse, lunghi piani sequenza[5], immagini distanziate e in profondità di campo. Contrasto tra la calma dello sguardo e la violenza degli eventi.

Il film è stato girato nel Jiufen, una vecchia e degradata città mineraria a nord-est di Taiwan.

Il film è la prima parte di una trilogia sulla storia di Taiwan che comprende Il maestro burattinaio (1993) e Good men, Good women (1995).

Il film venne prodotto da Chiu Fu-sheng, ERA International e 3-H Films Limited.

Colonna sonoraModifica

La colonna sonora del film è stata composta dal gruppo giapponese 'new age' strumentale formatosi nel 1988, S.E.N.S.

AlbumModifica

Il titolo dell'album è hilo Joshi (悲情城市 A City of Sadness), pubblicato il 25 aprile 1990 in formato LP.[6]

TracceModifica

  1. 悲情城市 ~A City Of Sadness~
  2. Hiromi ~Flute Solo~
  3. 文清のテーマ
  4. 悲情城市 Variation 1
  5. Hiromi のテーマ
  6. 悲情城市 Variation 2
  7. 凛 ~Dedicated To Hou Hsiao-Hsien~

DistribuzioneModifica

Il film debuttò alla Mostra internazionale del Cinema di Venezia nel 1989.

Date di uscitaModifica

Le date di uscita internazionali tra il 1989 e il 1990 sono state:[7]

Edizione italianaModifica

Inedito nelle sale cinematografiche italiane, il film venne distribuito in Italia da Rizzoli Corriere della Sera su supporto Home Video VHS.

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ La Biennale di Venezia - The awards of the Venice Film Festival, su www.labiennale.org. URL consultato l'11 maggio 2016.
  2. ^ ASAC Dati: Annali 1989, su asac.labiennale.org. URL consultato il 16 maggio 2016.
  3. ^ A City of Sadness, su BFI. URL consultato l'11 maggio 2016.
  4. ^ Bérénice Reynaud, A City of Sadness, Londra, BFI, 2002, ISBN 978-0-85170-930-7.
  5. ^ a b Luisa Ceretto, Andrea Morini e Giancarlo Zappoli, Il dolore del tempo: il cinema di Hou Hsiao-hsien, Lindau, 1º gennaio 2002, ISBN 978-88-7180-427-9. URL consultato il 26 maggio 2016.
  6. ^ S.E.N.S. - A City Of Sadness, su Discogs. URL consultato il 16 maggio 2016.
  7. ^ Hsiao-Hsien Hou, A City of Sadness, 21 ottobre 1989. URL consultato il 16 maggio 2016.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN208719384 · GND (DE4733505-1 · BNF (FRcb14495391f (data)
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