Classe Regina Margherita

La classe Regina Margherita era una classe di corazzate pre-dreadnought della Regia Marina, composta da due unità: Regina Margherita e Benedetto Brin.

Classe Regina Margherita
RN Regina Margherita.jpg
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
TipoPre-dreadnought
Numero unità2
Caratteristiche generali
Dislocamento
  • Normale: 13427 t
  • Pieno carico: 14574 t
Lunghezzafuori tutto 138,6 m
Larghezza23,8 m
Pescaggio8,9 m
Propulsionevapore:
Velocità20 nodi (37,04 km/h)
Autonomia10 000 miglia a 10 nodi (18 520 km a 18,52 km/h)
Equipaggio797
Armamento
Artiglieria
Siluri4 tubi lanciasiluri
CorazzaturaVerticale: 150 mm
Orizzontale: 80 mm
Artiglierie: 220 mm
Torrione: 150 mm
dati tratti da[1]
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la consegna della bandiera di guerra alla Benedetto Brin avvenuta il 1º aprile 1906
l'affondamento della Benedetto Brin

Progettate da Benedetto Brin, erano grandi navi da battaglia, molto veloci per la loro epoca con una velocità di oltre 20 nodi, e ben armate con una dotazione tricalibro (152 - 203 - 305 mm) senza considerare gli ordinari cannoni secondari antisiluranti, ma erano molto deboli in termini di corazzatura protettiva, somigliando in questo ad una sorta di incrociatore corazzato o incrociatore da battaglia.

Le due unità presero parte alla guerra italo-turca del 1911-1912.

Nel corso della prima guerra mondiale la Benedetto Brin andò perduta il 27 settembre 1915 nel porto di Brindisi per esplosione interna, mentre la Regina Margherita affondò durante una tempesta la sera dell'11 dicembre 1916, urtando contro due mine all'uscita della Baia di Valona in Albania.

L'affondamento della Brin fu a lungo considerato dovuto a un sabotaggio nemico, ma nel 2015, a 100 anni esatti dall'evento, la Marina Militare ha ufficialmente dichiarato che:

«Come ormai acclarato, si trattò di una disgrazia non diversa da quelle accadute in altre marine da guerra dell'epoca: la causa dell'affondamento era infatti da attribuire ai nuovi esplosivi utilizzati per le cariche di lancio e di scoppio che, indispensabili e sempre più potenti, erano stati introdotti da troppo poco tempo perché se ne conoscessero tutte le caratteristiche relative alla loro stabilità.[2]»

NoteModifica

  1. ^ Nave da battaglia Regina Margherita, su marina.difesa.it. URL consultato il 27 aprile 2014.
  2. ^ Le “due vite” della nave da battaglia Benedetto Brin, su marina.difesa.it. URL consultato l'8 agosto 2019.

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