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Claunico
insediamento
Hlevnik
Localizzazione
StatoSlovenia Slovenia
Regione statisticaGoriziano
ComuneCollio
Territorio
Coordinate46°01′36.48″N 13°30′42.48″E / 46.0268°N 13.5118°E46.0268; 13.5118 (Claunico)Coordinate: 46°01′36.48″N 13°30′42.48″E / 46.0268°N 13.5118°E46.0268; 13.5118 (Claunico)
Altitudine170,7 m s.l.m.
Superficie0,79 km²
Abitanti37 (2002)
Densità46,84 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale5212
Fuso orarioUTC+1
TargaGO
Provincia storicaLitorale
Cartografia
Mappa di localizzazione: Slovenia
Claunico
Claunico

Claunico[1][2][3], o Claunicco[4] (in sloveno Hlevnik[2], in tedesco Claunico[5]) è un paese della Slovenia, frazione del comune di Còllio.
La località si trova a 5,9 kilometri a nord-ovest del capoluogo comunale e a 570 metri dal confine italiano, all'estremità occidentale del Còllio sloveno ed è anche costituita degli agglomerati sparsi di Benčani, Caponi[2] (Pri Čeponovih), Codromas[6] (Pri Šobalovih), Na Krnicah, Pri Bujetih, e Pri Facendovih.

Indice

StoriaModifica

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, e la parentesi del Regno ostrogoto, a seguito della Guerra gotica (553) promossa dall'imperatore Giustiniano I il suo territorio entrò a far parte dei domini bizantini.
Dopo la calata, nel 568, attraverso la Valle del Vipacco nell'Italia settentrionale dei Longobardi, seguiti poi da popolazioni slave, entrò a far parte del Ducato del Friuli[7].

In seguito alla caduta del regno longobardo e alla sua inclusione nei domini Franchi da parte di Carlo Magno, nel 781 entrò nel Regnum Italiae affidato da Carlo al figlio Pipino; nell'803 venne istituita la Marchia Austriae et Italiae che comprendeva il Friuli, la Carinzia, la Carniola e l'Istria. Alla morte di Pipino nell'810, il territorio passò in mano al figlio Bernardo[8].
Con la morte di Carlo Magno nell'814, la carica imperiale passò a Ludovico I che affidò il Regno d'Italia al suo primogenito Lotario, il quale già nell'828 (dopo aver deposto Baldrico per non aver saputo difendere le frontiere orientali dagli Slavi) divise la parte orientale del Regno, ossia la Marca Orientale (o del Friuli), in quattro contee: Verona, Friuli, Carniola e Istria (comprendente il Carso e parte della Carniola interna).

In seguito al Trattato di Verdun, nell'843, il suo territorio entrò a far parte della Lotaringia[9] in mano a Lotario I e più specificatamente dall'846 della Marca del Friuli divenuta nel 951 Marca di Verona e Friuli.

Nel 952 l'imperatore Ottone I obbligò il re d'Italia Berengario II a rinunciare alle contee “Friuli et Istria”, unendole al Impero romano-germanico e subordinandole al ducato di Baviera tenuto dal suo fratellastro Enrico I a cui successe il figlio Enrico II. Nel 976 passò al Ducato di Carinzia[10] appena costituito dall'imperatore Ottone II.

Dal 1027 il suo territorio fece parte del Patriarcato di Aquileia, che da quell'anno venne proclamato da Corrado II, nella dieta di Verona, “feudo immediato dell'impero” , venendo così tolto dalla dipendenza dei duchi di Carinzia; nel 1077 il Patriarcato venne innalzato (e costituito dall'imperatore Enrico IV) a Principato ecclesiastico di Aquileia, che ebbe influenza, mediante apposito diploma emesso lo stesso anno dall'imperatore, anche sulla marca di Carniola e sulla contea dell'Istria.

Tutto il Collio restò in mani patriarcali fino al 1330[7] quando la sua parte orientale, compreso Claunico, venne annessa dalla Contea di Gorizia, mentre la parte occidentale rimase ai Patriarchi e passando a sua volta, dopo il 1420, sotto l'autorità della Repubblica di Venezia.

Nel 1500 gli Asburgo s'impossessano della vicina Contea di Gorizia e quindi di territori fortemente ambiti dalla Serenissima la quale mirava ad espandersi ad est dell'Isonzo; l'assetto territoriale tra le due potenze, stabilito dal Trattato di Noyon (1516) e sancito da quello di Worms (1521), diede luogo a una linea di confine tortuosa ed incerta, con enclavi arciducali in territorio veneziano e viceversa[11]; anche la pace firmata a Madrid dopo la sanguinosa Guerra di Gradisca ristabilì con meticolosa precisione il confine preesistente[11]; Claunico in particolare era una protrusione dei domini asburgici in quelli veneziani[12] (confinava infatti a nord con Vercòglia di Cosbana, a ovest con Scriò e a sud con Cursò).

