Apri il menu principale

La Civitas esperantica (in esperanto Esperanta Civito) è una collettività sovrana[non chiaro] democratica e federale, fondata sul patto proclamato a La Chaux-de-Fonds, in Svizzera, il 10 agosto 1998 e sulla carta costituzionale promulgata a Sabbioneta, in Italia, il 2 giugno 2001 dalle istituzioni e associazioni aderenti al Patto. Le strutture della Civitas Esperantica sono sussidiarie a quelle dei soggetti aderenti al Patto[1][2].

Lo scopo principale della Esperanta Civito è rafforzare i rapporti fra gli esperantisti che sentono di appartenere a un gruppo linguistico diasporico senza stato, secondo la definizione contenuta nella Dichiarazione Universale dei Diritti Linguistici, 1996, art. 1, 5.

Non essendo uno stato[bisognerebbe anche dire che cos'è], la Esperanta Civito non ha per obiettivo la potenza politica o economica, ma si prefigge lo sviluppo culturale ed educativo dei suoi cittadini, con piena tolleranza verso le scuole di pensiero cui i singoli fanno riferimento.

Strutturata come un soggetto di diritto internazionale senza territorio (analogamente all'Ordine dei Cavalieri di Malta), la Esperanta Civito si caratterizza per il suo ius sermonis[non chiaro][senza fonte] in contrasto con lo ius soli e lo ius sanguinis degli stati/nazione.

La Civitas Esperantica, che è la realizzazione di quell'idea, si basa su tre pilastri. Il primo è una coscienza di identità: chi parla la stessa lingua ha scelto lo stesso destino, non per lo ius sanguinis, né per lo ius loci, né per lo ius fidei, ma per un diritto nuovo: lo ius sermonis, che vede la lingua come strumento identitario di una comunità. Il secondo pilastro è che la lingua scelta per comunicare è l'esperanto, così come fissato nel 1905 e liberamente evolutosi durante un secolo. Il terzo è il sistema federale: le varie comunità aderenti scelgono liberamente i propri rappresentanti nelle strutture della Civitas, nata non in opposizione alle tradizionali associazioni esperantiste, tendenti principalmente alla diffusione della lingua, scopo al quale la cultura esperanto è funzionale; la Civitas Esperantica evidenzia un'altra faccia della cultura legata all'esperanto (e non necessariamente esperantista): quella dell'identità di un gruppo il cui collante è la fiducia nei valori di uguaglianza portati dalla lingua internazionale[1][3].

NoteModifica

  1. ^ a b (EO) Esperanta Civito: respondoj al oftaj demandoj, su esperantio.net. URL consultato il 2 giugno 2017.
  2. ^ La Esperanta Civito in diretta internet mondiale, su Disvastigo lingue e cultura, 11 febbraio 2014. URL consultato il 2 giugno 2017.
  3. ^ (DE) Civitas Esperantica, su destobesser.com, 16 ottobre 2016. URL consultato il 2 giugno 2017.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

  Portale Esperanto: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Esperanto