Classe Kara

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Classe Kara
Kerch2007Sevastopol.jpg
L'incrociatore Kerch
Descrizione generale
Naval Ensign of the Soviet Union (1950–1991).svg
Naval Ensign of Russia.svg
Tipoincrociatore missilistico
CantiereKommuna 61, Nikolajev
Varo1971
Caratteristiche generali
Dislocamento8200 t
Stazza lorda9.700 tsl
Lunghezza173,8 m
Larghezza18,3 m
Pescaggio7,5 m
Propulsione4 turbine a gas su 2 assi; potenza 120.000hp
Velocità34 nodi (62,97 km/h)
Equipaggio525 (30 ufficiali)
Equipaggiamento
Sensori di bordo1 radar scoperta aerea 'Head-Net-C' e 1 'Top Sali', 2 radar guidamissili SA-N4 'Pop Group', 2 radar guidamissili 'Head Light' (eccetto Azov, che ha 1+ 1 'Top Dome'),2 radar 'Owl Screech' per le armi da 76 mm, 2 'Bass Tilt' per i CIWS, 2 radar nav. 'Don-Kay e 1 'Don-2', 1 sonar a bassa frequenza a prua e 1 a media a profondità variabile
Sistemi difensivi1 serie ESM, Side GLobe' e alcune serie 'Bell'
Armamento
Artiglieria
  • 2 torri binate da 76/59 mm
  • 4 CIWS ADG-630
  • 2 RBU-1000 e 2 RBU-6000
Siluri2 tls quintupli da 533 mm.
Missili
  • 8 missili SSN-14 'Silex'
  • 72 missili SA-N 3 'Coblet' in 2 lanciatori binati
  • 2 lanciatori per 36 SA-N 4
Mezzi aerei1 elicottero Ka-25
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Le sette navi definite, in codice NATO, classe Kara erano unità che i sovietici hanno costruito e considerato come grandi navi antisommergibili (BPK). Varate a Nikolajev tra il 1971 e il 1977, esse sono state uno sviluppo delle precedenti Kresta.

Le navi hanno avuto per la prima volta motori del tipo turbina a gas, missili SA-N 3 Goblet a medio raggio per la difesa aerea al posto dei precedenti SA-N 1 Goa, cannoni da 76 mm invece delle torrette da 57 mm (in entrambi i casi binate), CIWS AK-630 (4 in tutto), e un set di armi e sensori antisommergibili, che costituiscono il principale motivo d'essere della classe. Essi comprendono un sonar a bassa frequenza, un paio di elicotteri Kamov Ka-25 (poi sostituiti con i Kamov Ka-27), 8 missili ASW/AN SSN-14 'Silex'.

DescrizioneModifica

Le unità della classe Kara furono sviluppate come unità della classe Kresta maggiorate. Di conseguenza alcune componenti dell'elettronica furono sviluppate e migliorate. Specialmente per quanto riguarda le comunicazioni radio le unità della classe Kara possono contare su impianti più avanzati. La propulsione è garantita da sei turbine a gas. Lo scafo è in acciaio, mentre le strutture sono state costruite in una lega d'alluminio. Tutte le unità furono costruite a Mykolaïv nell'odierna Ucraina. La produzione su larga scala di queste unità cessò però ben presto in favore delle più moderne unità della classe Slava.

Le unità della classe Kara furono principalmente concepite per contrastare unità subacquee. Per questo tutte le unità sono dotate di un sonar a prua e dispongono sia di lanciarazzi RBU-1000 che di lanciarazzi RBU-6000.

PropulsioneModifica

La classe Kara fu dotata di un sistema di motori a turbina moderno per l'epoca basato su sei turbine, quattro delle quali per garantire la velocità di crociera in condizioni standard e due per incrementare le prestazioni quando necessario. Le quattro turbine principali del tipo GTU-12 A erogano ognuna 20.000 Cv, mentre le due turbine ausiliarie del tipo M-5 possono fornire una potenza di 8.000 Cv. L'autonomia si aggira intorno alle 7.000 miglia nautiche alla velocità di 18 nodi e non è superiore alle 3.000 miglia se la nave procede a velocità sostenuta, intorno ai 30 nodi.

NaviModifica

Nome Impostazione Varo Entrata in servizio Flotta Stato Radiazione Note
Nikolayev 25 giugno 1968 19 dicembre 1969 31 dicembre 1971 del Mar Nero Radiata - Demolita nel 1994
Ochakov 19 dicembre 1969 30 aprile 1971 4 novembre 1973 del Mar nero Radiata 22 agosto 2011 Autoaffondata il 6 marzo 2014 per bloccare la flotta ucraina durante la Crisi di Crimea[1]
Kerch 30 aprile 1971 21 luglio 1972 26 dicembre 1974 del Mar Nero Radiata 15 febbraio 2020
Azov 21 luglio 1972 14 settembre 1973 25 dicembre 1975 del Mar nero Radiata 28 dicembre 1998 Demolita ad Inkerman nel 1999-2000
Petropavlovsk 9 settembre 1973 22 novembre 1974 29 dicembre 1976 del Pacifico Radiata - Venduta nel 1996 per essere demolita
Tashkent 22 novembre 1974 5 novembre 1975 21 dicembre 1977 del Pacifico Radiata - Venduta nel 1994 per essere demolita
Vladivostok (ex Tallinn) 5 novembre 1975 5 novembre 1976 31 dicembre 1979 del Mar Nero Radiata - Venduta nel 1994 per essere demolita

NoteModifica

  1. ^ Autoaffondamento nella baia di Dooslav, su blitzquotidiano.it. URL consultato il 6 marzo 2014.

BibliografiaModifica

  • Robert (ed.) Gardiner, Conway's all the World's Fighting Ships 1947-1995, Londra, Conway Maritime, 1995, ISBN 0-85177-605-1, OCLC 34284130.
  • Robert Gardiner, Chumbley, Stephen; Budzbon, Przemysław, Conway's all the World's Fighting Ships 1947-1995, Annapolis, Maryland, Naval Institute Press, 1995, ISBN 1-55750-132-7, OCLC 34267261.

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