Con la Convenzione di Fontainebleau del 1807, passò, per un breve periodo fino al 1814, assieme a tutti i territori sulla sponda destra del fiume Isonzo, nel Regno d’Italia napoleonico sotto il Dipartimento di Passariano nel territorio di Mernico[1].
Col Congresso di Vienna nel 1815 rientrò in mano austriaca nel Regno d'Illiria sempre come frazione del comune di Mernico[13]; passò in seguito sotto il profilo amministrativo al Litorale austriaco nel 1849 come frazione del comune di Cosbana[2] che aveva assorbito quello di Mernico.

Dopo la prima guerra mondiale fu annesso al Regno d'Italia e venne congiunto alla Provincia di Gorizia.
In seguito all'abolizione della stessa Provincia nel 1923, passò alla Provincia di Udine[3] nel comune di Cosbana nel Còllio per poi passare, nel 1927, alla ricostituita Provincia di Gorizia[14].

Fu soggetto alla Zona d'operazioni del Litorale adriatico (OZAK) tra il settembre 1943 e il 1945 e tra il 1945 e il 1947, trovandosi a ovest della Linea Morgan, fece parte della Zona A della Venezia Giulia sotto il controllo Britannico-Americano del Governo Militare Alleato (AMG); passò poi alla Jugoslavia e quindi alla Slovenia.

Alture principaliModifica

Bajetov vrh, mt 265

Corsi d'acquaModifica

Rio Quornizza (Koren); torrente Cosbana/Cosbaniza (Kožbanjšček)

NoteModifica

  1. ^ a b Claunico in: "Dipartimento di Passariano, Mappa originale del Territorio di Mernico frazione di Dolegna, Cantone di Cormons, Distretto di Gradisca, 17 agosto 1812" – periodo napoleonico, Archivio di Stato di Gorizia
  2. ^ a b c d indicazione bilingue Claunico, Hlevnik e Caponi, Čapot in nota 6.4, in: Gemeindelexikon, der im Reichsrate Vertretenen Königreiche und Länder. Herausgegeben von der K.K. Statistischen Zentralkommission. VII. Österreichisch-Illyrisches Küstenland (Triest, Görz und Gradiska, Istrien). Wien 1910, pg 15
  3. ^ a b Regio Decreto 29 marzo 1923, G.U. 27 aprile 1923, n.99
  4. ^ carta IGM al 25.000: 26-III-SO
  5. ^ Claunico nella mappa ingrandibile di: "Tolmein" (1894) - K.u.K. Militärgeographisches Institut - 1:75 000 - ZONE 21 - KOL IX"
  6. ^ Codromas e Claunico (l'attuale Na Krnicah) in: "Dipartimento di Passariano, Mappa originale del Territorio di Mernico frazione di Dolegna, Cantone di Cormons, Distretto di Gradisca, 17 agosto 1812" – periodo napoleonico, Archivio di Stato di Gorizia
  7. ^ a b Collio - Cuèi - Brda - in den Ecken, su nuovolitorale.org. URL consultato il 6 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 20 marzo 2012).
  8. ^ Mappa dell'Impero carolingio all'ascesa di Ludovico I (814)
  9. ^ la Lotaringia (con l'Italia) (in verde) nell'impero carolingio con le tre principali suddivisioni dell'anno 843
  10. ^ Mappa del ducato di Carinzia attorno all'anno 1000 - Allgemeiner historischer Handatlas , 1886, G. Droysens
  11. ^ a b rielaborazione G.I.S. a p. 21 con i confini attuali e quelli del Josephinische Landesaufnahme (1763-1787), in Isonzo-Soca n.79/80 – Ottobre/Novembre 2008, pg. 18-22, “La Contea di Gorizia tra vecchi e nuovi confini”, Michele Di Bartolomeo
  12. ^ Cleunico in: Confine austro-veneto da Cormons alla sorgente del Judrio "Confini da Cormons verso le Montagne", foglio 2 di 2 - Archivio di Stato di Trieste
  13. ^ Claunico in: Mappa censuaria della Comune di Mernico, nel Litorale Circolo di Gorizia, Distretto di Cormons, 1818 - Archivio di Stato di Gorizia
  14. ^ Archivio di Stato di Gorizia, su archiviodistatogorizia.beniculturali.it. URL consultato il 15 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 30 gennaio 2010).